mercoledì 28 agosto 2019

Mai più, si spera

L'ultimo atto, prima di andarsene, è stato bloccare l'accesso in un porto italiano della Mare Jonio (una nave italiana, oltretutto) con il suo carico umano formato prevalentemente da bambini.

Non so cosa faranno PD e Cinquestelle insieme, probabilmente non lo sanno ancora neppure loro, e in fin dei conti mi interessa relativamente, almeno al momento, quello che mi importa è il non dovere più assistere a vergogne come questa.

Con la speranza che quella di oggi sia stata l'ultima nefandezza commessa dal peggior ministro che l'Italia abbia mai avuto.

martedì 27 agosto 2019

Dirette

Il mio vicino ha la finestra aperta e mi arriva la voce di Mentana, che quindi presumo stia facendo una delle sue rinomate dirette. Una diretta per documentare lo spettacolo inverecondo dell'osceno mercimonio politico che si protrae ormai da tempo.

Mercimonio a cui sono tuttavia disposto a indulgere, pur con estrema fatica, se il risultato sarà il passaggio all'opposizione, per il maggior tempo possibile, della compagine fascista, che è il primo requisito per la nostra sopravvivenza democratica. Poi, forse, verrà tutto il resto, verrà il tempo delle disamine e delle riflessioni articolate e composte, ma la prima emergenza, ora come ora, è neutralizzare Salvini e tutto ciò che rappresenta.

lunedì 26 agosto 2019

Paolo Crepet e i nowax

Non sono sempre d'accordo con tutto ciò che dice e scrive Crepet, in particolare gli rimprovero un certo ostracismo talebano nei confronti dei social e della tecnologia, ma questi dieci minuti sui nowax sono da incorniciare.

Achab

Il leggendario capitano Achab (captain Ahab, nell'originale inglese) fa la sua prima comparsa a pagina 158, capitolo ventottesimo del romanzo. Melville se l'è presa comoda, diciamo. Mi chiedo a questo punto quando farà la sua comparsa l'altrettanto leggendaria balena bianca, il cetaceo che nella missione precedente mozzò la gamba ad Achab.

La prima breve descrizione che Melville fa del capitano, in cui lo fa comparire all'improvviso sul cassero del Pequod, coi capelli bianchi mossi dal vento, la lunghissima cicatrice che parte dal cuoio capelluto e gli attraversa il volto insinuandosi nel petto, il corpo che pare fatto di bronzo e la leggendaria gamba di osso bianco di capodoglio, mi ha fatto venire in mente per un attimo il capitan Harlock che guardavo da ragazzino.

Anche lui, se non ricordo male, era mancante di una gamba e aveva una specie di cicatrice sul viso. Ma non vorrei scadere nella blasfemia, accostando l'eroe di un cartone animato col personaggio principale di uno dei maggiori capolavori della letteratura americana.

domenica 25 agosto 2019

Smartphone

Torno dalla mia passeggiata domenicale in collina e vedo la signora anziana, attaccata alla rete, che ripete alla vicina, più anziana di lei, qualcosa che sta leggendo sul suo smartphone. Lui e lei passeggiano sulla strada che sale su a Poggio Berni, lui davanti, lei dietro, entrambi chini sul loro smartphone. In pizzeria ogni persona seduta ai tavoli ha il proprio smartphone, ce l'hanno i grandi e ce l'hanno i bambini, e con quello fotografano e inviano a chissachì la pizza fumante che si apprestano a divorare (tranquilli, è capitato di farlo anche a me). Anche i camerieri prendono le ordinazioni ai tavoli digitando su apparecchi elettronici simili ai telefonini.

Usiamo lo smartphone a cena, in macchina, sul lavoro, a letto, mentre facciamo jogging, andiamo in bicicletta, siamo seduti sul water, nelle sale d'attesa del dentista, sul tram, in spiaggia, in albergo. Io stesso lo uso (ci sto scrivendo questo post), anche se non ritengo di esserne schiavo, o forse tento di illudermi di non esserlo. D'altra parte se oltre a lavorare riesco a leggere tra i settanta e gli ottanta libri all'anno qualcosa vorrà dire, no?

