giovedì 20 febbraio 2025

Bird of sorrow

Ieri sera, mentre guardavo una puntata di Tin Star, in una scena particolarmente drammatica e dolorosa è comparsa una canzone che non avevo mai sentito ma che mi ha colpito per la sua intensità. Ho fatto una ricerca in tempo reale con Google e l'ho trovata: Bird of sorrow, di Glen Hansard.

Capita spesso che le serie tv inseriscano nelle loro colonne sonore piccoli gioielli generalmente poco conosciuti. Questo è uno di quei gioielli, che oggi ho già riascoltato più volte. Il testo di questa canzone è molto poetico e struggente e la musica, pur nella sua semplicità, molto evocativa.

Tin Star è una serie tv drammatica che ha come protagonista Tim Roth. Anni fa guardai un'altra serie tv sempre con lui protagonista: Lie to me. Splendida. Questa, rispetto a Lie to me, è un po' più sotto tono, ma merita. Anche per questi piccoli gioielli inseriti nella colonna sonora.

Meccanismi che si ripetono

Sembra di essere tornati ai tempi del covid e delle sue contrapposizioni manichee: sivax vs novax, sì restrizioni vs no restrizioni, sì obbligo vaccinale vs no obbligo vaccinale e via andare. Ognuno granitico sulle proprie convinzioni, ugnuno a rifuggire come la peste la possibilità che un qualche piccolo spicchio di ragione potesse averla anche la controparte. Poi magari non ce l'aveva, eh, ma a livello metodologico rifiutare anche solo l'idea di pensarci almeno su, ragionarci. Niente, muro contro muro. 

Ho preso il tema covid così a caso, ma avrei potuto portare come esempio qualsiasi oggetto del pubblico dibattito nel nostro paese: dall'autonomia differenziata a Sanremo, dalle foibe al ponte sullo stretto ecc.

Sulla vicenda ucraina stesso identico copione. Tutti convinti che la propria idea è quella valida. Non si discute. Chi oggi rimane alfiere dell'idea che tre anni fa sarebbe stato meglio fare ogni sforzo in senso negoziale non concede niente agli alfieri della soluzione belligerante, il rifiuto di pensare che un piccolo spicchio di ragione potevano averla anche i sostenitori della difesa militare sul campo è totale. Stesso discorso a parti inverse. Chi oggi rimane sostenitore della difesa armata dell'Ucraina dall'aggressore russo non concede e non ha mai concesso niente all'idea che forse chi si è battuto fin dall'inizio per una soluzione diplomatica qualche piccolo spicchio di ragione poteva anche averla. Niente da fare, muro contro muro, anche se oggi a me sembra che chi sosteneva questa soluzione non avesse tutti i torti.

C'è poco da fare, siamo fatti così, la nostra visione del mondo è quella giusta e quell'altra e sbagliata. E mi ci metto anch'io, intendiamoci, non è che io sia diverso, anche perché fondamentalmente noi esseri umani a pulsioni di base siamo fatti tutti allo stesso modo. Quindi nessuno ha dubbi, incertezze, ma solo certezze, probabilmente anche perché la certezza è rassicurante, ripara e protegge dalle vulnerabilità. Il dubbio invece uccide.

mercoledì 19 febbraio 2025

Le guerre per la lingua


Terminato ora. Un saggio interessantissimo sul linguaggio, la sua struttura, la sua morfologia, le valenze semantiche e il modo in cui si modifica continuamente nel tempo. Il libro apre con una breve ma densa panoramica sull'origine della nostra lingua e anche di altre per poi avventurarsi su alcuni aspetti di cui molto si dibatte negli ultimi tempi.

Uno riguardo il progressivo aumento di termini inglesi all'interno della lingua italiana, fenomeno che nel corso degli ultimi tempi ha dato il via a numerose crociate ideologiche a supporto della purezza dell'italiano, dimenticando o ignorando che il concetto di purezza applicato a una lingua fa ridere. Contrariamente a quanto mi aspettavo, l'autore non ha alcuna pregiudiziale riguardo a questo tema, e con argomentazioni solide e di buon senso ne difende la presenza e l'utilizzo, adducendo tra le tante la motivazione che la lingua non è qualcosa di statico, di granitico, ma cambia e si evolve anche grazie all'acquisizione di lemmi stranieri, alcuni dei quali vengono poi "italianizzati" e inseriti nei nostri vocabolari. In generale, tutte le lingue, inglese compreso, acquisiscono continuamente termini stranieri che poi vengono fatti propri e ne diventano parte.

