martedì 18 marzo 2025

Dettagli


Israele ha interrotto la tregua, che in realtà non c'è mai effettivamente stata, e ha ricominciato a bombardare e massacrare i palestinesi: uomini, donne, bambini e chiunque capiti sotto gli ordigni. 400 persone massacrate in una notte. La notizia continua a rimanere in cima alle home page dei principali siti di informazione: BBC, CNN ecc. 

Da noi è passata praticamente in sordina, tra la Meloni che dopo tre mesi si fa rivedere in parlamento e Draghi in crisi isterica per la nostra difesa. Chissà se qualcuno degli attempati relatori della piazza pro-Europa (qualsiasi cosa voglia dire) ha detto qualcosa su Gaza. Probabilmente no. D'altra parte noi siamo l'Europa della democrazia, dei diritti umani, di Leopardi, Pirandello, Spinoza, Hegel. Poi incidentalmente può capitare di essere complici silenziosi di un genocidio. Dettagli.

Cuoricini

Leggo che Cuoricini, uno dei tanti tormentoni insulsi di cui è costellato il nostro insulso periodo storico, è diventato disco d'oro per aver superato le 100.000 copie vendute, e francamente non capisco perché si continui a chiamare questo traguardo disco d'oro. Lo si chiami piuttosto streaming d'oro, download d'oro, visualizzazioni d'oro, o comunque gli si dia un nome più consono all'epoca in cui viviamo.

In primo luogo perché i giovani di oggi probabilmente manco sanno cos'è, un disco. In secondo luogo perché il termine disco rimanda noi diversamente giovani all'epoca in cui i dischi si compravano davvero, e su quei dischi c'era generalmente musica vera, non costruita a tavolino con i campionatori. E chi cantava cantava davvero, con la propria voce, non faceva cantare l'autotune al posto suo.

Poi per carità, i tormentoni c'erano anche ai nostri tempi, ma erano una delle tante possibilità che offriva il panorama musicale di allora, non la musica nella sua totalità.

domenica 16 marzo 2025

Abbiamo tutto noi

Mi ha lasciato parecchio perplesso l'intervento di Vecchioni nella piazza pro-Europa (qualsiasi cosa voglia dire) di ieri, dove il cantautore-professore ha rivendicato una sorta di suprematismo culturale europeo abbastanza privo di fondamento. Perché - dice - noi abbiamo Shakespeare, Pirandello (e giù una sfilza di altri nomi), gli asiatici e gli americani no. Dimenticando tutta la storia della grande letteratura russa (Puskin, Dostoevskij, Esenin, Majakovskij, Tolstoj ecc.), oppure l'epopea della grande letteratura americana, e facendo finta di non conoscere ad esempio la sterminata cultura dell'impero cinese, ininterrottamente tramandata da almeno 5000 anni o di quella persiana (i persiani sono al mondo da 27 secoli). Bazzecole, vuoi mettere con Leopardi e Pirandello? 

Eh ma noi abbiamo la democrazia, continua imperterrito lui, gli altri no. Vero, poi vabbe', democrazia può significare tutto e niente. C'è differenza ad esempio tra democrazia formale e sostanziale, e chi ha letto qualcosa di Giovanni Sartori sa che noi siamo più all'ombra delle prima che della seconda. Poi, ovvio, sempre meglio vivere in una democrazia malmessa che in una dittatura in ottima salute, non ci piove, anche se pure la più oscena delle dittature ha sempre una legittimazione popolare. 

Ma in generale mi ha dato fastidio questa contrapposizione noi-loro, che richiama quella contrapposizione noi faro del mondo, gli altri nemici. Peccato, prof Vecchioni; aveva l'occasione di dire cose che non richiamassero una imbolsita autoreferenzialità tipica di quelli che se le cantano e se le suonano e l'ha sprecata malamente. Magari la prossima volta farà meglio.

sabato 15 marzo 2025

Rilevazioni


La butto lì. Da tre anni ci hanno ormai talmente ammorbato con l'invaso e l'invasore, con la favola di Cappuccetto rosso e il lupo cattivo, con la guerra fino alla vittoria finale e balle varie assortite, che la maggioranza degli italiani, presi per sfinimento, ha cominciato a mandare a quel paese l'aggredito.

SSN?

Sono in lista per un intervento chirurgico dal 4 ottobre scorso. Niente di grave, devo solo ridurre un po' il volume della prostata - il suo ingrossamento è un inconveniente molto diffuso tra noi maschietti e crea un certo numero di fastidi. All'atto dell'inserimento in lista mi era stata indicata come tempistica un paio di mesi, quindi diciamo che nel peggiore degli scenari avrei dovuto sistemare il tutto entro la fine del 2024. 

A partire dal mese di gennaio, visto che non si era ancora fatto vivo nessuno, ho cominciato a telefonare alla clinica in cui ero in lista, una struttura privata convenzionata col SSN, e a mandare mail per chiedere lumi e sollecitare. Niente da fare: muro. Tutte le risposte erano dello stesso tenore: Non abbiamo ancora la data, non appena ci viene comunicata la contattiamo. Non sono neppure riuscito a farmi dire indicativamente (settimane? mesi? anni?) quanto ancora avrei dovuto aspettare. Qualche giorno fa, stanco di brancolare nel buio e di scontrarmi col muro del servizio pubblico, mi sono rivolto a una struttura privata qui della zona e, pagando alcune migliaia di euro, ho ottenuto di fare l'intervento alla fine di questo mese. Nel frattempo sono venuto a sapere che i tempi medi qui in Romagna per il tipo di intervento a cui devo sottopormi vanno dall'anno all'anno e mezzo, non i due-tre mesi di cui mi avevano parlato.

