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lunedì 21 giugno 2021

Bottiglie e soldi

La vicenda di Ronaldo che nasconde le bottiglie di Coca-Cola in conferenza stampa; l'azienda che dopo il gesto del giocatore perde qualche miliardo di dollari in borsa e la UEFA che ipotizza sanzioni a carico del giocatore, mi pare descrivano come meglio non si potrebbe cos'è il calcio oggi. 

Ora, intendiamoci, nessuno è nato ieri e non credo esista ancora qualcuno così ingenuo da scoprire solo oggi qual è il "motore" che muove tutto, ma a me stupisce sempre la chiarezza con cui questi meccanismi si palesano, così come ancora mi stupisce il fatto che non si faccia neppure più nulla per tentare di dissimularli. 

Non c'è nulla di cui scandalizzarsi, naturalmente, né si dicono queste cose per mettere in campo ridicoli moralismi. Semplicemente, si constata come ormai, eccetto poche eccezioni, ogni aspetto e ogni accadimento della società si muova in ossequio a quello che è "il generatore simbolico di tutti i valori", senza che ci si preoccupi neppure più di nasconderlo.

sabato 14 aprile 2012

lunedì 2 aprile 2012

Sorprese calcistiche

La cosa che mi sorprende del calcio è che gode ancora di vastissimo credito nonostante sia noto ormai da anni, e non certo da oggi, che è marcio fino al midollo.

domenica 28 agosto 2011

Salti e ripassi

Giusto perché lo sappiate: del fatto che sia saltata la prima giornata del campionato di serie A, indipendentemente dai motivi, non mi può fregare di meno.

giovedì 25 agosto 2011

Le (non) ragioni di Calderoli

Infatti, i calciatori sono tecnicamente lavoratori subordinati: anche se volessero non pagare le tasse, non possono decidere di non farlo. Le pagano che gli piaccia o no, come qualunque altro dipendente. Nel momento in cui firmano il contratto di lavoro, alcune società concordano con i calciatori una cifra al lordo e altre concordano una cifra al netto. Nel primo caso, il contratto prevede uno stipendio lordo per la cifra concordata, dal quale poi vengono sottratte le tasse: i calciatori che possiedono questi contratti non hanno quindi uno stipendio netto sempre uguale ma, come accade alla gran parte dei lavoratori dipendenti, vedono il loro stipendio salire o scendere secondo l’aumento o la diminuzione delle tasse.

Francesco Costa spiega perché tutta la bufera che si è creata attorno ai giocatori che non vorrebbero pagare il famoso contributo di solidarietà è solo una tempesta in un bicchier d'acqua. La chiusa del suo articolo è da incorniciare:

L’idea di ignorare quanto scritto in un contratto tra un’azienda e un lavoratore, addirittura con la comica ed evidentemente irrealizzabile minaccia di un raddoppio dell’aliquota, è giusto una cosa che può dire Roberto Calderoli il 17 agosto. Poi fate voi.

giovedì 19 maggio 2011

Commistioni naturali

In quale altro paese del mondo, oltre al nostro, i vertici di una squadra calcistica nazionale (guarda caso, il Milan) danno indicazioni politiche di voto (guarda caso, Berlusconi), tramite comunicati ufficiali ai tifosi?

martedì 21 dicembre 2010

mercoledì 13 ottobre 2010

Entrata libera (allo stadio)

Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Penso che chiunque abbia visto la partita della nazionale, ieri sera (anzi, la non-partita, visto che alla fine non si è giocato), si sia fatto almeno una domanda: come hanno fatto quei "tifosi" a entrare nello stadio? Attualmente è in corso una diatriba, con tanto di immancabili risvolti politici, tra la Serbia e il Viminale e tra l'opposizione e Maroni - Pd e Idv ne chiedono le dimissioni.