Un altro tema interessantissimo riguarda l'idea che la lingua italiana sia maschilista/sessista, in particolare per la presenza di alcune forme strutturali come il famoso/famigerato maschile sovraesteso. Qui l'autore si lancia in una convincente serie di argomentazioni con cui dimostra che dire "Giovanni e Laura sono andati a mangiare un gelato" non si può definire maschile sovraesteso, ma è semplicemente una formula per non marcare il genere. Ciò che comunemente viene indicato come maschile sovraesteso è in realtà una struttura grammaticale che si è originata in tempi antichi per ragioni economico-strutturali che niente avevano a che fare con l'ideologia. Accusare la lingua di essere sessista è un non senso perché non è essa in sé a esserlo, ma semmai il sessismo sta nelle intenzioni e nei modi in cui viene usata.

Vabbe', non mi dilungo oltre. Queste poche righe solo per invogliare chi è interessato a questi temi a provare a leggerlo. Tra l'altro si tratta di un saggio piuttosto agile (poco più di 120 pagine) che può essere letto anche da chi ha poca dimestichezza coi libri.

lunedì 17 febbraio 2025

Aggressività


Uno dei capitoli più interessanti di La scimmia nuda, dell'etologo britannico Desmond Morris, riguarda la conflittualità, ossia la principale forma di interazione tra gli essere umani e tra gli animali (anche noi siamo animali, ma per non irritare i tanti convinti che noi siamo qualcosa di diverso e più "elevato" mantengo la distinzione).

È inutile che stiamo a raccontarci illusoriamente che l'essere umano in fondo è buono e bendisposto verso i suoi simili. L'uomo è per istinto, un istinto nato per ragioni evolutive, principalmente aggressivo e conflittuale, aggressività che poi si trasforma anche negli orrori delle guerre. Per una sorta di ironico paradosso i massacri delle guerre sono generati dall'impulso ad aiutare i nostri simili, dove per simili si intendono gli appartenenti al medesimo gruppo.

In realtà, quindi, l'uomo per natura non è né buono né cattivo, ma può essere l'una o l'altra cosa a seconda dell'ambiente in cui si trova.

Per il 99% della nostra storia evolutiva siamo vissuti in contesti sociali dove gli esseri umani formavano gruppi di 50-100 individui. Le grandi aggregazioni umane sono cominciate a esistere a partire più o meno dal neolitico, tra i 10 e i 12.000 anni fa, quando nacquero l'agricoltura e l'allevamento. Ma 10.000 anni sono un battito di ciglia rispetto ai milioni di anni in cui i nostri antenati hanno vissuto in gruppi di poche decine di persone che combattevano altri gruppi per il territorio e la caccia, e l'istinto maturato in milioni di anni non si cancella in 10.000.

Ricordo una bellissima lezione di Dario Fabbri in cui si spiegava che gli istinti da cui nascono i grandi genocidi della storia e le risse tra genitori in tribuna a una partita di calcetto sono i medesimi e vengono tutti da lì.

sabato 15 febbraio 2025

Svarioni

L'equiparazione fatta da Mattarella tra la Russia e il Terzo Reich mi lascia parecchio perplesso, nel senso che mi pare improponibile proprio dal punto di vista storico. In primo luogo perché noi italiani dal '39 al '43 siamo stati alleati della Germania nazista. In secondo luogo perché il contributo dell'Unione Sovietica alla sconfitta di Hitler e del Nazismo in Europa è stato decisivo e determinante. In terzo luogo perché se è vero, come è vero, che la Russia ha invaso l'Ucraina, è altrettanto vero che diversi paesi europei hanno ripetutamente invaso la Russia negli ultimi 200 anni: tre volte l'abbiamo invasa noi italiani (guerra di Crimea, intervento nella guerra civile durante la Rivoluzione d'ottobre, invasione della Federazione russa al fianco di Hitler durante la Seconda guerra mondiale); due volte gli inglesi; una volta gli americani; svariate volte i tedeschi.

