"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
giovedì 14 maggio 2026
Hantavirus
lunedì 4 maggio 2026
Siamo tutti contro natura
La peste
Mi ripromisi di leggere questo libro ai tempi del covid, quando Telmo Pievani lo citava in ogni sua conferenza e in ogni intervista. La storia raccontata è inventata, ma è ambientata in una città reale, Orano, in Algeria, paese natale dello scrittore.
Quello che sorprende è il racconto delle dinamiche umane, praticamente identiche a quelle generate dal covid. Camus descrive con lucidità l’incredulità iniziale, la paura che cresce, le resistenze verso le restrizioni, fino alla gioia collettiva per la fine dell’epidemia. E poi, forse la cosa più inquietante: la tendenza a dimenticare, a rimuovere tutto una volta che il pericolo è passato, esattamente come è successo a noi. L'autore, nelle ultimissime pagine, rimarca come l'agente patogeno, mentre la comunità festeggia, è già in viaggio per guastare la serenità di un'altra comunità.
Il dottor Rieux, uno dei protagonisti principali del romanzo, chiude infatti il racconto ricordando che la fine di un'epidemia non corrisponde alla morte dell'agente patogeno che l'ha generata, il quale, se noi gliene diamo la possibilità, può sempre dare inizio ad altri disastri. Difficile non rivedere in queste pagine ciò che abbiamo vissuto durante il covid. Cambiano i contesti, ma le reazioni e i comportamenti umani restano sempre uguali.
venerdì 12 dicembre 2025
Plastica e cervello
giovedì 27 novembre 2025
L'Alzheimer è il prezzo da pagare
Uno dei capitoli più sorprendenti del saggio Dove comincia l'uomo, di Telmo Pievani e Giuseppe Remuzzi, che ho cominciato a leggere ieri sera, riguarda lo sviluppo del cervello umano e i meccanismi che hanno favorito le capacità cognitive di Homo Sapiens rispetto a tutte le altre specie animali, compresi i nostri parenti più prossimi: gli scimpanzé. Noi abbiamo sviluppato funzioni cognitive (linguaggio, immaginazione, capacità simboliche, capacità di narrare storie) sconosciute a tutti gli altri, ma paghiamo questi vantaggi cognitivi con un decadimento molto veloce delle facoltà intellettive. Scrivono gli autori:
C’è, col tempo, un decadimento delle funzioni intellettuali; il cervello di noi uomini è una macchina più sofisticata di quella degli scimpanzé, dei bonobo, dei primati non umani. Questo lo capiscono tutti, ma abbiamo capito solo recentemente che per avere un cervello migliore in termini di consapevolezza, capacità di pianificare, immaginare il futuro, fare dell’ironia e mille altre cose che rendono la nostra specie unica, c’è un prezzo da pagare. Noi uomini siamo più suscettibili degli scimpanzé al declino delle funzioni cognitive. Noi la sostanza grigia del nostro cervello la perdiamo progressivamente dai 45 anni in poi; anche gli scimpanzé perdono sostanza grigia man mano che invecchiano, ma a loro succede molto meno. Non solo, ma l’invecchiamento del cervello per quanto ci riguarda è proprio nelle regioni più delicate, quelle che presiedono alle conoscenze, alla memoria, alla consapevolezza, cioè quelle che si trovano nella regione della corteccia prefrontale. Nel corso dell’evoluzione, il cervello dell’uomo è progressivamente aumentato di dimensioni, particolarmente nella regione della corteccia prefrontale e di quella orbito-frontale; è grazie a questo che siamo capaci di svolgere attività estremamente sofisticate e complesse. E queste aree sono quelle che maturano più lentamente durante lo sviluppo fetale, ma sono anche quelle che si deteriorano per prime durante l'invecchiamento. Gli anglosassoni chiamano questo fenomeno last in, first out, entra per ultimo ma esce per primo. Come facciamo a essere sicuri che sia proprio così? Gli scienziati hanno studiato il cervello degli scimpanzé e degli uomini (quasi 200 scimpanzé e quasi 500 uomini) con la risonanza magnetica: il decadimento si vede solo negli uomini. Vuol dire che gli scimpanzé non hanno l'Alzheimer? Sembra proprio di no, o perlomeno nessuno è mai riuscito a documentarlo.sabato 22 novembre 2025
Nordio e la genetica
sabato 27 settembre 2025
Perché vogliono essere immortali
Quando agli inizi di settembre Putin e Xi Jinping si incontrarono, in occasione dell'ottantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, parlarono tra loro di immortalità, conversazione riservata che fu casualmente captata da un microfono rimasto acceso. In quel breve dialogo i due farneticavano di come nel prossimo futuro sarà possibile raggiungere l'immortalità attraverso il trapianto continuo di organi, una stupidaggine dal punto di vista biologico e non solo.
