domenica 30 settembre 2012

Casta diva

"Divinità dalla suprema voce, la tua temporalità mi è entrata nelle ossa"
[F. Battiato]

Nel '98 Franco Battiato pubblica un album chiamato "Gommalacca". Tra le tracce di cui è composto ve n'è una chiamata "Casta diva". È un omaggio del grande cantautore a Maria Callas, probabilmente la più grande voce soprano mai esistita al mondo.
Siccome il pezzo a me piace molto e oggi non avevo granché da fare, l'ho preso, l'ho corredato di un po' d'immagini e l'ho caricato su Youtube.

Tempistica delle abolizioni

Diciamo la verità: Formigoni ha un po' rotto le scatole. Da qualche tempo sta portando avanti una sorta di battaglia, fracassando le appendici pendule maschili a destra e a manca, per l'abolizione delle regioni come le conosciamo oggi e la creazione di tre macroregioni: una al nord, una al centro, una al sud.
Non sto a discutere dell'utilità o meno di questa cosa, non mi interessa. Ma uno che è presidente di regione (Lombardia) da 17 (diciassette) anni, e dopo che per 17 anni nella suddetta regione ci ha sguazzato, non può all'improvviso alzarsi dal letto e proporne l'abolizione, specie dopo quello che sta venendo fuori in questi giorni.
Dài, su, è la tempistica che ti frega, che non ti rende credibile, Roberto. Se le regioni ti stanno tanto sulle scatole, perché non ne hai proposto l'abolizione 10 o 15 anni fa?

sabato 29 settembre 2012

Risvegli tardivi (di Fini)

Tra le novità (tristi) della giornata politica, ammesso che questa cosa c'entri qualcosa con la politica, c'è la lettera che il faccendiere Valter Lavitola avrebbe (notate il condizionale) scritto di suo pugno al caimano. Come scrive giustamente Gramellini, stamattina, "Se questa lettera è falsa, mette spavento. Se è vera, molto di più."
Gianfranco Fini, quello dei famosi risvegli tardivi, tirato in ballo nella lettera come vittima di un complotto per la famosa casa di Montecarlo, ha dichiarato: "ll signor Berlusconi è un corruttore [...] spero che gli italiani capiscano ora chi e' Silvio Berlusconi."
Gli italiani, caro Fini, almeno quelli che non hanno il prosciutto davanti agli occhi, l'avevano già capito da anni. Ben arrivato.

venerdì 28 settembre 2012

Peli e vizi

Ricordate la lunga sequela di leggi ad personam che hanno caratterizzato il quasi ventennio berlusconiano? Voi pensavate che fosse finita con l'uscita di scena del tipo delle cene eleganti, vero? E invece no. Qualcuno che lavora per lui c'è sempre, dietro le quinte. Altrimenti non si spiegherebbe la norma salva-ruby che una ignota manina ha infilato di soppiatto nel ddl anticorruzione.

Torturate pure con calma


(Marco Morelli via Facebook)

Lager


Uno pensa subito ad Auschwitz, Dachau, Birkenau, e si scorda di Lamezia Terme.

Manovre

Il governo ha messo sul tavolo una manovra che grosso modo sarà articolata in questo modo: maggiore tassazione agli abbienti (chi guadagna più di 150 mila euro all'anno sarà sottoposto a una nuova aliquota del 45%, prima era del 41) e maggiori risorse da destinare a Pubblica Istruzione, Ricerca, Sanità, Lavoro e Giustizia.
Ah, dimenticavo, sto parlando della Francia.

giovedì 27 settembre 2012

Indulto o amnistia?

Era il 2006, e il parlamento varava l'ultimo indulto. Si spalancarono quindi le porte delle carceri per un certo numero di detenuti, in particolare quelli condannati per reati di lieve entità e con una breve pena residua da scontare. Il motivo: carceri sovraffollate e detenuti stipati come bestie. Naturalmente - molti lo prevedettero - l'effetto durò poco. La maggior parte di quelli che tornarono fuori, infatti, per mancanza di alternative (lavoro non ce n'è oggi e non ce n'era neppure allora) ricominciarono a delinquere, e di conseguenza tornarono dietro le sbarre. La boccata di ossigeno per le carceri durò quindi lo spazio di pochi mesi, poi tutto tornò come prima.