Senza dimenticare il tributo pagato dall'Unione Sovietica, 25 milioni di morti, per liberare l'Europa dal Nazismo.

Mattarella queste cose non le sa? Certo che le sa, ci mancherebbe. Così come è certo che Mattarella non improvvisa mai i suoi discorsi e le sue lezioni e ogni volta che dice qualcosa sa perfettamente l'impatto e le reazioni che ciò che dice provocherà. Ecco perché questa uscita mi lascia perplesso e mi impedisce, questa volta, di aggregarmi al coro di solidarietà nei suoi confronti dopo gli attacchi del Cremlino.

martedì 11 febbraio 2025

Ammissioni

Il presidente del Consiglio di un governo minimamente serio si presenterebbe in televisione, magari da Vespa, ché lì non si corrono grossi rischi, e direbbe: Abbiamo messo in campo la sceneggiata dei centri per migranti in Albania quando sapevamo fin dall'inizio che sarebbero stati un buco nell'acqua. Sono costati un vagone di soldi pubblici che magari si sarebbero potuti spendere in maniera più proficua e per indorare la pillola vi abbiamo raccontato che tutta la sceneggiata avrebbe costituito un deterrente alle partenze.

(Come se un disperato che parte dalla Nigeria, attraversa il deserto - se riesce ad attraversarlo -, viene preso a legnate per uno o due anni in un lager libico e se sopravvive prova ad attraversare il Mediterraneo su una bagnarola di cartone, avesse timore di finire qualche giorno in Albania.)

Ecco - proseguirebbe il presidente del Consiglio di cui sopra - siccome non possiamo più nascondere il fallimento per non scavarci ancora di più la fossa del ridicolo da soli, sono costretto ad ammettere che il progetto è fallito. Mi spiace.

Naturalmente, aspettarsi una pubblica ammissione del genere da parte del presidente del Consiglio di questo governo è pura utopia. Si fa giusto per immaginare per un attimo di essere un paese normale guidato da un governo normale.

domenica 9 febbraio 2025

Per sempre

 


Una volta lo facevo regolarmente, ma da tempo raramente scrivo impressioni e commenti sui libri che leggo, per lo più per mancanza di voglia. Faccio un'eccezione per questo romanzo perché mi è piaciuto tantissimo e anche perché mi ha consentito di scoprire Richard Ford, uno scrittore che, colpevolmente, non conoscevo. 

Il libro narra la storia di Frank Bascombe e Paul Bascombe, rispettivamente padre e figlio. A 47 anni Paul scopre di essere malato di una forma piuttosto aggressiva di SLA che lo porterà velocemente alla fine. Ciò investirà suo padre del compito più ingrato e straziante che un genitore può trovarsi obbligato ad adempiere: assistere e accompagnare il proprio figlio alla morte. 

La descrizione del rapporto strettissimo che si instaura tra i due, col padre costretto a seguire il figlio nell'esecuzione dei più banali compiti della vita quotidiana, è caratterizzato da tentativi più o meno riusciti di comprendersi a vicenda (i due sono di indole e carattere diversissimi), ma anche da scambi e riflessioni sulla fragilità della vita, sulla morte, sulla natura dei rapporti umani, il tutto reso con la prosa vivace, a tratti spiazzante per intuizioni ed espedienti narrativi, dell'autore.

Uno dei romanzi più belli letti finora quest'anno.

giovedì 6 febbraio 2025

Trattare con l'orco

È passata velocemente, fin troppo, la notizia che Zelensky alla fine ha rotto gli indugi e si è detto pronto a sedersi a un tavolo con Putin

Non mi pare una notizia di poco conto, anzi mi sembra di una notevole rilevanza. Zelensky, e in generale la Nato, hanno ripetuto fin dal primo giorno di invasione e fino all'ossessione che con Putin non si tratta, non si negozia, non si parla. Contro la Russia si fa la guerra. Poi magari si parla, si fanno affari e si banchetta allegramente col piu grande criminale di guerra della storia recente, Netanyahu, ma non con Putin, in ossequio al nostro ormai leggendario doppio standard per il quale siamo famosi nel globo.

