mercoledì 8 novembre 2006

Internet e manette

Per noi è una cosa normale, uno dei tanti gesti che facciamo quotidianamente in modo automatico. Accendiamo il nostro pc, scriviamo un pensiero, un'idea, un'incazzatura (perché no?) e la mettiamo in rete. Senza problemi.

Reporters sans Frontières ha pubblicato oggi una particolare classifica. Si tratta di un elenco di 13 paesi che hanno in comune un'interessante peculiarità: si può essere arrestati per quello che si pensa o si scrive se non corrisponde ai dettami del regime. Ognuno di questi paesi si distingue dall'altro per alcuni dettagli, ma il denominatore comune è la mancanza di libertà di opinione.

Così, spulciando il documento, si scoprono alcune cose interessanti: in Cina, ad esempio, sono attualmente detenuti in carcere 52 blogger, colpevoli di aver scritto cose non approvate dal governo. A Cuba le connessioni internet sono messe al bando, e negli internet café i pochi pc connessi in rete hanno installati particolari software che avvisano le autorità qualora gli incauti internauti dovessero utilizzare parole non gradite.

Alla luce di queste cose, chissà, forse guarderemo con occhi diversi il prossimo post che scriveremo.

martedì 7 novembre 2006

A cosa servono le finestre

Non amo la tv, non la guardo volentieri (chi mi conosce lo sa); ma non per sterile snobismo o altro: per il semplice fatto che non mi piace e basta. Non mi piacciono i quiz, i reality, le soap (bleah!). Qualche programma interessante ci sarebbe anche, a patto di aver il coraggio di stare svegli dall'una alle cinque del mattino.

Purtroppo (si fa per dire, naturalmente) in famiglia siamo in quattro, e ai cartoni animati non si comanda; quindi, almeno per adesso, la tv si tiene e me ne faccio una ragione. Giuro però che se quello che ha raccontato Punto Informatico riguardo alla questione del canone (a proposito del quale avevo già scritto qualcosa) dovesse in qualche modo avverarsi, beh, sarà il caso che non passiate sotto le mie finestre.

Struzzi

C'è qualcosa che non riesco a capire (ma in fondo è normale, il giorno in cui avrò capito tutto potrò tranquillamente chiudere questo blog), vediamo se qualcuno mi può aiutare.

Dunque, come sapete, Saddam è stato condannato a morte. E fin qui, diciamo, niente di strano (si fa per dire). Ma qual'è la cosa che non capisco?

Appena giunta notizia della sentenza, si sono levate alte le (giuste) voci di protesta di capi di stato e funzionari di governo di vari paesi europei. Da noi, ad esempio, il buon Prodi si è affrettato a dire che "la nostra etica è lontana dalla pena di morte". Stesso concetto è stato espresso da D'Alema e dal premier spagnolo Zapatero. Concetti condivisibilissimi (almeno da parte mia). Ma perché adesso? Forse perché a morte è stato condannato uno (tristemente) famoso? E prima?

Evidentemente non è ancora chiaro a tutti che la pena di morte è attualmente in vigore in tantissimi paesi del mondo; e in molti di questi paesi non capita come al "signor Saddam", il quale ha avuto il 'privilegio' di un anno di processo prima di essere condannato, ma la maggior parte di queste esecuzioni sono sommarie e a volte comminate per futili motivi. Perché nessuno si indigna? Perché cadono regolarmente nel vuoto gli appelli di Amnesty International e delle organizzazioni che si battono per l'abolizione di questa medievale pratica? Perché Prodi o Berlusconi che siano invece di indignarsi per la condanna a morte di Saddam non si indignano perché la pena di morte esiste?
E, soprattutto, quanti Roger Coleman dovranno ancora passare? Mmh... mi sa che dovrò tenere aperto questo blog ancora per un bel pò...

lunedì 6 novembre 2006

Mandriva 2007

Quanti virus avete preso questo mese? Quante volte vi si è piantato il pc un attimo prima di salvare un lavoro, facendovi perdere tutto? Cose che capitano, si sente dire; ineluttabili inconvenienti di chi usa un pc, anzi, diciamo, di chi usa un pc con un certo sistema operativo (Windows).

Nonostante ultimamente le cose siano migliorate, almeno sul versante della stabilità di sistema, la maggior parte degli utilizzatori dei sistemi di zio Bill deve comunque prestare molta attenzione a tutte le pestilenze informatiche che girano in rete: virus, worm, trojan-horse, spyware e chi più ne ha più ne metta. E quindi giù a installare antivirus, antispyware, antiquello, antiquell'altro; alla fine ci si ritrova ad aver installati più programmi per la sicurezza di quelli effettivi che servono per lavorare.

