Alla fine vince la paura, che lievita inesorabilmente ad ogni attentato. Adesso poi circola la voce che i prossimi saremo noi, e stiamo quindi giungendo allegramente al parossismo della paura, quella paura che ha il potere mai eguagliato da nient'altro di anestetizzare gli intelletti e la razionalità, già messi a dura prova dall'ignoranza dilagante generata da un trentennio di dittatura televisiva, prima, e dall'avvento dei social poi. E quindi, oscurato per benino ogni lume della ragione, ecco che ogni straniero è un potenziale terrorista, ecco che si stabiliscono inesistenti relazioni tra Ius Soli e terrorismo, ecco che si comincia a guardare con un barlume di sospetto il nostro collega di lavoro marocchino, quello con cui fino a ieri scambiavamo battute e sciocchezze.
È la paura, bellezza, quella fomentata ogni giorno dai professionisti dell'odio coi loro fogliacci buoni giusto per incartare il pesce, e forse neanche quello. La paura e i fomentatori di odio: i migliori alleati che i terroristi potevano sperare di trovare.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
domenica 20 agosto 2017
Paura
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