martedì 3 aprile 2018

Mi voglio suicidare. Posso?

Vedremo cosa deciderà la Consulta. Nell'attesa mi chiedo come prima cosa perché ci debba essere una legge che vieti il suicidio assistito, ma sopratutto mi chiedo perché il governo si sia apertamente schierato per la sua difesa. Per come la vedo io sarebbe sacrosanto che il suicidio assistito fosse previsto dalla legge, se non altro per far finire quel viavai verso la Svizzera indecente e discriminatorio, dal momento che solo chi se lo può permettere vi ricorre.

Mi voglio suicidare perché ritengo che quella che sto vivendo non possa più essere considerata vita. Ma a parte questo. Mi voglio suicidare semplicemente perché sono stanco di vivere, per diecimila motivi: perché non posso farla finita in maniera dignitosa senza per forza essere costretto a gettarmi da una rupe o sotto un treno?

Se la legge che lo permette ci fosse, che danno procurerebbe ai suoi detrattori? Nessuno. Prendiamo ad esempio un cattolico e un ateo (o agnostico, ché è lo stesso). Entrambi, per una serie di sfortune, sono immobilizzati su un letto come lo è stato Welby o Dj Fabo. Se la legge ci fosse, il cattolico potrebbe continuare a scegliere di soffrire, come gli intima la sua religione, l'ateo potrebbe chiedere di farla finita. Entrambi avrebbero la possibilità di fare ciò che credono tranquillamente, e tutti felici e contenti (si fa per dire, ovviamente).

Chissà, forse è tutto troppo semplice e viviamo in un paese in cui la semplicità e la libertà di fare ciò che si vuole è mal vista, anche quando la suddetta libertà di agire riguarda esclusivamente sé stessi. Altre spiegazioni non ne vedo.

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