Bene, cliccate sull'immagine qui sotto e guardatela bene:



Questo è GNU/Linux (più impropriamente solo 'Linux'), o, meglio, una delle tante "versioni" di questo straordinario sistema operativo. Nonostante ne abbia provate parecchie, MandrivaLinux è quella con cui mi trovo meglio e che uso abitualmente sul mio pc. Uso per fare che? Per fare tutto: scrivere, navigare in internet, ascoltare musica, guardare film, gestire il mio sito e il blog in cui state leggendo questo post. Perché Linux? Beh, i motivi sono molteplici e non è certo possibile spiegarli approfonditamente qui.

Ho scritto un libro, qualche tempo fa, che è liberamente scaricabile da questa pagina del mio sito internet e in cui spiego un pò di cose su Linux (tipo perché non serve l'antivirus, perché è libero, perché è stabilissimo, ecc...) e, in particolare, su questa distribuzione. Se vi va, e magari siete un pò curiosi di sapere qualcosa di più sul pinguino Tux, dateci un'occhiata.

Ah, dimenticavo: Linux è gratuito, lo potete liberamente scaricare da internet senza timore di passare dei guai, lo installate sul pc e cominciate a lavorare. Punto.

domenica 5 novembre 2006

Antica Grecia

Stavo dando una mano a mia figlia Michela, la più grande (5a elementare), a studiare storia. Argomento: l'antica Grecia. Leggo sul suo libro di testo:

"Gli aristocratici erano pochi; per questo il loro governo si chiamava 'oligarchia'. Tuttavia anche gli altri abitanti della città (artigiani, contadini, piccoli commercianti...) potevano partecipare alla politica, cioè alla vita della polis: nell'agorà [l'equivalente delle nostre piazze] si tenevano infatti delle assemblee, ossia delle riunioni, in cui ciascuno esprimeva il proprio parere".

Hai capito 'sti Greci? Riuscivano a fare già 500 anni prima della nascita di Cristo quello che noi non riusciamo ancora a fare nel terzo millennio.

Blog, bilanci e progetti

Oggi il mio blog "festeggia" 3 settimane di vita. Non so se sia il caso di fare un bilancio (poi in fondo bilancio di che?), però qualche impressione la voglio esporre.

Innanzitutto è d'obbligo un ringraziamento; le statistiche di accesso, infatti, mi dicono che in media 50/60 visitatori vengono tutti i giorni a leggere quello che scrivo (anche se non mi spiego perché ^_^), e la cosa naturalmente non può che farmi piacere. Devo dire che rispetto a prima - quando gli articoli li pubblicavo sul mio sito internet - non è che sia cambiato poi molto, tranne che per un paio di aspetti. Il primo è sicuramente la maggiore "rapidità" del blog: scrivere qui, infatti, è un pò come scrivere nella propria webmail, la procedura è semplice e automatica. Scrivere invece su un "normale" sito internet vuol dire andare a modificare manualmente il codice html delle pagine, con notevole maggior dispendio di tempo (una buona mano, comunque, me la dava OOo). In più il blog ha il pregio di non poco conto di permettere l'interazione diretta con chi legge. Prima, chi voleva commentare qualche mio articolo doveva obbligatoriamente mandarmi un'e-mail, ora è tutto più semplice e immediato.

In questo periodo, nei ritagli di tempo, sto raccogliendo e catalogando gli articoli, diciamo così, più "riusciti" che ho pubblicato nel corso del 2006 sul mio sito, su La Voce di Romagna e su questo blog. Questi andranno a formare un e-book in formato .pdf che sarà liberamente scaricabile dal mio sito internet il prossimo anno. Alla fine dovrebbe venir fuori un lavoro tipo quello che ho fatto quest'anno con gli articoli pubblicati nel 2005. L'unica differenza consisterà nel fatto che non mi limiterò a un semplice copia-e-incolla, ma, ove si renderà necessario, aggiungerò note, commenti ed eventuali aggiornamenti.

Come avrete notato, è comparso in alto, sotto al titolo, un piccolo banner. Ho infatti deciso di consentire a Google di inserire qualche inserzione pubblicitaria. Volevo però chiarire alcune cose: non ho aperto un blog per fare soldi, e questo principalmente per due motivi:

1) Non si fanno soldi coi blog

2) Se uno deve aprire un blog per fare soldi, come ha già detto qualcun'altro, è meglio che vada a lavorare

Io scrivo perché mi appassiona, come mi appassionano tante altre cose (leggere, suonare,ecc...); se avessi voluto fare i soldi avrei fatto il dentista. Diciamo che, adesso come adesso, sarei già contento di riuscire a mettere insieme i 10 euro mensili della flat di Telecom, tutto qua (come se fosse poco...).

sabato 4 novembre 2006

Questa sì che è magia...

