mercoledì 28 febbraio 2018

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(Lo so, lo so, rispetto ai picchi sotto lo zero che si sono raggiunti in certe parti d'Italia, questa può far sorridere, ma qui dove abito io - vado a memoria - non mi pare la temperatura sia mai scesa così in basso.)

Libri? Non credo c'entri la disponibilità economica

È probabile che eventuali sgravi fiscali per l'acquisto di libri, come proposto da Giovanni Solimine, qualche effetto potrebbero pure sortirlo, nella causa ormai irrimediabilmente persa di invogliare la gente a leggere, ma a mio modestissimo parere si tratterebbe di effetti appena appena rilevabili, perché la lettura è una passione, o si ha o non si ha, e se non si ha non la si genera abbassando un po' i prezzi dei tomi. Sarebbe un po' come pretendere di appassionare la gente alla musica classica abbassando i prezzi dei dischi di musica classica. Ridicolo.

Non è un problema di prezzo dei libri, o almeno non è solo quello, è più un problema di educazione alla lettura. Chi è abituato a leggere fin da piccolo, magari perché invogliato dalla scuola (poco probabile) o perché in famiglia i genitori sono lettori e i libri circolano, la passione la prende, e una volta che la passione si ha i soldi per i libri si trovano, a costo di fare gli stessi sacrifici che normalmente si fanno per pagarsi la promozione mensile per lo smartphone.

E se proprio i soldi non si hanno, visti i tempi un'ipotesi tutt'altro che remota, la passione per la lettura può essere soddisfatta dalle biblioteche. La stragrande maggioranza dei libri che leggo io, ad esempio, viene proprio dalla biblioteca, che è una soluzione comodissima se non si ha la pretesa di voler leggere immediatamente le ultimissime uscite. Insomma, non è questione di soldi, è questione di priorità, come per tutto, del resto.

martedì 27 febbraio 2018

Pubblicità contro i vaccini



Il cretinismo trova sempre nuove vie per riuscire a fare sentire in modo tangibile la sua presenza, e i cretini suoi alfieri si ingegnano come possono per riuscire a convincere la gente di non essere solo una piccola setta ma un corposo esercito.

Qua nel riminese, ad esempio, dove il cretinismo imperante trova spesso terreno maggiormente fertile rispetto ad altre realtà, o almeno così mi sembra, si iniziò coi manifesti contro i vaccini appiccicati agli autobus pubblici che scorrazzano per la città. Poi, poco dopo, quell'iniziativa fu fortunatamente stoppata.

Ma il cretinismo, come è noto, non è tipo da arrendersi facilmente, e i manifesti appiccicati alle terga dei bus sono stati sostituiti da furgoni pubblicitari di quelli solitamente utilizzati per reclamizzare inaugurazioni di centri commerciali, sagre della trippa, della polenta, delle lumache, del ravanello ecc. Poteva forse qualcuno non farsi venire l'idea di utilizzarli per reclamizzare la sagra dei cretini?

Le quattro cazzate di Attivissimo

Perbacco! Il solitamente tranquillo e morigerato (almeno stilisticamente) Attivissimo ha infilato per ben quattro volte, se ho contato bene, l'aggettivo "cazzata" in un suo articolo. La cosa potrebbe destare un certo stupore, almeno tra i suoi lettori di più vecchia data come lo scrivente, anche se, a dire il vero, ricordo altri articoli suoi, pubblicati in passato, in cui si è concesso una certa libertà lessicale, in particolar modo quando si è trattato di smontare cazzate (ops!) cosmiche relative a bufale antiscientifiche.

Comunque sia, leggendo a cosa sono indirizzate le sue invettive, direi che la reiterazione dell'aggettivo in questione è ampiamente giustificata e anche, tutto sommato, abbastanza contenuta.

lunedì 26 febbraio 2018

Peggio di Reagan

Neppure Ronald Reagan nel 1982, in una rilevazione fatta 11 mesi dopo la sua elezione, era riuscito a stare sulle balle a così tanti americani. Trump è riuscito a fare peggio.

L'avete voluto? Adesso tenetevelo, e guai a chi si lamenta.

domenica 25 febbraio 2018

Cosa commentate Salvini che giura sul Vangelo?

Più divertente ancora della melodrammatica scenetta di Salvini che giura sul Vangelo, è leggere le camionate di commenti indignati con cui gli si fa notare la sua impostura. Ma veramente pensate che Salvini non sappia che non esiste una sola pagina del Nuovo testamento che sia minimamente confacente al suo sproloquiare? Veramente pensate che sia convinto che il primo problema dell'Italia è l'immigrazione? Veramente pensate che non sappia che la legge Fornero non si può abrogare perché salterebbe ogni equilibrio dei conti?

