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giovedì 14 maggio 2026

Hantavirus

Il "temibile" hantavirus ha tenuto banco, anche con toni discretamente (e inutilmente) allarmistici, due-tre giorni su giornali e telegiornali e poi puf, è sparito. Così, all'improvviso, con la stessa velocità con cui Harry Potter ha fatto sparire nel primo libro il vetro del terrario del serpente allo zoo. Probabilmente i media hanno capito che non c'era più trippa per gatti con l'hantavirus e sono passati oltre.

In effetti, come del resto hanno spiegato fin da subito scienziati e OMS, è praticamente impossibile che da questo virus si possa sviluppare una pandemia come quella generata dal famigerato Sars-CoV-2. Però è stato bello battere il ferro finché era caldo. In ogni caso, a proposito di pandemie, se con hantavirus possiamo stare tranquilli, con tutto il resto no. Abbiamo infatti modellato il mondo in modo da aprire autostrade a future pandemie, modifiche del pianeta che aumentano moltissimo la probabilità di nuove zoonosi (salti di virus dagli animali all’uomo): deforestazione, urbanizzazione intensa, allevamenti industriali, perdita di biodiversità, commercio e contatto con fauna selvatica, cambiamento climatico, viaggi globali rapidissimi.

Sono ormai innumerevoli gli studi scientifici, come questo su Nature, con cui gli scienziati di tutto il mondo si sgolano per avvisarci che l'arrivo della prossima pandemia non è più questione di "se" ma solo di "quando". D'altra parte anche la pandemia di covid era ampiamente annunciata da anni, ma ce ne siamo bellamente fregati salvo poi piangere dopo. Perché noi siamo fatti così. Per citare Matteo Motterlini: "Se si chiede a una persona se preferisce mangiare hamburger e patatine subito o avere le arterie pulite fra trent'anni, si può stare ragionevolmente sicuri che risponderà hamburger e patatine subito."

lunedì 4 maggio 2026

Siamo tutti contro natura

Sì, lo so, ho già vergato più di un post su questi argomenti. Ma leggo che tante (troppe) persone non riescono a fare entrare il concetto che naturale non è sinonimo di buono e che è sbagliato - lo diceva già David Hume nel '700 - decidere se un comportamento o un'azione sono giusti o sbagliati osservando ciò che succede in natura.

Lo so, non serve a niente tornarci sopra, ma ieri, durante una delle mie lunghe camminate, ho ascoltato questi interessantissimi 40 minuti di Telmo Pievani su questi argomenti e ho pensato di proporli qui di seguito. Più che altro per ritrovarli all'occorrenza.

 

La peste


Mi ripromisi di leggere questo libro ai tempi del covid, quando Telmo Pievani lo citava in ogni sua conferenza e in ogni intervista. La storia raccontata è inventata, ma è ambientata in una città reale, Orano, in Algeria, paese natale dello scrittore.

Quello che sorprende è il racconto delle dinamiche umane, praticamente identiche a quelle generate dal covid. Camus descrive con lucidità l’incredulità iniziale, la paura che cresce, le resistenze verso le restrizioni, fino alla gioia collettiva per la fine dell’epidemia. E poi, forse la cosa più inquietante: la tendenza a dimenticare, a rimuovere tutto una volta che il pericolo è passato, esattamente come è successo a noi. L'autore, nelle ultimissime pagine, rimarca come l'agente patogeno, mentre la comunità festeggia, è già in viaggio per guastare la serenità di un'altra comunità.

