Visualizzazione post con etichetta antitrust. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta antitrust. Mostra tutti i post

giovedì 19 novembre 2009

Mediaset contro la chiavetta Sky

Ricordate la chiavetta Sky? quella che una volta infilata nell'apposito decoder HD consentirà (salvo sorprese) di vedere pure i canali in chiaro del digitale terrestre? La guerra da tempo in corso tra la società di Murdoch e quella di Berlusconi si è arricchita di un nuovo capitolo. Mediaset ha infatti presentato ricorso all'antitrust contro la "maledetta" chiavetta di Sky.

Tra le giustificazioni all'iniziativa si legge:

«la normale risposta a un'iniziativa anti-concorrenziale». A sintetizzare così la posizione dell'azienda è stato il vicepresidente, Pier Silvio Berlusconi, a Montecarlo per lanciare i nuovi pacchetti di cinema e l'offerta di film on demand di Premium. «Riteniamo l'esposto all'Antitrust giusto, addirittura doveroso - ha spiegato Pier Silvio Berlusconi - per tutelare gli interessi di Mediaset, ma anche dei consumatori finali, visto che con la chiavetta Sky offrirà solo un'offerta parziale del digitale terrestre».

Mediaset prosegue:

«La digital key - ha aggiunto il consigliere di amministrazione Mediaset Gina Nieri - è un'ulteriore verticalizzazione della loro piattaforma: è il tentativo di mantenere nel mondo satellitare con lo stesso telecomando anche coloro che vogliono vedere il digitale terrestre. Dunque non è un elemento di libertà, ma di mantenimento dei clienti dentro la propria piattaforma, per di più senza permettere loro di avere l'interattività nè l'offerta a pagamento del digitale terrestre».

L'attenzione e la preoccupazione da parte di Mediaset verso la libertà dei clienti è ammirevole, commovente quasi. Sarebbe stato bello che tale preoccupazione ci fosse stata quando Mediaset ha obbligato gli utenti della sua pay-per-view ad acquistare pacchetti aggiuntivi per poter continuare a vedere le singole partite.

Pay per view letteralmente significa “pagare per vedere”: questo era l’intento iniziale della carta prepagata Mediaset Premium e una delle ragioni del suo successo. Nessun abbonamento, nessuna rateizzazione, ma una carta da ricaricare periodicamente presso i negozi specializzati o le ricevitorie del lotto o anche tramite call center per poter di, volta in volta, pagare per fruire dell’evento televisivo desiderato. Così chi si serviva di Mediaset Premium solo sporadicamente, non era costretto a pagare una rata mensile per un servizio che di fatto restava inutilizzato, ma vedeva scalare il credito alla sua scheda prepagata solo all’atto dell’acquisto della trasmissione scelta.
Ora le cose sono cambiate: la tesserina prepagata, innanzitutto, ha mantenuto la caratteristica di essere a tempo (scade dopo un periodo prefissato) ma negli anni ha visto impennarsi i suoi costi. Oggi si acquista a un prezzo iniziale di 39 euro grazie ai quali si fruisce di un mese di visione di tutto il mondo Mediaset Premium. “Solo un assaggio” come ci dicono dall’ufficio stampa di Mediaset. Allo scadere del trentesimo giorno, infatti, l’incanto scompare. La novità è che non basta più ricaricarla per poter acquistare una partita di calcio specifica, ad esempio, al prezzo di 8 euro o il film tanto atteso a 6 euro. È necessario acquistare un Pass Gallery dalla durata variabile: senza la sottoscrizione di questa speciale offerta, la prepagata è inutilizzabile.
Solo per fare un esempio: per poter vedere un match di calcio, è necessario caricare sulla prepagata un Pass Gallery della durata di 4 mesi (l’unico in commercio in questo momento a 49 euro, mentre i Pass della durata di 3 o 6 mesi sono stati ritirati); a cui poi va aggiunto il costo della partita (8 euro, per l’appunto).
[...]
Facendo un po’ di conti, salta subito all’occhio che il sistema pay per view si è trasformato e di certo non in favore del cliente che non segue tutto il campionato.
Non per nulla Mediaset Premium incoraggia l’acquisto della Easy Pay, la formula abbonamento annuale vera e propria, pubblicizzata a prezzi vantaggiosi e, a ben guardare, più convenienti rispetto alla prepagata. Se il prezzo di partenza della carta è lo stesso, 39 euro, fino al 31 agosto si poteva acquistare il pacchetto completo, Gallery più Calcio, con una quota bimestrale di 38 euro (da settembre si è tornati a 48 euro al mese).
Sia che si acquisti una formula prepagata, sia che ci si affidi alla Easy Pay, gli utenti denunciano su blog, forum e via mail, la scomparsa della formula pay per view che dava la possibilità di utilizzare la scheda ricaricandola come si fa con i telefoni, scegliendo il momento migliore per comprare la visione di un film o di una partita, esattamente come si fa quando si decide di godere di una prima visione al cinema o allo stadio, senza l’obbligo di sottoscrivere un abbonamento.
Ma, si sa, tutte le cose belle finiscono. Specie quando non c’è concorrenza. (fonte)