Subito dopo la promulgazione del suddetto indulto, molti politici presero solenni impegni per risolvere la situazione da terzo mondo del nostro sistema carcerario, una situazione conosciuta da decenni ma sempre spostata più in là, perché, come è noto, di chi muore dietro alle sbarre in fondo non frega niente a nessuno. Sono delinquenti, malandrini matricolati, rifiuti della società, che s'arrangino e marciscano in carcere come cani. Certo, se un Sallusti rischia di finire al gabbio, allora della questione si interessa pure il capo dello stato. Delle migliaia di poveri cristi che nei nostri lager lasciano ogni giorno le penne, non frega niente a nessuno - e tenete presente che circa metà dei detenuti è in attesa di giudizio. Naturalmente, e anche qui si tratta di un film visto e rivisto, una volta avuto questo benedetto indulto, i politici si dimenticarono delle loro belle promesse, dei vari "piano carceri" e compagnia bella. Tutto restò come prima, ed è noto che quando un problema non si affronta ma si sposta, si incancrenisce, finché poi esplode in tutta la sua drammaticità e ineluttabilità.

Oggi siamo di nuovo a questo punto. E Napolitano, invece di incazzarsi coi vari tromboni e le loro promesse al vento, cosa fa? Auspica un altro indulto, magari, perché no?, accompagnato da una bella amnistia, così, giusto per non farci mancare niente. Ecco, un altro bel provvedimento che, se mai dovesse farsi per davvero, risolverebbe la situazione per altri cinque o sei mesi e sarebbe accompagnato dalle solite, patetiche, promesse di mettere mano al problema delle carceri. E tutto ricomincerebbe da capo. Fino alla prossima volta.

Pane al pane, vino al vino


(via repubblica.it)

mercoledì 26 settembre 2012

Sallusti al gabbio?

Sto scorrendo su Twitter i commenti dei vari Formigoni, Lupi, Carfagna, Meloni e compagnia bella sul caso Sallusti. C'è da morire dal ridere. Tutti incazzati perché "non si può andare in galera per delle opinioni", oppure "questa è una legge incivile e da cambiare".
Due cose. La prima è che le opinioni in questo caso non c'entrano un fico secco. Sallusti è stato condannato definitivamente per diffamazione, ossia per un articolo attribuito a lui che conteneva delle falsità. La seconda è che i vari tromboni che strillano per l'assurdità della legge che permette tutto ciò, hanno avuto anni e anni per cambiarla e non l'hanno mai fatto. E adesso tutti cascano dal pero. Comico, non trovate? (ah, dimenticavo, la pena è stata sospesa, Sallusti in carcere non ci andrà, state pure tranquilli.)

Fretta improvvisa

"Fate presto col ddl anticorruzione, ce lo chiede l'Europa". Caro Napolitano, al di là di tutte le questioni possibili e immaginabili, sulle quali si può discutere in lungo e in largo quanto si vuole, come si può pretendere che un parlamento in cui la corruzione regna sovrana si affretti a fare una legge che la combatte? A me sembra una contraddizione in termini.

martedì 25 settembre 2012

In corsa per la Casa Bianca


(via corriere.it)

Profumo di... retromarcia

Profumo, ieri, ricorderete, aveva buttato là l'idea di rivedere i metodi d'insegnamento della religione nelle scuole pubbliche. Com'era facilmente prevedibile: apriti cielo! Cattolici incazzatissimi e fiumi di proteste, tanto che il poveretto ha già fatto una mezza retromarcia.
C'è poco da fare: nel laico (sulla carta) stato italiano funziona così.

Avanti così

"La politica può morire nel discredito" ha dichiarato il teleimbonitore, quello grazie al quale ci siamo coperti di ridicolo sull'intero pianeta e non ne siamo ancora fuori. Poi, non contento, ha aggiunto: "Bisogna abrogare il sistema di finanziamento di gruppi e partiti". Certo, quello già abrogato nel '93 dal famoso referendum e rientrato poi dalla finestra semplicemente cambiandogli il nome: da finanziamento pubblico a rimborso elettorale.
C'è poco da fare: quest'uomo continuerà a prenderci per il culo finché camperà.

