venerdì 26 agosto 2016

Punti fermi di ogni terremoto

Il racconto delle tragedie dei terremoti segue quasi sempre alcuni punti fermi. È accaduto per quello di Umbria e Marche, Abruzzo, Emilia e probabilmente il copione subirà poche variazioni anche per il sisma che ha colpito il centro Italia ieri l'altro. Ecco i punti:

1) Cronaca minuziosa dell'evento sismico con giornalisti in loco 24 ore su 24.

2) Passerella di politici e autorità più o meno importanti tra le macerie.

3) Proclami in pompa magna che nessuno sarà lasciato solo e che la ricostruzione inizierà subito. In più, da qui in avanti la parola d'ordine sarà prevenzione.

4) Promessa che eventuali responsabilità saranno accertate nel minor tempo possibile.

5) Funerali pubblici con esposizione televisiva del dolore e altra passerella di politici, trasferitisi nel frattempo dalle macerie alle prime panche.

6) Inizio progressivo dello spostamento dell'attenzione generale su altre cose.

7) Dimenticatoio, fase che in genere può durare diversi anni, fino al ripresentarsi del terremoto successivo, dopodiché si ricomincia dal punto 1.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Andrea

Io sono di Rieti, a 45 km da Amatrice, 50 dall'aquila. Questo è lo stesso copione dell'aquila più o meno. Quando lì si spensero i riflettori rimasero solo file di camion che attraversavano la salaria per andare nei luoghi del terremoto e ricostruire su ordine di impresari furbastri e pronti a specularci su. Andò avanti così per qualche anno. Poi neanche più i camion passarono. Rimasero solo i palazzi puntellati nel centro della città abruzzese.
Uno di questi imprenditori, lo sciagurato che si mise a ridere per telefono dopo il terremoto, fu processato, condannato a 7 anni, assolto in appello e infine la cassazione ordinò l'annullamento del processo che è tutto da rifare.
Il tizio in questione era sottoaccusa per speculazione edilizia, per aver usato più sabbia del normale e per procurata strage. Se non ricordo male fece costruire opere sportive a Roma dichiarate poi inagibili.
Se non erro era tra i costruttori della casa dello studente all'aquila.
questo tizio è libero. va in vacanza con il suo yacht, con il suo elicottero.
si dice indignato perché hanno cercato di farlo fuori e perché gli hanno bruciato lo yacht alcuni anni fa.
Anche allora, nel 2009 si era detto che si sarebbe usato il pugno duro verso questa gente. Alcuni sono stati condannati, bisogna riconoscerlo, altri sono però a piede libero e dell'aquila non ne parlano quasi più. si sono spenti i riflettori.
e quando spegneranno i riflettori pure qui ho paura cche rimarranno solo gli attimi orribili di quel 24 agosto, le macerie e la morte.

Adal

Andrea Sacchini ha detto...

Un classico di ogni terremoto.