Casualmente, stamattina ascoltavo questa interessantissima lezione di Telmo Pievani, lezione in cui il grande scienziato ha elaborato alcune amare e tristi riflessioni sul quel dialogo, che ripropongo qui di seguito. Riflessioni a cui mi sembra non ci sia niente da aggiungere.
venerdì 11 luglio 2025
La fuga dei cervelli e l'auto elettrica
venerdì 27 giugno 2025
Lucy
Lucy non è solo il nome del famoso australopiteco femmina, nostro antichissimo antenato e da molti scienziati considerato l'anello di congiunzione tra noi e le scimmie. È anche il nome di un canale Youtube, questo, in cui si parla di cultura e scienza. Ospita spessissimo brevi video di Telmo Pievani in cui il noto scienziato e filosofo mette in relazione fatti delle cronache odierne con la scienza e la psicologia.
Sono brevi video di cinque o sei minuti estremamente interessanti. In questo, ad esempio, Pievani analizza un articolo di Susanna Tamaro apparso recentemente sul Corriere della Sera. Titolo: "L'ansia green non salverà il pianeta", in cui lo scienziato smonta alcuni dei maggiori luoghi comuni sul tema del neologismo "ecoansia", con cui si indica una forma di disagio psicologico oggi piuttosto diffuso legato alla percezione del degrado ecologico e dei cambiamenti climatici.
Un altro video interessantissimo, in cui mi sono imbattuto poco fa, lo ripubblico qui sotto e qui, sempre Telmo Pievani, smonta alcune cose che ruotano attorno all'universo trumpiano a cui generalmente non si pensa, e soprattutto spiega la differenza tra spiegare e giustificare, una differenza molto sottile che noi spesso facciamo fatica a cogliere.
mercoledì 18 giugno 2025
"Speriamo che non mi scelga"
giovedì 8 maggio 2025
Homo Sapiens?
venerdì 14 marzo 2025
Uno scimpanzé a New York
Non so se si riescono a leggere (eventualmente cliccate su ogni immagine per ingrandirla) ma questo è uno dei capitoli più belli di La natura è più grande di noi, di Telmo Pievani, e ho pensato di ripubblicarlo qui.
domenica 9 marzo 2025
Perché?
domenica 28 aprile 2024
Morale di oggi e di ieri
sabato 17 febbraio 2024
Siamo degli eterni Peter Pan
domenica 28 gennaio 2024
Etnia italiana
sabato 18 novembre 2023
Evoluzione casuale e dignità sono incompatibili (secondo Wojtyla e Ratzinger)
Se avete cinque minuti liberi, e naturalmente se questi argomenti vi interessano, ascoltate ciò che dice Telmo Pievani a partire dal min. 13 circa di questa conferenza. È il suo commento a ciò che disse papa Wojtyla il 22 ottobre 1996 in occasione di un suo messaggio alla Pontificia accademia delle scienze. La frase incriminata, che verrà poi ripresa da papa Ratzinger nel discorso del suo insediamento al soglio di Pietro, è questa: "...le teorie dell’evoluzione che, in funzione delle filosofie che le ispirano, considerano lo spirito come emergente dalle forze della materia viva o come un semplice epifenomeno di questa materia, sono incompatibili con la verità dell’uomo. Esse sono inoltre incapaci di fondare la dignità della persona".
Il sotteso di questo discorso, che poi non è neppure tanto sotteso, è che noi non possiamo essere figli del caso e della mera evoluzione per contingenze, come ci insegna Darwin e come oggi la scienza ha definitivamente accertato, e chi crede questo non solo si pone al di fuori degli insegnamenti della chiesa, che uno potrebbe anche dire: chi se ne frega?, ma secondo Wojtyla e Ratzinger ragionare in termini di evoluzione casuale, cioè escludere che la nostra presenza qui sia frutto di un "disegno" che era già tracciato, preclude la possibilità di poter avere una morale, un'etica e perfino una dignità.