A me, sono sincero, non interessa tanto la questione politica. A me interessa che qualcuno, alla fine, risponda alla domanda qui sopra. Io non sono abituale frequentatore degli stadi, ma so che generalmente i controlli agli ingressi durante le normali partite di campionato sono piuttosto meticolosi (ti controllano il contenuto degli zaini, ad esempio). Questi qua sono entrati con bengala, fumogeni e attrezzi per tagliare la recinzione. Non c'era nessuno all'entrata a controllare?

Maroni potrebbe spiegare qualcosa, oltre a limitarsi a dire che "la Polizia ha sventato una strage". Attendiamo fiduciosi.


Aggiornamento 17,56.

Maroni non si è fatto vivo. In compenso ha dato voce Roberto Massucci, portavoce dell'osservatorio delle manifestazioni sportive, il quale ha detto che i controlli all'entrata sono stati carenti (ma va?). Poi, però, ha aggiunto anche: "cio' e' stato dovuto a diversi fattori, tra cui 'la vera e propria determinazione criminale' dei tifosi violenti che hanno 'letteralmente assalito le forze di Polizia'". Cosa significa questo secondo voi?, che i controlli sono stati superficiali perché i delinquenti erano molto determinati? Spero di avere capito male.

mercoledì 22 settembre 2010

Lotte, scioperi, sindacati...

Notizia importantissima: e' stato revocato lo sciopero per il mancato rinnovo del contratto di lavoro. A dare la notizia alla stampa è stato il presidente del sindacato di categoria.

Ah, dimenticavo: si tratta dei calciatori...

domenica 12 settembre 2010

Ieri sera, a Cesena...


Di solito il calcio non è tra i miei argomenti preferiti, ma quello che è successo ieri sera, qui al Manuzzi, merita di essere segnalato, perché potrebbe avere una valenza quasi storica - anzi, senza "potrebbe". Una delle squadre più blasonate del calcio italiano, il Milan, già data da molti come favorita nella corsa allo scudetto, è sparita, scomparsa, evaporata, davanti a un semi-sconosciuto Cesena, fresco fresco di promozione in serie A.

Un Milan che ha messo in campo alcuni dei maggiori protagonisti del calcio attuale, gente come Ibrahimovic, Pato, Ronaldinho, è stato sopraffatto dai sicuramente meno noti Schelotto, Bogdani e Giaccherini. Forse tutto questo è solo l'ennesima dimostrazione che a volte, per vincere, non conta avere a disposizione soldi, budget e possibilità di fare acquisti stratosferici. Basta la determinazione, la voglia di correre e di giocare, tutte cose che al Milan, che evidentemente pensava di venire qua a fare una passeggiata, sono mancate.

(fonte immagine: quotidiano.net)

venerdì 10 settembre 2010

Una categoria di lavoratori che non aveva ancora scioperato


I lavoratori della Fiat li abbiamo visti scendere in piazza; i terremotati d'Abruzzo pure. I precari della scuola non ne parliamo, seguiti a ruota dagli operatori dei call center. Anche i poliziotti e i carabinieri li abbiamo visti sfilare e protestare (perfino sotto casa di Maroni) per i tagli del governo al comparto sicurezza.

Eppure manca ancora qualcuno. Ah già: i calciatori. I calciatori? Sì, i calciatori.

martedì 31 agosto 2010

Quel simpaticone di Ibra


Ci sono personaggi politici che riescono a farmi diventare simpatico anche un calciatore che altrimenti non mi farebbe né caldo né freddo.

p.s.
a proposito: qualche maligno sostiene che l'acquisto di Ibrahimovic da parte del Milan significa che si sta per tornare a votare :-)

giovedì 26 agosto 2010

Europa League su Mediaset Premium: perché quelle partite a pagamento?


Alcuni giorni fa ne ha parlato Marco Pierani sul suo blog. Poi sono arrivati quelli di Altroconsumo, i quali chiedono espressamente ai responsabili di Mediaset Premium perché per alcune partite, secondo la pubblicità comprese nel pacchetto "calcio", molti abbonati si sono sentiti chiedere altri soldi.

