I due articoli più divertenti che ho trovato, stamattina, a commento di quello che è successo ieri alla chiusura del vertice europeo, sono quelli di Pigi Battista sul Corriere e del leggendario Sallusti sull'altrettanto leggendario Giornale.
"Una pagina umiliante. Un colpo inflitto alla credibilità della politica", si scalda il Pigi in chiusura del suo editoriale, dimenticando che la pagina umiliante per noi e per la credibilità della nostra politica non deriva certo dai risolini di ieri di Francia e Germania, ma dura ormai da 18 anni, da quando cioè è entrato sulla scena il teleimbonitore col suo carico di balle e promesse mai mantenute.
Ma il pezzo più divertente è come al solito quello di Sallusti, il quale paragona metaforicamente il risolino di Sarkò (e della Merkel) alla famosa testata di Zidane ai mondiali di calcio del 2006. La metafora è ben studiata e adattissima ai lettori del Giornale, che per la maggior parte è gente che non sta tanto lì a cercare di capire e interpretare un titolo.
Ovviamente, entrambi i prodi articolisti, non avendo altro a cui aggrapparsi, cercano di argomentare col classico "senti chi parla", alludendo alle difficoltà in cui anche gli altri si dibattono. "La Francia [...] non è messa meglio di noi", tuona infatti l'indignato Sallusti. Naturalmente sono tutte balle. E' sufficiente guardare il rapporto debito/Pil - che ovviamente né Pigi né Sallusti si azzardano, guarda caso, a menzionare - dei nostri cugini paragonato al nostro per capire come stanno le cose e chi è messo meglio.
Ma ai lettori del Giornale probabilmente non importa niente di saperlo.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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