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martedì 5 aprile 2022

Stefano Cucchi

Alla fine la tragica vicenda di Stefano Cucchi, di cui ho ripetutamente scritto in passato, si è chiusa, con la Cassazione che ha messo la parola fine a 12 anni di insabbiamenti, tentativi di depistaggi e tutto il resto, riconoscendo che il ragioniere romano è morto perché è stato ucciso. Sono soddisfatto, ma è una soddisfazione grama che si scontra con l'assurdità di tutta la vicenda.

Sono contento soprattutto per la sorella Ilaria, che in questi anni si è battuta con l'ostinazione e la "tigna" di chi sa la verità e vuole che questa verità venga riconosciuta e certificata. 

Non dev'essere stato facile per lei e non so quanti sarebbero stati in grado di fare lo stesso. Ha avuto contro parte della politica, della stampa, dell'opinione pubblica. Ci ricordiamo tutti le dichiarazioni dei vari Salvini, Giovanardi e compagnia cantante, così come tutti ricordiamo i titoli di Libero, Giornale e altri nel trattare la vicenda. 

Alla fine la verità è stata certificata, e nessuno di quelli che in questi anni hanno vomitato odio contro la vittima e i suoi familiari si vergognerà, perché viviamo in un paese dove tutto passa e tutto si dimentica in fretta, molto in fretta.

venerdì 15 novembre 2019

Ilaria Cucchi


Ci sono voluti dieci anni ma alla fine giustizia è stata fatta, e gli sbagli di chi ha sbagliato sono stati svelati e certificati. E averne di sorelle così, che per dieci anni lottano contro tutto e contro tutti pur di ottenere giustizia. Lottano contro i muri, i depistaggi a tutti i livelli, i bastoni tra le ruote, l'omertà scambiata per spirito di cameratismo, le battute stupide e gravide di insinuazioni dei Giovanardi, dei Salvini e di tutti quelli che in questi dieci anni hanno strumentalmente cercato di dare a intendere che Stefano Cucchi è morto di droga e non massacrato di botte da funzionari dello Stato.

Giustizia è stata fatta, anche se ogni attore di questa tragedia ha, alla fine, avuto da perdere qualcosa. E dobbiamo anche ringraziare questa donna, perché da oggi, grazie a lei, forse siamo un paese un po' più civile.

martedì 15 marzo 2011

Tanti saluti


"Cucchi? Morto perché drogato".

Le adozioni gay? "esploderebbe la compravendita di bambini e bambine".

Aldrovandi? "Un eroinomane".

"Scienza e biotecnologie possono togliere ai figli il diritto di nascere all'interno di una comunità d'amore, con una identità certa paterna e materna".

"Ci sono certezze che ad abbattere l'aereo [DC9 di Ustica, ndr] fu una bomba e non un missile".

Queste sono le prime che mi vengono in mente. Oggi il mitico Giovanardi ha annunciato le sue dimissioni da sottosegreterio, perché con i tagli di Tremonti non è in grado di esercitare la sua delega. A occhio e croce direi che non tutto il male viene per nuocere.

giovedì 17 giugno 2010

Dalla Diaz a Cucchi

Due notizie di cronaca, di cui in passato mi sono più volte occupato qui sul blog, meritano di essere segnalate. La prima è la condanna in appello a un anno e 4 mesi dell'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro. "Istigazione alla falsa testimonianza nei confronti dell'ex questore di Genova Francesco Colucci nel processo per l'irruzione alla Diaz del G8 nel 2001", hanno sentenziato i giudici.

I fatti sono noti, e si riferiscono a quella che è passata alla storia come l'irruzione delle forze dell'ordine nella scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001; blitz che nelle intenzioni della Polizia doveva servire a stanare i pericolosi capi dei famigerati black bloc. Peccato che all'interno della scuola dei famigerati scalmanati non vi fosse neppure l'ombra, visto che vi avevano trovato riparo per la notte solo alcuni pacifici manifestanti su cui, purtroppo, si è abbattuta la furia delle forze dell'ordine.

Assieme a De Gennaro è stato condannato anche Spartaco Mortola, all'epoca capo della Digos di Genova e attualmente vice questore a Torino. Ora, sia ben chiaro, questa non è una sentenza definitiva - manca ancora la Cassazione -, ma così, come pensiero mio personale, non so in quanti altri paesi in cui si verificasse una vicenda simile, gli alti funzionari coinvolti sarebbero ancora al loro posto. Naturalmente si tratta di una visione, la mia, diametralmente opposta a quella di Maroni.

L'altra notizia che vi volevo segnalare riguarda il caso Cucchi. I pm titolari dell'inchiesta per la morte del giovane geometra romano hanno infatti chiesto che siano processati, a vario titolo e con accuse diverse, 13 persone tra medici, infermieri e agenti penitenziari coinvolti nella vicenda. Ora su questa richiesta dovrà pronunciarsi il giudice dopo aver esaminato gli atti. Se darà parere favorevole, ci sono serie possibilità che su uno dei casi più oscuri e inquietanti di persone decedute nelle mani dello stato sia fatta finalmente piena luce.

venerdì 30 aprile 2010

Risolto l'enigma Cucchi: non è stato ucciso da nessuno

Alla fine la verità è venuta a galla. Tutti pensavano che il povero Stefano fosse stato ucciso, e invece non è così. O meglio, è così ma non formalmente, tanto è vero che nessuno degli imputati è stato rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio. L'avvocato della famiglia Cucchi "esprime soddisfazione", ma, sinceramente, non riesco a condividere questa soddisfazione per le decisioni dei pm.

