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mercoledì 11 dicembre 2019

Una metallara alla Consulta

Ho esagerato, via, ma secondo quanto scrive l'Ansa, Marta Cartabia, la prima donna nominata al vertice della Corte Costituzionale, tra i suoi interessi annovera anche quello per la musica rock, compresi i Metallica, che a me non piacciono, se si esclude Nothing else matters, perché troppo... "cattivi" (preferisco di gran lunga gli Iron Maiden, per dire).

Poi, vabbe', Metallica a parte, la signora in questione vanta un curriculum che lèvati: tanto di cappello. Salvini, al suo confronto, è come il mago Otelma paragonato a Carlo Rubbia, per dire. Spiace solo che la notizia sia riportata a caratteri cubitali; penso che saremo un paese un po' più civile quando sarà normale che le donne ricoprano cariche così importanti.

lunedì 25 novembre 2019

Violenza sulle donne, non c'entra il raptus


Siamo abituati a sentir parlare, a ogni caso di femminicidio, di raptus, scatti incontrollabili di follia omicida e simili. E sinceramente non ho mai pensato che il cosiddetto raptus fosse invece una banale giustificazione e la causa reale fosse la mancata educazione ai sentimenti di "uomini cresciuti come bestie."

giovedì 21 novembre 2019

Tutti sapevano

Quindi, non solo la società che gestiva l'autostrada sapeva fin dal 2014 che il ponte Morandi era a rischio crollo, ma dal 2015 ne era al corrente anche il ministero delle Infrastrutture. Ricapitolando, TUTTI sapevano da anni com'era messo quel ponte ma ciò non ha impedito che l'anno scorso crollasse portandosi via tutte quelle persone. Ma cosa vogliamo sperare, se siamo a questo punto?

venerdì 15 novembre 2019

Ilaria Cucchi


Ci sono voluti dieci anni ma alla fine giustizia è stata fatta, e gli sbagli di chi ha sbagliato sono stati svelati e certificati. E averne di sorelle così, che per dieci anni lottano contro tutto e contro tutti pur di ottenere giustizia. Lottano contro i muri, i depistaggi a tutti i livelli, i bastoni tra le ruote, l'omertà scambiata per spirito di cameratismo, le battute stupide e gravide di insinuazioni dei Giovanardi, dei Salvini e di tutti quelli che in questi dieci anni hanno strumentalmente cercato di dare a intendere che Stefano Cucchi è morto di droga e non massacrato di botte da funzionari dello Stato.

Giustizia è stata fatta, anche se ogni attore di questa tragedia ha, alla fine, avuto da perdere qualcosa. E dobbiamo anche ringraziare questa donna, perché da oggi, grazie a lei, forse siamo un paese un po' più civile.

giovedì 7 aprile 2016

Il papà di Eluana risarcito

Ovviamente non è il risarcimento in sé ad essere importante, quanto l'ennesima conferma che sia Eluana che suo padre sono stati vittime di una gigantesca prevaricazione e privati arbitrariamente del godimento di un diritto sancito da una sentenza inappellabile della Corte di Cassazione. Non occorreva certo la lunga serie di sentenze che negli anni hanno dato ragione a Beppino per rendersi conto di questo, perché è risaputo che la destra e il cattotalebanesimo sono da sempre sinonimi di negazione dei diritti, ovunque essi governino. Adesso la regione Lombardia dovrà risarcire il papà di Eluana per la stronzaggine talebana di Formigoni, che si arrogò arbitrariamente il diritto di disattendere un precisa direttiva emessa dal massimo organo giuridico del nostro paese. E l'arroganza di Formigoni non la pagherà lui - dovrebbe essere il minimo - la pagherà il solito Pantalone, come da triste prassi consolidata.

sabato 14 aprile 2012

martedì 6 marzo 2012

Le proteste e i 'Marò'

Lo so, sarò un po' impopolare, ma non mi unisco al coro di quelli che protestano perché i due militari italiani sono trattenuti nelle carceri in India. Il motivo è molto semplice: sono morti due pescatori indiani ed è fuor di dubbio che sono stati uccisi dai due militari italiani perché scambiati per pirati. E' naturale - non ho motivo di pensare diversamente - che si è trattato di un incidente, ma le due versioni, quella dei militari e quella delle autorità indiane, divergono parecchio, e quindi mi pare abbastanza logico che tutti abbiano interesse a fare piena luce sulla vicenda.
Poi, se alla fine si appurerà che è stato un incidente e i due militari saranno rispediti a casa, io sarò il primo a essere contento.
Per capire meglio provate a ribaltare la situazione. Mettete caso, cioè, che nel nostro mare due pescatori italiani vengano uccisi da militari stranieri: lasceremmo andare via i suddetti militari come se niente fosse o pretenderemmo qualche accertamento?

domenica 8 gennaio 2012

Abbey Road


Vi ricordate la mitica Abbey Road? quella della celeberrima attraversata dei 4 scarafaggi sulle strisce pedonali? Oggi c'è una webcam.

(via mante)

martedì 20 dicembre 2011

Economia delle anime

La notizia non è, come vogliono farci sembrare, l'uscita o meno della cordata vaticana dal San Raffaele. La notizia è che il tipo che si è autoproclamato successore di Pietro in base a una stiracchiata interpretazione delle sacre scritture, si è incontrato col segretario di stato vaticano e col presidente della CEI per discutere della cosa.
La linea già molto sottile che divide gli affari delle anime dagli affari economici della chiesa si fa sempre più sottile.

venerdì 9 dicembre 2011

Libertà di scelta, però...

