"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
mercoledì 30 settembre 2015
L'8x1000 di Scalfari
Vorrei sommessamente fare notare a Scalfari che sarebbe stato sufficiente non esprimere alcuna scelta: il suo 8x1000 sarebbe comunque andato alla chiesa cattolica.
Il grande affabulatore
È sempre più difficile trovare chi critichi ed esprima dissenso nei confronti di ciò che fa e dice Bergoglio. E i motivi sono facilmente intuibili: dice spesso cose sensate e in linea col "sentire" comune, specie se quel sentire comune si richiama a una certa cultura solitamente inquadrata a sinistra - non a caso papa Francesco è stato spesso, tra il serio e il faceto, definito comunista.
Per quanto mi riguarda, ho sempre considerato Bergoglio niente di più che un abile affabulatore, che piace e fa breccia perché dice cose appunto sensate. Ma perché appaiono sensate? Perché sono terribilmente generiche. È La stessa vuota genericità che leggiamo negli oroscopi quando ci dicono che oggi sarà una buona giornata. E a chi non fa piacere sentirsi dire che sarà una buona giornata? E a chi non fa piacere sentire dire da un papa che ognuno ha diritto alla salute, alla casa e al lavoro. Poi? Che altro? Cambierà qualcosa dopo il giretto di Bergoglio negli States? No. Fortunatamente, c'è ancora qualcuno che non si fa abbindolare dalla immensa superficialità di questo papa, che, come ho scritto altre volte, di rivoluzionario ha solamente l'arte affabulatoria e la favella.
E fa piacere che questa cosa sia evidenziata anche da qualche appartenente alla chiesa cattolica.
Per quanto mi riguarda, ho sempre considerato Bergoglio niente di più che un abile affabulatore, che piace e fa breccia perché dice cose appunto sensate. Ma perché appaiono sensate? Perché sono terribilmente generiche. È La stessa vuota genericità che leggiamo negli oroscopi quando ci dicono che oggi sarà una buona giornata. E a chi non fa piacere sentirsi dire che sarà una buona giornata? E a chi non fa piacere sentire dire da un papa che ognuno ha diritto alla salute, alla casa e al lavoro. Poi? Che altro? Cambierà qualcosa dopo il giretto di Bergoglio negli States? No. Fortunatamente, c'è ancora qualcuno che non si fa abbindolare dalla immensa superficialità di questo papa, che, come ho scritto altre volte, di rivoluzionario ha solamente l'arte affabulatoria e la favella.
E fa piacere che questa cosa sia evidenziata anche da qualche appartenente alla chiesa cattolica.
lunedì 28 settembre 2015
Coi soldi dei privati
La leggendaria BreBeMi, cattedrale nel deserto che doveva collegare Brescia a Milano ed essere - l'aveva assicurato Renzi all'inaugurazione - totalmente finanziata da privati (costo preventivato 800 milioni, costo finale 2,4 miliardi di euro), costerà alla fine allo stato (cioè soldi pubblici, cioè nostri), 1,7 miliardi di euro. Perché un'autostrada inutile, oggi, non si nega a nessuno.
Capite perché questo paese è messo così?
Capite perché questo paese è messo così?
sabato 26 settembre 2015
Avvisate Salvini
27.000 italiani trasferiscono a San Marino 22 miliardi di euro sottraendoli al fisco italiano. Capite bene che il problema più grave che abbiamo in Italia sono gli extracomunitari, no?
venerdì 25 settembre 2015
Feltri al suo meglio
"Occorre moltiplicare i pellegrinaggi alla Mecca" ha twittato oggi Vittorio Feltri. Pensavo che nessuno sarebbe riuscito a scendere più in basso di Buonanno e della Santanché, nella classifica dei commenti più cinici e stupidi fioriti dopo quella tragedia.
Mi sbagliavo.
