Scrive Vatican Insider che 26 donne, amanti di preti, hanno inviato una lettera a Bergoglio per cercare di sensibilizzarlo sulla annosa questione del celibato dei sacerdoti. Ventisei firmatarie che affermano di parlare anche a nome di una platea ben più vasta che preferisce restare nell'anonimato. Mi dispiace per queste donne, ma temo per loro che Bergoglio, anche volendo, possa fare ben poco. Se non erro, la faccenda del celibato dei preti è infatti materia che attiene la dottrina cattolica, e credo che neppure il papa possa metterci mano. È un po' come l'altrettanto annosa faccenda della comunione ai divorziati: non si può fare. Punto. Su quest'ultimo punto, qualche tempo fa Bergoglio aveva lanciato qualche timida apertura, e i soliti allocchi avevano abboccato festanti, ignorando che l'ortodossia cattolica non lo permette. Poi, sulla suddetta ortodossia e sulla sua proterva granicità si potrebbe aprire un capitolo intero, ma è meglio lasciar stare, va'. Insomma, care donne innamorate, temo dovrete rassegnarvi a trombarvi il vostro amato prete in clandestinità. Per ora non se ne esce.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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