E guerra si è fatta, grazie all'aiuto del fiume di denaro e di armi che dal febbraio 2022 sono stati dati dall'Occidente all'Ucraina. Il problema è che l'Ucraina questa guerra l'ha persa, e l'ha persa malamente, come del resto riconosceva implicitamente lo stesso Zelensky nel novembre scorso, quando ammetteva che l'unica via per salvare il salvabile era negoziare. E come già vaticinavano i tanti che invocavano da subito la via del negoziato perché avevano capito che l'entità dei rapporti di forza non giocava in favore dell'Ucraina.

Adesso Zelensky, di fronte al disastro, chiede di sedersi a un tavolo con l'orco e nessuno dalle parti della Nato fiata. Una interessante analisi sugli altri motivi che hanno indotto Zelensky a prendere questa decisione la fa Matteo Saudino qui.

martedì 4 febbraio 2025

Guantanamo

Mi pare che sia stata abbastanza sottovalutata l'intenzione di Trump di trasformare Guantanamo in un immenso carcere in cui rinchiudere 30.000 migranti. È stata sottovalutata la valenza simbolica di tale annuncio, sia per ciò che rappresenta Guantanamo e sia per l'intenzione di rinchiudere persone che non si sono macchiate di alcun reato (e se anche avessero commesso reati non spetterebbe a Trump rinchiuderle in un carcere), persone con la sola colpa di non avere documenti in regola.
Ormai le più deplorevoli e orrende nefandezze che si propone di attuare il pericoloso squilibrato che ha preso possesso della Casa Bianca passano senza colpo ferire, senza che ci siano grossi sussulti di indignazione. Tutto disumanamente normale.

sabato 1 febbraio 2025

Tra Fedez, Chiara Ferragni, Dino Campana e Sibilla Aleramo

Se si tiene conto che Fahrenheit 451, di Ray Bradbury, che sto leggendo in questi giorni, è stato scritto più di settant'anni fa, si può notare come certi meccanismi di controllo sociale (dài alla gente di che sollazzarsi con sciocchezze innocue ed eviterà di rompere le balle) siano noti dalla notte dei tempi, e oggi utilizzati come mai era successo in passato grazie anche alla pervasività delle reti sociali.

Cosa c'entra Bradbury con Fedez e Chiara Ferragni? Soprattutto, cosa c'entrano loro con Dino Campana e Sibilla Aleramo? I Ferragnez c'entrano con Bradbury perché credo che il gossip si possa in parte annoverare tra le sciocchezze innocue, diciamo pure armi di distrazione di massa, di cui sopra. I Ferragnez c'entrano invece con Dino Campana e Sibilla Aleramo perché le due coppie hanno vissuto, pur in epoche molto distanti, storie di infedeltà sentimentale molto simili e in entrambi i casi il chiacchiericcio e il gossip l'hanno fatto da padroni.

Qual è la differenza? La valenza culturale del gossip. Che gossip e chiacchiericcio abbiano da sempre una importante valenza sociologica per gli esseri umani è più o meno cosa nota. Uno dei più noti antropologi evoluzionisti contemporanei, Roberto Dumbar, ha scritto parecchio sull'importanza del gossip come collante sociale, ad esempio. Ma è la valenza culturale, ossia ciò che il gossip lascia a chi lo segue, che è molto diversa. Ed è molto diversa perché il lascito culturale di un rapper e una influencer non può essere lo stesso di quello lasciato da una delle più grandi scrittrici e uno dei maggiori poeti del secolo scorso.

Alcune interessanti riflessioni in questo senso le fa Luca Sommi qui.

mercoledì 29 gennaio 2025

Inesattezze (eufemismo)

Il video con cui la signora Meloni annuncia di essere sotto indagine assieme ad altri ministri per il caso Almasri è zeppo di inesattezze (eufemismo). Un elenco di queste inesattezze (eufemismo) lo pubblicano Fanpage e Pagella Politica. Un altro elenco lo stila Roberto Saviano in questo video, dove prende il messaggio della ciarliera signora spezzone per spezzone e lo smonta dati alla mano. 