Il dottor Rieux, uno dei protagonisti principali del romanzo, chiude infatti il racconto ricordando che la fine di un'epidemia non corrisponde alla morte dell'agente patogeno che l'ha generata, il quale, se noi gliene diamo la possibilità, può sempre dare inizio ad altri disastri. Difficile non rivedere in queste pagine ciò che abbiamo vissuto durante il covid. Cambiano i contesti, ma le reazioni e i comportamenti umani restano sempre uguali.

venerdì 12 dicembre 2025

Plastica e cervello

Nel corso del tempo ho scritto parecchi post sul problema della plastica che soffoca il nostro pianeta e soffoca noi. Ne aggiungo un altro, anche se non servirà a niente, solo per segnalare questo breve intervento con cui Telmo Pievani riassume gli ultimi studi appena pubblicati sulle maggiori riviste scientifiche al mondo. In questi lavori si evidenzia come le microplastiche e soprattutto le nanoplastiche facciano ormai parte del nostro organismo, cervello compreso. Ebbene sì: le parti più piccole delle microplastiche presenti nell'ambiente, e ormai entrate nel ciclo alimentare di noi esseri umani, riescono a superare la barriera emato-encefalica e si depositano nel nostro cervello.

Un biologo di cui non ricordo il nome disse tempo fa che Homo Sapiens è la prima specie apparsa sul pianeta a cibarsi dei rifiuti che produce. Ed è sempre la stessa specie che poi strilla all'abuso perché qualcuno, appiccicando i tappi alla bottiglie, tenta di fare qualcosa.


giovedì 27 novembre 2025

L'Alzheimer è il prezzo da pagare

Uno dei capitoli più sorprendenti del saggio Dove comincia l'uomo, di Telmo Pievani e Giuseppe Remuzzi, che ho cominciato a leggere ieri sera, riguarda lo sviluppo del cervello umano e i meccanismi che hanno favorito le capacità cognitive di Homo Sapiens rispetto a tutte le altre specie animali, compresi i nostri parenti più prossimi: gli scimpanzé. Noi abbiamo sviluppato funzioni cognitive (linguaggio, immaginazione, capacità simboliche, capacità di narrare storie) sconosciute a tutti gli altri, ma paghiamo questi vantaggi cognitivi con un decadimento molto veloce delle facoltà intellettive. Scrivono gli autori:

C’è, col tempo, un decadimento delle funzioni intellettuali; il cervello di noi uomini è una macchina più sofisticata di quella degli scimpanzé, dei bonobo, dei primati non umani. Questo lo capiscono tutti, ma abbiamo capito solo recentemente che per avere un cervello migliore in termini di consapevolezza, capacità di pianificare, immaginare il futuro, fare dell’ironia e mille altre cose che rendono la nostra specie unica, c’è un prezzo da pagare. Noi uomini siamo più suscettibili degli scimpanzé al declino delle funzioni cognitive. Noi la sostanza grigia del nostro cervello la perdiamo progressivamente dai 45 anni in poi; anche gli scimpanzé perdono sostanza grigia man mano che invecchiano, ma a loro succede molto meno. Non solo, ma l’invecchiamento del cervello per quanto ci riguarda è proprio nelle regioni più delicate, quelle che presiedono alle conoscenze, alla memoria, alla consapevolezza, cioè quelle che si trovano nella regione della corteccia prefrontale. Nel corso dell’evoluzione, il cervello dell’uomo è progressivamente aumentato di dimensioni, particolarmente nella regione della corteccia prefrontale e di quella orbito-frontale; è grazie a questo che siamo capaci di svolgere attività estremamente sofisticate e complesse. E queste aree sono quelle che maturano più lentamente durante lo sviluppo fetale, ma sono anche quelle che si deteriorano per prime durante l'invecchiamento. Gli anglosassoni chiamano questo fenomeno last in, first out, entra per ultimo ma esce per primo. Come facciamo a essere sicuri che sia proprio così? Gli scienziati hanno studiato il cervello degli scimpanzé e degli uomini (quasi 200 scimpanzé e quasi 500 uomini) con la risonanza magnetica: il decadimento si vede solo negli uomini. Vuol dire che gli scimpanzé non hanno l'Alzheimer? Sembra proprio di no, o perlomeno nessuno è mai riuscito a documentarlo.