Qualche tempo fa scrissi un lungo articolo sulla questione dell'indulto. Oggi veniamo a sapere dal Corriere che ne beneficierà anche il mago Do Nascimento (sì, proprio lui, quello delle polverine e del malocchio), il quale si vedrà ridurre la pena da 4 anni a 1.

Interessante questa sua dichiarazione riportata sempre dal Corriere: "Non sono scappato, sono solo partito prima degli arresti!".

Qui sotto c'è lo spazio dei commenti, ma mi pare che ogni considerazione sia superflua.

venerdì 3 novembre 2006

Il risveglio di Microsoft

Una delle molte cose che mi fa apprezzare l'uso di internet, è il fatto che ancora ci si possa scambiare liberamente delle informazioni. Io pubblico un articolo sul mio sito o sul mio blog e qualcun'altro lo legge: nessuno si mette in mezzo. Questo naturalmente non significa che io sia autorizzato a scrivere delle cretinate; se per esempio scrivo che Tizio è un idiota e Caio un ladro e non porto nessuna argomentazione a sostegno delle mie tesi, questi hanno il sacrosanto diritto di offendersi e al limite querelarmi. La rete offre anche la possibilità di trovare delle informazioni che la televisione o i giornali non passano; è difficile che in tv si trovino cose tipo questa, solo per fare un esempio.

Come è (dovrebbe essere) noto, in altre parti del pianeta non è così. Ci sono paesi, soprattutto nell'area dell'estremo oriente, in cui internet è controllata dallo stato: possono circolare solo notizie approvate dalle fonti governative, e nello stesso tempo i cittadini non hanno libero accesso alle informazioni. In questa pagina di Reporters Sans Frontieres, ad esempio, c'è l'elenco delle persone attualmente detenute nelle carceri di vari paesi per motivi di opinione, per aver detto o scritto qualcosa di "scomodo". In questo elenco troviamo scrittori, avvocati, studenti, bloggers, dissidenti politici, semplici cittadini. Uno dei paradossi più evidenti di tutta questa storia, è che spesso i regimi che praticano la censura hanno l'appoggio di grandi aziende presenti sul territorio, che per continuare a tutelare i loro grossi interessi si prestano volentieri ad "appoggiare" tale pratica. Da qui la nota iniziativa lanciata da Amnesty International contro la repressione su internet.

In questo quadro si inserisce l'Internet Governance Forum di Atene, l'appuntamento internazionale nel quale si sta decidendo il presente e, soprattutto, il futuro della rete. Come era facile immaginare, uno degli argomenti più gettonati riguarda proprio la controversa questione della libertà in rete, e in questo contesto si inserisce la - per certi versi sbalorditiva - presa di posizione di Microsoft, la quale, per bocca del suo portavoce al forum Fred Timpson, ha dichiarato di stare valutando l'ipotesi di andarsene a causa dei problemi derivanti dal livello di repressione attuato dal governo. Rimane da considerare se la mossa di Microsoft sia solo politica, come giustamente si chiede don Paolo in questo post, oppure se le intenzioni della multinazionale dell'informatica siano reali.

Sarebbe interessante, a questo punto, sentire il parere degli altri colossi dell'informatica attualmente "di stanza" sul territorio cinese, tipo Google, Yahoo, Cisco System. Google e Yahoo, ad esempio, hanno accettato di auto-censurarsi sotto i diktat delle autorità governative, motivo per cui ancora oggi cercando parole tipo "libertà" o "diritti umani" compare una notifica di errore.

Comunque vada a finire questa storia, un lato positivo c'è sicuramente: e cioè il fatto che per una volta mi trovo a condividere una posizione presa da Microsft. Incredibile!


p.s.

Apprendo adesso dalla tv la notizia che tutti aspettavamo: il reporter Gabriele Torsello, rapito in Afghanistan il 12 ottobre, è libero.

giovedì 2 novembre 2006

Viagra? No, grazie (piccola indagine anti-spam)

Questa mattina aprendo la posta ho trovato una gradevole sorpresa: un'e-mail di spam (chi non sa cos'è può dare un'occhiata qui). Essendo la prima volta che ne ricevo una, la cosa un pò mi ha sorpreso; oltretutto per gestire la posta elettronica faccio esclusivamente uso della webmail, e ciò significa che il messaggio che mi è arrivato è riuscito a bypassare i filtri antispam del provider. Ho quindi provato a fare "l'Attivissimo" della situazione facendo qualche indagine.

