Forse arriverà la neve, forse no. La neve, da sempre, costituisce una sorta di spartiacque, di divisore generazionale: fa la felicità di gran parte dei bambini e dei ragazzi, e allo stesso tempo è considerata una seccatura e un grattacapo dagli adulti. La divisione non è naturalmente così netta e marcata, ma è comunque corretta.
Io sono già entrato da qualche tempo nella fase della seccatura, Michela e Francesca ovviamente no. Seccatura perché naturalmente rappresenta un intralcio al movimento: catene da montare (e da togliere), strade scivolose, mezzi pubblici con gli orari sballati e via di seguito. Certo, lo spettacolo che offre è sempre affascinante, incantevole, sprona ad armarsi di macchina fotografica e uscire all'aperto, ma la componente seccatura è comunque prevalente.
Quando io e mio fratello eravamo ragazzini, ovviamente non era una seccatura, ma una manna dal cielo, in primo luogo perché quando ne faceva una certa quantità quei tre o quattro giorni a casa da scuola ci scappavano sempre, in secondo luogo perché, assieme agli amici della nostra via, si saliva sulla sommità della collina, attorno al Palazzo Marcosanti, e si faceva il "lisciaculo", ossia la discesa coi sacchi sotto al sedere sulla strada ghiacciata.
La strada c'è ancora, la neve cade ogni anno con una certa regolarità, ma adesso sono passato sul versante della seccatura.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
sabato 27 dicembre 2014
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la vecchiaia :-)
RispondiEliminaProbabile. :)
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