sabato 5 novembre 2016

Radio Maria, il terremoto e l'inferno

Dopo l'improvvida e infelice uscita di padre Livio Fanzaga, secondo cui il terremoto in centro Italia sarebbe da inquadrare come una specie di castigo divino mandato dall'Onnipotente per "vendicare" l'approvazione delle unioni civili, anche in Vaticano si sono accorti che questa volta a Radio Maria l'hanno fatta un po' troppo fuori dal vaso; da qui la dura reprimenda indirizzata all'emittente cattolica che, secondo monsignor Becciu, "deve correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo" (La Stampa, 04/11/2016). Quello che ai più mi pare però che sia sfuggito, è che il Fanzaga mica si è discostato granché da ciò che dice il Vangelo, è semmai mons. Becciu, l'autore della reprimenda per conto del Vaticano, ad averlo fatto quando dice che quelle sul castigo divino sono "affermazioni 'datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo.'"
Ora, io non so dire bene in che direzione vada la visione di Dio offertaci da Cristo, né, in verità, mi sono mai premurato di approfondire la faccenda, so però bene cosa dice la dottrina cattolica attuale in merito al castigo divino, e non è che io lo sappia perché in possesso di particolari conoscenze teologiche, ma semplicemente perché per scoprirlo bastano due googlate. In particolare, l'Inferno viene contemplato negli artt. 1034 e 1035 del Catechismo ufficiale della Chiesa Cattolica. Il 1034 recita testualmente: "Gesù parla ripetutamente della « geenna », del « fuoco inestinguibile », 629 che è riservato a chi sino alla fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi, e dove possono perire sia l'anima che il corpo. 630 Gesù annunzia con parole severe: « Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno [...] tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente » (Mt 13,41-42), ed egli pronunzierà la condanna: « Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno! » (Mt 25,41)."
Il 1035, invece,recita: "La Chiesa nel suo insegnamento afferma l'esistenza dell'inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell'inferno, « il fuoco eterno ». 631"
Ora, che il castigo del terremoto sia stato mandato a causa delle unioni civili è logico che è una scemenza, non fosse altro che per il fatto che gli eventuali autori di tale legge dovrebbero eventualmente essere processati una volta passati di là, non di qua, anche se Fanzaga e molti altri, chiusi nel loro buio della ragione, non hanno alcuna difficoltà a prendere la suddetta scemenza per buona. Ma l'affermazione di carattere generale di mons. Becciu, quella secondo cui il castigo divino è un concetto precristiano che non corrisponde alla teologia della chiesa, è una solenne balla. L'inferno è contemplato eccome dalla teologia della chiesa, ed è definito fin nei minimi particolari pure da Gesù nei vangeli, quei vangeli a cui il Vaticano ha chiesto a Radio Maria di uniformarsi meglio.
Meglio di così?

2 commenti:

Sbronzo di Riace ha detto...

non era fanzaga ma monsignor cavalcoli ad aver detto quella cosa sul terremoto

quelli di radio maria si sono dissociati sospendendolo

che poi è tutta da ridere fanzaga che se la prende con il cavalcoli per aver detto una cosa che magari pensa lui stesso

Andrea Sacchini ha detto...

Cavalcoli è arrivato dopo. La prima esternazione è stata di Fanzaga. L'audio è qui e la sua voce è inconfondibile.
http://m.espresso.repubblica.it/attualita/2016/11/03/news/terremoto-radio-maria-colpa-delle-unioni-civili-1.287251