giovedì 11 settembre 2014

I due 11 settembre

L'undici settembre, in genere, si ricorda per almeno un paio di motivi: uno noto e uno un po' meno noto. Quello noto è l'attentato alle torri gemelle del 2001, sul quale è già stato detto di tutto e di più. Probabilmente ognuno avrà un ricordo suo di quel pomeriggio, legato magari a quello che stava facendo quando tv e radio, all'unisono, cominciarono la diretta con gli aggiornamenti in tempo reale. Quel pomeriggio io stavo lavorando, ero di ritorno da Ravenna alla guida di un furgone carico di giornali, e ricordo che ascoltavo alla radio la diretta che Mentana faceva dal Tg5. Credo di aver già raccontato in dettaglio di quel pomeriggio, forse qui sul mio blog; boh, non ricordo più.
Comunque, dicevo, ormai sull'11 settembre sappiamo tutto, rimangono solo le commemorazioni. Ah, e rimane anche Giulietto Chiesa, che continua imperterrito a scrivere articoli sul cospirazionismo undicisettembrino. Poveretto, fa quasi tenerezza. Probabilmente è rimasto solo lui a credere a queste panzane, però va avanti imperterrito: io gli darei un premio alla costanza (se volete provare la stessa tenerezza che ho provato io, l'articolo di quest'anno si intitola "11 settembre, 8 misteriose scatole nere", lo trovate sul sito del Fatto, anche se l'unico mistero è come facciano Padellaro e soci a dare ancora spazio a queste scemenze).
L'altro 11 settembre, quello meno noto, è quello del golpe cileno. In quel giorno, nel 1973, il generale Augusto Pinochet rovesciò, con un colpo di stato militare, il governo, democraticamente eletto, guidato da Salvador Allende. Nei giorni successivi alla presa del potere, Pinochet azzerò in maniera brutale ogni forma di opposizione, trasformando lo stadio di Santiago del Cile in un immenso campo di concentramento a cielo aperto. Lì gli oppositori politici furono torturati e in gran parte uccisi, le donne stuprate dai militari al comando del dittatore, e cominciò la "saga" dei cosiddetti "desaparecidos", sui quali sono stati scritti libri e girati film e documentari.
Da ricordare, nel 1987, la visita di Wojtyla in Cile. Il papa andava a trovare il suo grande amico di lunga data Pinochet, e memorabile rimane ancora oggi l'abbraccio fraterno che i due si scambiarono pubblicamente sulla terrazza del palazzo del governo cileno. Niente di cui scandalizzarsi, intendiamoci: tra i papi e le dittature di destra è sempre corso buon sangue. E, a proposito di sangue, in quei due undici settembre (1973 e 2001) ne è corso parecchio.

1 commento:

Sbronzo di Riace ha detto...

in genere si fa riferimento ai desaparecidos argentini, ma altre dittature sudamericane dell'epoca, utilizzarono metodi simili magari in maniera minore ma lo fecero

era parte della famosa operazione condor

http://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Condor