Pensate se lo stesso tenore di polemiche riguardo i presepi nelle scuole si creasse per il materiale didattico che manca e che occorre portarsi da casa, per le strutture fatiscenti, per la qualità dell'offerta formativa, per i continui foraggiamenti alle scuole private e i tagli a quelle pubbliche. Non sarebbe più costruttivo?
Ieri, nell'indifferenza generale, Luigi Berlinguer ha ritirato fuori dal sarcofago - ciclicamente questa cosa viene fuori - l'idea geniale di ridurre di un anno il ciclo scolastico obbligatorio, o accorpando elementari e medie in un unico ciclo di 7 anni o sopprimendo un anno di liceo. Bello, no? E soprattutto utile. D'altra parte è noto che il livello di preparazione di chi fuoriesce dai nostri istituti è tra i più alti al mondo, quindi un anno di studi si può tagliare senza problemi.
Invece di strillare e indignarsi per queste cose qua, per cosa si fa casino? Per il presepe, no? Volete mettere la priorità? Ed ecco quindi il prode cavaliere Salvini precipitarsi per scongiurare il gravissimo pericolo che una scuola resti... senza penne? senza matite? senza fogli A4 per le fotocopiatrici? Ma va'! Bazzecole. Senza presepe, no?
Ci meritiamo una sana estinzione, dài.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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