Naturalmente mi rendo conto della valenza dirompente che ha sull'atavico bigottismo italiano una situazione come quella dell'Olanda, specie se confrontata con l'idea di Valditara di istituire nelle scuole superiori (prima no, chissà perché) l'educazione sessuale, educazione sessuale facoltativa, ovviamente: sia mai che saliamo qualche gradino nella scala della civiltà e la rendiamo obbligatoria come lo è già nella stragrande maggioranza dei paesi europei - in 20 stati membri dell'Unione europea è prevista come materia di studio obbligatoria. Da questo punto di vista ciò che maggiormente mi fa storcere il naso è la subordinazione di tale insegnamento al consenso dei genitori, anche se in fondo la cosa può anche avere un suo senso, dal momento che comunque la patria potestà appartiene ai genitori e questi ultimi possono preferire che l'educazione sessuale venga impartita da loro alla prole.
L'altro aspetto che mi lascia perplesso è la tendenza a equiparare l'educazione sessuale all'ora di religione, dal momento che per gli studenti che non ne usufruiscono sono previste attività alternative. Ma l'ora di religione e l'ora di educazione sessuale non si possono mettere sullo stesso piano. La prima rimane infatti relegata a una sfera personale che riguarda i propri convincimenti religiosi e si ferma lì, la seconda ha una dimensione sociale. L'ora di educazione sessuale, che è anche educazione alle relazioni, ha lo scopo appunto di insegnare come relazionarsi agli altri nell'ambito della sessualità e dell'effettività, che è appunto una dimensione sociale, non personale.
Mi rendo comunque conto che in fin dei conti si sta probabilmente speculando sul nulla. L'istituzione seria e sistematica dell'educazione sessuale a scuola nel nostro paese non si farà mai.