Oggi è sabato, siamo in pieno weekend. E poi è estate, le giornate sono lunghe, ci sono tante ore di luce. Quindi non dovrebbe essere troppo difficile trovare un'oretta per ascoltare Stefano Mancuso, perché ascoltare Stefano Mancuso aiuta a capire tante cose e a inquadrare meglio come funziona il mondo, e anche come funzioniamo noi.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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sabato 11 luglio 2026
lunedì 22 settembre 2025
Piante e fratture
La cosa che più mi ha sorpreso di questa splendida intervista, fatta qualche anno fa da Corrado Formigli a Stefano Mancuso, è che una frattura al femore si ricompone in tempi del 30-40 per cento più brevi in una casa piena di piante rispetto a una casa che ne è priva.
Mi ha sorpreso perché questa estate mia mamma era caduta in bicicletta e si era fratturata il collo del femore. Qualche giorno dopo l'operazione era stata mandata a casa e aveva avuto tempi di guarigione talmente brevi da lasciare sorpresi sia la fisioterapista che la seguiva a domicilio, sia il chirurgo che l'aveva operata quando si era presentata per la visita di controllo. Casualmente, mia mamma ha la casa piena di piante di tutti i tipi.
Oddio, magari si è trattato di pura coincidenza e tra le due cose non c'era alcun nesso, ma dopo aver sentito Mancuso non ne sono così sicuro.
giovedì 31 luglio 2025
Siamo vuoti dentro
Ieri mi è capitata su whatsapp questa immagine, che ovviamente mi ha strappato un sorriso. Ma, passato il sorriso, la vista di un atomo mi ha fatto venire in mente una conferenza di Stefano Mancuso di qualche tempo fa, conferenza che mi sbalordì parecchio e che appunto aveva a che fare anche con gli atomi. Riassumo brevemente in base a quanto mi ricordo: eventuali laureati in fisica che passassero di qui sono pregati di non ridere ed eventualmente correggere ciò che riporto a memoria.
Dunque, tutto ciò che esiste è composto da atomi, che sono la unità fondamentali che costituiscono la materia. Siamo fatti di atomi noi, le piante, il mare, il nostro smartphone, il pappagallo con cui chiacchieriamo in salotto, la pompa della bicicletta, il tappino di gomma sotto le gambe dei tavolini, il geko che si arrampica sul muro della nostra camera, le vibrisse del nostro gatto, la brioche che immergiamo nel cappuccino la mattina, la prof di italiano e storia che ci chiama per essere interrogati e via così. Più o meno tutti sanno che gli atomi sono composti da un nucleo, all'interno del quale stanno protoni e neutroni, e da elettroni che ruotano attorno, esattamente come l'immagine che mi è arrivata su whatsapp.
Quello che io non sapevo, e che mi ha sorpreso, è che la distanza che esiste tra il nucleo e gli elettroni che gli ruotano attorno è molto grande. Se ipoteticamente potessimo ingrandire il nucleo di un atomo, che di per sé ha dimensioni talmente piccole che la mente umana non riesce a concepire, fino alle dimensioni di una mela, troveremmo che gli elettroni gli ruotano attorno a un chilometro di distanza. Quindi, diceva Mancuso, gli atomi sono sostanzialmente vuoti, e se è vero che noi, il nostro gatto, la prof ecc. siamo fatti di atomi, anche noi siamo vuoti. Ma se siamo vuoti, perché quando andiamo alla sagra della polenta e dello strozzaprete a Saludecio urtiamo l'altra gente? In teoria dovremmo compenetrarci a vicenda. Andiamo a sbattere nell'altra gente perché gli elettroni che ruotano attorno agli atomi di cui siamo fatti hanno carica negativa, e dato che le cariche negative si respingono, vengono respinti dagli elettroni degli atomi che compongono le altre persone.
Questo spiega anche perché distrussi il muso della mia vecchia Punto quando, anni fa, in un giorno di neve, tamponai il mio vicino di casa: gli elettroni degli atomi che componevano la carrozzeria della mia macchina furono respinti dagli elettroni della carrozzeria della macchina del mio vicino, il quale vicino ricordo che s'incazzò assai e per parecchio tempo mi tolse pure il saluto.
Vabbe', scherzi a parte (scherzi si fa per dire: lo tamponai per davvero), a me quella conferenza di Mancuso mi sorprese davvero. Ancora oggi a 'sta cosa che gli atomi sono vuoti ogni tanto ci penso.
mercoledì 18 giugno 2025
Cinque milioni di anni
Guardo ciò che succede nel mondo intorno a noi e mi viene in mente ciò che diceva Stefano Mancuso in questa splendida lezione, e cioè che la durata media della vita di ogni specie conosciuta (sia animale che vegetale) apparsa sul pianeta è di cinque milioni di anni. Noi Homo Sapiens esistiamo da circa 250.000 anni e, di questo passo, non dureremo ancora tanto. Sicuramente non cinque milioni di anni.
Mancuso chiudeva la sua lezione dicendo che se con tutta la nostra presunta intelligenza non saremo in grado di superare l'età media di tutte le altre specie, forse tutta questa intelligenza non ce l'abbiamo ed è giusto che ci estinguiamo. Con grande soddisfazione del pianeta, che può andare tranquillamente avanti anche senza di noi.
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