Quindi, ricapitolando, un pizzaiolo viene ucciso a Reggio Emilia da un cliente, omicidio nato dal rifiuto del pizzaiolo di dargli l'ennesima pizza a sbafo. Prima ancora di risalire all'identità dell'assassino e di capire la dinamica in cui è maturato il fatto di sangue, vari esponenti leghisti, sia locali che nazionali, avendo subito fiutato ampie possibilità di sciacallaggio in chiave razzista, cominciano a tempestare le loro pagine social di appelli alla remigrazione conditi coi soliti, stupidi, ritornelli: ci vuole ordine, gli stranieri vengono qua a uccidere, rapinare, creare caos e blablabla. Poi si scopre, ops!, che l'assassino è italiano e abita a poche vie di distanza dalla pizzeria. Parte il tam-tam con il contr'ordine: cancellate tutto, è italiano! E giù, tutti a cancellare e nascondere i vibranti post razzisti già vergati e dati in pasto ai cani da social, pronti con la bava alla bocca.
A questo penoso spettacolo c'è da aggiungere un particolare. Il povero pizzaiolo era emigrato 30 anni fa dalla Sicilia per aprire una pizzeria a Reggio Emillia. Fino ad alcuni anni fa, quando per la lega la mitologica Padania arrivava fino al confine meridionale della Pianura Padana, quel pizzaiolo sarebbe stato lui stesso uno straniero, e se si fa un giro nei meandri più schifosi della rete, si trovano ancora i video coi cori razzisti dei leghisti contro i terroni (siciliani compresi, ovviamente). Ecco, tutto questo per dire la stupidità del razzismo e di certi partiti che lo fomentano.
L'assurdità del razzismo ha una base scientifica, per così dire ontologica, e una dimostrazione empirica messa quotidianamente in scena dalla genia salvinian-vannacciana. E non c'è speranza: come di prammatica presso gl'ignoranti resteranno sempre convinti di essere loro ad aver ragione.
RispondiEliminaÈ vero, il razzismo (e in generale l'ostilità verso il diverso) ha purtroppo basi scientifiche e solide ragioni evolutive. Ma noi abbiamo la cultura, che ha come compito quello di inibire le reazioni istintive dell'amigdala e favorire quelle razionali e ponderate della corteccia prefrontale. Questo in teoria, in pratica gran parte delle italiche genti (e non solo) ha livelli culturali infimi dove la pancia regna incontrastata.
EliminaI risultati li abbiamo sotto gli occhi ogni giorno.
Gramellini sul pezzo:
RispondiEliminahttps://www.corriere.it/caffe-gramellini/26_luglio_01/velocita-pregiudizio-c8020754-96fe-4c33-b0a8-6271a2df7xlk.shtml
Di recente uno dei seguaci di Vannacci ha dato all'immigrazione clandestina persino la colpa dei morti sul lavoro perché "quella" è gente che non conosce la lingua, non conosce le regole. E io mi chiedo: e i morti italiani, che ci sono e sono tanti, dove si collocano in tutto ciò?
RispondiEliminaSe non fosse un argomento così tragico ci sarebbe quasi da ridere.
È vero, spesso questi "signori" fanno esternazioni che, se non fosse per la tragicità degli argomenti oggetto di tali esternazioni, farebbero ridere.
EliminaIo spero che il prossimo anno le elezioni politiche spazzino via tutta questa marmaglia, ma temo cje sia una speranza molto fragile.
Secondo me, in questa fase, i leghisti stanno cercando di "recuperare" sui vannacciani. E lo fanno con il solito, becero, volgare sistema: diffondendo odio. Qualsiasi genere di odio sia.
RispondiEliminaStavolta hanno fatto la figura dei cretini.
D'altro canto non è che di solito si distinguano per la loro intelligenza!
Si tratta di personaggi che purtroppo hanno sempre usato questi slogan. E lo fanno perché sanno di poter contare su una ampia platea di persone che li condivide e li vuole sentire. Il problema, come sempre, non è solo di Vannacci e soci.
EliminaAi tempi di Berlusconi il grande Giorgio Gaber diceva: "Io non ho paura tanto di Berlusconi in sé, ma del Berlusconi che è in me."
Ignoranza e pochezza di contenuti, ecco cosa sanno offrire costoro e coloro che vanno al seguito sono fatti della stessa pasta, purtroppo.
RispondiEliminasinforosa
Vero, e purtroppo non sono pochi quelli che vanno al seguito.
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