lunedì 24 settembre 2012

Mobilitazioni mirate

È ammirevole, e lo dico senza ironia, che Lupi e Formigoni portino avanti su Twitter la loro opera di sensibilizzazione contro le stragi di cristiani in Nigeria - Formigoni ha pure sollecitato il voto della relativa mozione alla Camera, come se servisse a qualcosa.
Vorrei però far notare ai due illustri paladini della causa cristiana in Nigeria, che stragi, prevaricazioni e sistematiche violazioni dei diritti umani avvengono quotidianamente in moltissimi paesi.
Senza bisogno di spingersi fino in Nigeria, ad esempio, basta solo ricordare quello che sta succedendo in Siria, dove la repressione perpetrata dal regime di Assad provoca quotidiane stragi di civili, compresi bambini di pochi anni.
Una mobilitazione, magari con tanto di mozione alla Camera ad hoc, la facciamo anche per questi? Oppure questi sono morti di serie "b", magari perché non sono cristiani? È solo una domanda, eh...

domenica 23 settembre 2012

Ora di religione?

Pare che il ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo, abbia buttato là l'idea di trasformare l'ora di religione nelle scuole pubbliche in un'ora che dovrebbe essere di storia delle religioni. Tutto questo a causa del sempre maggiore numero di studenti stranieri che non sono di religione cattolica. "Credo che l'insegnamento della religione nelle scuole così come è concepito oggi non abbia più molto senso" ha dichiarato il ministro.

Che l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non abbia senso non è una novità, si sa da decenni. Però fa piacere che un ministro, mi pare per la prima volta, cominci ad accorgersene. Potrebbe essere la prima crepa nel muro di quest'assurdità, il primo segnale di una presa di coscienza circa i danni che ha fatto e continua a fare il famoso Concordato.

Ovviamente è inutile farsi troppe illusioni che le parole del ministro abbiano un seguito. Qui siamo sotto l'egida del Vaticano, e il fatto che nessuno dalle parti di Oltretevere abbia cominciato a starnazzare significa solo che non si sono ancora accorti della sua uscita.

Domande


(via ilfattoquotidiano.it)

Prendere a cuore le questioni

In questo momento nell'home page de Il Giornale c'è scritto: "solo il presidente può cambiare il verdetto dei giudici". Il riferimento, ovviamente, è a Napolitano che - si dice - ha preso a cuore la vicenda Sallusti.
Il problema, per quel che ne so io, è che quella frase non ha senso. Non mi risulta infatti che Napolitano, anche volendo, abbia il potere di cambiare un verdetto. Certamente non lo può fare dopo, e questo è abbastanza logico, ma neppure prima. Cosa fa? "Invita" i giudici a decidere in un modo anziché in un altro? Esercita la sua leggendaria "moral suasion" in favore di Sallusti? Non mi risulta lo possa fare.
Però magari mi sbaglio, in fondo siamo in Italia.

sabato 22 settembre 2012

A chi rispondono i partiti?

Ratzinger: "Su difesa vita e matrimonio i partiti cattolici non devono cedere". Che il papa si appelli ai cattolici, mi può stare anche bene. Che il papa si appelli ai politici mi sa tanto di ingerenza. Per il semplice fatto che i suddetti politici non sono lì per assecondare la volontà del capo di un altro stato, ma per assecondare la volontà della maggioranza dei cittadini che li ha eletti.
Badate, non è una differenza di poco conto.

Giornalisti e galera

Non c'è molto da dire, che non sia già stato detto e scritto, sulla vicenda Sallusti. La legge attribuisce al direttore di un giornale la paternità di un articolo non firmato, o firmato con pseudonimi che impediscono di risalire all'autore. Punto. E Sallusti, all'epoca dei fatti, era direttore editoriale di Libero, quotidiano che ha pubblicato l'articolo incriminato.
Quindi, quelli del Giornale, almeno per questa volta, non possono prendersela con qualche giudice comunista (non l'hanno fatto, gliene diamo atto), ma con la legge. Una legge, tra l'altro, che esiste solo da noi - nei paesi civili questo genere di diatriba si risolve per via civile, non penale.
Molti, adesso, col senno di poi, si chiedono come mai nessuno ha mai pensato di cambiare questa legge. Probabilmente - immagino io - perché nell'ultimo ventennio sono stati tutti impegnati con le varie leggi-bavaglio per i giornalisti, tipo quelle che prevedevano la galera per quelli che pubblicavano qualche intercettazione scomoda.

venerdì 21 settembre 2012

E dopo come ci divertiamo?


