sabato 4 giugno 2016

L'Islam violento dei Salvini

Il primo luogo comune che fa a pezzi Franco Cardini nel suo saggio che sto leggendo in questi giorni (Il califfato e l'Europa, ed. Utet) è che il cristianesimo sia una religione di pace, diffusasi gradualmente e con dolcezza grazie alla persuasione, e l'Islam una religione violenta che ha appunto usato la violenza per affermarsi ed espandersi. È esattamente l'opposto, caro Magdi Allam; se il cristianesimo si è affermato in buona parte del globo (Europa, America, oltre a larga parte dell'Africa e dell'Oceania) lo deve esclusivamente alla violenza dei conquistatori e colonizzatori, e gli esempi che Cardini cita sono infiniti (dai massacri di Teodosio a quelli dei sassoni ad opera di Carlo Magno fino alla cristianizzazione dell'Egitto tardo-antico ad opera dei "circumcelliones", monaci guerrieri che "convertivano" con persuasivi grossi bastoni; per non parlare dei famigerati conquistadores spagnoli e portoghesi, i cui roghi su cui bruciavano gli indio sono durati fino al 1700). E come non citare la pulizia etnoreligiosa che per oltre tre secoli (XV - XVII) Spagna e Portogallo hanno messo in atto nei confronti di ebrei e musulmani, una "pulizia" che non ha eguali nella storia?
Non per prendere le parti dell'Islam, del quale al pari del cristianesimo non mi frega nulla, ma, come scrive sempre Cardini, i musulmani non hanno mai fatto niente di tutto ciò, si limitavano a chiedere ai popoli l'accettazione del dominio islamico, che implicava certo una soggezione (più che altro amministrativa), ma mai ottenuta con la violenza, i massacri e le conversioni forzate.
Poi, certo, il discorso è ovviente più articolato e complesso, ma già questo è sufficiente a smentire le corbellerie che ogni giorno si sentono dai vari Salvini e bufalari vari assortiti, i quali devono la loro fortuna al fatto che nessuno più legge, studia o s'informa, altrimenti non avrebbero scampo.

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