lunedì 13 novembre 2017

Adesso è inverno

Qui è usanza considerare che l'inverno non comincia quando lo dice il calendario con la sua ufficialità, ma quando le colline dell'entroterra si imbiancano, e siccome San Leo, Perticara, S. Agata Feltria, Carpegna ecc. oggi sono imbiancate e la temperatura è scesa in picchiata, ecco che è inverno. È sempre stato così, in ossequio a una specie di tradizione non scritta che affonda le sue radici a quando ero bambino io. Bambino che entrava in fibrillazione perché voleva la neve anche qui a casa, non solo sulle colline del Montefeltro, e si posizionava col naso appiccicato al vetro della finestra in paziente attesa.

Ma qui è zona di bassa, le colline sono tutto attorno, ed è quindi molto più difficile che la bianca coltre si faccia vedere. Difficile ma non impossibile, come dimostrano certe nevicate importanti del passato, tipo il leggendario "nevone" del 2012 e altre.

Oggi, col naso attaccato alla finestra ci sono le mie figlie, grandi tutte e due, ma ancora lì ad aspettare e sperare.

Fox book vs pizza



Mettiamo che io sia un edicolante. Arriva un cliente e mi chiede il libro di Paolo Fox con le previsioni astrologiche per il 2018. Credo che sarei fortemente tentato da due opzioni. La prima sarebbe quella di darglielo e intascarmi così il 28% dei dieci euro del prezzo di copertina. La seconda sarebbe quella di dirgli: "Guardi, se non l'ha ancora buttato, si vada a rileggere quello dell'anno scorso, o di quello prima, o di quello prima ancora e con quei dieci euro si vada mangiare due gustosi quadretti di pizza al taglio qui di fianco."

domenica 12 novembre 2017

San Martino







L'11 novembre è quel giorno in cui qua a Santarcangelo c'è la fiera di san Martino, che con giornate come oggi è una specie di apocalisse, ed è quel giorno in cui io, notoriamente allergico alle epocalissi, vado a camminare in collina.

sabato 11 novembre 2017

Elogio dell'imperfezione



Ho appena terminato Elogio dell'imperfezione, un saggio autobiografico scritto anni fa da Rita Levi-Montalcini. Ho tralasciato, per evidenti ragioni di mancanza di competenza (leggi: non ci capivo niente), le parti in cui la famosissima neurobiologa spiega i dettagli scientifici relativi alle sue ricerche sullo sviluppo del sistema nervoso, quelle ricerche grazie alle quali vincerà il Nobel nel 1986.

La parte autobiografica, invece, quella in cui la scienziata ebrea racconta la sua vita, i suoi studi, i suoi pensieri, la sua profonda avversione alla stupidità del fascismo (nel '38 fu obbligata a emigrare in Belgio per poter continuare le sue ricerche), la sua concezione della vita e della morte, è interessantissima. Conoscevo la Levi-Montalcini solo a livello nozionistico, prima di questo libro, e già la consideravo una grande. Dopo questo libro la ammiro ancora di più.

Il problema della nazionale di calcio

Quindi, adesso, dopo la partitaccia con la Svezia abbiamo il grosso problema della nazionale, che forse sarà esclusa dai mondiali di Russia della prossima estate. È un problema che angoscerà sicuramente milioni di italiani, sicuramente tutti i miei colleghi di lavoro, perché gli italiani sono specialisti nell'angosciarsi per cose che sulla loro vita influiscono come una macchina da cucire sul periodo di rivoluzione di Marte attorno al Sole.

Tra quelli che invece non si angosceranno c'è lo scrivente, del quale del calcio non è mai fregato nulla da sempre. Quindi, a scanso di equivoci, il mio menefreghismo in materia non è dettato da sterile snobismo, ma esclusivamente dal fatto che il calcio non lo seguo.

Ah, lo so, c'è tutto il discorso del prestigio, della figura di palta sullo scenario internazionale e via discorrendo, ma tranquilli, difficile che un'esclusione da una pur importante competizione calcistica possa cambiare qualcosa per quanto riguarda le figure di palta, o la nostra considerazione, sullo scenario internazionale.

venerdì 10 novembre 2017

D'accordo con Sallusti

Non è mai capitato che io sia stato d'accordo con zio Tibia su alcunché. Fino a oggi. Ma non sul contenuto del suo editoriale, dove cerca, arrampicandosi un po' sugli specchi con paragoni improponibili, di giustificare il "se l'è cercata" del parroco bolognese, bensì dove dice alle ragazze che si scambiano foto hard su whatsapp, foto che poi vanno inevitabilmente a finire in rete, che "la noia si supera leggendo un libro, con una risata in compagnia o con un po' di sport." Ecco, per una volta, bravo zio Tibia. 
Finita lì, però, eh?

giovedì 9 novembre 2017

Valigie

Ho sempre pensato, anzi sono sempre stato sicuro, che il plurale di valigia fosse valigie, e che valige, senza la i, fosse grammaticalmente scorretto, convinzione corroborata dal fatto che nei libri ho sempre trovato valigie e mai valige. Sto leggendo in questi giorni Elogio dell'imperfezione, via di mezzo tra saggio e autobiografia di Rita Levi-Montalcini, e per due volte consecutive ho trovato scritto valige, senza la i. La prima volta ho pensato a un errore di stampa; con la seconda, invece, si è insinuata una piccola crepa nel muro della mia granitica certezza grammaticale. Il dubbio si è poi risolto dopo la consultazione dello Zanichelli e del Garzanti, i quali ammettono come forma corretta sia valigie che valige.
Prendo atto.

mercoledì 8 novembre 2017

Il tempo di Augias

Seguo da un po', e devo dire con un certo interesse, la videorubrica Racconti, attraverso la quale Corrado Augias quasi giornalmente commenta le uscite dei nuovi libri, e devo ammettere che provo una invidia sfrenata per il tempo che il giornalista ha la possibilità di dedicare ai libri. Lo invidio, sì, perché vorrei avere anch'io quel tempo lì, mentre invece riesco a dedicare alla lettura un'oretta o due, due quando va bene, nel tardo pomeriggio, dopo essere rientrato dal lavoro ed essere passato di qui a vedere cosa succede nel mondo. Poi, certo, mi rifaccio nel weekend, ma, come dire?, mi perseguita quella sensazione di non aver abbastanza tempo per fare tutte le cose che vorrei fare. Che poi non è neppure una sensazione, è la realtà. Vabbe'...

lunedì 6 novembre 2017

Più fedeli armati

Dice Trump, in merito alla strage in una chiesa del Texas compiuta da un ex militare, che le armi non c'entrano niente, e che anzi è stato un bene che qualcuno lì in zona fosse armato, perché ha così potuto neutralizzare il tipo che ha sbroccato impedendo che il bilancio di morti e feriti fosse più grave.

A Trump ha fatto eco il Procuratore generale del Texas. "La strage di fedeli in chiesa dimostra che c'è bisogno di più parrocchiani armati che possano rispondere a tono a minacce simili".

Secondo queste due menti eccelse, quindi, ai disastri e alle tragedie provocati dalla incredibile facilità con cui negli USA circolano armi, si può rimediare imbottendo ancora di più la gente di pistole. Il ragionamento non fa una piega, mi pare.

Passerelle

Correva il mese di maggio 2023 e la signora del popolo, dopo la prima delle due disastrose alluvioni che misero in ginocchio l'Emilia-Ro...