(via ilgiornale.it)

"Ostriche, puttane, viaggetti, Satyricon di cartapesta"

A leggere gli stralci delle dichiarazioni rilasciate da Fiorito ai pm, c'è quasi da restare allibiti (lo stato d'animo che precede in genere le grosse incazzature).
Fiorito, poi, tra le altre cose dice chiaramente (anche se ovviamente andrà verificato) che la Polverini era al corrente di tutto ("la Polverini, quale governatrice ma soprattutto consigliere, era al corrente"). La stessa Polverini che oggi, in tutta tranquillità, ha dichiarato che non si dimetterà.

Pensate con quale faccia, dopo quello che è successo, un qualsiasi politico andrà in tv a dire che bisogna fare i sacrifici.

mercoledì 19 settembre 2012

Orrori religiosi del terzo millennio

A New York ci si sta muovendo per cercare di limitare la pratica della circoncisione imposta ai bambini. Lo so, è difficile da credere, ma in pieno terzo millennio esistono ancora riti religiosi "cruenti, degradanti, o imposti a bambini incapaci di opporsi".

Bilanci

Alla fine sembra che i partiti abbiano accettato di far sottoporre a organismi terzi e indipendenti i loro bilanci. Naturalmente, il fatto che questa (sofferta) decisione arrivi dopo un estenuante e patetico tira e molla, la dice lunga su molte cose, no?

Interrogazioni

In macchina. Rientro da scuola. Dialogo tra me e Michela, mia figlia più grande, terza liceo linguistico.

"Allora, com'è andato il terzo giorno di scuola?"
"Mah..."
"Perché 'mah'?"
"Abbiamo conosciuto il nuovo prof di arte."
"E quindi? Com'è?"
"Insomma. Ci ha spiegato il metodo che usa per interrogare."
"E come sarebbe questo metodo?"
"Ha detto che lui interroga se vuole, quando vuole, chi vuole e come vuole."
"Ah, ho capito. E poi? Ha aggiunto altro?" faccio io.
"Sì. Ha detto che se uno viene chiamato e sa di non essere preparato lo deve dire subito."
"Perché?"
"Così si evita una interrogazione di quelle imbarazzanti, tipo 'mah...', 'forse...', 'non ricordo bene...'. Lui mette un bel 3 subito, e chiusa lì."
"Beh" faccio io "fa così perché vuole che siate sempre preparati. Mi sembra un buon metodo, no?"
"Mah..."

lunedì 17 settembre 2012

Da quel '94

Spettacolare intervista-zerbino fatta da Sallusti al teleimbonitore, il quale ripercorre la sua "epopea" da quel disgraziato (per noi) '94 ad oggi.
Non una domanda scomoda, nessun tentativo perlomeno di ridimensionare l'impressionante sequela di fregnacce raccontate. Niente di niente. Servilismo all'ennesima potenza mascherato da giornalismo. Si ride per non piangere.

Pallosità blasfeme

Una fondazione iraniana ha aumentato di 500.000 $ la taglia su Salman Rushdie, lo scrittore indo-inglese autore dei celeberrimi "Versetti satanici", ritenuti blasfemi e offensivi nei confronti dell'Islam - oh, ma quanto sono suscettibili questi qui? Rushdie vale quindi adesso la bellezza di 3,3 milioni di $ (la fatwa fu lanciata nell'ormai lontano 1989 da Khomeini).
Bah, non so se il famoso libro di Rushdie sia o no blasfemo, per il semplice fatto che è stato uno dei pochi che non sono riuscito a finire a causa dell'elevato tasso di pallosità.

