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mercoledì 1 luglio 2026

La stupidità del razzismo

Quindi, ricapitolando, un pizzaiolo viene ucciso a Reggio Emilia da un cliente, omicidio nato dal rifiuto del pizzaiolo di dargli l'ennesima pizza a sbafo. Prima ancora di risalire all'identità dell'assassino e di capire la dinamica in cui è maturato il fatto di sangue, vari esponenti leghisti, sia locali che nazionali, avendo subito fiutato ampie possibilità di sciacallaggio in chiave razzista, cominciano a tempestare le loro pagine social di appelli alla remigrazione conditi coi soliti, stupidi, ritornelli: ci vuole ordine, gli stranieri vengono qua a uccidere, rapinare, creare caos e blablabla. Poi si scopre, ops!, che l'assassino è italiano e abita a poche vie di distanza dalla pizzeria. Parte il tam-tam con il contr'ordine: cancellate tutto, è italiano! E giù, tutti a cancellare e nascondere i vibranti post razzisti già vergati e dati in pasto ai cani da social, pronti con la bava alla bocca.

A questo penoso spettacolo c'è da aggiungere un particolare. Il povero pizzaiolo era emigrato 30 anni fa dalla Sicilia per aprire una pizzeria a Reggio Emillia. Fino ad alcuni anni fa, quando per la lega la mitologica Padania arrivava fino al confine meridionale della Pianura Padana, quel pizzaiolo sarebbe stato lui stesso uno straniero, e se si fa un giro nei meandri più schifosi della rete, si trovano ancora i video coi cori razzisti dei leghisti contro i terroni (siciliani compresi, ovviamente). Ecco, tutto questo per dire la stupidità del razzismo e di certi partiti che lo fomentano.

domenica 10 settembre 2023

lunedì 13 febbraio 2023

Il razzismo è naturale

La partecipazione di Paola Egonu al festival ha riportato in luce l'antico dibattito sul razzismo. L'Italia è un paese razzista o no? Autorevoli ministri come Salvini e Calderoli dicono che assolutamente non lo siamo e che quello sul razzismo è un dibattito sul nulla. Salvini è il fine signore che paragonava i napoletani a persone puzzolenti davanti alle quali scappano anche i cani (i video di queste straordinarie performance sono facilmente reperibili su youtube); Calderoli, altro illustre maître à penser nostrano, finì a processo qualche anno fa per aver dato dell'orango alla ministra Cécile Kyenge. Capite anche voi, quindi, l'attendibilità di questi signori nell'assicurarci che quello sul razzismo è un dibattito sul nulla.

Detto questo, sì, l'Italia è un paese largamente razzista. Non solo l'Italia, in verità; il razzismo è diffuso dappertutto per una serie di motivi, e il principale di questi è di tipo antropologico. Come ormai la scienza ha definitivamente dimostrato (lo spiegano bene Telmo Pievani qui e David Amodio qui), la diffidenza e la paura verso il diverso da noi sono meccanismi antichissimi che per ragioni evolutive si sono instaurati nel nostro cervello. Anni fa una università americana fece degli esperimenti che consistevano nel tenere monitorato, con una apposita strumentazione, il cervello di persone a cui venivano mostrate immagini ritraenti visi di persone sconosciute di colore. Questo monitoraggio evidenziò come alla vista di queste immagini la prima parte del cervello che si attivava era l'amigdala, quella più antica che regola i meccanismi legati alla paura. Solo successivamente si attivavano i lobi frontali, dove risiede la razionalità. Se invece si mostravano immagini di persone di colore ma conosciute, tipo personaggi noti dello sport o dello spettacolo, l'amigdala se ne stava buona al suo posto.

