"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
mercoledì 9 luglio 2025
Genitori amici dei figli?
domenica 19 marzo 2023
Vittime della storia
martedì 25 ottobre 2022
Matrimoni (economici)
venerdì 10 giugno 2022
Il capofamiglia
Le missive indirizzate al capofamiglia, fatte recapitare dalla Lega nelle cassette della posta dei residenti a Verona in vista del voto di domenica prossima, sono un eloquente esempio di cosa è la Lega: un insieme ben amalgamato di ignoranza e di retaggi culturali e sociali che affondano le radici in un ormai anacronistico patriarcato.
La figura del capofamiglia, tanto cara alla Lega, non esiste infatti più da quando, nel 1975, è stato riformato il Diritto di famiglia con la legge n. 151, che ha riequilibrato i diritti tra uomo e donna all'interno del nucleo familiare e ha spazzato via la figura appunto del capofamiglia, eredità dall'antico paterfamilias del diritto romano.
Una ignoranza, quella tipica leghista, non solo relativa agli articoli del codice civile attuale che regolano e definiscono il concetto di famiglia, ma anche relativa alla composizione dei nuclei familiari odierni. Secondo l'Istat, infatti (dati 2020), oggi il 33,3 per cento delle famiglie censite nel nostro paese è composto da una persona sola, la quale persona, da oggi, può fregiarsi del titolo di capofamiglia.
giovedì 2 giugno 2022
Parlare di sesso a scuola
giovedì 28 aprile 2022
Doppio cognome
giovedì 30 settembre 2021
Amalia Signorelli
Come ho già scritto più volte su queste pagine, mi sono sempre risultate estremamente affascinanti le persone con una competenza, in qualsiasi campo. Da qualche tempo sto seguendo su YouTube, con un certo interesse, Amalia Signorelli, che è stata (è morta qualche anno fa) una accademica e una delle maggiori antropologhe italiane. Perché amo le persone competenti e preparate? Perché, nella stragrande maggioranza dei casi, dicono cose che vanno contro il senso comune, smontano i pregiudizi, le convinzioni stantie, le idee sedimentate e spesso incancrenite con cui amiamo trastullarci e dalle quali ci sentiamo confortati.
La chiacchierata tra lei e Corrado Augias che ripubblico qui sotto risale a qualche anno fa, e precisamente al periodo immediatamente precedente alla approvazione della legge che regolamenta le unioni civili, la cosiddetta legge Cirinnà. Come forse ricorderete, all'ultimo momento fu stralciato dalla legge l'articolo che prevedeva la possibilità di adozione del figlio del partner per le coppie omosessuali, perché signora mia, scherziamo, mica possiamo permettere uno scempio simile! E ve li immaginate quei poveri bambini come potrebbero crescere?
In realtà, come è dimostrato dall'esperienza di tutti i paesi in cui le copie omosessuali possono adottare figli (in Inghilterra questa possibilità esiste da più di vent'anni), il sesso dei genitori non c'entra assolutamente niente con l'equilibrio della crescita della prole, perché i figli hanno come bisogni primari e assolutamente inderogabili quelli di essere amati, seguiti; hanno bisogno di risposte ai loro bisogni, cure, attenzioni, e queste cose non c'entrano niente col sesso di chi gliele da.
La chiacchierata tra Amalia Signorelli e Corrado Augias abbraccia questo tema e anche altri, come l'annoso discorso sulla famiglia naturale (anche qui, quanti pregiudizi...) e il ruolo della religione nella determinazione dei convincimenti collettivi.
Ma ciò che più affascina della professoressa Signorelli sono la chiarezza e l'immediata simpatia che suscita il suo eloquio. Non sembra una docente universitaria di antropologia, di primo acchito sembra più la vicina di casa con cui si chiacchiera mentre si falcia l'erba.
sabato 11 settembre 2021
Genitori
sabato 10 aprile 2021
Figli sì o figli no?
Il tema è delicato, naturalmente, perché va a toccare la sfera della soggettività, dell'identità, dei valori e anche della visione della vita e del retaggio culturale che è proprio di ogni persona, aspetti sui quali io non mi sogno neppure di mettere becco. In linea generale, ed è abbastanza ovvio che sia così, chi ha figli tende a considerare inconcepibile l'idea che si possa non averne; chi invece non ne ha (qui mi riferisco ovviamente a chi non ne ha per libera scelta) ritiene che la vita abbia comunque perfettamente senso e pari dignità di chi ne ha.
Ammesso che la vita abbia un senso (la questione meriterebbe riflessioni a parte, quindi lascio stare), io tendo a trovarmi in sintonia con chi ritiene che non siano i figli a darglielo, che non sia l'essere madre (o padre, il discorso ha una sua plausibilità anche per gli uomini) a dare alla vita patente di completezza. Il senso che ogni persona dà alla propria vita credo sia definito da ciò che ognuno sente liberamente di voler fare, da ciò che riesce a realizzare, dai comportamenti che decide di attuare come riflesso delle proprie convinzioni e idee.
Alla luce di questo, mi riesce estremamente difficile comprendere perché una vita senza figli non debba avere senso o non possa essere completa, e tendo, correndo naturalmente il rischio di sbagliare, a pensare che questa idea sia niente di più che il lascito di un certo retaggio culturale piuttosto che un'idea fondata su basi razionali. La società odierna è figlia di una cultura storica di stampo patriarcale che ben conosciamo. Uno dei pilastri del fascismo, ad esempio, è stato quello di concedere alla donna una qualche considerazione sociale solo nella misura in cui partoriva prole, e questa idea non è sparita con la fine del fascismo ma, in maniera più o meno latente, è viva ancora oggi.
