A Salvini piace De André, non è un segreto. O almeno questo è ciò che va affermando da anni. Sì, lo so, conosco l'obiezione: cosa c'entra un tizio che ha costruito una intera carriera politica sul razzismo e il disprezzo per gli ultimi e gli emarginati con un cantautore che ha cantato per tutta la vita gli ultimi, i disperati, gli emarginati? Niente, ma questo non impedisce che alcune sue canzoni possano piacere a un razzista di destra. D'altra parte anche alla Meloni piace Guccini (poi che Guccini la schifasse è un altro discorso).
Quindi a me non ha stupito che Salvini sia andato all'annuale concerto commemorativo che si tiene nella tenuta del cantautore in Sardegna (ormai l'unica cosa che mi stupisce è che ci sia ancora qualcuno che voti un soggetto simile), così come non mi ha stupito la contestazione della ragazza, una contestazione ferma, decisa, ma corretta.
Mi ha sorpreso maggiormente vedere Dori Ghezzi in prima fila accanto a Salvini, questo sì. Così come mi ha stupito che, dopo la contestazione, la compagna di De André abbia preso le sue difese e non quelle della ragazza che lo ha contestato, dicendo che la musica deve unire e non dividere. Può darsi. Ma io non ricordo un solo testo di De André, e sfido chiunque a trovarlo, in cui si predichi o si faccia cenno a qualsivoglia forma di ecumenismo o pacche sulle spalle con appartenenti alla categoria di Salvini.
In ogni caso, ci ha pensato Alice De André, nipote del grande cantautore, a mettere qualche puntino sulle i.
Ho letto che Dori Ghezzi -è riportato tale e quale in tutti i resoconti e dunque dev'essere vero- in quest'occasione ha detto: "è giusto creare un dialogo". Con Salvini??!!??!!?? Invece di cacciarlo, o andarsene?
RispondiEliminaMi sono cadute le braccia.
Povero Fabrizio, non c'è pace per lui nemmeno in morte.
RispondiEliminaInfatti la cosa dispiace. Del resto, come dice anche la nipote Alice, ormai De André è diventato una specie di santino universale di cui tutti possono appropriarsi, mentre invece De André era l'esatto contrario e quand'era in vita stava sul cazzo a un sacco di gente, sia di destra che di sinistra.
EliminaMah, forse la vecchiaia rende più morbida la signora Ghezzi. Comunque non mi torna come un politico di quel genere possa essere presente lì, è imbarazzante, conosco bene la musica e i testi di Faber, non comprendo davvero come si può stare seduti a fianco di questo politico.
RispondiEliminaInfatti Salvini, detto anche ministro dei bomboloni o girasagre, poteva essere dappertutto tranne che lì.
EliminaDori Ghezzi non ha perso occasione per esprimere, come in mille altre occasioni, la sua attitudine pilatesca. Da decenni campa sulla memoria del defunto - sempre banale, spesso inopportuna - e non ha mai la capacità di prendere una posizione su nulla. Che poi si venga a dire che i contestatori non sono democratici è un'assurdità colossale. Salvini semina odio e soltanto odio da decenni. Cosa si aspettava? Che lo applaudissero? Meno male che c'è ancora qualcuno che non dorme in piedi e lo contesta. E' il minimo che potesse accadere. E meno male pure che Alice non le ha mandate a dire.
RispondiEliminaTra l'altro, negli sviluppi della vicenda, ho letto da qualche parte che si sono manifestati attriti tra Do Dori e Alice, con la prima che avrebbe rinfacciato alla nipote di Faber qualcosa tipo: "Ma tu che ne sai di De André?" o qualcosa del genere. Ma sinceramente non ho approfondito.
EliminaLe tue parole "io non ricordo un solo testo di De André, e sfido chiunque a trovarlo, in cui si predichi o si faccia cenno a qualsivoglia forma di ecumenismo o pacche sulle spalle con appartenenti alla categoria di Salvini" mi hanno ricordato quelle di Storia di un impiegato, dove si dice:
RispondiEliminaDi respirare la stessa aria
D'un secondino non mi va
Perciò ho deciso di rinunciare
Alla mia ora di libertà
Se c'è qualcosa da spartire
Tra un prigioniero e il suo piantone
Che non sia l'aria di quel cortile
Voglio soltanto che sia prigione
E penso che bello, ma più che bello semplicemente normale, civile sarebbe stato se senza proferire neanche una sillaba tutti si fossero semplicemente alzati e se ne fossero andati, appunto per non condividere nulla, neanche l'aria, con Salvini.
Esatto. Altri due testi che si potrebbero citare, con cui De André ha manifestato il suo disprezzo per quelli come Salvini, e in generale per l'ipocrisia che regna nella società, sono La domenica delle salme e la stupenda Il testamento di Tito. Quest'ultima, in particolare, se non fosse per il fatto che è degli anni '70, De André potrebbe averla scritta ispirato da Salvini quando sventola rosari e crocifissi nei suoi patetici comizi.
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