sabato 30 marzo 2019

Saggi postumi

Apprendo dall'inserto Tuttolibri de La Stampa dell'uscita di un saggio postumo di Umberto Eco: Migrazioni e intolleranza, scritto ormai vent'anni fa sotto input della sua leggendaria capacità di prevedere da piccoli segnali gli accadimenti futuri della nostra società e rimasto nel cassetto fino ad oggi. Sarà sicuramente uno dei prossimi libri che comprerò.

Approfitto di questo post per rivolgere un elogio a Tuttolibri, il migliore inserto di recensioni letterarie e aggiornamenti sulle pubblicazioni di libri in circolazione sulla carta stampata. Lo trovate ogni sabato mattina all'interno de La Stampa. Sì, lo so, i giornali, e specialmente i libri, oggi li leggono solo i vecchietti come lo scrivente, e in fondo 'sta cosa mica è sbagliata, vedendo il ciarpame che infesta le edicole, ma cercando bene si trova ancora qualcosa che vale la pena di acquistare.

venerdì 29 marzo 2019

Regressioni

Dice Massimo Gandolfini, dal congresso della famiglia di Verona, che "Da un'unione donna-donna e uomo-uomo non nasce una vita, per cui non possono essere genitori". Ora, per carità, ognuno è libero di pensare ciò che vuole e di sbandierare ciò che pensa da qualunque pulpito. Mi chiedo però che valore abbia una manifestazione che si impernia su premesse totalmente errate. Non è infatti la biologia, come afferma Gandolfini, che dà la patente di genitore, non si è genitori perché si è copulato col partner e si è generata la vita, si è genitori perché ci si prende cura dei piccoli, si dà loro affetto, si risponde alle loro domande, si soddisfano i loro bisogni, e questa cose le può fare chiunque, non necessariamente i genitori biologici. Siamo proprio all'ABC, se chiedere queste cose a un ragazzino delle medie vi risponderà allo stesso modo.

Ma lasciamo perdere, si facciano pure il loro congresso dove se le cantano e se le suonano nel nome della famiglia naturale, dove per naturale intendono naturalmente papà e mamma con prole e felicemente sposati in chiesa, facendo finta di non sapere che se c'è una cosa che di naturale non ha niente è proprio il concetto di famiglia, che semmai è un prodotto culturale, dal momento che se vai in altre parti del globo e in altre culture trovi altrettante configurazioni famigliari.

Perché ho titolato così questo post? Perché, non so come dire, ma guardando un po' quello che succede in giro mi pare di cogliere segnali di regressione sociale e culturale evidenti. Magari se gli accadimenti vengono presi singolarmente è più difficile accorgersene, ma se li si mette insieme è più facile farsi un quadro dell'andamento generale. Il congresso di Verona, ad esempio, cos'è se non un ritrovo di nostalgici delle più arcaiche forme di patriarcato? Oppure prendete la legge sulla legittima difesa: non è un ritorno a un passato dove ognuno si faceva giustizia da sé in stile occhio per occhio e dente per dente, buttando nel cesso secoli di diritto? E la proposta in cui si parla di un'agevolazione della diffusione delle armi, cos'è se non un richiamo a quel Far-West dove ognuno girava con la sua bella pistola in tasca e risolveva con quella le sue diatribe? E si potrebbe continuare.

Boh, non so, magari sono io che invecchiando divento più pessimista e tendo a vedere cose che in realtà non ci sono, può darsi, e in fin dei conti sarei anche contento se fosse così.

mercoledì 27 marzo 2019

Aiutiamoli a casa loro

Dice il babbo di Moise Kean che simpatizza per la Lega, vorrebbe bloccare le partenze dalla Libia e secondo lui è giusto che gli africani vengano aiutati a casa loro.

Ora, che uno arrivato qua dall'Africa simpatizzi per Salvini e voglia bloccare le partenze dal posto da cui è partito anche lui, lascia quanto meno perplessi, ma ognuno è in fondo libero di essere incoerente quanto gli pare. Lo slogan trito e ritrito dell'aiutarli a casa loro, invece, slogan che se ricordate usò anche Renzi, per dire quanto questa assurdità sia bipartisan tra destra e sinistra, anzi tra destra e destra, dal momento che Renzi con la sinistra non ha mai avuto niente a che fare, questo slogan, dicevo, non ha nessun significato pratico, concreto.

Cosa significa aiutarli a casa loro? Mandare soldi, aiuti alimentari, tecnologie, cosa? Un nuovo Piano Marshall per l'Africa? Bello, e chi paga? Gli Stati Uniti spesero quattordici miliardi di dollari per la ricostruzione dell'Europa dopo la Seconda guerra mondiale, provate a immaginare quanto costerebbe aiutare un continente come l'Africa dopo che quattro secoli di colonialismo europeo e americano (più tardi), quel colonialismo sul quale noi occidentali abbiamo costruito il nostro benessere, l'hanno depredato di tutto il depredabile lasciando miseria, fame e instabilità, quella fame e quella miseria che spingono oggi chi può a fuggire verso l'Europa.

Certe volte è veramente difficile capire se chi dice simili corbellerie non sappia cosa sta dicendo oppure lo sappia ma confidi nel fatto che la sua scemenza passi inosservata in mezzo al mare delle scemenze che ogni giorno capita di sentire.

