sabato 9 giugno 2018

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(da Strade di notte - G. Gazdonov)

Cattolici e soldi

Uno di questi giorni mi toccherà replicare a quello là, quello tutto casa e chiesa che dice sempre: "Se i soldi non fanno la felicità, pensa la miseria...", riprendendo un noto modo dire in voga da decenni. Uno che sta bene, lui, uno che non gli mancano, uno a cui piace accumulare.

Mi toccherà replicare per chiedergli come concilia i soldi con la devozione al cattolicesimo. Quel cattolicesimo che ha prodotto san Francesco, quel cattolicesimo del ricco che è più facile che il cammello passi per la cruna dell'ago che lui vada in paradiso, il cattolicesimo del vendere tutto e darlo ai poveri, se si vuole seguire lui, quel lui, per chi ci crede, che non perdeva occasione per stigmatizzare la ricchezza materiale perché il vero tesoro è di là. Insomma 'ste cose qua.

Un giorno glielo chiederò, a costo di inimicarmelo e di sentirmi rispondere: "E Bertone, allora?"

Sabato mattina in bicicletta (rosa)



Stamattina ho fatto un giro in bicicletta seguendo un percorso che di solito non faccio mai, perché richiede doti da scalatore che naturalmente io non ho, né avrò mai. Traduzione: è un percorso troppo faticoso (per me). L'ultima volta che l'ho fatto credo sia stato l'estate scorsa. In realtà, se proprio vogliamo dirla tutta, non richiede chissà quali doti, un ciclista mediamente allenato se lo mangia infatti con la stessa facilità con cui io mangio cornetto e cappuccino la mattina, ma la faccio più grossa di quello che è per autoconvincermi di avere doti di scalatore.
 
Il percorso. Partendo da casa mia, si segue per qualche chilometro la Santarcangiolese fino al bivio di Torriana, e qui va tutto bene perché è un tratto pianeggiante e coperto interamente da una comoda pista ciclabile. Arrivati al bivio di Torriana si svolta a destra e, dopo un paio di centinaia di metri, comincia la prima impegnativa salita, quella che arriva da Pio, rinomato ristorante della zona. Poi c'è un breve tratto pianeggiante superato il quale comincia la seconda, impegnativa, salita, roba da dover ingranare gli scatti più corti della mountain bike sia al mozzo della ruota che ai pedali. 

Il percorso è faticoso, come dicevo, ma molto bello. A sinistra si vede la valle dell'Uso e a destra quella del Marecchia, e nelle giornate molto terse si distingue nitidamente San Marino, con i suoi castelli e mura arroccati sul monte Titano. Superata la chiesa di Trebbio, sulla sinistra, e passato il piccolo cimitero di Poggio Berni, con un ultimo sforzo si arriva sulla sommità della collina, dove si trovano il comune e l'ufficio postale. Da qui in poi è tutta discesa, eccetto la breve salita che porta al palazzo Marcosanti e quindi di nuovo a casa. 

È un giretto che si fa in poco più di un'oretta, che fa fare una discreta sudata e che così, a occhio, consente di bruciare grosso modo sulle trecento calorie, cosa che non guasta, dal momento che lo scrivente, qui, non è ancora riuscito a buttare giù i chili in eccesso accumulati durante l'inverno.
 
Piccola nota a margine. Non ho una mountain bike mia, per il semplice motivo che quella di Michela giaceva da anni inutilizzata nel garage, quindi per i giri in collina o sulla ciclabile lungo il Marecchia uso la sua, che ormai è diventata mia. Ha il telaio color rosa coi fiorellini, cosa questa che, mi sono accorto, suscita a volte reazioni che vanno dalla perplessità all'ilarità nei ciclisti che mi capita di incrociare, e che farebbe inorridire Adinolfi e Giovanardi qualora mi incontrassero, perché mica si possono sovvertire così impunemente gli stereotipi di genere. Un uomo su una mountain bike rosa coi fiorellini. Scherziamo?

giovedì 7 giugno 2018

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Sto cominciando Strade di notte, di Gajto Gazdonov. Nel risvolto di copertina leggo: "Un tassista russo vaga per le strade buie di Parigi degli anni trenta." [...]
Mi basta, certi romanzi si capisce che saranno belli già dalle note introduttive.

Flat tax

Alla fine le chiacchiere stanno a zero. Tutte le simulazioni sulla flat tax, così come la vogliono fare Salvini e Di Maio, portano a un'unica conclusione: più si è ricchi e più, proporzionalmente, si avranno vantaggi fiscali. Io, ad esempio, simulazione alla mano, sono tra quelli che non avranno alcun risparmio; anzi, è addirittura probabile che rientri tra quelli nei confronti dei quali scatteranno le previste clausole di garanzia per evitare che ci rimetta.

