venerdì 13 giugno 2025

Israele e l'atomica

Al netto di speculazioni geopolitiche approfondite sui motivi che hanno spinto Israele a bombardare l'Iran, speculazioni di cui in rete si trova amplissima documentazione, mi sembra che la motivazione ufficiale (attacco preventivo per impedire a Teheran di avere la bomba atomica) sia quanto meno pretestuosa. Se Israele la bomba atomica ce l'ha (ha diverse testate nucleari installate su sommergibili di produzione tedesca che stazionano nel Mediterraneo orientale), perché non potrebbe averla anche l'Iran? Con quali motivazioni Israele si arroga il diritto di averla mentre altri non possono?
Detto questo, sia messo agli atti che, utopisticamente, personalmente sarei per smantellare gli ordigni nucleari in qualsiasi paese del mondo. Ma la domanda rimane.

mercoledì 11 giugno 2025

Accoglienza

Questa sera arriverà al Niguarda di Milano il piccolo Adam, il bambino sopravvissuto al raid israeliano che ha ucciso il padre e nove fratellini, di età compresa tra sette mesi e dodici anni. Con lui ci sarà sua madre, che è pediatra, anche lei scampata al bombardamento della sua casa.
Ad aspettarli ci sarà il nostro ministro degli esteri Antonio Tajani. Mi chiedo con quale faccia e quale coraggio si presenterà sulla pista ad accoglierli.

lunedì 9 giugno 2025

E adesso zitti

Il volere del popolo è sovrano, quindi nulla da dire. Da questo momento in poi, però, ogni volta che chiederete un aumento di stipendio e non vi verrà dato; ogni volta che protesterete per un licenziamento illegittimo; ogni volta che vi incazzarete perché vi avranno fatto un contratto di tre giorni, oppure un mese, o cinque settimane, e magari ve l'avranno prorogato più volte, sappiate che se invece di andare a votare avrete preferito andare al mare potrete incazzarvi solo con voi stessi.

Il raggiungimento del quorum magari non avrebbe risolto con un tocco di bacchetta magica tutti questi problemi, d'altra parte è impensabile un cambio di rotta radicale del mercato del lavoro dall'oggi al domani, ma sarebbe comunque stato un segnale importante che la precarizzazione sistemica del lavoro non la si vuole più, che è ora di cambiare. E nessun governo avrebbe potuto fare finta di niente di fronte a un risultato referendario importante.

Avete preferito stare ad ascoltare chi vi ha detto che era meglio andare al mare? Benissimo. Sono contento per voi. Basta che quando toccherà a voi rimanere vittime di una ingiustizia sul lavoro ve ne stiate ben zitti, perché avete perso ogni diritto di protestare.

domenica 8 giugno 2025

Deserti

Non c'era molta ressa al mio seggio, anzi era praticamente deserto e probabilmente c'era più vita nel Deserto del Gobi. Gli scrutatori quando mi hanno visto entrare mi hanno guardato in modo strano, come a dire: E questo che ci fa qui? Le strade erano deserte, Santarcangelo sembrava Desperation, l'immaginaria cittadina abbandonata del Nevada dell'omonimo romanzo di King. 

Probabilmente erano tutti al mare. Ma al mare ci si può andare ogni weekend fino a ottobre, a votare si può andare solo oggi e domani. Chi rinuncia ad andare a votare per andare al mare (come se non si potessero fare entrambe le cose), poi non si lamenti quando questo Paese sarà diventato una immensa Desperation dei diritti.

sabato 7 giugno 2025

Referendum

Per chi ancora non avesse approfondito i contenuti della tornata referendaria di domani e lunedì qui c'è una esaustiva spiegazione del loro significato e delle conseguenze nel caso (assurdo) in cui si raggiungesse il quorum e vincessero i sì (l'articolo si riferisce ai quattro sul lavoro, non a quello sulla cittadinanza).

Io voterò cinque sì. Avevo qualche perplessità sul quarto quesito, quello che estende la responsabilità degli incidenti sul lavoro alle aziende committenti, ma ieri ho fatto una chiacchierata con un mio collega che si intende di questi temi e mi sono convinto per il sì. Anche questo appassionato intervento di Matteo Saudino ha contribuito a sciogliere i miei dubbi. 

