domenica 10 dicembre 2006

Come ve lo devo dire che non mi serve?












Oggi ho ricevuto un'e-mail (la terza questa settimana di questo genere) con all'interno un link verso un altro sito cinese specializzato nella vendita del Viagra.

Sono perplesso...

Vizi

Ma allora è un vizio... :-)

sabato 9 dicembre 2006

Tu chiamale se vuoi... ingerenze

In questi giorni il governo si è impegnato a varare un disegno di legge sulle unioni di fatto, i cosiddetti "pacs". Immediate (e prevedibili) le reazioni del Vaticano, che tramite il suo organo ufficiale, l'Osservatore Romano, si è scagliato contro la decisione del governo di studiare e definire una legge che regolamenti questa complessa questione.

La materia, oltre ad essere di stringente attualità, è anche piuttosto delicata e probabilmente su di essa la maggior parte delle persone avrà una sua precisa convinzione. Io appartengo (come al solito) alla categoria di quelli che hanno per adesso un piede di qua e uno di là. Provo a spiegare.

Dunque, io sono sposato in Chiesa, e ho un paio di figli. Sono cresciuto in una famiglia cattolica che mi ha insegnato alcune cose e inculcato certi valori (anche se oggi di tutto questo è rimasto ben poco). In virtù di tutto ciò, devo dire che non vedo di buon occhio le unioni di fatto, specialmente se omosessuali. Naturalmente questa è una mia personalissima opinione, basata sul mio modo di vedere le cose e sulla mia esperienza. Però, pur mantenendo la mia idea, ho (come penso di aver sempre dimostrato) profondo rispetto per chi non la pensa come me. E quindi non sarò certo io a stigmatizzare e condannare un governo che ha deciso di affrontare la questione.

Da questo episodio (e da molti altri successi in tempi precedenti) sembra però che tale rispetto non appartenga alla Chiesa e a tutto il suo "entourage". Numerosissime sono state nel corso del tempo, infatti, le "intromissioni" vaticane in tutto ciò che riguarda la vita politica e civile del paese. A cominciare dall'aborto, al divorzio, alla fecondazione assistita, fino ad arrivare ai pacs.
Io sono dell'idea che la Chiesa, pur libera di esercitare il sacro diritto - che è riconosciuto a tutti - di dire quello che pensa, debba limitarsi ad esercitare il suo potere spirituale, non quello temporale. La religione è un fatto individuale, personale, e secondo me non è corretto che venga usato per fare politica. Scusate, non è vero che siamo liberi? E allora cosa volete che gliene freghi a un ateo di ciò che pensa la Chiesa?

Le alte sfere vaticane tuonano che con la discussione di questa legge "si vuole sradicare la famiglia". Beh, io non sarei così drastico. Pur convinto anch'io, infatti, che la famiglia debba essere composta da papà, mamma e figli legittimi, vedo nella discussione di questa legge un tentativo di riconoscere che, volenti o nolenti, alcune cose stanno cambiando. Si può essere d'accordo o meno, ma è sotto agli occhi di tutti. La società cambia (ripeto, nel bene e nel male, forse più nel male, vabbè) e la Chiesa dovrebbe adeguarsi e cercare di limitare alcune sue contraddizioni: non può ad esempio tuonare contro il divorzio e poi annullare i matrimoni quando vuole (e a chi vuole), non può gridare che bisogna cercare di combattere con ogni mezzo l'aids nel continente africano e non accettare il preservativo. Che si decida: o una cosa o l'altra.

E, soprattutto, si tenga fuori dalla politica. Se vuole dare direttive e consigli, benissimo, liberissima. Riconosca però l'altrettanto sacrosanto diritto di ognuno di ignorarli e di pensarla come crede.

Il mio post segnalato nell'home page di Libero




Beh, non posso negare che la cosa, per quanto inaspettata, mi abbia fatto piacere. Come infatti vedete dalle immagini sopra, il mio post intitolato "Qualcosa si è rotto", che ho pubblicato giovedì, è stato ripubblicato oggi nell'home page del portale di LiberoBlog (al momento in cui scrivo è ancora raggiungibile qui).

Come dicevo, la cosa mi ha fatto particolarmente piacere, anche per la correttezza e gentilezza del personale della redazione di Libero: mi hanno infatti contattato preventivamente via e-mail ed è stata linkata correttamente la fonte (il mio blog) da cui è stato preso l'articolo.

Meglio di così...

venerdì 8 dicembre 2006

Foto Reuters 2006


Questa che vedete è una delle 40 foto più belle scelte dall'agenzia Reuters per chiudere il 2006; le altre le trovate in questa pagina di Repubblica. Dateci un'occhiata, alcune sono veramente carine.

L'uomo ragno


Lo ammetto, quest'uomo mi affascina (non fraintendete, non in quel senso). Alain Robert è quel tizio stravagante che si diverte a scalare a mani nude i grattacieli più alti del mondo. Pazzo? Temerario? Tutte e due le cose insieme? Può darsi! Embé? Ognuno non è libero di vivere come crede la sua vita?

Questo si sceglie un grattacielo, arriva, e comincia come se niente fosse la sua arrampicata prima che arrivi la polizia a bloccarlo (la quale non può a questo punto fare altro che attenderlo in cima). L'ultima sua "impresa" è stata l'arrampicata del grattacielo che ospita il distretto finanziario Santa Fe, a Città del Messico.

