venerdì 11 gennaio 2019

Fabrizio

Vent'anni fa, oggi, se ne andava Fabrizio de André. Si potrebbero scrivere fiumi di parole, evocare ricordi, citare brani della sua sterminata produzione poetica e musicale, ma a cosa servirebbe? Chi l'ha conosciuto conosce perfettamente l'entità della perdita, e sa il cielo quanto ci manca, oggi, un De André.

Amos e il telefono

Una delle pagine più belle, finora, di Una storia di amore e di tenebra è quella in cui l'autore racconta delle telefonate tra la sua famiglia e quella dei suoi zii. Lui, Amos, da bambino abitava con la sua famiglia a Gerusalemme, gli zii a Tel Aviv. Con una cadenza grosso modo bimestrale le due famiglie si sentivano per telefono. Siccome però nessuna delle due aveva l'apparecchio in casa, utilizzavano quello di due farmacie vicine alle rispettive abitazioni. Ma come concordavano il giorno e l'ora? Per lettera. La famiglia di Amos scriveva a quella degli zii indicando un giorno e un'ora precisi in cui, dalla farmacia vicina a casa loro, avrebbero chiamato la farmacia vicina alla casa degli zii, questi ultimi rispondevano con un'altra lettera in cui confermavano di aver capito il giorno e l'ora.
Lo so, la cosa fa sorridere, oggi, ma ha anche un suo innegabile fascino, e comunque era a suo modo avveniristica per l'epoca, dal momento che si sta parlando della terra di Israele degli anni quaranta del secolo scorso.

Liberateci da Libero

È difficile comprendere il cancan suscitato dal titolo di Libero di stamattina. Chiunque lo conosca sa infatti che il suo marchio di fabbrica è sempre stato questo: becerume, ignoranza e volgarità elevati al rango di giornalismo. Tutto qua. In passato hanno fatto anche di peggio. Giustificherei il polverone se un titolo simile l'avesse fatto, che ne so?, Avvenire o qualcuno di simile. Stupisce semmai che ci sia qualcuno che lo compri. Anzi, a ben pensarci non stupisce affatto.

King e l'invidia

Scrive Stephen King, nell'autobiografia On writing, che lui legge grosso modo un'ottantina di libri all'anno, a volte più, altre meno. Legge preferibilmente di pomeriggio, mentre la mattina scrive. Si concede una passeggiata di un'oretta dopo pranzo. Ecco, io invidio King, non per i soldi o la fama o la sua capacità di scrittura - beh, per questa un po' sì - ma proprio per il tipo di vita che fa. Ah lo so, l'invidia è una brutta bestia, ma d'altra parte siamo umani, e se non fossimo invidiosi che umani saremmo?

giovedì 10 gennaio 2019

Baglioni e i migranti

L'uscita di Baglioni sui migranti mi ha sorpreso. Non tanto per le cose dette, da parte mia condivisibilissime, quanto perché pensavo che nelle conferenze stampa pre sanremesi si parlasse del festival: ospiti, canzoni, presentatori ecc., e non anche di attualità politica. D'altra parte io seguo molto poco, praticamente niente, tutto il carrozzone, figurarsi le conferenze stampa.
Per quanto riguarda ciò che ha detto, niente da eccepire, d'altra parte basta avere un paio di neuroni funzionanti per rendersene conto, e il fatto che Salvini abbia liquidato il tutto con un ironico "Canta che ti passa", cioè una risposta cretina a un ragionamento intelligente, dimostra appunto che è intelligente.

Grillo e i vaccini

Da queste parti si dà poco credito alla improvvisa virata pro scienza e pro vaccini di Grillo per via di una sorta di conversione sulla via Damasco. Si tende più a pensare che dietro ci sia un calcolo politico, il medesimo che del resto stava alla base della posizione opposta tenuta fino alla conversione di cui sopra.

Il lato del mio lavoro che detesto

mercoledì 9 gennaio 2019

(...)



(da Una storia di amore e di tenebra, A. Oz)

Il libro di Oz e il mulino Sapignoli



Finalmente posso dedicarmi a Una storia di amore e di tenebra, uno dei libri più belli, da quello che leggo in rete, dello scrittore israeliano Amos Oz, scomparso pochi giorni fa. Dopo una breve ricerca sul sito che collega le biblioteche della provincia di Rimini, ho scoperto che era disponibile per il prestito nella biblioteca di Poggio Torriana, a un tiro di schioppo da casa mia. Naturalmente mi sono precipitato.



Piccola curiosità. La minuscola biblioteca comunale di Poggio Torriana, che vedete nell'immagine qui sopra, è stata ricavata anni fa dalla ristrutturazione di un antico mulino ad acqua. È circondata da un parco verde e nelle vicinanze scorre il Marecchia. Una specie di piccolo paradiso.

Sono impaziente di cominciare il libro di Oz. Quando si inizia a leggere un libro, almeno a me capita così, c'è sempre quella specie di... come chiamarla?... tensione positiva, si potrebbe dire, perché su quel libro si caricano sempre un certo numero di aspettative. Un po' come quando si parte per un viaggio.

Io parto.

martedì 8 gennaio 2019

Carige e stupidaggini varie

Titoli e titoli su 'sta benedetta banca che Di Maio e soci avrebbero salvato dal fallimento tramite decreto. Repubblica che da stamattina ha la notizia in home page a caratteri cubitali, perché loro avevano rotto gli zebedei per mesi con le banche salvate dal Pd con soldi pubblici e alla fine hanno fatto uguale.

Pagine e pagine su piccole e insignificanti beghe di cortile. Ma come si fa ad appassionarsi a queste stupidaggini? A chi interessa? Io vorrei che giornali e siti ogni giorno tenessero viva l'attenzione sulla sorte di Silvia Romano, che tenessero in home page ogni giorno, a caratteri cubitali, i cinquanta poveretti da ormai venti giorni prigionieri su una nave per volere di un "pagliaccio" (copyright Saviano) sadico e crudele.

Vorrei che parlassero del ritorno del fascismo, degli squadristi che ogni giorno sfilano con teste rasate (generalmente vuote), mimetica e braccio alzato in qualche città e che aggrediscono giornalisti. Vorrei che parlassero di amministratori razzisti e cinici che buttano in un cassonetto le coperte di un senzatetto, e che fanno ordinanze contro l'accattonaggio con la scusa della sicurezza. Vorrei che parlassero delle aggressioni e dei pestaggi subiti ogni giorno da qualcuno a causa delle sue preferenze sessuali.

Vorrei che parlassero di una società che sta regredendo su ogni fronte: culturale, etico, morale, una società sempre più cinica, razzista, rancorosa, bisognosa di avere per le mani un nemico su cui scaricare le proprie miserie e pochezze. Di questo vorrei che parlassero, non mi frega niente della banca Carige.

Studiare per amore

Questo saggio è incantevole ed entusiasmante. Non è un manuale su come studiare, è esattamente il contrario e l'ho trovato particolarmen...