Questo romanzo andrebbe letto anche solo per il modo in cui l'autore descrive Barcellona: misteriosa, magica, malinconica, a tratti inquietante.
È un romanzo che mescola mistero, gotico, formazione, ma soprattutto è una storia sulla memoria, sulla perdita. Zafón scrive con una linguaggio evocativo, a tratti malinconico, spesso rievocando atmosfere vagamente kinghiane. Non è un libro d'azione: punta sulle atmosfere, sui silenzi, su ciò che resta quando una storia finisce.
Splendido.