Puntualmente, come tutte le altre volte, alla conquista della "vetta" è stato preso in consegna dalla polizia, anche se secondo il suo avvocato se la dovrebbe cavare con una multa (in fondo che reato ha mai commesso?). Interessante il suo commento all'atto dell'arresto: "Sono stato in parecchie prigioni di tutto il mondo: niente di ché. spero solo che la polizia messicana mi tratti bene".

giovedì 7 dicembre 2006

Qualcosa si è rotto

Sono convinto che oggi, a Mirafiori, sede storica della Fiat di Torino, si sia rotto qualcosa. Nel corso di un'assemblea sindacale, infatti, sono state rivolte aspre critiche a Epifani (foto), segretario della Cgil, e Angeletti, della Uil, intervenuti per illustrare ai lavoratori riuniti alcuni aspetti della recente finanziaria.

L'ultima volta che a Mirafiori si svolse un incontro tra lavoratori e rappresentanti nazionali di Cgil Cisl e Uil, fu 26 anni fa, e in quell'occasione i sindacalisti ricevettero ben altra accoglienza rispetto a quella ricevuta oggi.

In sostanza, il motivo principale della contestazione, si riassume nelle parole rivolte da un lavoratore allo stesso Epifani: "Guglielmo, questa non può essere la finanziaria dei lavoratori, il sindacato deve mantenere un atteggiamento critico e incalzare il governo anche quando questo è di centro sinistra".

I sindacati, dei quali francamente oggi è difficile spiegare il motivo dell'esistenza, sono quelli che dovrebbero tutelare e farsi portavoce delle istanze dei propri iscritti - e in generale dei lavoratori - presso il governo (qualunque esso sia). Sono quelli che dovrebbero concertare e decidere, assieme agli operai, le strategie comuni da adottare e far valere ai rappresentanti dei governi per tutelare il proprio lavoro.

In pratica i lavoratori chiedono che i sindacati prendano posizione, contro provvedimenti governativi ritenuti ingiusti, a prescindere dal colore della maggioranza di governo. Ha voglia Epifani a tentare di sdrammatizzare quello che è accaduto oggi con frasi tipo: "è stata un'esperienza molto interessante, molto partecipata, sono emerse le vere preoccupazioni, il paese reale è questo".

Già, il paese reale è questo: è quello che è stanco di essere preso per i fondelli. Il provvedimento sul cambio di destinazione del tfr (quello che ha provocato la contestazione dei lavoratori di Mirafiori), inserito nell'ultima finanziaria (sul quale ho pubblicato un lungo articolo sul mio sito internet qualche tempo fa), è stato sostanzialmente avallato dai sindacati, e questo ha provocato la legittima reazione dei lavoratori obbligati a subire questo "scippo" (me compreso) senza potersi opporre.

Insomma qualcosa si è rotto tra il mondo di chi lavora e i sindacati (il rapporto era in verità già incrinato da tempo). Speriamo solo che l'episodio accaduto oggi sia stato un monito che serva a far capire a chi di dovere che gli interessi e le aspettative di chi campa con 1000 euro al mese non si possono barattare col colore politico di un governo.

Fannulloni!!!

Questa dichiarazione di Montezemolo (poi parzialmente ritrattata) mi ha lasciato perplesso, considerando il fatto che da 17 anni mi alzo alle 3 di notte per andare a lavorare. Certo, è indubbio che in Italia - come penso in ogni altro paese - ci siano degli emeriti fannulloni: per rendersene conto basta fare un giro in certi palazzi giù a Roma.

Ma, scusate, Montezemolo che mestiere fa?

mercoledì 6 dicembre 2006

Prese di coscienza

Alla luce dell'imminente raggiungimento del poco lusinghiero traguardo del 3000esimo soldato americano morto in Iraq (più delle vittime americane delle torri gemelle), e delle parole del futuro ministro della difesa americano, Robert Gates, forse Bush si deciderà a riconoscere che effettivamente le cose in Iraq non vanno proprio come dice lui.

Facciamo qualcosa per la libertà informatica (e non solo)?

"Ecco, ricomincia con le sue paranoie sulla libertà informatica..." dirà qualcuno.

Beh... no, non è proprio così... anzi, a pensarci bene sì, è proprio così :-). Scherzi a parte, volevo solo portare alla vostra attenzione due interessanti petizioni online. La prima l'ha segnalata il mio amico maury in questo suo post di qualche giorno fa. Della seconda ne parla invece ZeusNews in questo articolo. Breve spiegazione veloce.

La petizione segnalata dal post di maury è rivolta a sensibilizzare le aziende produttrici di hardware affinché mettano a disposizione i driver delle periferiche che producono anche per gli utilizzatori dei sistemi Linux, come il sottoscritto. E' opinione diffusa che Linux sia un sistema operativo difficile, adatto a utenti "smanettoni": niente di più sbagliato, anzi, per certi aspetti è anche più semplice di Windows. Il vero punto debole di questo sistema operativo è la mancanza di supporto hardware delle aziende produttrici (ne so qualcosa anch'io, da un paio di settimane sto infatti bestemmiando in alamanno e in goto per riuscire a far funzionare la stampante nuova sul mio sistema Linux). Quindi, anche se non siete utilizzatori del pinguino, firmatela lo stesso. Fatelo per me! ^_^

La seconda, invece, sottoscrivibile qui (info più dettagliate qui e qui), chiede semplicemente l'abolizione di una delle più aberranti leggi partorite in tema di impedimento di circolazione della cultura in rete: il decreto Urbani.

Passerelle

Correva il mese di maggio 2023 e la signora del popolo, dopo la prima delle due disastrose alluvioni che misero in ginocchio l'Emilia-Ro...