Caroline Bicks è una studiosa di Shakespeare e docente universitaria che dal 2017 occupa la cattedra di letteratura intitolata a Stephen E. King nell'università del Maine. Da sempre appassionata di King, è la prima studiosa a cui il grande scrittore ha concesso l'accesso ai suoi archivi privati, composti di appunti, manoscritti e materiale vario mai analizzato da nessuno né pubblicato prima.
L'autrice si è presa un anno sabbatico dalla docenza universitaria e l'ha trascorso analizzando parte di questa mole di scritti. Ne è nato questo splendido saggio, in cui la studiosa ha analizzato le varie stesure, i rimaneggiamenti, le correzioni, le revisioni e i processi creativi di cinque tra i più noti capolavori di King: Shining, Carrie, Le notti di Salem, Pet Sematary, A volte ritornano. È un libro che consiglio caldamente non solo agli appassionati di Stephen King, ma a chiunque sia interessato a capire come nasce uno scrittore.
Non è un libro celebrativo, è il racconto di un percorso umano e professionale fatto di ostinazione, insicurezze, rifiuti editoriali e difficoltà economiche. Tra gli episodi più significativi c'è quello, ormai entrato nella leggenda, delle prime pagine di Carrie gettate nel cestino e recuperate dalla moglie Tabitha, che intuì il potenziale della storia e spinse il marito a continuare. La storia ha poi dato ragione all'intuizione della moglie, visto che Carrie, il suo primo romanzo, vendette solo negli USA 15 milioni di copie. King ha scritto per molti anni in condizioni precarie, accumulando lettere di rifiuto ma continuando a credere nella scrittura. È una storia, la sua, non solo di letteratura ma anche di perseveranza.

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