Insomma, noi abbiamo un cervello che è l'equivalente di una Ferrari Testarossa, ma è da rottamare dopo pochi anni di utilizzo; i nostri cugini più stretti hanno un cervello che è come una Panda ma che dura tutta la vita.

sabato 22 novembre 2025

Nordio e la genetica



Se il ministro della giustizia Carlo Nordio si occupasse solo di giustizia, ambito in cui a detta di molti esperti se la cava discretamente male, ne trarremmo tutti grossi benefici. Ne trarrebbe beneficio soprattutto lui, perché un sano silenzio su temi che non si conoscono è sempre il modo migliore per evitare di scadere nel ridicolo. Purtroppo, e non da oggi, viviamo in un'epoca storica in cui tutti, ministri compresi, si sentono in diritto di pontificare relativamente a ogni ramo dello scibile umano (vedi Salvini, ad esempio), con risultati che generalmente si collocano tra il ridicolo e il patetico.

Ecco quindi che il ministro Nordio, intervenendo a una conferenza internazionale contro il femminicidio (pensate un po'!), se ne esce con questa meravigliosa frase: "Nel codice genetico dell'uomo c'è una resistenza alla parità dei sessi." La stupidaggine in questione riprende una nota convinzione (sbagliata) che più o meno abbiamo, o abbiamo avuto, tutti, e cioè che un comportamento è tale perché "scritto nel DNA". 

Senza scomodare scienziati come Telmo Pievani e altri, che su questi temi hanno scritto e detto molto, e che evidentemente Nordio non conosce, è sufficiente anche una piccola cultura di base per capire che quella frase non ha fondamento scientifico. Anzi: dal punto di vista della biologia, della genetica e delle neuroscienze è completamente sbagliata sotto diversi aspetti, il più importante dei quali è che il DNA non contiene “pulsioni” né norme morali o sociali. Il codice genetico si limita a determinare caratteristiche biologiche (altezza, colore degli occhi…), funzioni cellulari, predisposizioni fisiche o neurobiologiche. Non contiene norme, valori, ruoli sociali o rapporti di potere (per informazioni citofonare a Guido Barbujani). La parità (o la disuguaglianza) tra uomini e donne è una costruzione culturale e sociale, non biologica. Poi, certo, tra uomini e donne ci sono evidenti differenze biologiche (ormonali, riproduttive ecc.), ma non giustificano ruoli sociali diversi, non determinano "pulsioni dominanti" e non implicano superiorità o inferiorità.

La frase di Nordio è in sostanza espressione del vecchio determinismo biologico ottocentesco, oggi considerato pura pseudoscienza. Del resto, da uno pseudoministro non è che ci si potesse aspettare granché.

sabato 27 settembre 2025

Perché vogliono essere immortali

Quando agli inizi di settembre Putin e Xi Jinping si incontrarono, in occasione dell'ottantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, parlarono tra loro di immortalità, conversazione riservata che fu casualmente captata da un microfono rimasto acceso. In quel breve dialogo i due farneticavano di come nel prossimo futuro sarà possibile raggiungere l'immortalità attraverso il trapianto continuo di organi, una stupidaggine dal punto di vista biologico e non solo.

Casualmente, stamattina ascoltavo questa interessantissima lezione di Telmo Pievani, lezione in cui il grande scienziato ha elaborato alcune amare e tristi riflessioni sul quel dialogo, che ripropongo qui di seguito. Riflessioni a cui mi sembra non ci sia niente da aggiungere.


venerdì 11 luglio 2025

La fuga dei cervelli e l'auto elettrica

In questi giorni sono comparsi due nuovi video sul canale Youtube Lucy, di cui avevo parlato qualche giorno fa. Uno è questo e analizza il problema annoso della fuga dei cervelli dal nostro paese, che ci costa la bellezza di 14 miliardi di euro all'anno. Va detto che, in generale, l'emorragia dei cervelli non è sempre e solo un danno (se ad esempio gente come Gasparri andasse all'estero avremmo solo da guadagnarci), perché a volte i Paesi che cercano di contrastare il fenomeno - l'Italia naturalmente non è tra questi - mettono in campo misure e provvedimenti per cercare di trattenerli che sul medio e lungo periodo recano benefici ai suddetti Paesi. 