Nonostante siano tanti anni che seguo con alterno interesse la politica, continua a stupirmi il fatto che la menzogna è ormai parte imprescindibile della comunicazione politica. I politici, con poche eccezioni, si rivolgono al pubblico raccontando inesattezze nella migliore delle ipotesi, balle nella peggiore, e lo fanno ormai senza soluzione di continuità. Raccontare balle è diventata una sorta di normalità, e non è questione di colore politico, anche se gli esponenti di questo governo raggiungono vette probabilmente ineguagliate nella storia repubblicana

Il videomessaggio in questione è un concentrato di falsità, così come generalmente lo sono i videomessaggi e le dichiarazioni di Salvini e di altri. Ciò che più inquieta e rattrista è che le falsità funzionano, purtroppo. Funzionano perché esiste una larga parte di pubblico che non è in grado per vari motivi di riconoscerle. Se si scorrono i commenti in calce al video in questione si scopre che è tutto un pullulare di osanna dai toni entusiastici. Cioè, lei racconta ai suoi elettori delle balle, prendendoli quindi in giro, e loro esultano festanti. Lei li raggira e loro la votano.

Come può essere democrazia tutto ciò?

martedì 28 gennaio 2025

Passi in avanti

Mi sembra notevole che la signora Meloni abbia detto a chiare lettere, ieri, che la barbarie nazista fu messa in atto anche con la complicità dei fascisti italiani. Credo sia la prima volta che su questo particolare non glissa. 
Avrà pensato: Non posso ometterlo ogni anno, prima o poi mi tocca dirlo.

lunedì 27 gennaio 2025

La liberazione di Auschwitz

Visto che i pezzi più grossi delle istituzioni di tutto il mondo si danno oggi convegno ad Auschwitz, potrebbe essere l'occasione buona per chiarire una volta per tutte che Auschwitz fu liberato dall'armata rossa, non dall'esercito americano. Molti lo sanno, tanti altri, specie dopo aver visto La vita è bella, di Benigni, credono effettivamente che siano stati gli Americani.

In realtà il campo di sterminio in cui si svolgono i fatti raccontati da Benigni non è quello di Auschwitz e quale sia non si sa perché nel film non viene mai detto. In ogni caso non può essere quello di Auschwitz perché, nelle immagini del film, sullo sfondo del campo si vedono sempre delle montagne mentre Auschwitz è in pianura. 

Dopo l'uscita di quel lungometraggio la convinzione che Auschwitz sia stato liberato dagli Americani si è diffusa parecchio, ma fu invece liberato dai carri armati dell'esercito russo. Anche gli Americani liberarono dei campi di sterminio, come ad esempio Mauthausen, Dakau e altri, mentre gli Inglesi liberarono molti campi situati nella Germania del nord, ma Auschwitz fu liberata dai Russi.

domenica 26 gennaio 2025

Equiparazioni

Mi pare che la risoluzione del parlamento europeo che vieta l'utilizzo dei simboli sia del nazismo che del comunismo abbia molto di ideologico e poco di storico. Mettere sullo stesso piano le due ideologie, infatti, è scorretto proprio dal punto di vista della storia in quanto sono diversi i motivi per cui comunismo e nazismo sono nati, ne sono diversi gli scopi e le evoluzioni.

Poi, certo, che il comunismo abbia avuto anche degenerazioni disastrose è storia. In Russia Stalin ha messo in piedi un regime omicida che nei vent'anni in cui è stato al potere ha fatto tre volte i morti che ha fatto Hitler. Ma il comunismo non si può scorrettamente ridurre solo a questo.

