lunedì 1 luglio 2013

Disgusti diversi

Devo dire che gli editoriali di Feltri sono spesso stimolanti, nel senso che stimolano la corsa verso il primo bagno reperibile nei paraggi (anche se, devo dirlo, alcune volte - poche -, in passato mi sono trovato d'accordo con delle cose che ha scritto). Oggi Vittorio delizia il nostro palato di lettori con un editoriale nel quale se la prende con chi ha voltato le spalle all'amato Silvio, mostrando così tutta la sua ingratitudine.
Ci sarebbe da dire, per cominciare - a Feltri questo particolare sembra sfuggire -, che il buon Silvio, uomo notoriamente generoso, di gente ne ha aiutata parecchia, e quindi, nel mucchio, qualche ingrato sarebbe stato da mettere in conto fin dall'inizio, non fosse altro che per la legge delle probabilità; ma pazienza: sorvoliamo. L'ingrato del giorno, preso di mira da Feltri, è l'ex parrucchiere Lele Mora, quello balzato agli onori delle cronache per aver detto nei giorni scorsi che ad Arcore c'era un porcaio (in passato aveva invece dichiarato, fedele alle direttive ricevute, che si trattava delle solite cene eleganti).
Scrive il nostro: "Mora avrà le sue ragioni, più o meno nobili, se ha deciso di fare un'inversione a U. Ma noi abbiamo le nostre per manifestare un pizzico di disgusto."
Il discorso, apparentemente, non fa una piega. Peccato che tale disgusto sia indirizzato unicamente a chi denuncia il porcaio, piuttosto che all'organizzatore e beneficiario ultimo del già menzionato porcaio. È vero, il Mora avrà fatto un'inversione a U (e prevedo che a breve parecchi altri gli si accoderanno, visto l'andazzo), ma il tipo delle cene eleganti sono vent'anni che con queste inversioni ci campa; vent'anni anni di palle raccontate a reti unificate e smentite il giorno dopo ("non l'ho mai detto", "avete frainteso" e via andando). Vent'anni di blablabla, impegni, promesse - ne avesse mai mantenuta uno. Però il disgusto è per Mora.

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