Interessante la parte finale del breve intervento di Telmo Pievani, in cui lo scienziato, con una nota lievemente polemica, critica i tempi lunghissimi per la concessione della cittadinanza. Buona parte di chi se ne va, infatti, è composta di persone di altri paesi arrivate da noi in tenerissima età, quando non nate direttamente qui. Questi bambini imparano la nostra lingua, le nostre tradizioni, vanno a scuola qui, si laureano qui e si trovano a 25 o 30 anni senza cittadinanza. Uno dei motivi per cui se ne vanno, assieme naturalmente alle condizioni migliori che offrono altri paesi europei o extraeuropei, e rispetto a ciò che offre l'Italia non è che ci voglia granché, è proprio questo. Recentemente abbiamo avuto la possibilità di migliorare questa situazione con un referendum, ma la maggioranza di noi ha preferito andare al mare. Spero che gli ottusi politici che hanno stupidamente invitato la gente a boicottare quel referendum non siano gli stessi che poi lanciano continui e ipocriti allarmi sulla fuga dei cervelli.

Il secondo video, questo, forse ancora più interessante del primo, parla della spinosa questione dell'auto elettrica, a cui ovviamente si allaccia il tema della neutralità tecnologica. L'auto elettrica, assieme ai vaccini, alla guerra russo-ucraina, alla guerra Israele vs Gaza, assieme alle puerili guerre politiche destra vs sinistra e altro, è forse il tema su cui le persone, sui social ma anche fuori, si scannano di più. Bene. Nel breve video linkato sopra Telmo Pievani raffronta le due tipologie di automobili, quella classica a motore a combustibile fossile e quella elettrica, e lo fa analizzando l'enorme mole di dati che oggi sono disponibili al riguardo. Ovviamente non c'è storia: l'auto elettrica vince su tutta la linea. Naturalmente l'analisi dei dati non si limita alla sola emissione di inquinanti durante l'utilizzo. È logico, infatti, che se si fa fare il tragitto Milano-Bologna a un'auto elettrica e a una tradizionale e si misura chi ha inquinato di meno la prima vince a mani basse, ma si analizzano le emissioni prodotte durante tutto il ciclo di vita dei veicoli: estrazione delle materie prime, produzione dei componenti (batterie ecc.), utilizzo del veicolo, dismissione a fine vita. Ecco, considerando tutti questi fattori nel loro insieme, l'auto elettrica è migliore, c'è poco da fare.

Sì, lo so, conosco le obiezioni: costano ancora troppo, fare rifornimento è un'odissea e altro. Tutto vero. D'altra parte la storia insegna che ogni nuova tecnologia alla nascita ha avuto i suoi problemi. Ma il tema del dibattere, qui, non è questo, è quello di valutare, dati alla mano, l'impatto sull'ambiente dei nuovi modelli elettrici rispetto a quelli tradizionali.

venerdì 27 giugno 2025

Lucy

Lucy non è solo il nome del famoso australopiteco femmina, nostro antichissimo antenato e da molti scienziati considerato l'anello di congiunzione tra noi e le scimmie. È anche il nome di un canale Youtube, questo, in cui si parla di cultura e scienza. Ospita spessissimo brevi video di Telmo Pievani in cui il noto scienziato e filosofo mette in relazione fatti delle cronache odierne con la scienza e la psicologia. 

Sono brevi video di cinque o sei minuti estremamente interessanti. In questo, ad esempio, Pievani analizza un articolo di Susanna Tamaro apparso recentemente sul Corriere della Sera. Titolo: "L'ansia green non salverà il pianeta", in cui lo scienziato smonta alcuni dei maggiori luoghi comuni sul tema del neologismo "ecoansia", con cui si indica una forma di disagio psicologico oggi piuttosto diffuso legato alla percezione del degrado ecologico e dei cambiamenti climatici.