Questo a dimostrare che il razzismo è effettivamente connaturato come pulsione primaria in ognuno di noi, ma può essere neutralizzato con la cultura, con la conoscenza. E, mi viene da dire, il fatto che il livello culturale nel nostro paese sia ai livelli che sappiamo, mi pare non autorizzi alcun tipo di ottimismo relativamente al fatto che questa piaga si possa prima o poi estirpare.

venerdì 19 agosto 2022

Farsi curare dai negri

Al pronto soccorso di Lignano Sabbiadoro arriva, nella notte, un'ambulanza. Dentro c'è un sessantenne con lesioni multiple, conseguenza di una rissa. A riceverlo c'è il medico Andi Nganso, 36 anni, originario del Camerun, arrivato in Italia a 19 anni e laureato in medicina e chirurgia. Il 60enne lo vede e gli intima di stargli lontano, potrebbe attaccargli delle malattie. Poi aggiunge: "Preferirei due costole rotte piuttosto che farmi curare da un negro."
Il medico lo cura, poi va a sporgere denuncia.

È un episodio isolato, naturalmente, ma sintomo di una mentalità aberrante molto diffusa che non si riesce in alcun modo a estirpare. E quello che più fa paura e rabbia è che alle prossime elezioni la destra che, salvo sorprese, andrà al governo continuerà a muoversi e ad avallare più o meno palesemente tali aberrazioni.

domenica 10 luglio 2022

Ancora su ius scholae (e stupidità dei leghisti)

Tramite questo post di Gwendalyne sono arrivato a un bellissimo post su facebook di Galatea Vaglio, nella quale sono magistralmente descritte tutta l'ignoranza e la stupidità di quella parte di mondo politico (Lega in primis) che si oppone all'approvazione dello ius scholae.

Lo lascio qui, alla lettura di tutti, in modo che ognuno possa avere idea del livello di queste ignoranza e stupidità. (Per chi vuole, la dose è rincarata qui su Valigiablu.)

mercoledì 29 giugno 2022

Ius scholae

Siamo all'ennesima puntata di una telenovela assurda che si trascina da almeno tre lustri. Ho scritto post su post, in passato, su questo argomento e non mi ci dilungo più. Mi limito a notare come la destra, divisa da tempo su quasi tutto, riesca sempre a compattarsi quando è ora di negare diritti. Fateci caso, succede sempre: quando si tratta fare muro contro leggi di civiltà, di buon senso, di progresso sociale; quando si tratta di concedere diritti che nulla tolgono a chi dei medesimi diritti gode già, la destra più becera e razzista, quella di Salvini e Meloni in primis, c'è sempre.

E io, oltre alle innegabili evidenze ideologiche e di pregiudizio che stanno alla base dell'atteggiamento di chi rema contro la civiltà, non ho mai trovato niente di valido, di razionale, di epistemologicamente sostanzioso nel suddetto atteggiamento. Non sono mai riuscito a capire, cioè, perché un bambino che nasce qui, cresce qui, va a scuola qui, è integrato con l'ambiente sociale e culturale in cui vive non può essere per lo stato cittadino italiano. Ma probabilmente è un limite mio.

martedì 17 maggio 2022

Sostituzioni etniche

Mi veniva da sorridere (anche se in realtà c'è ben poco da ridere) mentre leggevo che il suprematista bianco responsabile a Buffalo dell'ennesima strage a sfondo razzista è un sostenitore della teoria complottista della "grande sostituzione", cioè un fantomatico complotto globale ordito con lo scopo di sostituire i bianchi con altre etnie (ah, quanto mi piacerebbe leggere un commento in proposito del grande Umberto Eco, se fosse ancora tra noi).

Mi veniva da sorridere in primo luogo perché le suddette sostituzioni etniche avvengono da sempre nella storia dell'uomo in ogni parte del globo, e in secondo luogo perché avvengono non per ridicoli e inesistenti complotti ma a causa dei continui spostamenti delle masse umane da un posto all'altro nel corso dei millenni.

L'ultima di queste sostituzioni, tra l'altro, è avvenuta proprio qui in Europa in tempi relativamente recenti. Fino a circa 6/7000 anni fa, infatti, il continente europeo era popolato da persone di pelle scura e occhi chiari, pelle che poi si è schiarita con l'arrivo dal Medio oriente di popolazioni di pelle più chiara. Per una sorta di quei paradossi che farebbero impazzire Salvini, oggi noi abbiamo la pelle chiara grazie agli immigrati.