E' vero, i medici che non l'hanno curato ("bastava un cucchiaino di zucchero per salvarlo") sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di abbandono di incapace, che prevede una pena più severa dell'omicidio colposo ipotizzato inizialmente (8 anni di reclusione invece di 5), ma il fatto che alle guardie carcerarie l'iniziale omicidio preterintenzionale sia stato tramutato in "lesioni e abuso di autorità" a me dà parecchio da pensare. Insomma, in fin dei conti stiamo sempre parlando di una persona che è entrata nella "macchina" dello stato perfettamente in salute e ne è uscita orizzontale.

giovedì 29 aprile 2010

Stefano Cucchi, rianimato tre ore dopo la morte

Ricordate la vicenda di Stefano Cucchi? Gli atti dell'inchiesta sono da ieri pubblici. Leggete cosa dice Ignazio Marino, senatore del Pd e presidente della commissione parlamentare d'inchiesta che indaga sul decesso del giovane:

Dal punto di vista personale [...] è evidente, e lo dico senza alcun sarcasmo perchè si tratta di qualcosa di drammatico, il fatto che Cucchi ha subito dei traumi senza i quali non si sarebbe in qualche modo avviata la sequenza di eventi che ha determinato il ricovero, il suo rifiutare cibo e acqua, e il determinarsi di quella condizione clinica che ha portato al decesso, a quel punto che i nostri periti hanno definito 'di non ritornò presumibilmente il 21 di ottobre.

Ma sentite questa, sempre dall'articolo del Gazzettino:

intorno alle 6,05 del 22 ottobre», mostrava «una rigidità dei muscoli del collo e una incipiente rigidità dell'articolazione temporo-mandibolare», segni «di un incipiente rigor mortis» che «secondo l'esperienza comune, si manifestano nel corso di due o tre ore rispetto al momento in cui il soggetto è morto. Pertanto pensiamo che il paziente fu rianimato per precauzione e non perchè ancora vivo e che probabilmente la sua morte si deve a due o tre ore prima» e «probabilmente anche il medico che amministrava queste misure sapeva già che il paziente era morto e da tempo.

Scusate, vado con metilparaben a vomitare.

sabato 31 ottobre 2009

Martellando il silenzio

Perchè in questo Paese può andarsene in giro libera e bella gente come Corona, possono girare indisturbati ladri, assassini, camorristi, pirati della strada e uno che ha spacciato un po' di fumo non esce vivo dalla galera? Perchè il suo cadavere viene restituito alla famiglia pelle e ossa, 37 chili come in lager, con un occhio rientrato nell'orbita, la mandibola sfondata, le costole fracassate, i buchi nella schiena? Perchè tutti fanno a scaricabarile e così si tutelano gli uni con gli altri? Perchè nessuno, proprio nessuno, vuole parlare? È ragionevole, per un massacro del genere, ipotizzare l'omicidio preterintenzionale e non la precisa volontà di annientare, di ammazzare? E perchè questa volontà, perchè tanta furia con un giovane sbandato, un nessuno che non faceva del male a nessuno, uno che per gli standard attuali della società era innocuo come una zanzara? Per quante mani è passato Stefano Cucchi prima di lasciarci la pelle? Voleranno gli stracci? Pagherà mai qualcuno? E quando? Non c'è differenza tra l'assurdo di un piccolo spacciatore massacrato in carcere e l'assurdo di un camorrista freddato in strada da altri camorristi: nel finisterre senza diritti, l'idea stessa della giustizia e del castigo è avulsa, è rimossa. Da un obbrorio ne discende un altro, e un altro, e mille altri in una catena infernale. Noi abbiamo smesso da un pezzo di credere alla giustizia, non ci sentiamo al sicuro in noi stessi, nel nostro Paese, nelle nostre istituzioni. Possiamo solo sperare di non cadere preda di queste istituzioni, che possono fare di noi carne di porco. Ma una cosa vorremmo fosse fatta, da tutti quelli che in un modo o nell'altro hanno possibilità di comunicare, di fare informazione, da un giornale, un microfono, un blog: continuare a martellarle, queste domande, ossessivamente, senza stancarsi, fino a ricevere almeno una risposta che non sia indecente. E se invece otterremo solo silenzio, anche quella sarà una risposta. Un silenzio non d'oro, ma di schiuma.

Massimo Del Papa.

venerdì 30 ottobre 2009

Il terzo è Stefano Cucchi

Ho già parlato, in passato, di due casi che in qualche modo si richiamano a quello di Stefano di questi giorni: Federico Aldrovandi e Aldo Bianzino. Quello di Stefano è quindi il terzo, in ordine di tempo, che oltre a trovare (giusta) evidenza sulle cronache nazionali, presenta alcune analogie coi precedenti.

Si tratta, in sostanza, dell'ennesima storia inquietante di morte inspiegabile dopo un arresto. La notizia, come dicevo, è uscita dall'ambito locale romano ed è diventata di dominio nazionale. Sono partite pure interrogazioni parlamentari per cercare di capire cosa è successo, e come è possibile che un giovane di 31 anni, perfettamente sano al momento dell'arresto, non faccia più ritorno a casa.

Penso che sia giusto insistere e dare il più possibile visibilità a queste storie. Per due motivi: spingere perché la verità venga fuori e avere ancora la certezza di potersi fidare delle forze dell'ordine e dello Stato.

Qui, qui e qui trovate alcuni articoli sulla vicenda, mentre qui sotto ci sono le testimonianze di alcuni familiari pubblicate sul blog di Beppe Grillo.

Due Kit Carson

Cosa che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...