Non so se si possa chiamare vento di cambiamento, ma ciò che è successo questo fine settimane in Serbia e Brasile sembra qualcosa che gli assomiglia parecchio. In Serbia un travolgente movimento di protesta guidato dagli studenti ha compiuto una svolta epocale ponendo fine al lungo dominio di Aleksandar Vučić; in Brasile il testa a testa presidenziale si è concluso con la riconferma di Luiz Inácio Lula da Silva. Tra l'altro il successo di Lula è storico perché è la prima volta dal ritorno nella storia democratica del Brasile che uno che arriva secondo al primo turno (Lula aveva 45,16% contro 47,03% di Bolsonaro il 4 ottobre) ribalta tutto al ballottaggio e prende un quarto mandato non consecutivo.
In Serbia la sorpresa è stata ancora maggiore, dato che Student List, nata dalle proteste studentesche anti-corruzione dopo il crollo della pensilina a Novi Sad nel 2024 (16 morti), ha vinto con il 52,7% contro il 39,2% della coalizione guidata dal tiranno di destra Aleksandar Vučić. In pratica, in Brasile il "corollario Donroe" (versione trumpiana della famosa Dottrina Monroe) non ha funzionato e in Serbia è caduto un altro leader vicino a Orbán/Putin. Due battute d'arresto per la destra sovranista nello stesso giorno: difficile non essere contenti.
Il prossimo anno si voterà qui da noi. Chissà...
Probabilmente la gente sta cominciando a capire che con certi soggetti non si va molto lontano, nonostante le promesse, i proclami, le parole aggressive e il sogno di un uomo solo al comando.
RispondiEliminaLa gente, soprattutto i giovani, possono spostare voti, intenzioni, volontà e potere. Lo stanno capendo, passo dopo passo.
Spero accada qualcosa del genere (e presto) anche altrove.
Ci saranno votazioni importanti anche in Israele, USA e poi anche in Italia. Vedremo.
Sì, vedremo. Anche se - lo ammetto - per quanto riguarda le nostre elezioni del prossimo anno non sono molto ottimista. Comunque, speriamo.
EliminaLula effettivamente è una sorpresa, ma in Serbia il tutto mi pare il frutto della stanchezza e dell'entusiasmo più che la costruzione di una vera e solida politica.
RispondiEliminaCiononostante la speranza che anche da noi accada qualcosa di bello è dura a morire.
Probabilmente, riguardo alla Serbia, è come dici tu. Ma butta via, mi viene da dire...
EliminaNon mi sembrava vero quando ho sentito le notizie, entrambe le notizie. Ed è stato più forte di me pensare: "ce n'est qu'un début". Chissà...
RispondiEliminaLo spero vivamente.
EliminaLula per anni ha difeso Cesare Battistini anche se poi va detto si è pentito.
RispondiEliminaIl partito degli studenti Serbi sembra voler rimanere in rapporti neutrali con la Russia.
"Si è trattato di un voto contro la corruzione e non per l’Europa. I vincitori hanno promesso che i buoni rapporti con la Russia non scompariranno e che non ci saranno sanzioni contro la Federazione Russa. Il Paese rimarrà militarmente neutrale e l’adesione all’UE sarà decisa da un referendum.
Questa è la novità politica più rilevante: il movimento studentesco non si è presentato come un’appendice delle cancellerie occidentali, né ha trasformato la rabbia sociale in un programma di allineamento automatico a Bruxelles."
Prosegue
"Vučić era diventato l’uomo di Bruxelles che doveva addomesticare la Serbia, portarla dentro la UE e la NATO in chiave anti Russia. Come per tutti gli Yes men del patto Atlantico anche a Vučić era permesso di essere corrotto. La corruzione non solo è considerata da UE, Stati Uniti e NATO come un male necessario ma un’ottima arma di controllo dei loro Yes men.
Diventa un crimine solo quando i loro Yes men non ottengono i risultati designati, come nel caso dell’oligarca ucraino Zelensky, o per sbarazzarsi di un governo di un Paese vasallo troppo nazionalista, come furono i governi DC-PSI della Prima Repubblica in Italia."
Faro di Roma
Orbán è anche lui un neoliberista anche se meno di altri anche se la sua amicizia con Netanyahu è vergognosa.
Putin non c'entra nulla politicamente con Orbán.
*Cesare Battisti.
RispondiEliminaLula nei precedenti mandati ha introdotto e mantenuto il microcredito agricolo rivolto alle iniziative contadine familiari, consapevole che il brasile ha una popolazione in larga parte povera, Bolsonaro (il padre quando presidente aveva bloccato i micro finanziamenti ai contadini) aveva in programma disboscamenti e finanziamenti ai grandi capitali. Questo per dire la portata della vittoria.
RispondiEliminamassimolegnani
Disboscamenti per larga parte effettuati. Diciamo che con la vittoria di Lula la foresta amazzonica respirerà.
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