Mi sbagliavo.
giovedì 24 settembre 2015
Esami inutili
Dando per assodato che il problema degli esami diagnostici inutili esiste, e ad ammetterlo sono gli stessi medici, a me sembra che in buona sostanza tutto il ddl della Lorenzin sia semplicemente finalizzato a far pagare all'utenza ciò che finora ha avuto gratuitamente (o quasi). Voglio dire: se proprio si volevano tagliare gli sprechi, operazione sacrosanta, non si poteva cominciare mettendo mano alla disorganizzazione dei servizi, quella che fa sì che si abbiano moltitudini di ricoveri ed esami (questi sì) inutili? Se il decreto passerà non vorrei trovarmi al posto di un medico, intrappolato tra il rischio di beccarsi una sanzione per un esame prescritto poi rivelatosi inutile e il rischio del contenzioso legale per il motivo opposto.
domenica 20 settembre 2015
Cosa resterà di lui
"Ci sono alcuni sindacalisti che pensano ancora di poter prendere in ostaggio la cultura e la bellezza dell'Italia. Non hanno capito che la musica e' cambiata."
Se di Renzi resterà qualcosa nella memoria collettiva una volta che sarà sparito dalla scena politica (e lo scrivente, qui, si augura che ciò avvenga al più presto), una di queste sarà senz'altro il tipo di linguaggio utilizzato nel suo rapportarsi ai media e all'opinione pubblica. Un incedere retorico che, fateci caso, è quasi sempre composto da un mix abbastanza eterogeneo di supponenza, arroganza e puerilità. L'esternazione qui sopra, pubblicata ieri mattina da L'Unità e riguardante la famosa/famigerata assemblea dei dipendenti del Colosseo, è solo l'ultimo esempio di una triste serie. Tre ore di assemblea autorizzata e perfettamente legale, indetta da dei lavoratori per rivendicare il loro sacrosanto diritto di ricevere in maniera regolare il proprio salario, non prendono in ostaggio nessuno, checché ne dica Renzi, e non provocano certo all'arte italiana più danni di decenni di incuria, di tagli di fondi e disinteresse politico. Molto più semplicemente, alcuni turisti per tre ore hanno trovato chiuso il Colosseo. Una scocciatura, certo, ma non stiamo parlando di un ospedale che chiude durante un'epidemia di colera, stiamo parlando di un sito culturale inaccessibile per qualche ora.
Messa giù in quel modo, la frase sui sindacati inculca in chi legge o ascolta l'idea che i sindacalisti siano un'orda di barbari intenzionati a mettere a ferro e fuoco il belpaese, e lui l'eroe che li fermerà e porrà fine alle loro scorribande. Tutto studiato per continuare nell'opera di creazione di quella sorta di dicotomia inaugurata da Berlusconi durante il suo ventennio: da una parte le forze del male, i brutti e i cattivi, in questo caso entrati nell'immaginario collettivo come i gufi e i rosiconi, e che sarebbero quelli che remano contro, che vogliono affondare l'Italia; dall'altra i buoni, quelli che lavorano per il bene comune, le forze del bene che alla fine avranno ragione delle forze del male. Con Berlusconi era la stessa cosa: se stavi con lui eri bravo, eri dalla parte giusta, altrimenti eri nella migliore delle ipotesi un coglione (ricordate la celeberrima "non credo ci siano in giro così tanti coglioni che votano a sinistra"?). Buoni contro cattivi. Lo schema comunicativo era questo per B. ed è il medesimo per Renzi, neanche si stesse parlando di Goldrake contro i vegani. Uno schema comunicativo che tende a semplificare le complessità e a bisecare le opinioni, e che fa particolarmente presa - Renzi lo sa benissimo - su quella larga parte di opinione pubblica così sensibile al fascino della partigianeria acritica. Così, chi lotta per vedere riconosciuto un suo diritto diventa un criminale che prende in ostaggio la cultura di un'intera nazione, chi osa avanzare dubbi o critiche all'operato del governo diventa un gufo o un rosicone.