Nei tanti paesi e tanti posti del mondo in cui non è andato al potere il comunismo è stato infatti lotta per l'emancipazione sociale, per i diritti, per il riscatto dei lavoratori, per l'uguaglianza, è stato un modo con cui tentare di riequilibrare le storture del capitalismo. Ecco perché mettere sullo stesso piano nazismo e comunismo è un'operazione che può solo essere figlia della deriva ideologica, irrazionale, totalmente scollegata dalla realtà tipica della nostra epoca.

venerdì 24 gennaio 2025

Fuori dall'OMS

Non darei molto peso al ddl presentato dalla Lega per fare uscire l'Italia dall'OMS, dal momento che si tratta di un'iniziativa che non avrà nessun seguito e i primi a saperlo sono Borghi e soci. Come scrive Marcello Sorgi stamattina sulla Stampa, l'iniziativa potrebbe essere chiamata "No-vax di tutto il mondo, unitevi", visto che sembra di assistere a una specie di gara a chi meglio scimmiotta Trump.

A Salvini, il quale propone di usare i cento milioni di euro annui (ammesso che siano effettivamente cento milioni, non sono riuscito a trovare il dato) per finanziare la nostra sanità, si può rispondere che quella cifra si potrebbe facilmente reperire in altri modi, se ci fosse la volontà. E non serve certo che sia qui io a suggerirli.

giovedì 23 gennaio 2025

Sesso e genere

Quando Trump dice che "A partire da oggi la politica ufficiale del governo degli Stati Uniti prevede che ci siano solo due generi, maschile e femminile" confonde evidentemente il concetto di sesso e il concetto di genere. Ora, Trump ormai lo conosciamo, ne conosciamo l'ignoranza più o meno su ogni argomento, dal momento che già nel suo mandato precedente ne aveva dato ampia dimostrazione, quindi questo svarione non stupisce più di tanto.

Come ormai tutti sanno, o dovrebbero sapere, e a maggiore ragione lo dovrebbe sapere un presidente americano, sia la biologia che la psicologia hanno dimostrato almeno a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso (per informazioni citofonare allo psicanalista americano Robert Stoller) che per sesso si intende il sesso biologico, ossia le caratteristiche fisiche che distinguono una persona di sesso maschile da una di sesso femminile; con identità di genere si intende invece la percezione, il senso di appartenenza a un genere (che puo benissimo essere non binario) che ogni singola persona sente di avere, e non è detto che le due cose coincidano.

Nella maggioranza delle persone le due situazioni coincidono, certo, ma esiste anche una minoranza in cui non coincidono. Una persona può nascere biologicamente maschio e avere una percezione di sé, De André la chiamava una "spiritualità", femminile o viceversa. Possiamo chiamarlo scherzo di natura, incidente, non lo so, fatto sta che questa sorta di "dissociazione" esiste, non è un capriccio come molti pensano. Si tratta anzi di situazioni che creano nelle persone che ne sono colpite disagi, sofferenze, sensi di colpa, sensi di inadeguatezza. 

Nei paesi più civili e, diciamo, più evoluti, le legislazioni si sono mosse già da anni per cercare di agevolare queste persone, prevedendo una serie di misure come la possibilità di cambiare sesso, oppure prevedendo la possibilità di indicare su documenti ufficiali una terza opzione oltre a maschio e femmina e altro. E gli USA in questo senso sono sempre stati tra i paesi all'avanguardia. 

Adesso c'è Trump, il quale, con la semplice firma su un atto, annulla decenni di progresso sociale e di politiche di inclusione, riportando indietro l'orologio ai tempi in cui era sufficiente avere un pene per essere considerati maschi e una vagina per essere considerati femmine. Un salto indietro di quasi un secolo, che è più o meno l'età culturale in cui si pone l'elettore medio di Trump.

Tra l'altro non è difficile vedere come questo ritorno a quasi un secolo fa non abbia alcuna giustificazione di ordine pratico. Togliere i diritti acquisiti a una minoranza non comporta vantaggi di tipo economico, amministrativo o altro. Non fa funzionare meglio lo Stato, non arreca benefici di qualche tipo alla società americana. Arreca benefici solamente alla pancia dell'elettore medio che ha votato questo squinternato.

martedì 21 gennaio 2025

Occupy Mars

Tra i punti più deliranti (la scelta in questo senso è ampia) del discorso di insediamento di Trump c'è l'intenzione di piantare la bandiera degli USA sul suolo di Marte. Credo che questo dia più di tutto il resto la misura della megalomania del tipo. E anche della malafede.

