domenica 5 aprile 2026

Se questo è un presidente


Quando ho letto la notizia ho pensato a una esagerazione, o magari a una fake news. Mi sono quindi turato il naso e ho fatto un giro sul suo social: Truth. L'ha scritto davvero: 


"Martedì sarà il giorno delle Centrali Elettriche e il Giorno dei Ponti, tutto in uno, in Iran. Non ci sarà niente di simile!!! Aprite il fottuto stretto, brutti bastardi pazzi, oppure vivrete all’inferno – STATE A GUARDARE! Sia lodato Allah. Presidente DONALD J. TRUMP"


Questo è il presidente dell'America, colui che in virtù del ruolo che ricopre dovrebbe avere una postura istituzionale e un contegno mediatico conseguenti, mentre invece usa lo stesso linguaggio e lo stesso tono di un ubriaco al bar (linguaggio scurrile e uso massiccio di punti esclamativi sono i tratti tipici di persone con livelli culturali molto scarsi). Lo stesso signore che si vantava di aver chiuso otto guerre (quali?) e pretendeva quindi il Nobel per la pace.

Lo stesso signore che, assieme al suo degno compare Netanyahu, è responsabile del casino globale in cui siamo precipitati, casino che nel prossimo futuro pagheremo a prezzi elevatissimi. La miseria morale di questo individuo è imbarazzante. Sarebbe interessante che i tanti simpatizzanti trumpiani, che abbondano un po' dappertutto e che in occasione della sua elezione giubilavano festanti, dicessero qualcosa.

8 commenti:

  1. No, questo non è un presidente, si pensa subito: è solo un pezzo di m.... Oppure il bambino disturbato e violento con cui una vita fa tua mamma saggiamente ti raccomandava: con quello non ci devi giocare.
    E invece la tragedia è che è ANCHE un presidente. IL presidente, dello Stato più influente su chi abita questo mondo che purtroppo è l'unico che abbiamo.

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    1. E in fondo non è neppure di grossa consolazione pensare che anche lui prima o poi passerà. I danni che ha fatto ci vorranno decenni a rimetterli a posto.

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  2. Sembra di vivere in quei film o in quei fumetti in cui un pazzo vuole diventare padrone del mondo. Un vero incubo quest' uomo che cerca di fare dimenticare il suo coinvolgimento negli Epstein Files con una guerra scellerata.

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    1. Mi sembra interessante questo commento di Alessandro Capriccioli su facebook:

      La responsabilità dell’elezione di Trump alla presidenza degli Stati Uniti, naturalmente, è in primo luogo di quelli che lo hanno votato. Ma almeno, come dire, quella era gente a cui Trump piaceva e probabilmente, perlomeno nella maggior parte dei casi, piace ancora.
      Diverso è il caso di quelli a cui Trump non è mai piaciuto, tant’è che oggi se ne lagnano, ma non hanno votato né lui né Kamala Harris perché secondo loro alla fine della fiera uno valeva l’altra, visto che non si “sentivano rappresentati” né da lui né da lei (ai tempi ho sentito diversi elettori americani esprimersi in questo modo sui media, e con un paio di loro ho avuto anche la possibilità di parlare si persona).
      Poiché ho la sensazione che questi soggetti non siano stati pochi, ritengo che oggi Trump governi gli Stati Uniti d’America facendo un casino dopo l’altro in giro per il mondo anche a causa di questi incapricciati, che rifiutandosi di scegliere il meno peggio non hanno scelto nulla, e così facendo hanno consapevolmente spalancato la porta al peggio.
      Io, personalmente, li ritengo ancora più responsabili degli elettori di Trump.
      Chissà se la piega che stanno prendendo le cose li indurrà a chiedersi, almeno una volta, se sono ancora convinti del modo in cui si sono regolati quando si è trattato di andare - o di non andare - a votare, o se hanno pensato che potendo tornare indietro si comporterebbero diversamente.

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    2. Concordo pienamente con Capriccioli, soprattutto nel considerare quelli che non hanno votato "né... né..." ancora più gravemente responsabili di quelli che -convintamente, ed era un loro diritto- hanno votato per la pannocchia col ciuffo.
      E non mi stanco di pensare e di dire la stessa cosa anche a quegl'irremovibili schifiltosi (ce ne sono stati ahimé anche tra i miei amici) che non hanno votato alle ultime nostre elezioni così contribuendo a regalarci il bel liquame di governo nel quale anche grazie a loro siamo immersi.

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    3. In passato anche a me è capitato di non andare a votare per disperazione (non trovavo veramente nessuno per cui valesse la pena recarsi ai seggi). Poi, col tempo, anche alla luce di ciò che hanno combinato i governi di destra da Berlusconi in qua, ho capito che bisogna andare anche tirando il naso.

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