Ecco, alla fine di Renzi resterà memoria della sua arroganza e puerilità, e della sua piccolezza d'intelletto. Null'altro.
Se di Renzi resterà qualcosa nella memoria collettiva una volta che sarà sparito dalla scena politica (e lo scrivente, qui, si augura che ciò avvenga al più presto), una di queste sarà senz'altro il tipo di linguaggio utilizzato nel suo rapportarsi ai media e all'opinione pubblica. Un incedere retorico che, fateci caso, è quasi sempre composto da un mix abbastanza eterogeneo di supponenza, arroganza e puerilità. L'esternazione qui sopra, pubblicata ieri mattina da L'Unità e riguardante la famosa/famigerata assemblea dei dipendenti del Colosseo, è solo l'ultimo esempio di una triste serie. Tre ore di assemblea autorizzata e perfettamente legale, indetta da dei lavoratori per rivendicare il loro sacrosanto diritto di ricevere in maniera regolare il proprio salario, non prendono in ostaggio nessuno, checché ne dica Renzi, e non provocano certo all'arte italiana più danni di decenni di incuria, di tagli di fondi e disinteresse politico. Molto più semplicemente, alcuni turisti per tre ore hanno trovato chiuso il Colosseo. Una scocciatura, certo, ma non stiamo parlando di un ospedale che chiude durante un'epidemia di colera, stiamo parlando di un sito culturale inaccessibile per qualche ora.
Messa giù in quel modo, la frase sui sindacati inculca in chi legge o ascolta l'idea che i sindacalisti siano un'orda di barbari intenzionati a mettere a ferro e fuoco il belpaese, e lui l'eroe che li fermerà e porrà fine alle loro scorribande. Tutto studiato per continuare nell'opera di creazione di quella sorta di dicotomia inaugurata da Berlusconi durante il suo ventennio: da una parte le forze del male, i brutti e i cattivi, in questo caso entrati nell'immaginario collettivo come i gufi e i rosiconi, e che sarebbero quelli che remano contro, che vogliono affondare l'Italia; dall'altra i buoni, quelli che lavorano per il bene comune, le forze del bene che alla fine avranno ragione delle forze del male. Con Berlusconi era la stessa cosa: se stavi con lui eri bravo, eri dalla parte giusta, altrimenti eri nella migliore delle ipotesi un coglione (ricordate la celeberrima "non credo ci siano in giro così tanti coglioni che votano a sinistra"?). Buoni contro cattivi. Lo schema comunicativo era questo per B. ed è il medesimo per Renzi, neanche si stesse parlando di Goldrake contro i vegani. Uno schema comunicativo che tende a semplificare le complessità e a bisecare le opinioni, e che fa particolarmente presa - Renzi lo sa benissimo - su quella larga parte di opinione pubblica così sensibile al fascino della partigianeria acritica. Così, chi lotta per vedere riconosciuto un suo diritto diventa un criminale che prende in ostaggio la cultura di un'intera nazione, chi osa avanzare dubbi o critiche all'operato del governo diventa un gufo o un rosicone.
Ecco, alla fine di Renzi resterà memoria della sua arroganza e puerilità, e della sua piccolezza d'intelletto. Null'altro.
sabato 19 settembre 2015
giovedì 17 settembre 2015
Monocameralismi diversi
Credo che le osservazioni di chi dice che 22 paesi su 28, in Europa, hanno forme di governo basate sul monocameralismo, osservazioni tra le più utilizzate dai favorevoli alla riforma del Senato targata Renzi, non tengano conto di una differenza di un certo rilievo: la qualità della classe politica. A meno che siamo realmente convinti che paesi come Francia, Germania o chi volete voi tra quelli monocameralisti, hanno una classe politica che per profilo etico, competenza e altro è paragonabile alla nostra.
Se la pensate così, forse è il caso che cominciate a informarvi un pelino meglio.
Se la pensate così, forse è il caso che cominciate a informarvi un pelino meglio.
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