Chi ha letto libri come Siamo tutti africani (ne avevo parlato qui) queste cose le sa benissimo, ma è noto che tra i suprematisti bianchi di estrema destra e i libri il rapporto è sempre stato gravemente conflittuale.


lunedì 4 aprile 2022

Vuoi la cittadinanza? Devi conoscere le sagre

Fratelli d'Italia e Lega stanno sommergendo con centinaia di emendamenti la legge sullo ius scholae, in discussione in questi giorni alla Camera. Si tratta della legge (ex ius soli) che regola la concessione della cittadinanza italiana ai minori stranieri. Nello specifico, il testo di legge in discussione prevede il diritto di acquisire la cittadinanza italiana alle seguenti condizioni: essere nati in Italia o essere arrivati da un altro paese a patto di non avere più di 12 anni; aver completato un ciclo di studi di almeno cinque anni.

Le centinaia di emendamenti presentati hanno l'evidente scopo di affossare la legge. Fin qui niente di nuovo: la destra è storicamente e antropologicamente sempre stata sinonimo di negazione di diritti, quindi non stupisce questo accanimento, accanimento che tra l'altro non ha alcuna giustificazione che non sia radicata nel pregiudizio e nel mero razzismo. 

Ma la cosa che stupisce e che per certi versi fa vergognare è il contenuto di molti di questi emendamenti, che descrivono le "condizioni" che si vorrebbero imporre per vedersi riconosciuti ufficialmente come italiani. Tra queste (ne parla Wired qui) la perfetta conoscenza delle sagre religiose e delle feste di santi e patroni italiani. Non solo: "dovranno padroneggiare con la massima competenza storia e tradizioni italiane dall’antichità a oggi, snocciolare le principali festività del paese, dimostrarsi competenti nella musica, nei costumi enogastronomici e nell’immancabile presepe. Praticamente una laurea in etnoantropologia della penisola italica."

Ecco, adesso pensate a un ragazzino di dieci anni che si presenta alla commissione che dovrà valutare se sia "degno" o meno di essere italiano e che si sente fare domande sulla sagra degli asparagi di Monte Colombo o la fiera del tartufo di sant'Agata Feltria, e provate a non incazzarvi.

Naturalmente si dà per scontato - una delle condizioni è la conoscenza storica di tutto ciò che è successo nella penisola italica dall'antichità a oggi - che i leghisti che hanno scritto tali emendamenti siano tutti degli Alessandro Barbero e mastichino di storia allo stesso modo in cui masticano salsicce e cipolle ai raduni della Lega.

Quando leggo questa cose non solo m'incazzo, ma mi vergogno di essere italiano e mi vergogno del fatto che chi appoggia queste porcherie razziste abbia la mia stessa cittadinanza, porcherie scritte oltretutto dagli adepti di un partito capeggiato fino a pochi anni fa da un figuro condannato per vilipendio alla bandiera dopo aver affermato che lui col tricolore ci si puliva il culo.

A volte, e non scherzo, mi vergogno di vivere in questo paese.

domenica 21 novembre 2021

Vorrei la pelle nera

Se ascoltate i dieci minuti che vanno dal minuto 27 circa in avanti, il genetista e biologo Guido Barbujani spiega perché, in generale, la fiducia nella scienza sia drasticamente calata, nell'arco di appena due anni, a cominciare dallo scoppio della pandemia a oggi. C'entra la televisione, naturalmente, ma anche gli scienziati ci hanno messo del loro.