I tifosi di Napoli e Palermo che hanno sottoscritto il pacchetto "Calcio" di Mediaset Premium, convinti di vedere tutte le partite di Europa League, sono costretti ad acquistare a parte gli incontri del turno preliminare. Mediaset deve rispettare quanto indicato nella sua promozione.

Aspettiamo ovviamente le repliche di Mediaset.

giovedì 24 giugno 2010

Fine dei mondiali (con vergogna)


Pensate a tutti quelli che si sono organizzati, magari chiedendo un giorno di ferie, permessi dal lavoro, ecc...

Naturalmente l'espulsione dai giochi ci sta tutta. Non ci sono scusanti.

domenica 22 novembre 2009

Due tessere flop

Alla lunga serie di flop che questo governo è riuscito a mettere insieme dopo appena un anno e mezzo di legislatura - sanatoria badanti e ronde solo per citarne un paio -, vanno aggiunti due buchi nell'acqua di cui abbiamo notizia in questi giorni. Il primo è la cosiddetta "tessera del tifoso", fortemente voluta da Maroni per garantire, diceva lui, più sicurezza all'interno degli stadi. Si trattava in pratica di una sorta di carta di credito ricaricabile che avrebbe dovuto essere rilasciata su richiesta dopo i controlli da parte della questura sul richiedente. Siccome davanti alle lobby del calcio, in Italia, non c'è ministro che tenga, dopo le pressioni della lega calcio e dei tifosi italiani tutti, scesi in piazza per il nobile scopo, ecco che Maroni ha fatto retromarcia. Se ne riparlerà, forse, il prossimo anno.

Il secondo buco nell'acqua riguarda invece un'altra carta di credito ricaricabile: la mitica social card! Ad un anno esatto dalla introduzione di quella che da molti era stata definita all'epoca come "elemosina di stato" (40 € ricaricati mensilmente), arrivano i dati di utilizzo. 450.000 beneficiari attuali su una previsione da parte del ministero di circa 1.300.000 "bisognosi". Chissà, forse se per ottenerla si fossero poste condizioni meno assurde e le pratiche per l'attivazione fossero state meno farraginose (scusate, ma accreditare direttamente i 40 euro sulla pensione non era più semplice?), gli esiti dell'operazione potevano essere diversi. Ma si sa, questo è il governo del fare.

venerdì 20 novembre 2009

Henry mani di velluto



Beh, forse velluto è esagerato, visto che ha controllato la palla due volte con la mano prima di infilarla in rete. Mettiamola così: se ipoteticamente, come è già successo nel 2006, dovessimo disputare la finale dei prossimi mondiali con la Francia, in caso qualcuno dei nostri segnasse nello stesso modo i nostri cugini non potrebbero lamentarsi. :-)

giovedì 19 novembre 2009

Mediaset contro la chiavetta Sky

Ricordate la chiavetta Sky? quella che una volta infilata nell'apposito decoder HD consentirà (salvo sorprese) di vedere pure i canali in chiaro del digitale terrestre? La guerra da tempo in corso tra la società di Murdoch e quella di Berlusconi si è arricchita di un nuovo capitolo. Mediaset ha infatti presentato ricorso all'antitrust contro la "maledetta" chiavetta di Sky.

Tra le giustificazioni all'iniziativa si legge:

«la normale risposta a un'iniziativa anti-concorrenziale». A sintetizzare così la posizione dell'azienda è stato il vicepresidente, Pier Silvio Berlusconi, a Montecarlo per lanciare i nuovi pacchetti di cinema e l'offerta di film on demand di Premium. «Riteniamo l'esposto all'Antitrust giusto, addirittura doveroso - ha spiegato Pier Silvio Berlusconi - per tutelare gli interessi di Mediaset, ma anche dei consumatori finali, visto che con la chiavetta Sky offrirà solo un'offerta parziale del digitale terrestre».