Antipolitica

A parte le scuse di rito e i mea culpa obbligati, anche se un po' patetici, una cosa giusta, riguardo a quel porcaio che sta venendo fuori nella regione Lazio, la Polverini l'ha detta: "l'antipolitica siamo noi, inutile prendersela con Grillo".
Finalmente qualcuno, a parte Travaglio e pochi altri cani sciolti, che è riuscito ad ammetterlo.

domenica 16 settembre 2012

Tette principesche

Premesso che della questione delle tette di Kate Middleton non mi frega una beata fava, non posso non notare che qui in Italia saranno pubblicate in esclusiva - ammesso che si possa ancora parlare di esclusiva - dal settimanale Chi, di proprietà della famiglia Berlusconi.
Aspettiamo adesso un Ghedini qualsiasi che strilli indignato per la violazione della privacy della principessa, come ai tempi in cui strillava perché El Pais pubblicava le foto delle vagonate di tette a villa Certosa (leggendaria è rimasta quella di Topolanek, con gli attributi al vento, mentre si butta su una delle famose donzelle che allietavano le tranquille e morigerate feste del teleimbonitore).

Animali

Ma perché quando mi metto di fuori, sotto il portico, a leggere un libro, quelli che passano sulla pista ciclabile mi guardano come se fossi un animale strano?
A volte penso che se mi mettessi in mutande a ballare sul tavolino darei meno nell'occhio.

sabato 15 settembre 2012

Riflettere o tacere

"C'è un tempo per parlare e un tempo per riflettere" ha sentenziato ieri il tipo delle cene eleganti per spiegare il suo prolungato silenzio - in effetti è da parecchio tempo che non spara qualcuna delle sue leggendarie cretinate, anche se, almeno da queste parti, nessuno avverte nostalgia.
Peccato che al grande ermeneuta di Arcore faccia un tantino difetto la memoria. Il versetto esatto dell'Ecclesiaste che il teleimbonitore ha tentato di citare, recita infatti: "c'è un tempo per tacere e un tempo per parlare".
Ora, certo, possiamo benissimo concedere che chi tace lo faccia (anche) per riflettere. Direi però che nel suo caso non è importante il motivo, quanto che continui a tacere.

venerdì 14 settembre 2012

Sarà riuscito a capirci qualcosa?


(via radioradio.it)

Fondamentalismi

Era l'anno 2000. Lui era ancora solo un cardinale. E, da cardinale, trovava repellente l'idea che "le Chiese cristiane possano essere considerate su un piede di parità".
Ce l'aveva con gli ortodossi, colpevoli perché "non riconoscono il primato del papa" (dico, scherziamo?). Ce l'aveva coi protestanti perché "non hanno conservato l'episcopato valido e la genuina e integra sostanza del mistero eucaristico" (imperdonabile!).
Insomma, ce l'aveva con tutto quel variegato insieme di correnti cristiane colpevoli - guai a loro! - di vederla diversamente e interpretare come gli pare alcuni dettami biblici.

Roba grossa. Roba da scomunica. Roba da pecorelle che è bene che rientrino alla svelta nei ranghi, nel famoso "ovile". Perché l'unica, la vera, la depositaria universale della verità e dei mezzi per ottenere la salvezza è lei: la religione cattolica. Questo è quello che strillava Ratzinger, da cardinale, una dozzina d'anni fa. Lo stesso Ratzinger che oggi, da papa, va in Libano e s'incazza coi fondamentalismi religiosi.

giovedì 13 settembre 2012

Avvisi


(via maury-it.tumblr.com)

Da Bengasi con furore

L'attentato contro l'ambasciata americana a Bengasi (uccisi l'ambasciatore e tre cittadini USA) pare sia di natura ritorsiva nei confronti di un film, girato da un regista israelo-americano (tale Sam Bacile) e ritenuto offensivo nei confronti dell'Islam.
Come molti hanno già fatto notare, l'episodio ricorda quello che ebbe come protagonista Calderoli. Era il 2006 e il noto "cazzaro da bar" (copyright Travaglio) si mostrò in televisione con una maglietta su cui erano stampate alcune immagini satiriche su Maometto.
I fratelli musulmani non la presero bene per niente, come del resto era facile immaginare. Ci furono scontri in mezzo medio-oriente e, sempre a Bengasi, i disordini provocarono 11 morti e svariate decine di feriti. A Calderoli, se non ricordo male, fu assegnata anche una scorta a causa delle minacce ricevute - minacce rimaste sempre lettera morta.
Libertà d'espressione contro fanatismo religioso. Mica facile, eh?