Altre due cose interessantissime apprese da questa appassionante conferenza di Barbujani è che fino a 5-6000 anni fa tutti gli europei avevano la pelle scura e gli occhi chiari (pensate se lo sapesse Salvini); l'arrivo, tra i sei e settemila anni fa, di un'ondata migratoria, composta di persone con la pelle chiara partita dall'Anatolia e da quella parte di Medioriente, ha portato la pelle chiara in Europa. Paradossalmente, quindi, (sempre pensando a Salvini), oggi in Europa abbiamo la pelle chiara grazie agli immigrati. L'altra cosa interessante, probabilmente più nota, è che oggi si è stabilito scientificamente, con certezza, che il concetto di razza applicato agli uomini non ha senso; lo ha per i cavalli, i cani, le tartarughe ecc., per l'uomo no. Questa cosa l'aveva già capita Einstein, che pure non era un genetista, quando, fuggito in America negli anni Trenta perché in Germania cominciava a tirare una brutta aria, al doganiere che all'arrivo gli chiedeva di quale razza fosse, Einstein rispose che apparteneva alla razza umana.

Per circa due secoli, a partire da Linneo in qua, antropologi e biologi si sono accapigliati tra loro per cercare di stabilire i criteri con cui definire le razze umane senza mai riuscire a venirne a capo. Finché si è definitivamente capito che, nel caso nostro, il concetto di razza non può essere applicato; si può semmai parlare di differenze biologiche.


domenica 20 giugno 2021

Giornata mondiale del rifugiato

Oggi è la Giornata mondiale del rifugiato e mi è casualmente venuto in mente che, giusto ieri, Roberto Mercadini aveva pubblicato un video dove, con un paio di surreali esempi, aveva messo in luce la stupidità del noto ritornello "tu quanti ne hai accolti a casa tua?" Ritornello molto in voga tra un certo tipo di pubblico e di elettorato. E l'ha fatto con le ormai note sagacia e ironia.

sabato 20 marzo 2021

Salvini (forse) a processo

Non c'è da esultare più di tanto del fatto che la procura di Palermo abbia chiesto il rinvio a giudizio di Salvini per il caso Open Arms. In primo luogo perché si tratta appunto di una mera richiesta, basata su una serie di elementi che la procura considera sufficienti a reggerla. In secondo luogo perché ora la palla passerà al GUP, il qualche dovrà esaminarla e valutare se gli elementi portati sono sufficienti per mandare Salvini a processo. In caso non fosse così, Salvini non andrebbe a processo e la faccenda sarebbe chiusa. 

In ogni caso, se anche Salvini fosse mandato a processo (cosa che lo scrivente comunque si augura), ci sarebbe poco da esultare e molto da interrogarsi su eventuali responsabilità morali collettive. Salvini non è stato messo nella stanza dei bottoni da un ineluttabile volere divino, ma dai milioni di italiani che lo hanno votato. E se un paese sedicente civile e democratico manda al potere un personaggio ignobile di tal fatta, due domande su cosa è diventato è bene che se le faccia.

sabato 2 gennaio 2021

Miserie

Scriveva Guccini: "Quando sono di umore nero, allora scrivo, frugando dentro alle nostre miserie". Mi è venuta in mente questa cosa delle miserie leggendo ciò che è successo in Liguria dopo che Giovanni Toti ha dato il benvenuto ai primi nati sul suolo ligure dopo la mezzanotte del trentuno, tra cui una bimba nata da genitori nigeriani. Toti si è azzardato a postare su facebook "Benvenuti ai nuovi liguri" per salutare l'arrivo di questi bambini. Apriti cielo!

Esponenti leghisti si sono rivoltati, indignati. "Non si può definire italiano, né ligure, chi nasce sul nostro territorio da genitori stranieri. Auguri e benvenuti a tutti i nuovi nati del 2021 in Liguria, ma ribadiamo che per essere italiani e liguri sia necessario intraprendere un percorso ben definito" ha sentenziato un esponente della lega ligure. 

