martedì 10 aprile 2018

Vita lunga

Se 'sta cosa è vera dovrei avere una vita lunghissima, dal momento che almeno un'ora di movimento cerco di farla tutti i giorni. Poi magari io sono l'eccezione e mi viene un colpo domattina, e in quel caso non posso neppure mandare a quel paese quelli di Repubblica.

domenica 8 aprile 2018

Tiro a segno

Domenica pomeriggio. Poco fa. Passeggio sulle colline dietro a casa mia. Dalla cima della collina su cui, maestoso, se ne sta da qualcosa come settecento anni il palazzo Marcosanti, nelle giornate terse come oggi si vede anche la provinciale Uso fino a Santarcangelo.

Lungo la provinciale Uso c'è un poligono di tiro e il vento che spira nella mia direzione trasporta distintamente fino a me i colpi di chi spara. Quindi c'è qualcuno che la domenica pomeriggio inganna il tempo sparando. Per carità, non giudico, ognuno è libero di impiegare il suo tempo libero come crede, ma non posso fare a meno di pensare come non ci sia maniera più inutile e anche un po' stupida di trascorrere una domenica pomeriggio.

Poi, certo, quello che spara potrebbe parimenti considerare inutile e un po' stupido passeggiare tra prati e castelli la domenica pomeriggio, nella solitudine e nel silenzio. Perfettamente legittimo, naturale, d'altra parte ognuno è fatto a modo suo.

Mortalmente noioso



Mai letto un libro più noioso di questo, e dire che ero andato sul sicuro, comprandolo (due euro in una bancarella di libri usati sulla piazza di Santarcangelo), perché in passato avevo letto altre cose di De Luca che mi erano piaciute - penso ad esempio a libri come La parola contraria o Il giorno prima della felicità, i primi due che mi vengono in mente.

Questo, invece, che è sostanzialmente una lettura esegetica delle correlazioni tra l'altezza di Dio e l'altezza delle montagne su cui si svolgono molte vicende bibliche e del nuovo testamento, l'ho trovato altamente soporifero e noioso, di quelle cose che dopo la terza riga di un periodo la mente se n'è già andata altrove, e quando ritorni sul periodo in questione ti viene da chiederti cosa stessi leggendo.

Lo darò al moroso di Michela, va', conoscendolo credo che lui lo possa apprezzare.

sabato 7 aprile 2018

butac.it

Se ricevessi una querela per diffamazione in seguito a quanto scritto in un mio vecchio post e un giudice decidesse di oscurarmi tutto il blog, invece del solo post in questione, a me girerebbero assai.

Per quel che vale, la mia solidarietà a Michelangelo.

Il papa rosso

Il papa è comunista, o comunque è rosso, opinione diffusissima tra i destri - parlavo con uno di questi, un mio collega di lavoro, giusto qualche giorno fa - e pure un po' di mancini lo pensano ma almeno loro non lo dicono. È comunista perché con 'sta storia dei poveri migranti che bisogna accogliere non può essere che comunista.

Anche Ratzinger, il predecessore di papa Ciccio, ogni tanto la menava con i migranti ma rispetto a Bergoglio era meno insistente, aveva altre priorità, tipo dimostrare il suo innato fondamentalismo dicendo che la religione cattolica è l'unica vera e le altre sono barzellette, oppure facendo incazzare un miliardo di musulmani dopo il discorso di Ratisbona e altre cose, e su questo argomento, i migranti appunto, era più sfumato e con una maggiore propensione ad accompagnare il tutto con qualche se e qualche ma.

Ma 'sto povero Bergoglio cosa dovrebbe fare, secondo i destri? Fare finta che la pagina di Luca (ma anche di Matteo e altre) dove il tipo di Nazareth dice a quelli alla sua sinistra: "Via da ma, maledetti, perché ero forestiero e non mi avete accolto" non esista? Mica può. Questo dice la buona novella e questo lui deve ribadire: è o no il rappresentante in terra di chi lanciò quella maledizione?

Tanto vale, allora, che i destri apostrofino come comunista quello che trasformava l'acqua in vino, non sarebbero neppure i primi a definirlo il primo comunista della storia. E il bello è che se fai notare questa cosa ai destri, questi rimangono un po' perplessi, perché rompono le appendici pendule ogni anno col presepe, le tradizioni e blablabla ma del Vangelo non hanno mai aperto una pagina, e quindi rimangono un po' così, dubbiosi, spaesati, frastornati, e magari appena tornano a casa si precipitano subito su Google a vedere se davvero il loro idolo (solo quando è Natale) aveva detto queste eresie.

Sì, le aveva dette, mi spiace.

giovedì 5 aprile 2018

Serve tempo

Dice Mattarella che al momento non si intravedono soluzioni riguardo alla possibilità che si formi un governo, aggiungendo che serve più tempo, e quindi ha già pronto un altro giro di consultazioni che si terranno la prossima settimana.

Sto leggendo nel libro Dal big bang ai buchi neri, di Hawking, che l'universo è in costante espansione da più di una decina di miliardi di anni, e stando ai dati attuali è estremamente improbabile che in un qualche futuro possa iniziare a contrarsi. Quand'anche dovesse succedere, però, non lo farà per almeno altri dieci miliardi di anni.