Per il resto non c'è molto da dire. Il quorum è una chimera e quindi non varrebbe neppure la pena perderci tempo, ma, sotto sotto, quel sottilissimo filo di speranza che dopo 25 anni di referendum falliti si possa questa volta cambiare andazzo alberga in più o meno tutti noi. Per raggiungere questo risultato bisogna però alzare il sedere dalla poltrona e andare a votare, perché le cose non si cambiano da sole. Ma 25 anni di referendum falliti per mancanza di quorum non autorizzano alcun ottimismo in questo senso. L'importante è che poi si smetta di lamentarsi, perché a lamentarsi di tutto noi italiani siamo bravissimi, ma restando in poltrona il diritto di lamentarsi si perde.

venerdì 6 giugno 2025

Dio non è indifferente alla nostra sofferenza, dice Lorella

 


Ho trovato nella cassetta delle lettere questa epistola vergata a mano da una sedicente Lorella. È un foglio unico scritto a mano in modalità fronte/retro (se ci cliccate sopra e la ingrandite forse riuscite a leggerla anche voi). Lorella afferma di essere una volontaria cristiana e mi chiede se secondo me Dio è indifferente alle nostre sofferenze, dopodiché si profonde in un abbastanza esaustivo pistolotto, supportato dalla citazione di alcuni passi biblici, col quale spiega che no, Dio non è affatto indifferente alle nostre sofferenze. La chiusa della lettera è notevole: Dio ha una potenza infinita, quindi vi immaginate quanto autocontrollo deve esercitare per non intervenire immediatamente per cancellare le sofferenze?

Ora, dal mio punto di vista, che sostanzialmente si riassume nel fatto che Dio è un prodotto dell'immaginazione di noi Sapiens, la domanda iniziale si trasforma immediatamente in una aporia, quindi è inutili starci sopra. Cioè, per amore di speculazione teologico/filosofica potremmo starci sopra quanto vogliamo, e tutto sommato potrebbe anche essere interessante farlo; magari se un giorno vedrò questa Lorella lo farò direttamente con lei. (A proposito di Dio e immaginazione, se qualcuno è interessato a questi argomenti, segnalo questa splendida conferenza di Giorgio Vallortigara: Perché l'evoluzione ha creato Dio e non viceversa).

Tornando alla lettera in questione, l'ho trovata interessante per alcuni motivi. Il primo è che non si tratta di una fotocopia ma è l'originale, con tanto di solchi e rilievi sul foglio di carta creati dalla pressione della penna. Questo significa che 1) Lorella ne ha scritto una copia sola e l'ha lasciata a me; oppure 2) che ha vergato tante copie uguali scrivendole tutte di suo pugno, un po' come facevano i monaci amanuensi nel Medioevo, lasciandole nelle altre cassette della posta del quartiere. Se fosse così significherebbe che Lorella nella sua vita ha tanto tempo libero e la invidierei non poco. In realtà ci sarebbe una terza possibilità: la mia copia è l'originale e da quella ha stampato le fotocopie per tutti gli altri. Possibile che io sia così fortunato? Mah.

L'altro aspetto curioso della faccenda è la scoperta che i Testimoni di Geova non si limitano ad andare a rompere a bussare alle case la domenica mattina o a molestare le persone nei parchi ma molto più discretamente utilizzano anche le lettere cartacee come si faceva un tempo. Tra l'altro la lettera di Lorella era assieme alla bolletta della luce e dell'acqua e se mai la incontrerò mi sono ripromesso di chiederle cosa Dio può fare per alleviare queste - queste sì! - sofferenze.

giovedì 5 giugno 2025

Finestra segreta, giardino segreto

Finestra segreta, giardino segreto è il secondo racconto lungo dei due che compongono la raccolta Quattro dopo mezzanotte (vol. 1). Il primo si chiama I langolieri e secondo me Finestra segreta, giardino segreto lo supera in bellezza, anche se non di molto. Intendiamoci, è un ottimo racconto anche il primo, ma alla fantascienza ho sempre preferito la psicologia. 

I langolieri, quello che mi è piaciuto un po' meno, racconta di un gruppo di passeggeri a bordo di un 737 in viaggio da Los Angeles a Boston. Durante il volo alcuni di loro si addormentano e al risveglio scoprono che tutti gli altri passeggeri e membri dell’equipaggio sono scomparsi, lasciando sui sedili vuoti solo oggetti personali: orologi, pacemaker, dentiere, ecc. I superstiti sono quindi coloro che, quando è successo l'evento che ha fatto sparire tutti gli altri, dormivano. 

I sopravvissuti scoprono che non solo il mondo è stranamente silenzioso e "vuoto", ma anche che il tempo stesso sembra essersi fermato: il cibo ha perso sapore, i suoni sono attutiti e il sole appare irreale. Costoro si rendono conto di essere entrati in una sorta di dimensione temporale passata. Qui entrano in scena i veri protagonisti del racconto, I langolieri, misteriose creature invisibili che si manifestano come bocche fluttuanti piene di denti. La loro missione - nel libro vengono anche definiti i guardiani dell'eternità - è consumare il passato "mangiando" ciò che non serve più. I superstiti si rendono conto che anche loro sono nelle mire dei guardiani dell'eternità e da qui in poi è un continuo crescendo di tensione.