Ogni tanto capitano quei casi di cronaca sui quali anche io faccio fatica ad avere una posizione netta, chiara. Uno di questi è quello della sedicenne incinta di Trento di cui parlano i giornali oggi. Tecnicamente i genitori hanno sbagliato a rivolgersi al tribunale (spero anzi che non siano stati consigliati da un avvocato, perché vorrebbe dire che forse ha sbagliato mestiere). L'aborto è infatti, a certe condizioni, un diritto, non certo un dovere. E quindi è logico che nessun giudice potrà mai imporlo o ordinarlo.
Dall'altra parte, però, mi metto anche nei panni dei genitori della ragazza. Insomma, diciamo che io sarei per lasciare la libertà di scelta a lei. Però...

martedì 15 novembre 2011

Un reparto psichiatrico?

Vi ricordate Anders Behring Breivik, il fondamentalista cattolico autore della strage a Oslo del luglio scorso? Bene. Il tipo ha dichiarato al giudice di essere un templare, e ha anche rigettato la competenza del tribunale giudicante in quanto espressione del multiculturalismo. Ecco, anch'io penso che per questo tipo non serva un tribunale.

giovedì 20 ottobre 2011

C'è da gioire?


Lo so, sarò impopolare, ma non riesco a gioire per la morte di Gheddafi. Indipendentemente da quello che può aver fatto, uccidere a sangue freddo una persona che implora di non sparare non la vedo certo come una cosa di cui andare fieri.

martedì 4 ottobre 2011

E' la giustizia, bellezza...

E così Amanda e Raffaele sono stati assolti con formula piena, nella sentenza d'appello, dall'accusa di aver ucciso Meredith. Naturalmente, due tra i più prestigiosi e autorevoli quotidiani di casa nostra, Libero e Giornale, hanno immediatamente preso la palla al balzo. D'altronde era impensabile che si lasciassero scappare un'occasione così ghiotta, visto che gli odiati pm, qui, hanno perso su tutta la linea.

"Figuraccia in mondovisione per la giustizia", titola infatti Libero stamattina. "Da condannare sono i pm", gli fa eco il Giornale.

Premetto che non ho seguito la vicenda perché mi ha sempre suscitato scarso interesse, e quindi non do giudizi nel merito, anche perché per farlo occorrerebbe aspettare le motivazioni della sentenza e non limitarsi alla lettura del semplice dispositivo. Ma quello che mi premeva mettere in evidenza è la faciloneria (a parte quella fisiologica e interessata di Sallusti e Belpietro) con cui si giudica l'operato della magistratura.

Gran parte della gente che si trovava in piazza a Perugia ad assistere davanti al maxischermo alla lettura della sentenza, ha subito intonato cori gridando "vergogna!", che è anche, probabilmente, la reazione istintiva di gran parte dell'opinione pubblica che ha seguito la vicenda.

Reazione che però non tiene conto di alcuni fattori. Il primo è che questa non è una sentenza definitiva: manca ancora l'ultimo grado, la Cassazione (la procura di Perugia ha già annunciato il ricorso). Il secondo è che il processo penale funziona così. Può piacere o non piacere, ma non è la prima volta, e sicuramente non sarà l'ultima, che una sentenza d'appello ribalta quella di primo grado, in un senso o nell'altro. Se si pensa che nel nostro paese si celebrano ogni anni più di tre milioni di processi penali, è facile e immediato arrivare alla conclusione che casi come quello della Knox e Sollecito non sono mosche bianche.

Certo, farsi 4 anni di galera per poi scoprire di essere innocenti non è una cosa semplice da digerire, non lo sarebbe per nessuno. E se c'è una sconfitta per la giustizia italiana è proprio questa, come spiega Carlo Federico Grosso stamattina su La Stampa. Ma, dall'altra parte, i tre gradi di giudizio cui ha diritto ogni imputato servono proprio a garantire la possibilità di un ripensamento nei gradi successivi e ad offrire quindi le più ampie garanzie di un processo equo e giusto a tutti.

Ecco perché, prima di urlare "vergogna!", forse sarebbe il caso di fare un supplemento di riflessione, magari informarsi un po', in modo da poter valutare il tutto con maggiore cognizione di causa. Se non altro per evitare di scendere ai livelli di Libero e Giornale.

La rabbia dopo

Noi siamo sempre il paese della rabbia dopo, non della prevenzione prima. A Barletta l'ennesima conferma.

giovedì 28 luglio 2011

Italia 2011

Un debito pubblico che pesa come un macigno e paralizza l'Italia (e nessuno riesce a fermare); un Pil che cresce dell'1% scarso (la Germania viaggia ad esempio attorno al 4); una manovra economica che mette le mani nelle tasche del solito Pantalone (in quelle di lorsignori le metterà più avanti, forse); una disoccupazione e una pressione fiscale tra le più alte in Europa; una situazione carceraria che non ci invidiano neppure a Caracas. E questo è solo quello che mi viene in mente sul momento.

Bene. In mezzo a tutto questo sfacelo, un ministro della Repubblica e un capo di Stato, guarda caso presidente della medesima repubblica, trovano il tempo di litigare sul presunto spostamento di alcuni ministeri in terra padana. Che altro non sono che tre uffici, tuttora praticamente sguarniti, in 100 mq che saranno operativi, forse, a settembre.

Ecco, tutto questo per fare un po' il quadro della situazione e cercare di renderci conto come siamo messi.

Lonesome Dove

Alcuni critici hanno sostenuto che se nella vita si vuole leggere un solo romanzo western, deve essere questo. Ambientato tra il 1876 e il 1...