Un altro video interessantissimo, in cui mi sono imbattuto poco fa, lo ripubblico qui sotto e qui, sempre Telmo Pievani, smonta alcune cose che ruotano attorno all'universo trumpiano a cui generalmente non si pensa, e soprattutto spiega la differenza tra spiegare e giustificare, una differenza molto sottile che noi spesso facciamo fatica a cogliere.

mercoledì 18 giugno 2025

"Speriamo che non mi scelga"

È il commento, ovviamente ironico, del grande scienziato, filosofo e divulgatore Telmo Pievani dopo aver saputo che una delle tracce della maturità di quest'anno è su un suo testo. Tra i maturandi c'è anche uno dei suoi figli, anche se, al di là della battuta, secondo l'illustre padre il pargolo sceglierà la traccia di attualità. 

Adoro Pievani da quando, ormai qualche anno fa, lo scoprii grazie a Siu, un'affezionata lettrice di queste pagine alla quale riserverò eterna riconoscenza. Non so neppure quanti post gli ho dedicato, tutti racchiusi sotto questa etichetta. Ho letto parecchi suoi libri e guardato su Youtube innumerevoli sue conferenze. È uno di quei divulgatori in grado di spalancarti mondi.

giovedì 8 maggio 2025

Homo Sapiens?

Nel novembre scorso, impressionato da un video di Giacomo Mauretto di Entropy for life, avevo scritto due righe sul pericolo rappresentato da quella che potrebbe a tutti gli effetti essere la prossima pandemia: l'influenza aviaria H5N1. Poco fa mi sono casualmente imbattuto in questo breve video del biologo evoluzionista Telmo Pievani in cui si racconta come la nuova amministrazione Trump, con la complicità di Elon Musk, stia progressivamente smantellando tutti i presìdi sanitari e le strutture scientifiche deputate allo studio e al monitoraggio dell'evoluzione degli agenti patogeni responsabili della nascita e della diffusione di queste malattie.

Non è un problema solo americano ma globale, perché queste agenzie di controllo comunicano costantemente in tempo reale con altre agenzie sparse in tutto il globo. La nuova amministrazione Trump non solo sta progressivamente smantellando queste strutture, ma ha addirittura imposto loro il silenzio. I dati dei monitoraggi non possono più essere condivisi e trasmessi alle agenzie sparse in altri paesi e altri continenti.

Quando (non è più questione di "se") la prossima pandemia arriverà, parte dei ringraziamenti sapremo quindi a chi indirizzarla.

venerdì 14 marzo 2025

Uno scimpanzé a New York

Non so se si riescono a leggere (eventualmente cliccate su ogni immagine per ingrandirla) ma questo è uno dei capitoli più belli di La natura è più grande di noi, di Telmo Pievani, e ho pensato di ripubblicarlo qui.








domenica 9 marzo 2025

Perché?

A cosa servono i lobi delle orecchie? E il mignolo del piede? E l'appendice dell'intestino? Perché l'uretra passa attraverso la prostata creando tutti i fastidi che noi maschietti conosciamo? Perché il nervo laringeo parte dal cervello e arriva alla laringe passando sotto i polmoni, quando potrebbe fare un decimo del percorso andandoci direttamente? Perché abbiamo i denti del giudizio, che creano solo noie e non servono a niente? Perché 3/4 dell'umanità soffre di mal di schiena? Perché negli esseri umani il parto è l'evento più pericoloso, doloroso e letale rispetto a tutte le altre specie animali?
Perché siamo le creature più imperfette, improvvisate e raffazzonate che l'evoluzione ha prodotto, e questo è paradossalmente un bene, perché dove c'è imperfezione c'è evoluzione. Dove c'è perfezione l'evoluzione si ferma.
Una delle lezioni più belle e affascinanti di Telmo Pievani.

domenica 28 aprile 2024

Morale di oggi e di ieri

In una sua conferenza Telmo Pievani, parlando di paleoantropologia, raccontava di certi ritrovamenti che hanno un po' ribaltato alcune convinzioni riguardo ai nostri antichi progenitori. 

