La carciofara e il suo governo si beccano una gigantesca batosta alla Camera sul famoso emendamento per reintrodurre le preferenze nella legge elettorale, emendamento su cui lei stessa aveva messo la faccia. Siccome stavolta non può dare la colpa né alle toghe rosse né all'Europa né alla Corte Costituzionale né a nessun altro dei nemici che è solita inventarsi in queste occasioni, ecco che la colpa è delle opposizioni che avrebbero voluto il voto segreto.
Ovviamente sono tutte balle. Le opposizioni erano fin dall'inizio schierate contro l'emendamento e hanno in maniera trasparente e coerente votato contro di esso. Se la carciofara è in cerca di un nemico, guardi tra i franchi tiratori della coalizione che regge il suo traballante governo, che hanno disatteso i suoi diktat pugnalandola alle spalle. E magari si faccia due domande.
Due domande dici?
RispondiEliminaIl dramma è che lei conosce perfettamente tutte le risposte, ma preferisce fare finta di niente.
A parti inverse avrebbe scatenato una guerra civile.
E comunque, alla fine, la legge è passata, quindi tutto a posto (si fa per dire).
EliminaConfesso che ho esultato poco alla sconfitta del governo, troppo il disagio alla richiesta di dimissioni, richiesta solo di facciata perché sappiamo bene che la sinistra ancora non è pronta alle elezioni (e non so che cosa aspetti a darsi una svegliata)
RispondiEliminamassimolegnani
Sulla svegliata del campo largo, mi faccio la tua stessa domanda da almeno due anni.
EliminaIn effetti, al prorompere dell'accorato grido "dimissioni!" "elezioni!" da parte di Schlein e Conte veniva da chiedersi, viste le condizioni in cui si trova il cosiddetto campo largo, se non fosse nient'altro che una farsa.
RispondiEliminaEsatto. Facile gridare alle dimissioni, e poi?
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