Non so se è chiara la gravità di questa affermazione e se si riesce a comprenderne appieno le implicazioni. Poi mi raccomando, tutti a indignarsi e a mettersi sulle barricate se per caso a volte capita di dire qualcosa di offensivo nei confronti delle religioni.
Ma l'obiezione più bella e ineccepibile a questa delirante affermazione, Pievani la dà verso la fine del suo intervento, dal min. 25:30, cioè quando dice che è solo grazie alla contingenza e alla casualità che noi possiamo apprezzare la nostra presenza qua, perché se ci fossimo evoluti solo in virtù di un disegno che già ci prevedeva saremmo niente di più che pedine di altri giochi, mentre invece è proprio la casualità, il fatto che la storia sia andata in questo modo quando sarebbe potuta andare in milioni di altri modi a renderci preziosi e unici.
E comunque in fin dei conti siamo Sapiens, con tutti i nostri limiti e i nostri difetti, ma con la capacità unica su questo pianeta di poter organizzare ed elaborare i pensieri ricorrendo alla razionalità, e credo che il modo più consono di appartenervi sia quello di farne uso.
sabato 11 novembre 2023
La perfezione (inesistente)
Ieri ho avuto su fb una discussione con una signora sulla perfezione. Lei sosteneva che l'uomo, gli animali, le piante e ogni essere vivente sono perfetti. Io invece tentavo di spiegarle che in natura la perfezione non esiste e che l'essere umano, in particolare, è un crogiolo di imperfezioni. Alla fine non siamo riusciti a metterci d'accordo e ognuno è andato amichevolmente per la propria strada.
Non siamo riusciti a capirci perché ragionavamo su piani diversi e incompatibili: quello della fede lei (l'uomo è stato creato), quello evolutivo io (l'uomo è una specie tra le miliardi presenti sul pianeta ed è frutto di un processo evolutivo). Però tutto sommato è stato interessante. Poi le ho linkato questo video per tentare di spiegarle a cosa mi riferivo, ma dubito che l'abbia guardato.
venerdì 18 agosto 2023
Il generale e i titoli di studio
domenica 25 giugno 2023
Cose che mi sorprendono: la dislessia non è un disturbo dell'apprendimento
Ci sono poche cose che mi sorprendono, ormai, ma ascoltare e leggere Telmo Pievani è sempre una sorpresa. Per me lo è stato, ad esempio, scoprire che dislessia e discalculia, comunemente definiti disturbi dell'apprendimento, sono in realtà le condizioni normali in cui è strutturato per natura il nostro cervello. Leggere e scrivere correttamente, semmai, possono rappresentare condizioni di anormalità. Ne parla il grande biologo qui a partire dal min. 34 circa.
La lezione che ho linkato qui sopra merita di essere ascoltata per intero perché è straordinaria, almeno per chi è interessato a sapere come è fatto e come funziona l'essere umano, ma capisco che dedicare un'ora e mezzo di tempo a una sola cosa, specie nell'epoca della velocizzazione del tempo (cit.), può essere un problema, quindi mi limito a portare all'attenzione dei miei 32 lettori solo un altro punto, che trovate dal min. 26: la impressionante imperfezione dell'essere umano.
Quando sentite - un vecchissimo luogo comune - che l'essere umano è una macchina perfetta e meravigliosa, potete sorridere e fare ascoltare al vostro interlocutore i dieci minuti a partire appunto dal min. 26, e magari potete provare a chiedergli cosa ne pensa del mal di schiena, del nervo laringeo, del fatto che la vicinanza di esofago e trachea provoca milioni di morti ogni anno, oppure del fatto che siamo la specie di mammiferi in cui il parto produce più morti che in tutte le altre specie, e tante altre cose interessanti.
Non siamo affatto una specie perfetta, siamo un accrocco (sostantivo con cui Rita Levi Montalcini amava definire il nostro cervello) di imperfezioni, ma noi siamo convinti del contrario, amiamo illuderci così.
Due Kit Carson
Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...
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