Mi chiedo che senso abbia abbassare le tasse a chi dichiara di più e lasciarle invariate (quando non addirittura aumentate) a chi dichiara meno. Salvini e Di Maio sperano forse di rimettere in moto i consumi e l'economia in questo modo? Beh, sappiano che ci avevano già provato prima di loro Reagan e Bush negli USA e la Tatcher in Inghilterra, e si è visto com'era andata a finire.

mercoledì 6 giugno 2018

L'Alchimista



Ho terminato poco fa L'Alchimista, il primo dei sei romanzi che compongono la serie fantasy scritta da Michael Scott I segreti di Nicholas Flamel, l'immortale. Interessanti sia la storia che la trama. Oltre a ciò, che non è poco, grazie a questo libro ho capito con precisione che cos'è l'alchimia, che io ho sempre considerato banalmente simile alla chimica, mentre invece è qualcosa di molto più ampio e complesso.

In più, ho imparato a conoscere Nicholas Flamel, che non è un personaggio immaginario inventato da Scott, come pensavo io quando ho cominciato a leggere il libro, ma è stato un famosissimo alchimista francese vissuto a cavallo tra il 1300 e il 1400 (Wikipedia ne parla qui).

Piccola curiosità. Nel romanzo il nome Nicholas è sempre scritto con la lettera acca tra la "c" e la "o". Su Wikipedia, sia italiana che francese, senza. Chissà, forse è una libertà che si è preso l'autore.

lunedì 4 giugno 2018

Quota 100

Ho fatto qualche calcolo e ho scoperto che se la cosiddetta Quota 100, così come congegnata nel programma di governo, diventasse legge, tra una dozzina d'anni potrei andarmene in pensione.

Con la legge attuale (Fornero) andrei nel 2033, e quindi avrei ancora quindici anni di lavoro, con la Quota 100 raggiungerei invece il traguardo nel 2030 (avrei sessant'anni tondi), cioè tre anni prima.

Naturalmente qua nessuno si fa troppe illusioni - Boeri ha già spiegato che il tutto costerebbe quindici miliardi di euro il primo anno e venti una volta che la riforma fosse a regime, per cui...

Però mi piacerebbe. Non perché mi sia stancato di lavorare (beh, sì, un po' anche per quello, via), ma pensando a quanti libri potrei leggere in tutto quel tempo libero.

sabato 2 giugno 2018

Due giugno

Stamattina Shamir, il pescivendolo ambulante, era col suo furgone al solito posto, di fronte al vecchio casello, come ogni sabato. Marco, il barista qui sotto casa mia, vendeva come ogni giorno caffè, cappuccini e brioches. La bottega degli alimentari, di là dalla strada, era aperta come ogni giorno e ogni sabato, e pure Luca, il macellaio, vendeva alla affezionata clientela spiedini, salsicce, bistecche e quant'altro.

A Santarcangelo, Coop e Lidl avevano file agli ingressi in entrata e in uscita, per non parlare naturalmente dei bazar dei cinesi, anche se quelli non fanno testo, essendo aperti 365 giorni all'anno, Natale e primo dell'anno compresi.

Diciamo insomma che, almeno qua da queste parti, ci si accorge che è il due giugno unicamente dal numero colorato in rosso sul calendario, ché la sacralità della festa della Repubblica è stata immolata sull'altare dell'incasso.

Come tutto, del resto.

venerdì 1 giugno 2018

Temporali (di calore)

Scopro oggi l'esistenza dei temporali di calore, qualsiasi cosa siano.

Nuovo governo

Così, per curiosità, ho dato un'occhiata alla lista dei diciotto ministri che compongono il neonato governo targato Salvini/Di Maio, ministri equamente divisi tra provenienza leghista e pentastellata, e la prima impressione è che si prospettino tempi non facili per chi non è di religione cattolica, ha orientamenti sessuali diversi da quello canonico, è a favore dell'aborto, del fine vita dignitoso, e tempi duri anche per chi pensa che l'umanità e i diritti vengano prima dello stato del portafoglio - mi riferisco ovviamente alle dichiarazioni del ruspista sui fondi all'accoglienza. Vabbe', è un governo di destra, lo sapevamo, così come sappiamo che destra è da sempre sinonimo di negazione di diritti, e quindi eravamo preparati alle loro intenzioni.

Tra i diciotto in questione noto la presenza di Giulia Bongiorno, celebre difensore di Andreotti nel suo processo per mafia, di cui molti ricorderanno la famosa tripla esclamazione ("Assolto! Assolto! Assolto!") dopo la sentenza della Cassazione. Peccato che non fosse così. Dettagli. Altro nome interessante, ovviamente nell'accezione che attribuisco io a questo aggettivo, è quello di Lorenzo Fontana, pericolosamente catapultato a capo del Ministero della famiglia. Leggo sulla sua pagina Wikipedia: "Si definisce un "crociato" che combatte contro il diritto di aborto, contro le unioni civili tra persone dello stesso sesso e l'omogenitorialità - considerate come un "indebolimento della famiglia" - e contro l'educazione sessuale definita da lui "pro LGBT", affermando che la Russia "è il riferimento per chi crede in un modello identitario di società". Si dichiara inoltre contro l'immigrazione di massa affermando che essa sia, insieme alla "lotta per i matrimoni gay e la teoria del gender nelle scuole", un fattore che mira a cancellare il popolo italiano insieme alle sue comunità e tradizioni."

Mi pare non occorra aggiungere altro.

Bollo e balle

Sono anziano e, come anziano, ho una certa fissa per vecchi arnesi come la semantica. Nel post con cui Gioggia annuncia la sospensione del b...