Biagio

Lavorare non sarebbe mica pesante. È quando la radio, in magazzino, nell'arco di una mattinata manda 10 volte "no signora no" che diventa tutto più difficile.

lunedì 10 settembre 2012

Caramelle non ne voglio più

Sì, finalmente qualcuno dice le cose come stanno: i granuli omeopatici sono caramelle, è il momento di dichiararlo ufficialmente, così chi è ancora convinto che si possano usare per curare malattie o vuole spendere i suoi soldi a questo scopo, almeno sa cosa sta comprando, questa è vera libertà.

(via medbunker)

domenica 9 settembre 2012

Anniversari da ricordare



(via complottilunari.blogspot.it)

Dimenticanza IMU

Non ha avuto molto risalto, la notizia, ma vale la pena segnalare che la famosa IMU che si sarebbe dovuta applicare anche alle attività commerciali della chiesa - ricordate le polemiche dell'inverno scorso? - è caduta definitivamente nel dimenticatoio.
Pace e amen.

Pellegrinaggi

Farina, Lupi e alcuni altri parlamentari, sono reduci da un pellegrinaggio in Turchia, là dove "i cristiani sono soli", "solitari e poverissimi".
Eh, sono problemi...

sabato 8 settembre 2012

Mercato del sabato

In un passaggio del suo discorso alla Fiera del Levante, Monti ha dichiarato l'intenzione di dare un'accelerata al ddl anticorruzione, ancora fermo - sono anni che è fermo lì - in parlamento. La cosa, ovviamente, non è piaciuta al Pdl - quelli come sentono parlare di norme un po' più stringenti contro la corruzione si preoccupano, drizzano subito le antenne e si mettono sul "chi va' là?".

Non a caso, poco dopo, uno starnazzante Cicchitto si è prodotto in una sorta di belato di protesta, abbastanza sgraziato, per la verità. Il ragionamento del grande statista, immeritatamente prestato alla politica, è questo, sintetizzando brutalmente: siccome il ddl anticorruzione a noi sta sulle balle, ma proprio tanto, siamo disposti ad appoggiarlo se il governo, oltre a quello, in cambio mette mano una volta per tutte alla responsabilità civile dei magistrati e alle intercettazioni.

Insomma, mercanteggiamo un po', dài. Voi volete una cosa, noi ne vogliamo un'altra, si fa presto a mettersi d'accordo, no? Poi se a fare le spese di questo mercanteggiare saranno i cittadini, come del resto è sempre stato finora, chi se ne frega? Intanto noi ci pariamo il culo, loro si fottano. L'ho buttata giù un po' così, terra terra, senza ricorrere a sofisticate perifrasi, ne convengo. Ma tanto è inutile girarci attorno, no? Meglio dire le cose come sono.

A proposito di intercettazioni, poi, c'è da segnalare che oggi è intervenuto Michele Vietti, presidente del CSM, il quale si è aggiunto alla lunga lista di quelli che "le intercettazioni sono uno scandalo, affrontare il tema". Va a finire che a forza di ripeterlo qualcuno alla fine ci crederà. Che è un po', se ci pensate, come far credere che se uno usa il coltello da cucina per ammazzare la moglie invece di affettare il salame, la colpa è del coltello.

Maggiordomi

Pare che il papa sia alla ricerca di un nuovo maggiordomo - l'altro gliel'hanno arrestato, ricordate?
Così, a occhio, visti i precedenti, credo di immaginare le qualità richieste ai nuovi aspiranti maggiordomi.

venerdì 7 settembre 2012

Passeggiate

La Polverini ha visitato uno dei campi in cui alloggiano i terremotati dell'Emilia Romagna - poi magari qualcuno mi spiegherà che cavolo c'entra lì la governatrice del Lazio, eh?
Teniamoci pronti, ho idea che da qui alle prossime elezioni quei campi saranno méta di parecchie passeggiate.

Frammenti di un necrologio

"Tu credi che Dio esista, che si sia incarnato in Cristo, che Pietro e i suoi successori ne siano i vicari in terra, perciò depositari di una verità che non possa essere messa in discussione senza mettere in discussione Dio stesso: una verità indiscutibile che vorresti fosse universalmente riconosciuta tale, e dalla quale discendono precetti e divieti che ritieni essenziali al fine di conquistare la vita eterna.