Una di tali convinzioni voleva che questi nostri lontani antenati, che avevano come occupazione fondamentale quella di procacciarsi cibo per sopravvivere, abbandonassero al loro destino coloro che per qualsiasi motivo non erano più in grado di provvedere al mantenimento di se stessi o del gruppo: individui ormai troppo anziani, oppure infortunati, o malati. 

Ciò che ha ribaltato questa convinzione è stato il ritrovamento di resti umani risalenti ad alcune decine di migliaia di anni fa, sia di Sapiens che di Neanderthal, con certe particolari caratteristiche, come ad esempio scheletri in ottimo stato di conservazione di persone molto anziane e prive di dentatura. Oppure parti di scheletri in cui si vedevano chiaramente fratture che avrebbero reso impossibile la deambulazione senza aiuto di terzi.

I paleoantropologi che hanno studiato questi reperti sono giunti a una conclusione: qualcuno si era preso cura di queste persone. Macinandogli preventivamente il cibo, oppure costruendo delle "slitte" o qualcosa che assomigliava a barelle su cui caricare gli infortunati e portarli con sé. In altre parole, i più deboli non venivano lasciati indietro e abbandonati, ma venivano assistiti. E tutto questo in contesti sociali dove la vita giocava al lotto ogni sera e ogni energia veniva spesa per cercare di sopravvivere. 

Ma, soprattutto, in contesti sociali in cui la morale e i principi etici ancora non esistevano. In altre parole, nessuno aveva insegnato a queste persone che era giusto prendersi cura dei più deboli e ingiusto abbandonarli a se stessi. Però lo "sentivano" e lo facevano, correndo anche rischi, perché prendersi cura degli altri era un'attività totalmente inutile dal punto di vista dell'economia dell'esistenza del gruppo.

Pensavo a queste cose mentre leggevo del generale Vannacci che invoca l'istituzione di classi differenziate per i ragazzi con più difficoltà. Neppure i nostri antenati di 50.000 anni fa abbandonavano al loro destino i più deboli. Bisognava arrivare in pieno terzo millennio per regredire a un livello morale sconosciuto perfino agli uomini primitivi.

sabato 17 febbraio 2024

Siamo degli eterni Peter Pan

Sono tornato adesso da una bellissima camminata in collina e, tra le altre cose, ho ascoltato questa strepitosa lezione di Telmo Pievani. Se questi argomenti vi interessano, prendetevi mezz'oretta e godetevela.

domenica 28 gennaio 2024

Etnia italiana

A questo link Telmo Pievani spiega perché non ha senso blaterare di etnia italiana. Lo spiega serenamente, senza polemiche, anche se immagino che dentro di sé pensi ai tanti tromboni di questo governo da sempre ossessionati dal pallino dell'italianità.

Ma se avete un'oretta di tempo ascoltate tutta la conferenza, è spettacolare. Specialmente la prima parte, dove il grande biologo spiega che circa 800.000 anni fa i nostri antenati sono entrati in quello che nell'evoluzione si chiama collo di bottiglia, ossia una drastica diminuzione di popolazione, in quel caso dovuta a un prolungato e particolarmente intenso periodo glaciale. 

Gli studiosi hanno stimato, attraverso complicatissimi calcoli basati sulla genetica, che in quel particolare frangente sulla terra erano rimasti appena 1200-1300 individui in grado di riprodursi (di un'altra specie, ovviamente, noi Sapiens siamo arrivati molto dopo). In pratica siamo stati letteralmente a un passo dall'estinzione, anche se poi ce l'abbiamo fatta lo stesso. Incredibile, a pensarci.

sabato 18 novembre 2023

Evoluzione casuale e dignità sono incompatibili (secondo Wojtyla e Ratzinger)