Insomma, Mattarella faccia pure con calma.

mercoledì 4 aprile 2018

La app del meteo

La app del meteo è quella cosa che non ci azzecca mai. E non è che si dice che non ci azzecca mai attribuendo alla frase il significato tipico di una cosa che non funziona e allora, per estensione, tutte le cose non funzionano, no, non funziona mai per davvero, laddove per "non funziona" si intende che le previsioni del tempo le faceva più precise il colonnello Bernacca di quando ero giovane io, il colonnello Bernacca - forse qualcuno dei miei lettori più attempati se lo ricorda - inventore della celebre locuzione "Nebbia in Val Padana!"

La famigerata app meteo di cui sopra, che consulto sul mio smartphone verso sera, è quella su cui mi baso per decidere se la mattina dopo andrò a lavorare in bici o in macchina. Ora, io capisco che prevedere in maniera precisa il meteo, operazione basata su lunghe e complesse serie di calcoli con incognite e variabili sempre in agguato, non è semplice per niente, quindi ci sta che una mattina inizi a piovere alle undici invece che alle dieci. Ma se tu, app meteo di 'sta ceppa, mi dici la sera prima che il giorno dopo pioverà, e me lo dici corredando il tutto con tanto di iconcine (sempre di 'sta ceppa) a forma di gocce e fulmini, io il giorno dopo vado a lavorare in macchina e lascio la bici a casa. E lo faccio anche se alle sei, quando esco di casa, ancora non piove, perché penso che comunque inizierà presto, del resto l'ha detto la app.

Se però, in quella giornata lì, c'è da mattina a sera un sole che manco nel Sahara, allora un po' mi girano. In primo luogo perché andare a lavorare in bici a me piace, in secondo luogo perché mi è utile a buttare giù qualche chilo, in terzo luogo perché porto via una macchina da casa che a qualcuno potrebbe servire. Se poi 'sta cosa, invece di essere un errore una tantum si ripete con una certa frequenza, allora non ci siamo, eh.

Conclusione: la app del meteo la vado a disinstallare dallo smartphone e la decisione se andare a lavorare in macchina o in bici la prendo la mattina alle sei, aprendo la finestra.

martedì 3 aprile 2018

(...)

È inutile che nei commenti mi chiedi "cazzo cancelli?" Sei (o lo fai) un cretino? Ti cancello. Già commenti sotto anonimato e solo per quello me li fai girare - non ti costerebbe niente mettere almeno un nick - se poi scrivi cretinate col solo scopo di provocare è matematico che ti cancelli.

Fino a un po' di anni fa ero più tollerante coi troll, a dire la verità ero molto più tollerante su moltissime altre cose - si vede che invecchiando sono diventato più stronzo pure io - adesso non lo sono più. Provochi? Ti accompagno alla porta. Nessuna remora.

Mi voglio suicidare. Posso?

Vedremo cosa deciderà la Consulta. Nell'attesa mi chiedo come prima cosa perché ci debba essere una legge che vieti il suicidio assistito, ma sopratutto mi chiedo perché il governo si sia apertamente schierato per la sua difesa. Per come la vedo io sarebbe sacrosanto che il suicidio assistito fosse previsto dalla legge, se non altro per far finire quel viavai verso la Svizzera indecente e discriminatorio, dal momento che solo chi se lo può permettere vi ricorre.

Mi voglio suicidare perché ritengo che quella che sto vivendo non possa più essere considerata vita. Ma a parte questo. Mi voglio suicidare semplicemente perché sono stanco di vivere, per diecimila motivi: perché non posso farla finita in maniera dignitosa senza per forza essere costretto a gettarmi da una rupe o sotto un treno?

Se la legge che lo permette ci fosse, che danno procurerebbe ai suoi detrattori? Nessuno. Prendiamo ad esempio un cattolico e un ateo (o agnostico, ché è lo stesso). Entrambi, per una serie di sfortune, sono immobilizzati su un letto come lo è stato Welby o Dj Fabo. Se la legge ci fosse, il cattolico potrebbe continuare a scegliere di soffrire, come gli intima la sua religione, l'ateo potrebbe chiedere di farla finita. Entrambi avrebbero la possibilità di fare ciò che credono tranquillamente, e tutti felici e contenti (si fa per dire, ovviamente).

Chissà, forse è tutto troppo semplice e viviamo in un paese in cui la semplicità e la libertà di fare ciò che si vuole è mal vista, anche quando la suddetta libertà di agire riguarda esclusivamente sé stessi. Altre spiegazioni non ne vedo.

domenica 1 aprile 2018

Stazione spaziale

La faccenda della stazione spaziale cinese che stanotte si disintegrerà al contatto con l'atmosfera è l'emblema, uno dei tanti, di come è fatto il giornalismo italiano, e cioè un concentrato di sciocchezze scientifiche, pressappochismo, paranoia e sensazionalismo gratuito.

E se qualcuno - molti? Pochi? Chissà... - si è fatto abbindolare credendo che ci fosse davvero una qualche probabilità di beccarsi un rottame spaziale cinese sul cucuzzolo, beh, vuol dire che l'esistenza di questo tipo di giornalismo è più che giustificata.

Competenze linguistiche

Nel programma ufficiale di Futuro Nazionale leggo: " Riforma della cittadinanza italiana : ripristino del corretto significato della ci...