Domani il grande Antonino Zichichi compirà 96 anni. Mi è sempre stato simpatico, Zichichi, forse un po' anche a causa di quei tratti somatici che ricordano alla lontana Albert Einstein. Ha avuto una grande carriera accademica e scientifica come fisico delle particelle, ma nel corso degli anni si è progressivamente spostato su posizioni che con la scienza cozzano non poco. È ad esempio un forte negazionista dell'impatto delle attività umane sul cambiamento climatico, ed è da sempre critico verso la teoria darwiniana dell'evoluzione.
Sul suo negazionismo circa la responsabilità dell'uomo sui cambiamenti climatici c'è poco da dire. Ne è convinta, con prove solidissime, la quasi totalità degli scienziati del pianeta, quindi l'opinione di Zichichi vale più o meno quanto la mia. Per quanto riguarda l'evoluzione darwiniana, la sua aspra critica si fonda sia sui famosi anelli mancanti, un argomento molto caro a papi, cardinali e creazionisti vari, sia sul fatto che mancherebbero solide basi scientifiche e matematiche che la dimostrano. In particolare non esisterebbe un'equazione in grado di spiegarla.
In realtà una base matematica a supporto della teoria darwiniana dell'evoluzione esiste ed è la cosiddetta legge di Hardy-Weinberg. Matematica a parte, oggi ci sono varie branche della scienza che hanno dimostrato la fondatezza della teoria darwiniana: paleontologia, biologia comparata, biogeografia, osservazioni dirette, ma soprattutto genetica e studio del DNA. Nell'epoca dell'Inghilterra vittoriana la genetica ancora non esisteva e quindi Darwin non la poteva conoscere, ma era un signore tanto intelligente e intuì cose che oggi la genetica ha dimostrato essere esatte, come ad esempio che tutti gli esseri viventi condividono un'origine comune e che le mutazioni genetiche sono la "materia prima" su cui la selezione naturale agisce.
Riguardo alla deriva antiscientifica del Zichichi degli ultimi decenni, Piergiorgio Odifreddi curò un simpatico libro, uscito nel 2003, chiamato le Zichicche, una raccolta di articoli a commento delle uscite più controverse del grande fisico delle particelle, che anche se mette sullo stesso piano l'oroscopo e Darwin rimane comunque simpatico.