Ratzinger, ieri, all'Angelus, ha esortato i fedeli in questo modo: "pregate per me". Mi spiace, non credo lo farò, a meno che non mi restino preghiere inutilizzate. Tu hai raggiunto la veneranda età di 86 anni senza grossi patimenti, e tutto sommato in buona salute. Adesso finirai i tuoi anni in un confortevole e comodissimo buen retiro dove ti dedicherai alla lettura, alla scrittura, alla musica e alle altre cose di cui ti interessi, e lo farai potendo pure contare su una bella pensione d'anzianità di 2.500 euro al mese.
E allora perché dovrei pregare per te? Per agevolarti l'entrata in paradiso? Ma tu quello ce l'hai di diritto, no? E quindi? Per quale motivo dovrei pregare per te? Mi spiace, proprio non lo capisco. Mi guardo un po' attorno e mi rendo conto che di cose che meriterebbero le mie, e non solo mie, preghiere ce ne sono, hai voglia se ce ne sono, e non serve che ti faccia l'elenco, vero? No, mi spiace, caro Ratzinger, non avrai le mie preghiere.
Senza rancore, eh?
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
lunedì 18 febbraio 2013
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