Non solo, infatti, è tecnicamente impossibile che l'uomo possa arrivare su Marte e tornare durante i quattro anni dell'amministrazione Trump, e questa cosa sia Trump che Musk la sanno benissimo, ma molti scienziati dubitano addirittura che sia possibile farlo entro questo secolo.

Nonostante la faciloneria puerile acchiappa-gonzi degli annunci, infatti, sono innumerevoli gli studi scientifici che elencano e spiegano l'entità delle difficoltà che tale progetto comporta, specialmente a livello biologico per l'organismo umano: radiazioni cosmiche a cui sarebbe sottoposto nei due anni di viaggio, indebolimento muscolare e scheletrico dovuto a una lunga permanenza nello spazio, alterazioni del sistema immunitario ma anche problemi psicologici: disturbi del sonno, dell'umore, della capacità di pensare lucidamente.

Tutto questo senza poi parlare di come sarebbe la vita su un pianeta con un'atmosfera cento volte più rarefatta di quella terrestre, con una concentrazione di anidride carbonica del 96% (sulla Terra è 0,04%), una pressione simile a quella che sulla Terra si trova a 30 chilometri di quota e temperature che oscillano da - 60° a - 150°. 

Non c'è alcuna possibilità, perlomeno in tempi brevi, che tutti questi problemi si possano risolvere e che la maglietta con su scritto "Occupy Mars" che Musk ama mostrare diventi qualcosa piu di uno slogan. Nemmeno lui, con tutti i suoi miliardi, può farlo. Ma ormai viviamo in un'epoca in cui si può raccontare tutto e avere seguito. Trump ne è la dimostrazione più evidente.

sabato 18 gennaio 2025

50 tonnellate di aiuti

Crosetto si pavoneggia per la nave italiana con 50 tonnellate di aiuti umanitari diretta a Gaza: "L'Italia anche in questa occasione dimostra di essere al fianco di chi soffre e continuerà a fare tutto il possibile per dare speranza a chi, come a Gaza, vive momenti difficilissimi."

L'Italia al fianco di chi soffre è bellissimo. Il nostro paese è il terzo fornitore di armi a Israele dopo USA e Germania, e con quelle armi l'esercito israeliano sta attuando lo sterminio dei palestinesi. 46.000 morti (70.000 secondo The Lancet) dal 7 ottobre 2023, il 60% dei quali donne e bambini. 

Nel mondo capovolto di Crosetto l'Italia è al fianco di chi soffre; nel mondo reale l'Italia è corresponsabile del mare di sofferenza inflitta al popolo palestinese. Però gli mandiamo una nave con un po' di cibo, per lavarci pubblicamente la coscienza e intortare qualche gonzo.

giovedì 16 gennaio 2025

Ritocchini

Al di là del latino, delle filastrocche, delle poesie imparate a memoria e tutto il resto, non si può non notare come ogni ministro dell'istruzione di ogni governo, di qualunque colore, proponga sempre una sua "riforma" della scuola indirizzata più a lasciare un'impronta di sé che a migliorare il sistema dell'istruzione. O almeno questa è la mia impressione. Un po' come un cane - mi si passi l'immagine poco elegante - che piscia su un lampione per marcare il territorio.

Nello specifico non so se ciò che vuole fare Valditara sia valido o no, lo sa sicuramente meglio di me chi nella scuola ci lavora e ci vive, ma si tratta comunque di ritocchi. Non si è ancora visto un ministro dell'istruzione col coraggio di fare rivoluzioni come ad esempio mettere mano alla fatiscenza di tantissimi plessi scolastici, riorganizzare i cicli di studio, il monte ore, proporre aumenti di stipendio per gli insegnanti in modo da avvicinarli agli emolumenti degli altri paesi d'Europa; oppure risolvere il problema del sovraffollamento delle classi, dal momento che con aule di 30 studenti è esclusa a priori qualsiasi possibilità di seguire ognuno di essi anche in un percorso educativo, oltre al semplice passaggio di nozioni.

