venerdì 27 ottobre 2023

Breve storia della decrescita


L'impressione principale che ho avuto durante tutta la lettura di questo libro è che la decrescita è pura utopia e non si realizzerà mai volontariamente per presa di coscienza dell'uomo, ma si attuerà semplicemente per cause di forza maggiore, perché la nostra way of life su questo pianeta non è più sostenibile. Ma cos'è la decrescita? Cosa si intende con questo sostantivo? 

Non si tratta, come in genere si pensa, di una semplice e costante diminuzione o flessione del PIL, oggi il valore unico che abbiamo eletto a parametto universale del benessere e del prestigio di una società. Si tratta di ritornare a un livello di vita materiale compatibile con la riproduzione degli ecosistemi in cui si vive. In sostanza non si sta parlando di una rigorosa, inflessibile e talebana diminuzione della ricchezza (cioè del PIL), che non avrebbe senso, ma di una crescita della ricchezza senza un aumento dei prelievi di risorse non rinnovabili.

E non è semplice per niente farlo, per il fatto che nasciamo e viviamo (e moriamo) in una società che ha come imperativo la crescita. Ma non la crescita intelligente e ponderata intesa come mezzo per vivere, ma crescita fine a se stessa che trova il suo ambiente naturale nella civiltà dell'illimitato, che è la nostra. Basta guardare qualsiasi telegiornale: se il PIL non cresce si va nel panico, c'è allarme, quasi isteria. E ci si dimentica che non può esistere una crescita infinita in un pianeta finito. 

Un altro punto interessante approfondito da Latouche è lo sfatamento del luogo comune secondo cui una crescita del PIL è sinonimo di maggiore felicità e maggiore benessere, mentre invece non è affatto vero che le società più ricche sono le più felici: dati alla mano è semmai vero il contrario, anche perché le società dell'illimitato sono le società dove le diseguaglianze sono più marcate e l'imperativo del consumo fine a se stesso produce un aumento del degrado della qualità della vita (l'acqua, l'aria, l'ambiente) che, paradossalmente, richiede per essere compensato un massiccio ricorso a strategie come prodotti antistress, viaggi, svaghi. D'altra parte non è un caso che i paesi occidentali più ricchi sono quelli in cui maggiore è il consumo di psicofarmaci (l'Italia è al secondo posto dopo la Francia).

Ecco spiegato in soldoni perché la decrescita intesa come "abbondanza frugale" o "prosperità senza crescita" è pura utopia. Perché nessuno, anche a livello psicologico, prenderà mai in considerazione di diminuire il proprio tenore di vita o di cambiare le proprie abitudini, ad esempio provando a usare meno la macchina (per assorbire la CO2 prodotta da un litro di benzina occorrono 5 metri quadrati di foresta), abbassare di qualche grado la temperatura in casa in inverno, dominuire il consumo di carne (gli allevamenti intensivi rappresentano la causa prima di consumo di suolo nel mondo e sono i maggiori responsabili del riscaldamento globale).  

Insomma, la decrescita è a mio avviso pura utopia, ma libri come questo hanno se non altro il merito di aiutare a capire certe dinamiche del mondo e a prendere coscienza del nostro ruolo all'interno di esse. E forse non è poco.

Lettura e cervello

Uno dei miei contatti su Twitter ha linkato ieri questo bellissimo articolo. Spiega, dal punto di vista delle neuroscienze, i benefici che la lettura apporta al nostro cervello e al nostro apparato cognitivo. E spiega anche perché i suddetti benefici sono molto ma molto maggiori se si legge un libro cartaceo piuttosto che un e-book.

Se siete appassionati di libri e lettura, vi consiglio vivamente di trovare cinque minuti e darci una letta.

martedì 24 ottobre 2023

Il buon esempio dei "grandi"

 


Difficile immaginare che il conflitto arabo-israeliano possa attenuarsi se i primi a farsi la guerra sono i signori in giacca e cravatta che stanno al palazzo di vetro dell'ONU. 

Nello specifico, lo scontro si è svolto oggi durante una riunione speciale del consiglio di Sicurezza e ha visto protagonisti António Guterres e Gilad Erdad, rispettivamente segretario generale delle Nazioni unite e ambasciatore ebraico all'ONU. La scintilla che ha dato fuoco alle polveri è partita da Guterres il quale, dopo aver condannato con forza l'attacco di Hamas del 7 ottobre, si è permesso di far notare che "gli attacchi di Hamas non sono arrivati dal nulla. Il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione", anche se questi anni "non possono giustificare gli spaventosi attacchi di Hamas". Da qui la reazione eufemisticamente indignata di Erdad, che ha accusato Guterres di dimostrare comprensione per la campagna di uccisioni di massa di bambini, donne e anziani e quindi di non essere adatto a guidare l'ONU. 

Se si lascia da parte il fatto che in 17 giorni di guerra la rappresaglia di Israele ha causato, secondo Save the Children, la morte di 2000 bambini palestinesi e il ferimento di altri 4600 (ferimento è oltretutto un termine dolce che racchiude ustioni atroci, perdita di arti e altre orribili ferite da esplosione), non si capisce cosa abbia detto Guterres per innescare la violenta reazione dell'ambasciatore di Israele. Ha semplicemente detto ciò che è storia, e cioè che decenni di politiche israeliane hanno contribuito a creare una situazione insostenibile a Gaza. Fino all’esplosione della violenza terroristica di Hamas del 7 ottobre e alla nuova guerra. Quella situazione che Gad Lerner qualche giorno fa ha metaforicamente equiparato a una pentola a pressione che alla fine è scoppiata. E che Israele e l'Occidente abbiano avuto nel corso dei decenni responsabilità enormi per quanto riguarda l'incancrenirsi di questa situazione non è che lo dice Guterres, che è solo l'ultimo arrivato, ma lo dicono da sempre storici, esperti di geopolitica, giornalisti. 