È un racconto che presenta molti spunti di riflessione, in particolar modo riguardo al tempo, alla percezione della realtà, alla paura dell'ignoto e dell'isolamento.

Finestra segreta, giardino segreto, invece, è forse il racconto in cui King descrive come meglio non si potrebbe la discesa nella follia. Racconta la vicenda di Mort Rainey, uno scrittore di successo che sta attraversando un periodo difficile: ha appena divorziato dalla moglie, che lo ha tradito, e vive da solo in una casa isolata vicino a un lago. In questo contesto di solitudine e depressione Mort riceve la visita di uno sconosciuto inquietante, un certo John Shooter, un uomo dal forte accento del sud che lo accusa di plagio e che col passare del tempo lo tormenta in vari modi. Qui è difficile raccontare la trama senza spoilerare, quindi mi limito a dire che l'ossessione dello scrittore per la persona misteriosa che lo accusa di aver copiato un suo racconto lo porta verso la perdita della sanità mentale.

È un racconto con un meccanismo narrativo fatto di lenta e continua crescita di tensione che inchioda chi legge alle pagine, e si sa che King è da sempre maestro in questo. Ma è anche un viaggio nella nostra mente e nei suoi meccanismi più reconditi, in particolar modo per quanto riguarda la dissociazione dalla propria coscienza e la linea a volte molto sottile che separa creatività e follia. È un racconto splendido in cui c'è tutto il genio di Stephen King.

Decreto sicurezza (di chi?)

Ieri il governo ha licenziato definitivamente, convertendolo in legge, il famoso/famigerato decreto sicurezza, trasformando, secondo molti, il nostro paese nell'anticamera di quello che può essere considerato uno stato di polizia (sono state introdotte 11 nuove tipologie di reato e 11 nuove aggravanti di reati già contemplati nel nostro CPP. Qui c'è un elenco).

Tra sentimenti altalenanti che vanno dalla tristezza alla rabbia alla preocupazione, faccio mie le considerazioni e i timori di Concita De Gregorio la quale, tra le altre cose, si chiede se queste norme servano a mettere in sicurezza i cittadini o il governo dai cittadini.

lunedì 2 giugno 2025

Non dev'essere facile


Non dev'essere facile tenere i piedi in due staffe su ogni tema dello scibile umano e per certi versi non vorrei essere nei suoi panni. Cioè, dev'essere una fatica di Sisifo cercare sempre di non scontentare nessuno per mantenere il consenso. In questo solco si inserisce l'ultima sua ridicola dichiarazione secondo cui andrà a votare ai referendum ma non ritirerà le schede.

Ovviamente non serve il costituzionalista per sapere che equivale a starsene a casa, ma intanto il cerchiobottismo è servito pronto in tavola. Da un lato infatti non poteva dire chiaramente di stare a casa, avrebbe sollevato uno tsunami di critiche; dall'altro non poteva neppure dire di andare a votare, pena scontentare il suo fidato elettorato e i maggiorenti del partito che fin dalla prima ora si spendono per l'astensione. Con questo squallido e patetico stratagemma può così dire di non aver mai suggerito a nessuno di stare a casa, dal momento che lei per prima si recherà ai seggi dando l'esempio; allo stesso tempo andarci non ritirando le schede equivale a non andarci. Quindi tutti contenti.

Tutti tranne le persone - mi auguro la maggioranza - che capiscono l'inganno e rimpiangono i tempi in cui i politici avevano idee, progetti e visioni di lungo termine che andavano oltre la contingenza e i sondaggi giornalieri e a cui si dedicavano pur rischiando l'impopolarità. Non so neppure se noi politici di questo calibro ne abbiamo mai avuti. Forse andando molto indietro nel tempo, oggi sicuramente no.

domenica 1 giugno 2025

Il pompiere con la bandiera

Il gesto del pompiere che dal monumento in piazza San Carlo, a Torino, ha sventolato la bandiera della Palestina mi è piaciuto un sacco. Era salito fin lassù per rimuoverla, come gli era stato ordinato, e lui prima di scendere l'ha sventolata in segno di solidarietà col popolo palestinese. 

Pare che poi, scrive Il Manifesto, una volta sceso sia stato identificato e ammonito dai superiori, cosa che sotto questi chiari di luna è normale. Perché oggi, con questo governo, chi scende in piazza con la bandiera di un popolo oggetto di sterminio è come se commettesse un reato. E questo non può non dare da pensare.

Addio, Francesco

Se n'è andato l'ultimo della generazione dei grandi cantautori. Forse è stato il più grande di tutti, ma io vedo da sempre Guccini c...