"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
venerdì 13 giugno 2025
Israele e l'atomica
mercoledì 11 giugno 2025
Accoglienza
lunedì 9 giugno 2025
E adesso zitti
domenica 8 giugno 2025
Deserti
sabato 7 giugno 2025
Referendum
venerdì 6 giugno 2025
Dio non è indifferente alla nostra sofferenza, dice Lorella
Ho trovato nella cassetta delle lettere questa epistola vergata a mano da una sedicente Lorella. È un foglio unico scritto a mano in modalità fronte/retro (se ci cliccate sopra e la ingrandite forse riuscite a leggerla anche voi). Lorella afferma di essere una volontaria cristiana e mi chiede se secondo me Dio è indifferente alle nostre sofferenze, dopodiché si profonde in un abbastanza esaustivo pistolotto, supportato dalla citazione di alcuni passi biblici, col quale spiega che no, Dio non è affatto indifferente alle nostre sofferenze. La chiusa della lettera è notevole: Dio ha una potenza infinita, quindi vi immaginate quanto autocontrollo deve esercitare per non intervenire immediatamente per cancellare le sofferenze?
Ora, dal mio punto di vista, che sostanzialmente si riassume nel fatto che Dio è un prodotto dell'immaginazione di noi Sapiens, la domanda iniziale si trasforma immediatamente in una aporia, quindi è inutili starci sopra. Cioè, per amore di speculazione teologico/filosofica potremmo starci sopra quanto vogliamo, e tutto sommato potrebbe anche essere interessante farlo; magari se un giorno vedrò questa Lorella lo farò direttamente con lei. (A proposito di Dio e immaginazione, se qualcuno è interessato a questi argomenti, segnalo questa splendida conferenza di Giorgio Vallortigara: Perché l'evoluzione ha creato Dio e non viceversa).
Tornando alla lettera in questione, l'ho trovata interessante per alcuni motivi. Il primo è che non si tratta di una fotocopia ma è l'originale, con tanto di solchi e rilievi sul foglio di carta creati dalla pressione della penna. Questo significa che 1) Lorella ne ha scritto una copia sola e l'ha lasciata a me; oppure 2) che ha vergato tante copie uguali scrivendole tutte di suo pugno, un po' come facevano i monaci amanuensi nel Medioevo, lasciandole nelle altre cassette della posta del quartiere. Se fosse così significherebbe che Lorella nella sua vita ha tanto tempo libero e la invidierei non poco. In realtà ci sarebbe una terza possibilità: la mia copia è l'originale e da quella ha stampato le fotocopie per tutti gli altri. Possibile che io sia così fortunato? Mah.
L'altro aspetto curioso della faccenda è la scoperta che i Testimoni di Geova non si limitano ad andare a rompere a bussare alle case la domenica mattina o a molestare le persone nei parchi ma molto più discretamente utilizzano anche le lettere cartacee come si faceva un tempo. Tra l'altro la lettera di Lorella era assieme alla bolletta della luce e dell'acqua e se mai la incontrerò mi sono ripromesso di chiederle cosa Dio può fare per alleviare queste - queste sì! - sofferenze.
giovedì 5 giugno 2025
Finestra segreta, giardino segreto
Finestra segreta, giardino segreto è il secondo racconto lungo dei due che compongono la raccolta Quattro dopo mezzanotte (vol. 1). Il primo si chiama I langolieri e secondo me Finestra segreta, giardino segreto lo supera in bellezza, anche se non di molto. Intendiamoci, è un ottimo racconto anche il primo, ma alla fantascienza ho sempre preferito la psicologia.
I langolieri, quello che mi è piaciuto un po' meno, racconta di un gruppo di passeggeri a bordo di un 737 in viaggio da Los Angeles a Boston. Durante il volo alcuni di loro si addormentano e al risveglio scoprono che tutti gli altri passeggeri e membri dell’equipaggio sono scomparsi, lasciando sui sedili vuoti solo oggetti personali: orologi, pacemaker, dentiere, ecc. I superstiti sono quindi coloro che, quando è successo l'evento che ha fatto sparire tutti gli altri, dormivano.