Chissà cosa prevede questo percorso? Forse imparare a usare i congiuntivi come il Trota o usare il tricolore per pulirsi il culo come faceva Bossi? Oppure un buon piazzamento in una gara di rutti a un simposio leghista? Una buona chance potrebbe essere postare video su YouTube in cui si canta di napoletani colerosi come faceva Salvini? Ci spieghi, l'esponente leghista, cosa prevede questo percorso, perché da queste parti si è curiosi.

martedì 1 dicembre 2020

Rosa Parks e oggi

Rosa Parks, il primo dicembre 1955, in una cittadina dell'Alabama, si rifiutò di cedere il posto su un autobus a un bianco, come prevedeva la legge (qui trovate tutta la storia), innescando così quella che sarebbe diventata una delle più grandi battaglie per l'uguaglianza e i diritti civili negli USA, che avrebbe portato la Corte Suprema, un anno dopo, a dichiarare incostituzionale la legge che subordinava la possibilità di sedersi su un mezzo pubblico alla razza. 
Una sessantina di anni dopo, un "politico" italiano chiedeva che a Milano fossero attrezzati mezzi pubblici con posti riservati solo ai milanesi.

domenica 2 agosto 2020

La versatilità dei migranti

I migranti sono il jolly che può fare vincere qualsiasi mano, il capro espiatorio su cui convogliare il rancore, la paura e l'insoddisfazione generalizzata le cui cause sono da addebitare a tutto tranne che a loro. Così, di volta in volta, a seconda del problema contingente, li si può incolpare del tasso di criminalità del paese, della mancanza di lavoro, della crisi economica, di inesistenti invasioni, di infondati progetti di sostituzioni etniche e quanto di più fantasioso offra il mercato.
L'ultima colpa che hanno, in attesa della successiva, è di essere responsabili dell'aggravarsi, in alcune zone d'Italia, della pandemia che tutti, stupidamente, credevamo esserci messa ormai alle spalle.
Il ragionamento non fa una grinza, se ci pensate; nell'ultimo periodo c'è stato un aumento degli sbarchi e vuoi che tutta 'sta gente che arriva non ci porti altro virus? Se in autunno, come molti esperti temono (sperando che si sbaglino), ci sarà un riaggravarsi della situazione con annesse altre restrizioni, di chi sarà la colpa? Dei migranti arrivati sugli ultimi barconi, è naturale, mica dell'esercito di incoscienti che in ogni parte dello stivale avrà trascorso l'estate fregandosene bellamente di mascherine, distanziamenti e di ogni basilare regola di prevenzione contro il virus, sapientemente aizzati da politicanti (uno in particolare, sempre quello) che si vantano di apparire sui media senza mascherine e in spregio a qualsiasi forma di cautela.
Chi se ne frega? Tanto ci sono i migranti, possiamo stare tranquilli, la colpa sarà comunque loro.

sabato 25 luglio 2020

Oltre il limite


Ogni tanto mi chiedo se la stupidità umana abbia limiti. Mi dico di sì, che c'è un limite oltre il quale non è possibile andare. Poi vedo cose come questa, una protesta leghista contro l'arrivo di migranti potenziali portatori di coronavirus, e mi tocca ricredermi. Il problema è che piano piano ci si abitua a tutto, si digerisce tutto, anche la stupidità senza limiti.

sabato 6 giugno 2020

Razzismo ed economia

Da quel poco che so, il razzismo non si batte con un'economia forte ma con l'educazione, che non sono le buone maniere ma l'insegnamento fin da piccoli che la discriminazione sulla base del colore della pelle non ha senso. Nessuno nasce razzista, i bambini giocano spontaneamente con chiunque, finché sentono poi i genitori o i più grandi dire: "Mah, quello è di colore, meglio che non ci giochi." Lì comincia il disastro educativo che origina poi persone come Trump.

sabato 30 maggio 2020

George Floyd e l'omicidio involontario

Alla fine, il poliziotto implicato nella morte di George Floyd è stato arrestato e incriminato dal procuratore di Minneapolis per omicidio di terzo grado. L'omicidio di terzo grado, nell'ordinamento penale del Minnesota, si configura quando, "senza intenzione di uccidere, si provoca la morte di un’altra persona compiendo un’azione crudele e molto pericolosa per gli altri, mostrando di non avere riguardo per la vita umana."