Mi viene in mente Paolo Crepet quando, in una sua recente conferenza, diceva che il telefonino è l'oggetto che ha avuto più successo nella storia dell'umanità: più della macchina, più dei frullatori, più delle lavatrici, più di tutto quello che vi viene in mente. Ce l'hanno i bambini, i giovani, gli adulti, gli anziani, i poveri, i ricchi, i colti, gli ignoranti, i cristiani, i musulmani, gli ebrei, gli animisti, i buddisti; gli esseri umani di qualsiasi latitudine della terra hanno uno smartphone. Da un certo punto di vista è lo strumento più democratico che ci sia, da un altro punto di vista un filo di inquietudine questa cosa la genera, se ci si pensa.

(...)



(da Moby Dick, H. Melville)

venerdì 23 agosto 2019

Moby Dick



Si può aspettare di avere quarantanove anni prima di prendere in mano uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale? Sì, purtroppo - nel frattempo ho letto anche altro, eh.

Politica e chiacchiere

Un po' mi sorprendono quelli che riescono a scrivere fior di articoloni ed editoriali sulla situazione politica contingente. Ma come fanno, dal momento che ogni cinque minuti c'è un probabile cambio di scenario? Si vota, no non si vota, PD e Cinquestelle si accordano, no non si accordano, la Meloni e Salvini vogliono il voto, gli altri chi un governo di responsabilità, chi un governo a termine per arrivare alla finanziaria, chi un governo purchessia purché si stia lì e via andare.

Su tutti, si erge come una specie di monumento al tafazzismo più conclamato il povero Salvini, gabbato dallo stesso meccanismo che aveva messo in atto per gabbare gli altri e ora ridotto a mendicare attenzioni e considerazioni da quelli che dovevano essere le sue vittime, il Salvini che ora chiede piagnucolando che si resusciti lo stesso governo che lui stesso ha affossato. Cose dell'altro mondo, direbbe qualcuno, o forse cose tipiche italiane, perché per certi versi il nostro paese è, rispetto al resto del mondo, effettivamente un altro mondo, nel bene e nel male - più nel male, mi verrebbe da dire.

A breve sapremo gli esiti di questa grottesca sceneggiata, con probabile (ma non sicuro) ribaltone in tutto e per tutto simile ad altri ribaltoni e ribaltini già visti in passato - chissà se Salvini, che oggi strilla all'inciucio, si ricorda che la Lega di Bossi fu la responsabile del primo ribaltone, correva il 1994, della neonata seconda repubblica, quando tolse la fiducia al primo governo Berlusconi, che cadde cedendo il posto a un esecutivo rimediato sul campo a guida Dini.

Personalmente, se PD e Cinquestelle arrivassero a un accordo per un governo non mi dispiacerebbe. La Meloni ha dichiarato giusto ieri che, in caso si andasse al voto, Lega e FdI darebbero vita a un governo che starebbe in carica cinque anni senza problemi. Il cielo non voglia. Cinque anni con Salvini e la Meloni nelle stanze dei bottoni potrebbero dare il colpo di grazia a questo paese. Non credo che meritiamo questo epilogo.

giovedì 22 agosto 2019

L'oppio dei popoli



Ho scoperto che la celeberrima "La religione è l'oppio dei popoli", di Karl Marx, è uno dei detti più fraintesi in circolazione. La frase è infatti estrapolata da un periodo più lungo, quello che vedete sopra, e il significato non è quello secondo cui la religione sarebbe una specie di droga data dal clero al popolo per ingannarlo, ma che essa è ciò in cui il popolo cerca consolazione per i propri dolori.

C'è una bella differenza.

martedì 20 agosto 2019

Macigni

Che Giuseppe Conte avesse intenzione di togliersi qualche sassolino l'avevo messo in conto, ma con tutti i mattoni, altroché sassolini, che si è tolto ci si potrebbe costruire una casa.

Non ho mai digerito in alcun modo questo governo, ma il discorso di Conte mi è piaciuto. È un uomo di legge, colto (ha fatto più di una citazione di vari personaggi storici), ha senso della misura e delle istituzioni, e tutto ciò che ha rinfacciato a Salvini lo condivido in toto - d'altra parte è ciò che gli rinfaccia chiunque abbia un minimo di raziocinio e senso delle regole e delle istituzioni.

A parte questo, siamo comunque messi male, e c'è da preoccuparsi per ciò che ci aspetta.

Chiacchiere sul caldo

Siamo nel pieno della quarta ondata di calore di questa torrida estate, ammesso che esista un confine che le separi (credo che ormai si poss...