Se avete cinque minuti liberi, e naturalmente se questi argomenti vi interessano, ascoltate ciò che dice Telmo Pievani a partire dal min. 13 circa di questa conferenza. È il suo commento a ciò che disse papa Wojtyla il 22 ottobre 1996 in occasione di un suo messaggio alla Pontificia accademia delle scienze. La frase incriminata, che verrà poi ripresa da papa Ratzinger nel discorso del suo insediamento al soglio di Pietro, è questa: "...le teorie dell’evoluzione che, in funzione delle filosofie che le ispirano, considerano lo spirito come emergente dalle forze della materia viva o come un semplice epifenomeno di questa materia, sono incompatibili con la verità dell’uomo. Esse sono inoltre incapaci di fondare la dignità della persona".

Il sotteso di questo discorso, che poi non è neppure tanto sotteso, è che noi non possiamo essere figli del caso e della mera evoluzione per contingenze, come ci insegna Darwin e come oggi la scienza ha definitivamente accertato, e chi crede questo non solo si pone al di fuori degli insegnamenti della chiesa, che uno potrebbe anche dire: chi se ne frega?, ma secondo Wojtyla e Ratzinger ragionare in termini di evoluzione casuale, cioè escludere che la nostra presenza qui sia frutto di un "disegno" che era già tracciato, preclude la possibilità di poter avere una morale, un'etica e perfino una dignità.

Non so se è chiara la gravità di questa affermazione e se si riesce a comprenderne appieno le implicazioni. Poi mi raccomando, tutti a indignarsi e a mettersi sulle barricate se per caso a volte capita di dire qualcosa di offensivo nei confronti delle religioni. 

Ma l'obiezione più bella e ineccepibile a questa delirante affermazione, Pievani la dà verso la fine del suo intervento, dal min. 25:30, cioè quando dice che è solo grazie alla contingenza e alla casualità che noi possiamo apprezzare la nostra presenza qua, perché se ci fossimo evoluti solo in virtù di un disegno che già ci prevedeva saremmo niente di più che pedine di altri giochi, mentre invece è proprio la casualità, il fatto che la storia sia andata in questo modo quando sarebbe potuta andare in milioni di altri modi a renderci preziosi e unici.

E comunque in fin dei conti siamo Sapiens, con tutti i nostri limiti e i nostri difetti, ma con la capacità unica su questo pianeta di poter organizzare ed elaborare i pensieri ricorrendo alla razionalità, e credo che il modo più consono di appartenervi sia quello di farne uso.

sabato 11 novembre 2023

La perfezione (inesistente)

Ieri ho avuto su fb una discussione con una signora sulla perfezione. Lei sosteneva che l'uomo, gli animali, le piante e ogni essere vivente sono perfetti. Io invece tentavo di spiegarle che in natura la perfezione non esiste e che l'essere umano, in particolare, è un crogiolo di imperfezioni. Alla fine non siamo riusciti a metterci d'accordo e ognuno è andato amichevolmente per la propria strada. 

Non siamo riusciti a capirci perché ragionavamo su piani diversi e incompatibili: quello della fede lei (l'uomo è stato creato), quello evolutivo io (l'uomo è una specie tra le miliardi presenti sul pianeta ed è frutto di un processo evolutivo). Però tutto sommato è stato interessante. Poi le ho linkato questo video per tentare di spiegarle a cosa mi riferivo, ma dubito che l'abbia guardato.


venerdì 18 agosto 2023

Il generale e i titoli di studio

Il generale Vannacci è la classica dimostrazione che i titoli di studio a volte non indicano niente. Si possono avere anche tre lauree ma non sapere le basi. E una delle basi ignorate dal valente e pluridecorato militare, e qui siamo proprio all'abc, è che applicare criteri morali/culturali umani a ciò che succede in natura non sta né in cielo né in terra.