Naturalmente vale sempre il consiglio di cestinare immediatamente i messaggi provenienti da mittenti sconosciuti, specie se contengono allegati. In questo caso comunque l'allegato non c'era. Ecco come si presentava l'e-mail (clicca su ogni immagine per ingrandirla):



Ecco come hanno fatto gli astuti spammer a bypassare i filtri antispam: date un'occhiata alla scritta in nero, quella con alcune lettere grandi e altre piccole. Bene, lasciate perdere le piccole e leggete solo le grandi, cosa viene fuori? "Cheap Viagra", ossia Viagra economico, a basso costo. Furbi, no? Nessun filtro avrebbe lasciato passare un'e-mail con all'interno la parola "Viagra" e quindi hanno pensato bene di "mascherarla" usando nella stessa riga alcune lettere grandi e alcune piccole, in modo che le lettere che formano la parola Viagra non fossero sequenziali. Geniale, no?

Bene, visto che per stessa ammissione di mia moglie a me il Viagra ancora non serve, a questo punto potrei tranquillamente chiudere l'e-mail e cestinare il tutto. Ma io sono curioso, e quindi vado avanti. Dunque, prima domanda: da dove viene questo messaggio? Una prima risposta la possiamo trovare analizzando l'header dell'e-mail, ossia la sua intestazione, eccola:



Il primo particolare a cui dobbiamo prestare attenzione è il numero "-800" indicato nella penultima riga a fianco della data. I server di posta, oltre all'orario che vedete scritto, usano infatti indicare anche la differenza di fuso orario rispetto a quello di Greenwich, preso come riferimento. Come è noto l'Italia è avanti di un'ora rispetto al GMT, infatti se si controllano le indicazioni riportate nei normali messaggi che si ricevono da amici e conoscenti, si nota che riportano tutte "+100". Il fatto che qui sia scritto "-800" indica senza ombra di dubbio che il messaggio è partito da ben più lontano, certamente non dall'Italia.

Quando si ricevono e-mail come questa, specie se inattese e/o sconosciute, non bisogna mai cliccare sopra al link contenuto all'interno (a meno che naturalmente non si tratti della mia newsletter ^_^); spesso infatti si tratta di "phishing", una tecnica adottata dai criminali informatici per carpire dati sensibili agli utenti (codici bancari, ecc...) che consiste nel reindirizzare verso siti truffa all'interno dei quali viene chiesto di inserire tali dati.

Purtroppo non esistono rimedi a questa piaga; se il nostro indirizzo è caduto in mano agli spammer l'unica soluzione è quasi sempre quella di cambiarlo con uno nuovo. Sì, in teoria ci sono delle leggi che puniscono gli spammer, ma fondamentalmente sono di difficile applicazione in quanto spessissimo i simpatici individui che ci attaccano non sono italiani, e delle nostre leggi cosa volete che freghi a un nigeriano, coreano o cinese come in questo caso? Volendo, si può tentare di segnalare l'abuso al Garante della Privacy o al provider, ma l'esperienza dimostra che la maggior parte delle volte è solo una perdita di tempo: il garante ha ben altro a cui pensare, e spesso i provider vendono ai proprio utenti pacchetti antispam (basta fare 2 + 2).

Bene, a questo punto possiamo passare ad analizzare il sito linkato nella mail. Innanzitutto (mi pare di averlo già detto) su questi link non bisogna mai cliccare, specie se si usa Internet Explorer (il perché l'ho già spiegato tempo fa qui). Se proprio non resistiamo alla tentazione è comunque meglio digitarlo manualmente nella barra degli indirizzi del browser. Naturalmente mi sono guardato bene dall'aprirlo subito; prima ho cercato qualche informazione supplementare.

Come prima cosa ho inserito il nome del sito nel fido Netcraft, ed ecco il responso:



Alcune indicazioni mancano, ma è evidenziato chiaramente nel campo "country" che ci troviamo in Cina. Con un'ulteriore ricerca whois effettuata con Notrace trovo altre importanti informazioni sul sito, ma a questo punto posso anche lasciar perdere, non mi metto certo a scrivere un'e-mail di protesta... in cinese. E allora vediamola questa famosa pagina. Eccola qui:




Ecco qua. Come potete notare da questa schermata, abbiamo il Viagra, il Cialis (?), l'Ambien (?), poi scendendo giù è possibile acquistare il Prozac, il Valium, ecc... insomma una vera e propria farmacia online.
Bene, a questo punto ne ho abbastanza e chiudo il tutto: il Viagra (almeno per adesso) se lo possono anche tenere.

mercoledì 1 novembre 2006

Ciao Halloween (senza rimpianti)

Anche quest'anno Halloween se n'è andato. Con quello che si è portato via in termini di soldi e - soprattutto - di vite umane, chissà se il prossimo anno avremo ancora voglia di festeggiare...

Sbattezzo e cancellazione

Ho sempre pensato che con lo sbattezzo il nome del battezzato venisse cancellato dai relativi registri della Chiesa. Ero convintissimo di qu...