Direttiva sul copyright

Ammetto candidamente di aver capito ben poco, nonostante l'esauriente spiegazione di Paolo, della nuova direttiva sul copyright che dovrebbe entrare in vigore nel 2021. L'unica cosa chiara, almeno credo, è che per i piccoli blogger di campagna con poche decine di lettori, tipo questo, non cambierà assolutamente niente. Un po' egoisticamente, mi basta.

martedì 26 marzo 2019

Meritocrazia della cittadinanza

Alla fine, ciò che mi risulta ostico comprendere è che la cittadinanza debba essere concessa per meriti, che è ciò che ha lasciato intendere ogni uscita di Salvini da quando è esploso il caso Ramy. I trentadue lettori del mio blog, me compreso, che merito hanno di essere cittadini italiani certificati? Nessuno. Siamo tutti nati da genitori italiani, siamo nati in Italia e quindi abbiamo automaticamente la cittadinanza. Stop. Non è che per averla ci siamo dovuti distinguere per particolari opere meritorie, non è una benevola concessione. Se così fosse, non si capisce perché nessuno l'abbia mai tolta a Totò Riina, giusto per fare il primo esempio che mi viene in mente.

Se la meritocrazia non c'entra quindi una beata fava, non si capisce perché non si debba modificare la legislazione in materia in questo senso: sei nato in Italia, hai sempre vissuto qui (asilo, scuola, amicizie, cultura ecc.), sei cittadino italiano e chiusa lì. Troppo semplice? A me pare di no. In ogni caso, se questa modifica legislativa non l'hanno voluta fare non sono riusciti a farla i vari Renzi e Gentiloni, figurarsi se la faranno mai questi qui.

domenica 24 marzo 2019

Guerre leggermente sbagliate

Abbiamo leggermente sbagliato bersaglio: vent'anni di guerra ai musulmani senza accorgerci che alla fine quelli che ci fagociteranno saranno i cinesi. No, dico, non crederete davvero che il pacco di milioni di yuan che Xi Jinping porta a Roma sia una forma di beneficenza?

Un paese che ha venti volte la nostra popolazione e una tecnologia cento volte più avanti della nostra non viene a investire in un paese sull'orlo della bancarotta per filantropia. Tre o quattro anni e saremo una colonia cinese. Ma noi continueremo a prendercela coi barconi, perché capiamo sempre tutto, noi.

I cretini

"Di', c'è pure stata la mancata tragedia del pullman di ragazzini a Milano?"
"Sì, e allora?"
"Hai sentito Salvini cosa ha risposto alla richiesta del babbo del ragazzino eroe di concedergli la cittadinanza?"
"No, cosa ha risposto?"
"Si candidi, diventi ministro e poi cambi la legge."
E giù una grassa risata, risata condivisa dal gruppetto di idioti al bancone del bar.

Cosa ridete, cretini? Un ministro che, dall'alto della sua posizione, con sufficienza e strafottenza deride e sbeffeggia una semplice richiesta di avere gli stessi diritti di tutti gli altri vi fa ridere? Il forte che deride il più debole, colpevole solo di avanzare richiesta di non essere discriminato senza motivo vi fa ridere? Vi fa stare bene? Vi serve questo per appagare e riempire un po' il niente e il vuoto di cui sono fatte le vostre vite?

giovedì 21 marzo 2019

Nel mentre

Mentre il mondo, fuori, impazzisce, io sono alle prese con una lavatrice da stendere e una lavastoviglie da svuotare. Dopo otto ore mezza di magazzino, s'intende.

È da qualche giorno che non scrivo più niente, qui, ma niente di preoccupante, è solo che non ho più lo stimolo di scrivere, e neppure la voglia. Poi ultimamente cerco di stare il più lontano possibile da ciò che succede nel mondo, passo le mie giornate lavorando e leggendo libri, di tutto il resto m'importa poco.

Magari prima o poi mi tornerà la voglia di scrivere.

sabato 16 marzo 2019

Dentro i fatti suoi

Gli ospedali sono posti strani, si trova la più varia umanità. C'è il paziente che sbraita e minaccia il medico oculista che lo segue di andare in Procura, perché secondo lui non si è interessato al meglio al suo problema; c'è l'infermiera, trafelata, che raccomanda alle persone in attesa sulle sedie di plastica di avere pazienza, ché arriverà il turno di tutti. Una bambina irrequieta, a quelle parole, chiede alla mamma cos'è la pazienza e come si fa a portarla.

C'è un ragazzo giovane su una sedia a rotelle, portato da un'infermiera, viene da nefrologia e deve fare una visita oculistica, ha lo sguardo un po' spaesato. L'hanno messo in attesa e lui se ne sta tranquillo, in atteggiamento pensoso. L'anziana signora col cappotto rosso, qui a fianco a me, si lamenta del bruciore provocato dalle gocce messele dall'infermiera negli occhi per dilatare la pupilla. "Abbia pazienza" le dice l'infermiera "il bruciore passa subito".

La bambina che interrogava la mamma sulla pazienza, ora le chiede perché alla signora col cappotto rosso brucino gli occhi. "Colpa della gocce" le risponde lei, poi torna a sfogliare Panorama.
Mi viene in mente quella canzone... "Ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi..."

Addio, Francesco

Se n'è andato l'ultimo della generazione dei grandi cantautori. Forse è stato il più grande di tutti, ma io vedo da sempre Guccini c...