La famiglia della vittima aveva chiesto l'incriminazione per omicidio volontario (primo grado), ma l'avvocato che la assiste ha dichiarato che l'accusa non avrebbe retto in tribunale perché si sarebbe dovuto dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che il poliziotto aveva realmente l'intenzione di uccidere George Floyd, ad esempio estraendo la pistola e sparandogli a sangue freddo. In più, l'autopsia ha dimostrato che la vittima soffriva di patologie pregresse e già prima della tragedia aveva lamentato difficoltà respiratorie.

In sostanza, per la legge di quello stato la violenza del poliziotto sull'uomo è stata una delle cause che ha contribuito al verificarsi del suo decesso, ma non quella determinante. Questo, naturalmente, sminuisce solo in parte la sua responsabilità, tanto è vero che, qualora l'accusa di omicidio di terzo grado venisse provata, il poliziotto rischierebbe fino a 25 anni di carcere.

Ho provato a guardare il video integrale dell'intervento della polizia, che dura poco più di una decina di minuti, ma dopo tre minuti ho smesso perché mi ha dato fastidio, e ho pensato come in certi casi il confine che delimita la volontarietà di un'azione dalla sua involontarietà sia talmente sottile da apparire difficilmente individuabile. Il poliziotto ha tenuto per dieci minuti il suo ginocchio sul collo dell'uomo (disarmato, oltretutto) e ha continuato a esercitare la pressione del peso del suo corpo non solo quando questi gli ha detto a voce, più volte, di non riuscire a respirare, ma anche quando era ormai esanime a terra.

Già è difficilmente comprensibile come l'agente non abbia allentato la pressione quando George Floyd (già ammanettato, tra l'altro) gli diceva di non riuscire a respirare, ma il fatto che abbia continuato imperterrito a tenerlo bloccato per tutti i lunghissimi minuti in cui il poveretto era ormai privo di coscienza come si concilia con la non intenzionalità di uccidere prevista nell'omicidio di terzo grado? Ecco perché dicevo che il confine che separa la volontarietà di un'azione dalla sua involontarietà è talmente sottile da essere a volte difficilmente individuabile. E io, in questo caso, fatico a vederla.

domenica 1 marzo 2020

Quando gli altri siamo noi

Le recenti restrizioni e interdizioni all'ingresso in altri paesi di persone italiane o provenienti dall'Italia, sono l'ennesima dimostrazione della stupidità del razzismo e della chiusura di porti e confini. Perché la storia, quella storia che pochi oggi conoscono, insegna che nel decorso delle vicende umane la ruota gira sempre. I fautori dell'ostracizzazione degli africani ieri e dei cinesi oggi, che da un giorno all'altro si sono ritrovati a essere a loro volta ostracizzati, come sta succedendo in questi giorni, non sono che l'ultimo esempio.

Al tragico si aggiunge poi sempre il ridicolo, oggi espresso da quella patetica macchietta a capo dell'opposizione che prima che il contagio arrivasse in Italia equiparava, con quell'altezzosità e ignoranza da primo della classe, il coronavirus alla peste e al colera e strillava di chiusure di confini, blocco di aerei, di navi, salvo poi fare retromarcia ("È solo un'influenza!") quando, dopo l'arrivo del contagio in Italia, in particolar modo nel tanto amato nord Italia, ad alzare muri sono stati gli altri.

Difficile dire se, alla fine, i danni maggiori li faranno l'epidemia o certi politici.

sabato 29 febbraio 2020

Le considerazioni più intelligenti ascoltate finora riguardo al coronavirus

In particolare, i due passaggi più interessanti riguardano il modo in cui spiegare il coronavirus ai bambini e, verso la fine del video, le considerazioni su chi siano i veri "untori", se quelli che fisicamente trasmettono il contagio o quelli che invece sfruttano l'epidemia per raccattare miseramente qualche voto in più. Naturalmente è facile capire a chi si riferisce Galimberti.

Lonesome Dove

Alcuni critici hanno sostenuto che se nella vita si vuole leggere un solo romanzo western, deve essere questo. Ambientato tra il 1876 e il 1...