Mi riferisco, tra le altre cose (l'elenco di corbellerie presenti nel libro è piuttosto corposo), alla trita e ritrita solfa secondo cui l'omosessualità non è normale, e qui viene subito da chiedersi come faccia un orientamento sessuale tra i tanti che esistono in natura a non essere normale, specie se si considera che è praticato da tutte le specie animali tranne il riccio di mare e dopo l'eterosessualità riproduttiva è l'orientamento sessuale più diffuso. Curioso come uno con tre lauree non sia al corrente di ciò: viene immediatamente da pensare al Cepu.

Su tutto il resto, lobby gay, immigrati, femministe, ambientalisti ecc., gli appartenenti secondo il generale alla dittatura delle minoranze, mi pare non ci sia niente da dire, più che altro per decenza. 

Alla fine lo scandalo non sta tanto in ciò che scrive il generale nel suo libro, lo scandalo vero è che queste stupidaggini vengono scritte ogni giorno da milioni di persone sui social, si trovano nei discorsi da bar, in spiaggia, sui luoghi di lavoro e in ogni dove. Si tratta infatti di mentalità e modi di pensare diffusissimi, e immagino ci sia una correlazione piuttosto stretta tra l'ignoranza generalizzata, il baratro culturale in cui ristagna da anni il nostro paese e questi modi di pensare.

Mi sento di dare qualche consiglio non richiesto al generale e ai tanti adepti di questo modo di pensare tra le italiche genti: spegnete TV e social e leggete qualcosa, magari un libro di Telmo Pievani, ma vanno benissimo anche Galimberti, Crepet, Barbujani, Andreoli, Barbero. Niente come i libri aiuta a disincrostare il cervello dai luoghi comuni e ad ampliare gli orizzonti. E se proprio siete refrattari alla lettura, aiutatevi col web: se usato con diligenza può insegnare anche più dei libri.

Qui, ad esempio, c'è una interessantissima lezione del biologo evoluzionista Telmo Pievani che tratta proprio di sesso e orientamenti sessuali in natura. Dura appena mezz'oretta ma è illuminante. Einstein diceva, o almeno viene attribuito a lui questo detto, che è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio, ma vi assicuro che qui la capacità argomentativa di Pievani riesce a fare il miracolo.

domenica 25 giugno 2023

Cose che mi sorprendono: la dislessia non è un disturbo dell'apprendimento

Ci sono poche cose che mi sorprendono, ormai, ma ascoltare e leggere Telmo Pievani è sempre una sorpresa. Per me lo è stato, ad esempio, scoprire che dislessia e discalculia, comunemente definiti disturbi dell'apprendimento, sono in realtà le condizioni normali in cui è strutturato per natura il nostro cervello. Leggere e scrivere correttamente, semmai, possono rappresentare condizioni di anormalità. Ne parla il grande biologo qui a partire dal min. 34 circa.

La lezione che ho linkato qui sopra merita di essere ascoltata per intero perché è straordinaria, almeno per chi è interessato a sapere come è fatto e come funziona l'essere umano, ma capisco che dedicare un'ora e mezzo di tempo a una sola cosa, specie nell'epoca della velocizzazione del tempo (cit.), può essere un problema, quindi mi limito a portare all'attenzione dei miei 32 lettori solo un altro punto, che trovate dal min. 26: la impressionante imperfezione dell'essere umano.

Quando sentite - un vecchissimo luogo comune - che l'essere umano è una macchina perfetta e meravigliosa, potete sorridere e fare ascoltare al vostro interlocutore i dieci minuti a partire appunto dal min. 26, e magari potete provare a chiedergli cosa ne pensa del mal di schiena, del nervo laringeo, del fatto che la vicinanza di esofago e trachea provoca milioni di morti ogni anno, oppure del fatto che siamo la specie di mammiferi in cui il parto produce più morti che in tutte le altre specie, e tante altre cose interessanti.

Non siamo affatto una specie perfetta, siamo un accrocco (sostantivo con cui Rita Levi Montalcini amava definire il nostro cervello) di imperfezioni, ma noi siamo convinti del contrario, amiamo illuderci così.

Due Kit Carson

Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...