Io non credo nella vita eterna e penso che quei precetti e quei divieti siano solo un modo per ridurre gli uomini a gregge. Non credo che Dio esista, dunque neanche mi pongo il problema se Cristo sia davvero esistito o sia solo un mito. Leggo i vangeli e, accanto all’assurdo, all’inverosimile e al contraddittorio, ci trovo l’ambiguo e l’oscuro sui quali è stata costruita la dottrina alla quale ti dichiari obbediente, alla quale pretenderesti tutti fossero obbedienti, facendoti vanto dell’arrivare a diventare molesto, per poi far sfoggio di un odioso vittimismo se ti mandano a cagare. Ti osservo e ti trovo insopportabile, ipocrita fino all’osso, soprattutto pericoloso. Non c’è bisogno di chiederti cosa tu pensi di me, è noto che a uno come me guardi come a un’anima che vuol perdersi. Hai ragione, non voglio essere salvato. Abbiamo davvero poco da dirci, convieni? «Dialogare» su cosa?

A te interessa convertirmi, a me interessa tu non mi rompa il cazzo: vogliamo far finta di trovare tregua nel dissimulare quanto ci preme? Vogliamo chiamarlo «dialogo»? Disperando di potermi appiccicare la tua fede, ti accontenti di potermi convincere alla tua proverbiale ipocrisia? Devo far finta che almeno l’ipocrisia può essere un decente modus vivendi? Sì, è vero, siamo costretti a starci a fianco, ma questo non vuol dire che dobbiamo strusciarci. Sul da fare, fino a quando non si troverà modo di far prevalere la regola che la libertà di ciascuno ha solo limite in quella di tutti, inutile «dialogare»: basterà contarci. Poi sulla conta eventualmente storcerai il muso, farai carte false per vanificarne l’esito, strepiterai, minaccerai la vendetta del tuo Dio. Pazienza, attenderemo i secoli necessari a sentire la tua voce sempre più fioca. Duemila anni ti avranno illuso che non si spegnerà mai, ma – mi insegni – duemila anni sono un soffio. Meno di un soffio, nell’evoluzione della specie. Ci siamo liberati della coda, ci libereremo anche della tua superstizione".


(Luigi Castaldi - Frammenti di un necrologio)

Dimenticateci

Casini ha annunciato che dal simbolo dell'UDC sparirà il suo nome. Resterà solo il simbolo dello scudo crociato - vecchio cimelio risalente alla DC. La stessa decisione, prima di Casini l'aveva già presa Bossi: via il nome dal simbolo della Lega.
Sembra quasi che, in vista delle prossime elezioni, questa gente faccia di tutto per far dimenticare di esserci ancora. E, del resto, come dare loro torto?

giovedì 6 settembre 2012

200 metri e non sentirli

Diciamo la verità: già era una emerita cretinata l'idea dei 500 metri - suvvia, chi di noi non ha mai fatto almeno mezzo chilometro a piedi quando marinava la scuola?
Adesso, quei geni di Balduzzi e soci hanno ridotto, nel decreto in discussione in consiglio dei ministri, la distanza minima a 200 metri. Non sanno più cosa inventare per farci rimpiangere quelli che c'erano prima.

mercoledì 5 settembre 2012

martedì 4 settembre 2012

Mario Giordano e l'anti-papa

Mario Giordano, una delle penne di punta del prestigioso Giornale, pubblica oggi un articolo sulla presunta santificazione di Martini da parte del popolo di sinistra (sinistra?) e "da chi non va in chiesa", come si legge già dal titolo ("Martini eletto anti-Papa da chi non va in chiesa").

Alcune delle perle contenute nell'articolo (articolo, vabbé...):

"Ora che i funerali si sono conclusi si può dire che è impressionante il trattamento che i grandi giornali hanno riservato all'ex arci­vescovo di Milano: da uomo della gerar­chia ecclesiastica, qual è sempre stato, nel bene e nel male, l'hanno trasformato in una specie di santino dei radical chic, un Papa perfetto per coloro che non credono al Papa, guru di una religione cattolica che piace molto a coloro che si professano non cattolici. Ma vi pare? Credo che torto più grande non si possa fare al cardinale Martini che eleggerlo Pontefice Massimo Alter­nativo, mentre è nella bara e non può ri­spondere".

