E niente, capitano quei giorni in cui torno a casa dal lavoro che sono scazzato. Scazzato non è un aggettivo molto elegante, concesso, credo non sia contemplato neppure sul dizionario, ma penso sia l'unico che renda bene l'idea di certe giornate, quelle in cui più di altre mi assale il dubbio se io lavori per vivere o viva per lavorare. Perché c'è da fare un sacco, il personale è quello che è, e allora si fanno ore in più, si fanno straordinari, si rimane perché bene o male, alla fine, il bilico per Modena va caricato e un mulettista serve. Poi però, superato un certro limite, basta, altrimenti la seconda opzione che ho tirato in ballo qui sopra diventa realtà. E io non ho ammazzato nessuno, non ho sul groppone condanne da scontare, e pure io, come tutti, ho una vita fuori del magazzino. E allora basta, passato quel limite lascio lì e vengo a casa, che s'arrangino, eh, il bilico per Modena lo caricherà qualcun altro.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
lunedì 13 marzo 2017
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Pensieri della mosca con la testa storta
Devo dire che per Giorgio Vallortigara nutro da sempre una specie di venerazione. È uno dei più noti e autorevoli neuroscienziati italiani ...
-
Sto leggendo un giallo: Occhi nel buio, di Margaret Miller. A un certo punto trovo una frase, questa: "Qualche minuto più tardi la luc...
-
Pensavo a Cesare, il micio tigrato che per anni è stato la "mascotte" della stazione di Colleferro. Chiunque passasse di lì, speci...
-
Domani il grande Antonino Zichichi compirà 96 anni. Mi è sempre stato simpatico, Zichichi, forse un po' anche a causa di quei tratti som...
Nessun commento:
Posta un commento