Insomma non si vedono all'orizzonte rivoluzioni. Si vedono ritocchini di volta in volta buttati lì giusto per legare il proprio nome di ministro a qualcosa, mentre invece servirebbe ben altro.

lunedì 13 gennaio 2025

Di chi è la colpa

Per Trump e il suo degno compare Elon Musk il cambiamento climatico non c'entra niente coi disastrosi incendi californiani, c'entra la teoria gender e il fatto che il capo dei vigili del fuoco della metropoli californiana è una donna, per di più omosessuale.
Non sono chiacchiere di clienti di bar un po' alticci, sono dichiarazioni pubbliche del presidente degli USA e del suo fidato consigliere. Per dire in che mani sono gli americani (e anche noi).

domenica 12 gennaio 2025

Curious Ruminant

"Needle matches spark my fires, dissenting voices from steeple spires, ring out across the woody hills..." 

Tra le cose belle che possono capitare in una giornata c'è la scoperta di un nuovo album dei Jethro Tull, una delle più grandi band di progressive rock mai comparse sul pianeta. Il brano qui di seguito è il primo estratto di questo album ed è favoloso già al primo ascolto. 

L'ho ascoltato e riascoltato più volte. C'è dentro tutto il Ian Anderson che conosciamo: il suo flauto traverso, il suo modo di comporre musica. E poi c'è quella chitarra che tesse la trama di tutto il brano e che a tratti sale in superficie e diventa dirompente assolo. Un assolo che entra dentro e quasi ferisce. Anche il testo è molto bello. Una riflessione sul tempo che passa, sul senso della nostra presenza qui. Nel video a un certo punto compaiono Jung e Freud, e Ian Anderson sa perché ci sono. 

I Jethro Tull di Ian Anderson sono ancora esempi di musica vera, autentica, musica con la M maiuscola in mezzo al nulla di oggi. Il cielo ce li preservi ancora per tanti anni, anche se i Tull l'immortalità l'hanno già raggiunta da tempo.


Milano

Leggo nel romanzo La stazione, di Jacopo De Michelis, che Milano fu fondata dai Celti nel sesto secolo avanti Cristo. La leggenda narra che una tribù celtica guidata da re Belloveso raggiunse la pianura padana seguendo una scrofa semilanuta, decidendo di edificare una città nel punto in cui l'animale si fermò per abbeverarsi a una sorgente.

I druidi celtici avevano identificato in quel luogo un "medhelan", ossia un centro di perfezione in cui la convergenza di una serie di coordinate fisiche, astrali e spirituali rendeva particolarmente forte la presenza del divino. L'etimologia dell'antico nome romano di Milano, Mediolanum, deriva proprio dal celtico "medhelan".

Anche dal più scalcinato dei romanzi si può imparare qualcosa.

mercoledì 8 gennaio 2025

Annessioni

Sentire parlare di annessioni è sempre un po' inquietante, riporta alla mente la politica delle annessioni di Hitler per ricostituire la Grande Germania, politica che poi avrebbe condotto alla seconda guerra mondiale. Tuttavia non darei troppo peso alle farneticazioni di quello squilibrato. È noto che i presidenti americani hanno pochissimo potere e l'elenco delle cose che Trump avrebbe voluto fare nella sua amministrazione precedente ma gli sono state negate è piuttosto lungo.

Diciamo che io darei a ciò che dice Trump lo stesso peso che si dà alle uscite del noto cazzaro da bar di casa nostra.

sabato 4 gennaio 2025

Profondo inverno

 



Oggi la temperatura non riesce a salire sopra i 4°, mentre durante la notte è scesa sotto lo zero. È scesa anche la nebbia, che avvolge tutto in una specie di magma indistinto e lattiginoso e che farà sì che il buio arrivi ancora prima del solito. Siamo probabilmente nel punto più profondo dell'inverno.

Io, comunque, alla mia camminata non rinuncio. :-)

Bird of sorrow

Ieri sera, mentre guardavo una puntata di Tin Star, in una scena particolarmente drammatica e dolorosa è comparsa una canzone che non avevo ...