I sopravvissuti scoprono che non solo il mondo è stranamente silenzioso e "vuoto", ma anche che il tempo stesso sembra essersi fermato: il cibo ha perso sapore, i suoni sono attutiti e il sole appare irreale. Costoro si rendono conto di essere entrati in una sorta di dimensione temporale passata. Qui entrano in scena i veri protagonisti del racconto, I langolieri, misteriose creature invisibili che si manifestano come bocche fluttuanti piene di denti. La loro missione - nel libro vengono anche definiti i guardiani dell'eternità - è consumare il passato "mangiando" ciò che non serve più. I superstiti si rendono conto che anche loro sono nelle mire dei guardiani dell'eternità e da qui in poi è un continuo crescendo di tensione.
È un racconto che presenta molti spunti di riflessione, in particolar modo riguardo al tempo, alla percezione della realtà, alla paura dell'ignoto e dell'isolamento.
Finestra segreta, giardino segreto, invece, è forse il racconto in cui King descrive come meglio non si potrebbe la discesa nella follia. Racconta la vicenda di Mort Rainey, uno scrittore di successo che sta attraversando un periodo difficile: ha appena divorziato dalla moglie, che lo ha tradito, e vive da solo in una casa isolata vicino a un lago. In questo contesto di solitudine e depressione Mort riceve la visita di uno sconosciuto inquietante, un certo John Shooter, un uomo dal forte accento del sud che lo accusa di plagio e che col passare del tempo lo tormenta in vari modi. Qui è difficile raccontare la trama senza spoilerare, quindi mi limito a dire che l'ossessione dello scrittore per la persona misteriosa che lo accusa di aver copiato un suo racconto lo porta verso la perdita della sanità mentale.
È un racconto con un meccanismo narrativo fatto di lenta e continua crescita di tensione che inchioda chi legge alle pagine, e si sa che King è da sempre maestro in questo. Ma è anche un viaggio nella nostra mente e nei suoi meccanismi più reconditi, in particolar modo per quanto riguarda la dissociazione dalla propria coscienza e la linea a volte molto sottile che separa creatività e follia. È un racconto splendido in cui c'è tutto il genio di Stephen King.
Decreto sicurezza (di chi?)
lunedì 2 giugno 2025
Non dev'essere facile
Non dev'essere facile tenere i piedi in due staffe su ogni tema dello scibile umano e per certi versi non vorrei essere nei suoi panni. Cioè, dev'essere una fatica di Sisifo cercare sempre di non scontentare nessuno per mantenere il consenso. In questo solco si inserisce l'ultima sua ridicola dichiarazione secondo cui andrà a votare ai referendum ma non ritirerà le schede.
Ovviamente non serve il costituzionalista per sapere che equivale a starsene a casa, ma intanto il cerchiobottismo è servito pronto in tavola. Da un lato infatti non poteva dire chiaramente di stare a casa, avrebbe sollevato uno tsunami di critiche; dall'altro non poteva neppure dire di andare a votare, pena scontentare il suo fidato elettorato e i maggiorenti del partito che fin dalla prima ora si spendono per l'astensione. Con questo squallido e patetico stratagemma può così dire di non aver mai suggerito a nessuno di stare a casa, dal momento che lei per prima si recherà ai seggi dando l'esempio; allo stesso tempo andarci non ritirando le schede equivale a non andarci. Quindi tutti contenti.
Tutti tranne le persone - mi auguro la maggioranza - che capiscono l'inganno e rimpiangono i tempi in cui i politici avevano idee, progetti e visioni di lungo termine che andavano oltre la contingenza e i sondaggi giornalieri e a cui si dedicavano pur rischiando l'impopolarità. Non so neppure se noi politici di questo calibro ne abbiamo mai avuti. Forse andando molto indietro nel tempo, oggi sicuramente no.
domenica 1 giugno 2025
Il pompiere con la bandiera
Il gesto del pompiere che dal monumento in piazza San Carlo, a Torino, ha sventolato la bandiera della Palestina mi è piaciuto un sacco. Era salito fin lassù per rimuoverla, come gli era stato ordinato, e lui prima di scendere l'ha sventolata in segno di solidarietà col popolo palestinese.
Pare che poi, scrive Il Manifesto, una volta sceso sia stato identificato e ammonito dai superiori, cosa che sotto questi chiari di luna è normale. Perché oggi, con questo governo, chi scende in piazza con la bandiera di un popolo oggetto di sterminio è come se commettesse un reato. E questo non può non dare da pensare.
Addio, Francesco
Se n'è andato l'ultimo della generazione dei grandi cantautori. Forse è stato il più grande di tutti, ma io vedo da sempre Guccini c...
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