La soddisfazione degli utenti di Mediaset Premium, all'epoca, è stata talmente tanta che ha riempito blog e forum in tutta internet. Alcune manifestazioni di gioia le trovate qui, per tutte le altre potete spulciare un po' Google.

martedì 17 febbraio 2009

Un euro e mezzo di multa

Le cronache di ordinaria vergogna, hanno riportato ieri che Tim e Vodafone sono state multate dall'Agcom "per modifica unilaterale e sistematica dei piani tariffari senza fornire adeguate informative al consumatore".

Niente di nuovo sotto il sole; in pratica le due compagnie secondo l'Antitrust ritoccavano (ovviamente verso l'alto) le tariffe senza avvisare in modo chiaro l'utenza.

La cosa curiosa sono le enfatizzazioni dell'entità della multa che si trovano nei notiziari: addirittura 500.000 € sia per Tim che per Vodafone: una cifra stratosferica si direbbe. Meno male che qualche blogger che ci capisce di telefonia - e che rende più chiare le proporzioni della multa - c'è ancora.

giovedì 28 febbraio 2008

Ennesima multa a Microsoft da parte dell'Antitrust europea

Sinceramente non so se valga la pena scrivere un post ogni volta che l'azienda di Bill Gates (foto) si becca una multa per abuso di posizione dominante, anche perché la cosa comincia a diventare ripetitiva e assume sempre di più la dimensione di un dialogo tra sordi.

L'ultima in ordine di tempo se l'è comunque beccata ieri, per un importo che si aggira sugli 899 milioni di euro. Che sommati a quelli delle sanzioni precedenti a partire dal 2004, quando tutta la vicenda ha avuto inizio, fanno un totale di 1,68 miliardi di euro (non lasciatevi impressionare, si tratta sempre di una minima percentuale della media del fatturato globale annuo di Microsoft).

I motivi sono sempre quelli: zio Bill non ne vuole sapere di rendere pubbliche le specifiche di Windows, e quando lo fa, è a prezzi difficilmente sostenibili per i competitor che vogliono scrivere software pienamente compatibile coi suoi sistemi. Con la conseguenza che tutto il discorso sulla tanto strombazzata interoperabilità se ne va a ramengo.

Difficile dire, visto il tormentato rapporto che da anni intrattiene con le corti Antitrust di molti paesi (sulle vicende M$/UE c'è questo particolareggiato articolo di Repubblica), se zio Bill abbia imparato la lezione una volta per tutte. Così, a occhio, pare di no.

martedì 25 settembre 2007

Utente 1 - Windows 0

Il giudice del tribunale di Puteaux (Francia), che ha riconosciuto il diritto di un utente al rimborso di un Windows inutilizzato, preinstallato sul laptop Acer appena acquistato, deve essere stato sicuramente ispirato dall'aria che tira in Europa in questo periodo nei confronti di Microsoft.

La storia dell'intraprendente Antoine G. è riportata anche da Le Monde (qui), ed è una di quelle a cui ormai siamo abituati, questa volta però con un epilogo diverso dal solito.