Tre cose in tutta questa storia mi fanno girare le scatole. Io, fortunatamente, avevo la possibilità e ho pagato. Chi non ha questa possibilità cosa fa? Non si cura. E nel 2024 sono infatti state 4,5 milioni le persone che hanno rinuciato a farlo. Altra cosa. Da 36 anni mi vengono prelevati in busta paga, come a tutte le persone che lavorano, i soldi per finanziare il SSN; è normale che poi al momento del bisogno si sia costretti a rivolgersi al privato perché nel pubblico si viene sostanzialmente ignorati? Per chiudere, le spese militari sostenute dall'Italia sono nell'ordine dei 33,5 miliardi di euro all'anno (1,54% del Pil). Nel prossimo anno saliranno a 44,4 miliardi (obiettivo del 2% del Pil) e se dovessimo arrivare al 3% del Pil, come ci chiede la Nato, dovremmo tirare fuori ogni anno 66,5 miliardi di euro, più o meno l'equivalente di tre finanziarie lacrime e sangue come l'ultima licenziata dal governo.

Nel frattempo chi può si cura, chi non può s'arrangia. Siamo passati dalla sanità pubblica e gratuita alla sanità per censo senza neppure accorgercene.

venerdì 14 marzo 2025

Uno scimpanzé a New York

Non so se si riescono a leggere (eventualmente cliccate su ogni immagine per ingrandirla) ma questo è uno dei capitoli più belli di La natura è più grande di noi, di Telmo Pievani, e ho pensato di ripubblicarlo qui.








giovedì 13 marzo 2025

Punti di riferimento

In questa epoca di furiosi isterismi bellici, chi vuole cercare di capire le cose si arrabatta come può. Un mio punto di riferimento è da sempre Lucio Caracciolo, direttore da oltre trent'anni della rivista di geopolitica Limes, la quale ha un canale youtube molto seguito qui. Caracciolo ha il dono della cultura e della competenza ai quali si aggiunge, dote rara, la neutralità. Lui racconta i fatti senza strizzare l'occhiolino a nessuna fazione. I fatti e basta, peculiarità non molto diffusa oggi.
Questi otto minuti sulla spinosa questione del riarmo europeo li ho trovati magistrali.

Posizionamenti

È interessante notare come stamattina viene riportata la notizia della perizia che solleva le forze dell'ordine da ogni responsabilità nella morte del giovane Ramy. Repubblica, ad esempio, non ne fa menzione in prima pagina e relega il tutto in due colonnine a pagine 23. Libero, Giornale e compagnia bella ci fanno titoli cubitali in prima. 

In un mondo perfetto, non dominato dalla partigianeria ideologica, alla notizia verrebbe dato il medesimo risalto su ogni testata e ognuno di noi, indipendentemente dal proprio posizionamento politico, sarebbe sollevato dall'apprendere che i tutori dell'ordine si sono comportati correttamente. Invece no, la bontà maggiore o minore di un evento viene valutata, come è triste consuetudine, a partire dalla corrispondenza con la propria visione del mondo.

mercoledì 12 marzo 2025

Da che parte stare

Il piano Rearm Europe della Von der Leyen a mio modesto giudizio non ha alcun senso ed è totalmente da rigettare. Come dicono numerosi analisti, l'idea che spendere un mare di soldi per armare 27 eserciti nazionali ci renda più sicuri non sta né in cielo né in terra. Qualche utilità, forse (anche qui le certezze stanno a zero), sarebbe l'allestimento di un piano di difesa comune europeo, il quale però richiederebbe decenni per essere realizzato. E comunque, anche se si realizzasse, l'idea che potrebbe rappresentare una qualche forma di deterrenza (deterrenza nei confronti di chi? Veramente c'è qualcuno che pensa che la Russia abbia mire nei nostri confronti?) è piuttosto fantasiosa.

Comunque sia, il cosiddetto Piano Ursula chiede di schierarsi. O sì o no, non sono ammessi tentennamenti. Da questo punto di vista ammiro la coerenza di Giuseppe Conte, da sempre contrario a spendere anche un solo euro in armi e coerente su questa posizione. Elly Schlein, invece, riguardo al voto di oggi a Strasburgo sul piano Ursula ha indicato ai suoi la via dell'astensione. Astenersi equivale a non decidere, non prendere posizione. Guccini ce l'aveva a morte con chi "non sceglie, non prende parte, non si sbilancia, o sceglie a caso secondo i tiramenti del momento, curando però sempre di riempirsi la pancia."

Ovviamente Elly Schlein non ha alcuna pancia da riempire, ha invece molte "pance" all'interno del partito e tentare di tenerle insieme tutte non è facile.

martedì 11 marzo 2025

Il problema dei saggi

Il problema, ammesso che di problema si tratti, della saggistica sta nella sua valenza serendipitosa. Cioè tu sei lì che leggi, assimili i concetti, impari cose; poi, all'improvviso, l'autore scrive cose tipo: "Come scrive [nome di un autore a piacere] nel suo bellissimo saggio [nome di un saggio a piacere]..."

E lì sei fregato, perché hai lo smartphone sottomano e vai subito a verificare se quel libro è reperibile in qualche biblioteca della zona. Quindi lo metti in lista e la lista cresce al proseguire del libro, finché ti rendi conto che non puoi leggere tutti i libri che l'autore di un saggio cita. Quindi rinunci e maledici la brevità e la fugacità della vita che non ti permettono di leggere tutto ciò che vorresti.

E pensi che in fondo sarebbero da preferire i romanzi ai saggi, almeno nei romanzi non si citano altri romanzi.

Competenze linguistiche

Nel programma ufficiale di Futuro Nazionale leggo: " Riforma della cittadinanza italiana : ripristino del corretto significato della ci...