martedì 25 dicembre 2012

Appropriazione indebita di Dio

Ratzinger non ha fatto quasi in tempo a finire l'omelia della messa in notturna di Natale, omelia nella quale si è scagliato contro la violenza e i massacri a sfondo religioso nel mondo, che, neanche a farlo apposta, in Nigeria si è consumata l'ennesima, solita, strage di cristiani da parte di gruppi islamici. Ovviamente, come ormai è prassi, domani o al massimo doman l'altro, partirà la solita rappresaglia cristiana contro il nemico musulmano, e la ruota di morte continuerà allegramente a girare, incurante dei patetici e ridicoli appelli di Ratzinger e soci.
Scrive Vatican Insider:

"Il Papa riconosce che 'nella storia, il monoteismo è servito di pretesto per l’intolleranza e la violenza' e che una religione può 'ammalarsi' quando gli uomini fanno di Dio una loro 'proprietà privata'".

Non so dire se sia effettivamente una questione di "proprietà privata" (appropriazione indebita?), ma, se non ricordo male, Ratzinger fu quello che a più riprese ribadì il concetto secondo il quale la religione cattolica è l'unica vera, la sola depositaria della verità e l'unica che consenta l'accesso alla vita eterna. Ora, secondo voi, un ragionamento di questo genere agevola un approccio di tipo tollerante e pacifico alla religione oppure fa esattamente l'opposto? Insomma, se io sono un musulmano, un induista, uno di religione ebraica, un protestante o quello che volete voi e mi sento dire dal tipo con l'ermellino che la sua religione è l'unica vera e le altre sono tutte patacche, lo prendo in simpatia o è più probabile che mi faccia incazzare? (Ovviamente, il ragionamento è reversibile, ma il risultato non cambia.)
Secondo voi, quindi, che credibilità può avere (a parte agli occhi di Paolo Brosio, Formigoni, ecc.) un papa che strilla contro la violenza a sfondo religioso quando lui è il primo a fomentarla?

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