Ora, io non so chi abbia eletto papa alternativo il card. Martini, e penso che se qualcuno l'ha fatto ha sonoramente sbagliato. Resta indubbio, comunque, e questo Giordano lo sa bene, che su molti temi, etici, spirituali, sociali, le posizioni del defunto cardinale sono sempre state un pelino divergenti da quelle ufficiali della chiesa cattolica - basta leggere alcune sue interviste per rendersene conto. L'esasperazione forzata da parte di Giordano di questa contrapposizione, che è in realtà molto minore di quella che vuole fare credere lui, sembra quasi celare più un fastidio suo che altro.

Ma c'è un altro punto su cui il povero Giordano prende (volutamente?) una grossa cantonata, ed è quando afferma che la santificazione di Martini e della chiesa secondo la sua visione è opera di chi in chiesa non ci va. Balla sesquipedale! Alcune delle "aperture" del card. Martini nel campo dei diritti civili sono da sempre nel cuore di chi in chiesa ci va. E soprattutto di chi ci va sempre più malvolentieri a causa della protervia fastidiosa con cui la chiesa cattolica rimane ancorata alle sue granitiche e anacronistiche certezze. Una chiesa impermeabile a qualsiasi invito al rinnovamento, che spesso proviene addirittura da ambienti interni alla stessa chiesa. Una chiesa cattolica che ha fatto dell'oscurantismo, con Wojtyla prima e Ratzinger adesso, uno dei suoi punti tristemente e saldamente fermi.

Alla luce di tutto questo, il povero Mario Giordano riesce a stupirsi che qualcuno, credente o meno non importa, si riconosca nelle posizioni di Martini. Bello, no?

Ideali

"Non mi dimetto perché ammiro gli ideali di Silvio," ha dichiarato la Minetti. Chissà se si riferisce alla statua di Priapo, al palo per la lap dance nella stanza del bunga-bunga, o ai travestimenti da suora col crocefisso tra le tette? No, perché Silvio di ideali ne aveva più di uno.

Ciao, John Coffey


(via repubblica.it)

lunedì 3 settembre 2012

Preghiere

"Le preghiere di Ratzinger hanno accompagnato le ultime ore del cardinale Martini. Ora si concentreranno su Don Gallo".

(via spinoza.it)

domenica 2 settembre 2012

Pagliuzze e travi

"Un no alla 'falsa religiosità' e un richiamo affinchè la 'Parola di Dio' sia sempre 'regola di vita', 'orienti i nostri pensieri, le nostre scelte e le nostre azioni, ogni giorno', e non sia solo una 'copertura' per il desiderio di beni e potere".

Io ci metto tutta la buona volontà del mondo, davvero. Ma non posso fare a meno di pensare che il pistolotto odierno, all'Angelus, Ratzinger avrebbe potuto tranquillamente indirizzarlo a se stesso e alla sua chiesa.

Gasparri e Cicchitti d'America

Brutta tegola giudiziaria per Mitt Romney, candidato repubblicano in corsa per la Casa Bianca. Una sua società, la Bain Capital, è infatti accusata dal procuratore di New York di elusione fiscale (negli USA gli illeciti fiscali non sono trattati alla stregua di bazzecole, come avviene da noi, ma sono reati gravi puniti in maniera piuttosto pesante).
Nell'attesa di capire che tipo di ripercussione avrà questa inchiesta sulla sua campagna elettorale, attendiamo con ansia che anche là si levi la voce di un Cicchitto, un Gasparri o un Belpietro locali che blaterino di giustizia a orologeria, procuratori comunisti, ecc...
Ma temo sarà un'attesa vana.

Icone

Va bene che C. M. Martini era un po' controcorrente rispetto ai canoni ufficiali della chiesa, va bene che aveva spesso espresso posizioni di apertura su molti temi ritenuti scomodi dalle gerarchie ecclesiastiche, ma da qui a farne un'icona della sinistra mi pare ce ne passi, no?

sabato 1 settembre 2012

Osservatore

Mi sono accorto che, stamattina, l'unico quotidiano a non mettere in prima pagina la morte del card. Martini è - indovinate un po'? - L'Osservatore Romano. E, a ben pensarci, non poteva che essere così.


Aggiornamento 13:25.

Mi segnalano su Twitter che, cosa che non sapevo, L'Osservatore Romano esce nel tardo pomeriggio con la data del giorno successivo. In ogni caso non c'è ancora traccia della notizia neppure nell'edizione online.