Mediaset prosegue:

«La digital key - ha aggiunto il consigliere di amministrazione Mediaset Gina Nieri - è un'ulteriore verticalizzazione della loro piattaforma: è il tentativo di mantenere nel mondo satellitare con lo stesso telecomando anche coloro che vogliono vedere il digitale terrestre. Dunque non è un elemento di libertà, ma di mantenimento dei clienti dentro la propria piattaforma, per di più senza permettere loro di avere l'interattività nè l'offerta a pagamento del digitale terrestre».

L'attenzione e la preoccupazione da parte di Mediaset verso la libertà dei clienti è ammirevole, commovente quasi. Sarebbe stato bello che tale preoccupazione ci fosse stata quando Mediaset ha obbligato gli utenti della sua pay-per-view ad acquistare pacchetti aggiuntivi per poter continuare a vedere le singole partite.

Pay per view letteralmente significa “pagare per vedere”: questo era l’intento iniziale della carta prepagata Mediaset Premium e una delle ragioni del suo successo. Nessun abbonamento, nessuna rateizzazione, ma una carta da ricaricare periodicamente presso i negozi specializzati o le ricevitorie del lotto o anche tramite call center per poter di, volta in volta, pagare per fruire dell’evento televisivo desiderato. Così chi si serviva di Mediaset Premium solo sporadicamente, non era costretto a pagare una rata mensile per un servizio che di fatto restava inutilizzato, ma vedeva scalare il credito alla sua scheda prepagata solo all’atto dell’acquisto della trasmissione scelta.
Ora le cose sono cambiate: la tesserina prepagata, innanzitutto, ha mantenuto la caratteristica di essere a tempo (scade dopo un periodo prefissato) ma negli anni ha visto impennarsi i suoi costi. Oggi si acquista a un prezzo iniziale di 39 euro grazie ai quali si fruisce di un mese di visione di tutto il mondo Mediaset Premium. “Solo un assaggio” come ci dicono dall’ufficio stampa di Mediaset. Allo scadere del trentesimo giorno, infatti, l’incanto scompare. La novità è che non basta più ricaricarla per poter acquistare una partita di calcio specifica, ad esempio, al prezzo di 8 euro o il film tanto atteso a 6 euro. È necessario acquistare un Pass Gallery dalla durata variabile: senza la sottoscrizione di questa speciale offerta, la prepagata è inutilizzabile.
Solo per fare un esempio: per poter vedere un match di calcio, è necessario caricare sulla prepagata un Pass Gallery della durata di 4 mesi (l’unico in commercio in questo momento a 49 euro, mentre i Pass della durata di 3 o 6 mesi sono stati ritirati); a cui poi va aggiunto il costo della partita (8 euro, per l’appunto).
[...]
Facendo un po’ di conti, salta subito all’occhio che il sistema pay per view si è trasformato e di certo non in favore del cliente che non segue tutto il campionato.
Non per nulla Mediaset Premium incoraggia l’acquisto della Easy Pay, la formula abbonamento annuale vera e propria, pubblicizzata a prezzi vantaggiosi e, a ben guardare, più convenienti rispetto alla prepagata. Se il prezzo di partenza della carta è lo stesso, 39 euro, fino al 31 agosto si poteva acquistare il pacchetto completo, Gallery più Calcio, con una quota bimestrale di 38 euro (da settembre si è tornati a 48 euro al mese).
Sia che si acquisti una formula prepagata, sia che ci si affidi alla Easy Pay, gli utenti denunciano su blog, forum e via mail, la scomparsa della formula pay per view che dava la possibilità di utilizzare la scheda ricaricandola come si fa con i telefoni, scegliendo il momento migliore per comprare la visione di un film o di una partita, esattamente come si fa quando si decide di godere di una prima visione al cinema o allo stadio, senza l’obbligo di sottoscrivere un abbonamento.
Ma, si sa, tutte le cose belle finiscono. Specie quando non c’è concorrenza. (fonte)

La soddisfazione degli utenti di Mediaset Premium, all'epoca, è stata talmente tanta che ha riempito blog e forum in tutta internet. Alcune manifestazioni di gioia le trovate qui, per tutte le altre potete spulciare un po' Google.

Due Kit Carson

Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...