mercoledì 30 aprile 2025

Compleanni

Oggi è il compleanno di una persona da cui ho imparato molto di quel poco che so.

Lunga vita, professor Barbero.

Zuppi?

Non so se ci si può approcciare all'elezione di un papa in termini di tifo. Comunque, se per caso si può, a me piacerebbe che vincesse Matteo Zuppi. Non perché lo conosca particolarmente al di là di ciò che hanno riportato di lui le cronache di questi anni, ma perché poco tempo fa disse che per amare il prossimo non è sempre necessario avere fede in Dio. Si può insomma, secondo Zuppi, avere una morale e un'etica prescindendo dalla fede.

Non è un passaggio da poco, se ci si pensa, e ricorda ciò che con altre parole ha sostenuto per tutta la vita un'eretica e atea impenitente come Margherita Hack e anche altri. Poi non so quanto sarà progressista Zuppi, e in fondo non so neppure quanto sia importante che lo sia. Anche Bergoglio era considerato progressista ma al di là di moltissime dichiarazioni che andavano in questo senso, non è che al lato pratico sia riuscito a cambiare granché all'interno della chiesa, o almeno così mi sembra.

D'altra parte è noto che le opinioni si formano più in base alle mozioni degli affetti e a ciò che colpisce in maniera irrazionale piuttosto che su una conoscenza solida e approfondita di una data persona o un dato argomento. E Zuppi non fa eccezione.

martedì 29 aprile 2025

Wasted Years

È incredibile cosa si può fare con una chitarra acustica. Ad esempio si può trasformare uno dei più grandi capolavori metal degli Iron Maiden in una dolce ed evocativa ballata.

Bravo Stuart Clifford. Applausi!


lunedì 28 aprile 2025

Fragili

Roberto Pizzato era a Lisbona quando è partito il blackout che ha messo al tappeto Portogallo, Spagna e parte della Francia e ci ha scritto su un pezzo, questo. Il succo del suo ottimo articolo riguarda un aspetto della nostra società magari banale ma che forse molti non considerano, se non quando capitano eventi di questa portata: la fragilità. Una fragilità dovuta al fatto che se tutto (ospedali, aerei, treni, tram, telefoni, bancomat, portoni dei palazzi, cucine dei ristoranti, semafori, cellulari ecc.) funziona con l'elettricità, magari abbiamo costruito una società più comoda, ma anche molto vulnerabile.

domenica 27 aprile 2025

Ritorni

Ho concluso il mio mese di convalescenza con una bella gita qui assieme a mia moglie e alcuni amici di vecchia data e domattina tornerò al lavoro. In questo mese ho riflettuto riguardo a ciò che dicono spesso alcuni miei conoscenti riguardo al fatto che in pensione ci si annoia, che il tempo non passa mai e le ore sono larghe e vuote.
Non so se un mese sia un lasso di tempo sufficiente per fare questo tipo di valutazione, ma io in questo mese non mi sono annoiato per niente. Mai, neppure per cinque minuti. Ho letto un sacco, ho ascoltato musica, ho suonato pianoforte e chitarra, ho ascoltato conferenze e lezioni su youtube, ho fatto passeggiate.
Non capisco come si possa annoiarsi una volta in pensione. Nonostante abbia avuto tanto tempo libero ci sono stati addirittura momenti in cui ho dovuto selezionare le cose da fare per mancanza di tempo. Forse si annoia chi non ha passioni, non ha passatempi, hobby. Non so. Comunque giuro che non mi sono annoiato neppure per un momento.

sabato 26 aprile 2025

Identificazioni

A termini di regolamento le forze dell'ordine possono chiedere a chiunque generalità e documenti. Questi ultimi non è obbligatorio averli sempre con sé, ma le proprie generalità è obbligatorio fornirle a ogni richiesta. Ovviamente il discorso vale anche per la titolare del forno di Ascoli Piceno.
Nello specifico caso nessun rilievo è stato formalizzato nei confronti della panettiera: non le è stato chiesto di rimuovere lo striscione antifascista né le è stato contestato alcunché relativamente all'esposizione di quest'ultimo. Difficile, quindi, non vedere altre motivazioni che non siano di tipo intimidatorio nella richiesta di documenti. A maggior ragione se l'identificazione è stata chiesta due volte, prima dalla polizia municipale e successivamene da quella di stato.
Poi magari non è così, ma la dinamica di tutta la vicenda mi pare vada inequivocabilmente in questa direzione.

Da Montanelli a oggi

Bella questa lunga chiacchierata tra Gianluca Gazzoli e Marco Travaglio. Mi è piaciuta perché Travaglio è stato uno dei miei giornalisti mito all'epoca in cui l'Italia era sotto l'impero berlusconiano e il giornalista era probabilmente l'unico a non fargli alcun tipo di sconto. E comunque è un giornalista che apprezzo ancora oggi, nonostante su alcune sue posizioni non sia stato sempre d'accordo.
Travaglio iniziò con Montanelli. Anzi fu proprio quest'ultimo, intuendone le potenzialità, a volerlo al Giornale, quando ancora il Giornale era un quotidiano libero e non l'organo di propaganda di Forza Italia, e anche lui attraversò il periodo delle purghe berlusconiane subite da tutti quelli (celeberrimi i casi Luttazzi, Santoro, Biagi) che non si allineavano.
Mi è piaciuta questa intervista perché in fondo ripercorre un pezzo della storia politica e dell'informazione del nostro paese. Una storia per certi versi tutt'altro che edificante e che probabilmente tanti, oggi, non conoscono o hanno dimenticato.

venerdì 25 aprile 2025

mercoledì 23 aprile 2025

I baffi



Raramente mi è capitato di leggere romanzi così... pirandelliani. 
Un signore si sveglia la mattina e decide, dopo tanti anni, di tagliarsi i baffi. La moglie, gli amici, i conoscenti e i colleghi non si accorgono di niente perché sostengono che lui non li ha mai avuti. Comincia così una storia che si incanala nell'assurdo e un viaggio che si snoda tra realtà e allucinazione, il tutto in un crescendo di esasperazione che porterà il protagonista perfino a immaginare un gigantesco complotto ai suoi danni ordito con lo scopo di farlo impazzire.
È un romanzo a tratti disturbante, venato di valenze distopiche, ma è soprattutto un viaggio nelle nostre psicosi e nella perdita di identità. Il finale lascia a bocca aperta, ma pensandoci non poteva chiudersi diversamente. 
Qualche anno fa sempre di Carrère lessi L'avversario, un libro che lascia impietriti (ne avevo accennato qui). Credo che leggerò altro di questo scrittore.

Addio, Francesco

Se n'è andato l'ultimo della generazione dei grandi cantautori. Forse è stato il più grande di tutti, ma io vedo da sempre Guccini c...