Dire questo non significa comprendere o solidarizzare con Hamas - solo una persona non sana di mente potrebbe farlo -, significa semplicemente contestualizzare il tutto e cercare di capire la storia pregressa che ha poi condotto al tragico epilogo di questi giorni. Ma la vedo dura, se a scannarsi su questi temi sono quelli che dall'alto della posizione che occupano dovrebbero essere i primi a dare segnali di distensione e di pace.

lunedì 23 ottobre 2023

Vince Galliani

Non che ci fossero molte speranze che accadesse il contrario, intendiamoci, ma diciamo che è stato bello sperarci. E io sinceramente, e un po' ingenuamente, sotto sotto ci speravo. Non è andata così, e l'unico commento con cui mi trovo in perfetta sintonia relativamente all'accaduto è quello di Mante.

Canto della pianura


Di Haruf avevo già letto Le nostre anime di notte e La strada di casa, entrambi interessantissimi. Poi venerdì sono passato in biblioteca e ho preso questo, che è il primo volume de La trilogia della pianura, e l'ho divorato.

Ci si trova nella cittadina americana immaginaria di Holt, localizzata genericamente all'interno delle sterminate pianure del Colorado, e le vicende narrate ruotano attorno ad alcuni personaggi del posto: gli anziani fratelli McPheron, il professor Guthrie e i suoi figli, Ike e Bobby. E poi Victoria, adolescente abbandonata da sua madre dopo aver scoperto di essere incinta, e altri ancora.

Le vicende di alcune di queste persone si intrecceranno dando vita a un romanzo corale splendido. La prosa di Haruf è fluida, magnetica, ma anche lirica e malinconica, e le descrizioni dei luoghi e dei personaggi sono a tratti talmente particolareggiate che è impossibile non affezionarsi ad essi.

Un romanzo bellissimo in cui ci si immerge totalmente e si dimentica tutto il resto. Ovviamente leggerò anche gli altri due della trilogia.

sabato 21 ottobre 2023

Conferenza sulla Luna

Sono appena rientrato a casa dopo aver assistito a una spettacolare conferenza di Giovanni Covone, professore associato di astrofisica all'università Federico II di Napoli. Conferenza dal titolo: "La Luna, il primo passo verso le stelle", dove il simpaticissimo professore, con una chiarezza, una competenza e una capacità divulgativa che Piero Angela levati, ha spiegato alcuni concetti di astronomia e di tematiche relative all'infinitamente grande. E li ha spiegati a noi, che siamo infinitamente piccoli. 

Mentre lo ascoltavo pensavo alla moltitudine di cose che non sappiamo e a quanto sia interessante scoprirle. E anche a come sarebbe migliore il mondo se dedicassimo alla conoscenza lo stesso tempo che dedichiamo a Giambruno.

venerdì 20 ottobre 2023

Vannacci a scuola

Francamente non vedo lo scandalo se in un liceo viene letto il libro di Vannacci. Se ci sono posti in cui certi libri vanno letti sono proprio le scuole. Magari un liceo scientifico in cui ci sia un bravo professore di scienze che metta alla berlina tutte le sciocchezze contenute nel libro. Ma scusate, non serve a questo la scuola?

giovedì 19 ottobre 2023

In mezzo al caos

In mezzo al caos di parole, esternazioni, conflitti verbali più o meno violenti, certezze assolute, posizioni manichee, emergono qua e là piccole parentesi di buon senso, pacatezza e intelligenza. Come questi dieci minuti di un grande Gad Lerner.

Biden, tra rincoglionimento e saggezza

Vado a memoria e quindi potrei sbagliarmi, ma mi pare che Joe Biden sia il primo presidente USA post 11 settembre a riconoscere gli errori commessi dall'America dopo quegli attentati, o almeno a farlo in modo così plateale. 

L'ha detto ieri a Tel Aviv dopo aver incontrato Netanyahu, riconoscendo che la rabbia che prova Israele dopo l'attacco del 7 ottobre è la stessa che provarono loro all'indomani dell'11 settembre. Ma non si è fermato qui. Ha infatti proseguito consigliando a Israele di non commettere gli stessi errori che, sull'onda di quella rabbia, commisero loro dopo quegli attentati.

Il riferimento è ovviamente alla seconda guerra dell'Iraq, che ha avuto come unici risultati quelli di incendiare il Medio Oriente e di seminare il terrorismo nel mondo per almeno un decennio (quando Illary Clinton disse: "l'Isis l'abbiamo creato noi", a questo si riferiva). 

Poi, certo, può darsi benissimo che il mea culpa di Biden sia più dettato da motivazioni contingenti legate alla "realpolitik" che a sinceri desideri di ammettere colpe, atteggiamento non esattamente in linea con la psicologia collettiva americana di stampo imperialista, ma intanto prendiamo su.

mercoledì 18 ottobre 2023

Grande Gasparri

Devo dare atto a questo governo di essere stato il primo in tutta la storia repubblicana (nemmeno Berlusconi era arrivato a tanto) ad ammettere pubblicamente di prendere per i fondelli la gente. 

Chapeau!

Taglio accise per i fessi

A proposito della riduzione delle accise sul gasolio, 17 centesimi al litro per 9 giorni partendo da oggi, giova ricordare che questo govern...