Ovviamente - avrete capito - sto parlando dell'annosa questione dei software Microsoft preinstallati sui pc in vendita nei negozi, argomento del quale ho parlato spesso in passato (ci ho anche avuto a che fare); in pratica quello che forse è la massima rappresentazione del monopolio di zio Bill nell'ambito dei software per pc (non sto a spiegare nuovamente tutti i termini della questione, chi vuole approfondire può dare un'occhiata qui).

Per rendersi conto della situazione è sufficiente andare in un qualsiasi negozio di computer e dare un'occhiata al sistema operativo preinstallato in quelli esposti in vendita. Il bello è che il diritto al rimborso di un Windows non utilizzato è espressamente previsto da Microsoft nel suo contratto di licenza. Uno di quei casi in cui tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.

I pochi utenti che hanno infatti provato a far valere questa clausola del contratto, hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per vedersi riconosciuto il diritto a non trovarsi Windows tra i piedi se non lo si desidera, e molti hanno anche rinunciato.

Speriamo che la sentenza di questo tribunale faccia rumore e sia la prima di una lunga serie. Per ribadire il sacrosanto diritto di ogni utente a non dover pagare per qualcosa che non si vuole.

martedì 18 settembre 2007

Maxi multa Microsoft, dettagli e conclusioni

Come vi avevo accennato in un post precedente, avevo intenzione di scrivere un articolo più dettagliato sulla questione della decisione dell'antitrust europeo contro Microsoft, ma visto che c'è chi l'ha già fatto in maniera impeccabile, con argomentazioni che condivido perfettamente, non mi resta che rimandarvi lì.

lunedì 17 settembre 2007

Zio Bill cade per la seconda volta

No, non si tratta dell'evocazione di una stazione della via Crucis, anche se per zio Bill più via Crucis di così non potrebbe essere. Mi sto ovviamente riferendo alla sentenza della Corte d'Appello dell'antitrust europeo che ha confermato oggi la prima sentenza emessa nel 2004.

Di fatto Microsoft è stata riconosciuta colpevole di comportamento scorretto e abuso di posizione dominante per quel che riguarda la libera concorrenza nel campo dei software e dei sistemi operativi.

La cosa è di un certo interesse per chi come me si interessa un pò a tutto ciò che ruota attorno al mondo dell'informatica. Adesso vado un pò di corsa; appena avrò un pò di tempo pubblicherò un articolo un pò più dettagliato e alcune impressioni personali sulla vicenda. Per ora vi lascio a questo articolo di Zeusnews.

martedì 4 settembre 2007

Microsoft condannata dall'antitrust

E' di queste ore la notizia che Microsoft è stata condannata dall'antitrust americano al pagamento di 179 milioni di dollari allo stato dell'Iowa (maggiori dettagli qui) per abuso di posizione dominante e pratiche illecite adottate per mantenere tale posizione.

La causa era stata intentata ben 7 anni fa dal suddetto stato con la formula della Class-Action (una specie di denuncia collettiva esplicitamente prevista dal sistema giudiziario americano) assieme ad altri paesi: Kansas, Carolina del Nord, Nord e Sud Dakota, Tennessee e il Distretto di Columbia.

I rapporti tra gli enti che si occupano nei vari paesi del mondo di garantire il rispetto delle regole della libera concorrenza (antitrust) e l'azienda di Redmond non sono sempre stati (e non sono tuttora) idilliaci. Contenziosi e processi sono in corso un pò in ogni angolo del pianeta e anche l'Unione Europea in questo senso non sta certo a guardare (è del 2004 la condanna in primo grado al pagamento di 497 milioni di euro per abuso di posizione dominante in seguito alla nota questione del lettore multimediale Windows Media Player).

Che zio Bill già da un pò non faccia più il bello e il cattivo tempo per quanto riguarda sistemi operativi e formati è ormai assodato, e, come dimostra questa sentenza, non può che far piacere il fatto che qualcosa cominci a muoversi anche per quanto riguarda legalità e rispetto delle regole della libera concorrenza.

Due Kit Carson

Cosa che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...