Beh, mi spiace, ma se non arrivate a capire che le sue sono provocazioni e che parte del suo successo l'ha costruito sul bailamme generato da chi non è in grado di comprenderle, allora vi meritate che vada al governo.

sabato 24 febbraio 2018

Bruciare i libri

Il primo rogo di libri documentato, almeno stando a quanto riporta Wikipedia, risale al 212 a.C., sotto il regno di tale Qin Shi Huang, primo imperatore della Cina. Da lì in poi, in varie epoche storiche e occasioni, si sono verificati roghi di libri, ad esempio ad opera dell'Inquisizione, oppure dei Nazisti tedeschi che tra il 1930 e 1945 bruciarono in pubblici falò ogni libro scritto da ebrei reperibile. Anche Pinochet, dopo il golpe cileno del 1973, si diede un discreto da fare in tal senso.

In tempi più recenti, siamo nel 2015, un rogo in cui furono bruciati circa duemila libri, dati alle fiamme perché ritenuti islamicamente non corretti, fu acceso da militanti dell'Isis dopo aver saccheggiato la biblioteca di Mosul, in Iraq. In tempi ancora più recenti, per la precisione ieri, uno o più cretini hanno fatto irruzione in un centro sociale del bresciano, hanno ammucchiato in mezzo a una stanza dei libri trovati lì e hanno appiccato il fuoco.

Ma dubito che chi ha attuato tale eroica impresa, presumibilmente di matrice neofascista, sia in possesso delle nozioni minime di storia che gli consentano di rendersi conto della correlazione tra il suo gesto e i precedenti di cui sopra, e ovviamente dei relativi significati.

venerdì 23 febbraio 2018

Armiamo pure gli insegnanti

La soluzione di Trump per risolvere l'annoso problema delle stragi nelle scuole americane è armare gli insegnanti. È una trovata geniale, no? Gli americani sono sommersi di armi, che possono procurarsi con la stessa facilità con cui noi andiamo dal macellaio a comprare salsicce, logica vorrebbe che ci si adoperasse per cercare di limitarne la diffusione, non il contrario. 

Mi aspetto a questo punto la proposta di armare i preti per arginare le stragi nelle chiese, i professori di ginnastica per le stragi nelle palestre, le cassiere per eventuali stragi nei centri commerciali e così via. 

Mai visto un cretino simile alla guida dell'amministrazione americana. Fa quasi sembrare degli statisti pure Reagan e Bush.

mercoledì 21 febbraio 2018

Non voterò il meno peggio

Per carità, ognuno faccia come crede, ci mancherebbe, ma io non voterò il meno peggio, non voterò turandomi il naso o annullando la scheda con segnacci di qualsiasi tipo in segno di protesta - tra l'altro una protesta abbastanza idiota, dal momento che la scheda annullata la vedrà giusto lo scrutatore o chi c'è al seggio durante lo spoglio. No, piuttosto starò a casa, perché il mio voto lo considero prezioso e la sua funzione alta e nobile, come dovrebbe essere, e non sminuirò queste sue peculiarità andando a votare il meno peggio. Non credo neppure che abbia valenza di ragionamento valido l'argomentare che astenersi è lasciare decidere agli altri o abdicare a un preciso diritto-dovere, argomentare che avrebbe una sua ratio qualora le elezioni fossero una cosa seria.

A mio modesto modo di vedere, astenersi è rifiutarsi di prestare il fianco a quella che è una plateale presa in giro, a meno che non si voglia dare per davvero la patente di serietà a un sistema di elezione parlamentare dove i giochi sono già fatti e non si ha potere di scegliersi il candidato, e dove gli intoccabili capolista vengono calati dall'alto dalle segreterie di partito in maniera assolutamente arbitraria e discrezionale, scelti in oscuri e fumosi vertici notturni. Candidati, oltretutto, per la maggior parte avulsi dalla storia territoriale del collegio in cui sono inseriti perché funzionali esclusivamente a piccoli calcoli politici contingenti.

Mi rifiuto altresì di avallare e dare legittimità col mio voto all'osceno spettacolo messo in onda in questi ultimi tempi da politici-imbonitori, tutti protesi in una assurda e grottesca competizione a chi promette di più, quando dell'irrealizzabilità del 99,9% di quanto promesso sono essi stessi i primi a essere consci. Questi e altri - mi fermo qui per non tediare i miei trentadue lettori - sono i motivi per cui il quattro marzo me ne starò a casa, sottraendomi ancora una volta a questa assurda e ridicola farsa.

lunedì 19 febbraio 2018

Sono già due anni



«Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro.»

Competenze linguistiche

Nel programma ufficiale di Futuro Nazionale leggo: " Riforma della cittadinanza italiana : ripristino del corretto significato della ci...