Si tratta di una visione che continua a essere mantenuta in vita, oggi che il fascismo non c'è più, almeno formalmente, dalla politica e dalla Chiesa, entrambi uniti con una sole voce a deplorare il gravissimo problema della denatalità e della catastrofe incombente come conseguenza, ed entrambi impegnati con solerzia a predicare le gioie insite nel fare figli (se non ricordo male, c'è pure un rituale che vede il papa ricevere e benedire pubblicamente, una volta all'anno, una famiglia numerosa in Vaticano).
Davanti a questo scenario, questi rituali e questa incessante propaganda, tutti volti a sottendere che la vita ha senso solo nella misura in cui si generano figli, è tutto sommato normale che tale idea abbia una vasta diffusione e sia largamente condivisa e accettata, che sia ancora metabolizzata come psiche collettiva, e temo che la strada da fare per uscire da questo modo di pensare sia ancora lunga e impervia.
giovedì 11 marzo 2021
Figlie che se ne vanno
lunedì 3 agosto 2020
Educazione e centro estivo
sabato 28 marzo 2020
Dinamiche familiari ai tempi del coronavirus
Ora ci si vede tutti i giorni, tutti e quattro, a colazione, pranzo e cena, eccetto i giorni in cui io lavoro. La cosa ha ormai assunto una propria normalità, adesso, ma i primi tempi questa sorta di riunione/ritrovamento sembrava piacevolmente strana, e ce lo si diceva. Quando tutto questo sarà finito e ognuno tornerà (si spera) alla vita di prima, può darsi che tra tutti i disagi e i patimenti creati dalla pandemia, ci si ricorderà anche di questi momenti piacevoli.
lunedì 4 novembre 2019
È normale avere due mamme?
venerdì 9 dicembre 2011
Libertà di scelta, però...
Dall'altra parte, però, mi metto anche nei panni dei genitori della ragazza. Insomma, diciamo che io sarei per lasciare la libertà di scelta a lei. Però...
giovedì 8 settembre 2011
Anche Babbo Natale, confronto a questi, aveva una sua logica
Poi, leggendo qua e là, si scopre che nottetempo (certe cose si fanno con discrezione) una manina ha modificato l'unica norma che poteva assomigliare a un sacrificio per la casta: quella che prevedeva il taglio del 50% delle indennità per i parlamentari col doppio lavoro. L'hanno portata al 20, e solo per la parte che eccede i 90.000 euro. In compenso, però, un punto percentuale di IVA l'anno aumentato, che in soldoni significa un aumento di 385 euro l'anno per una famiglia media - una a caso: quella dello scrivente - di quattro persone.
Bello, no?
sabato 2 luglio 2011
Chiuso per ferie

Il tenutario del blog e famiglia si concedono qualche giorno di meritato relax qui. Ci si risente tra una settimana, giorno più giorno meno.
domenica 5 giugno 2011
Voce di uno che grida nel deserto
Per il semplice fatto che stiamo parlando appunto del papa, massimo rappresentante di una chiesa e un tipo di cultura che sono rimasti ancorati irrimediabilmente a un tempo ormai andato di cui nessuno, o quasi, sente più nostalgia; e quindi dove sta la sorpresa nel sentire i suoi strali contro le coppie di fatto? Sorpresa ci sarebbe stata, semmai, nel caso avesse detto qualcosa di diverso.
Dove sta la sorpresa nel sentire - siamo nel 2011, pieno terzo millennio - che la famiglia vera è quella fondata esclusivamente sul matrimonio (cattolico, naturalmente) e tutto ciò che esula da questa condizione è male?
Certo, ad avere un po' di pazienza e di voglia si potrebbe prendere da una parte questo caro vecchietto e provare magari a spiegargli che per famiglia si potrebbe intendere, volendo, qualsiasi unione, con o senza figli, che contempli un legame di tipo affettivo. Magari si potrebbe provare a spiegargli che dire "dovete fare figli senza aver paura" è facile. Farlo per davvero è una cosa diversa, perché le incognite sono tante, e se una coppia decide di non averne non sempre (anzi quasi mai) è per egoismo, ma per mancanza di possibilità.
Insomma, si potrebbero spiegare tante cose, cose reali, della vita concreta di tutti i giorni, al vecchio Ratzinger, ma dubito che capirebbe. E così non resta che farsi una ragione delle sue parole; sopportare con pazienza e magari annuire controvoglia, come si fa con quelle persone di una certa età che ripetono sempre le stesse cose e che per amore del quieto vivere si sopportano appunto con pazienza.
sabato 3 luglio 2010
Settimana di respiro
Da oggi, e per tutta la prossima settimana, sarò in ferie dal lavoro. Una settimana di stacco e di meritata pausa, anche dal pc.Quindi niente post, aggiornamenti e articoli vari, eccetto qualche "twittata" che potrete leggere nella colonna qui a fianco. Se avrò voglia, tra una gitarella sull'Appennino qua attorno e l'altra scriverò magari qualcosa o pubblicherò qualche foto su Facebook. Se avete un account ci si vede lì, altrimenti quando tornerò a tutti gli effetti online.
Quando ci vuole ci vuole!
domenica 6 giugno 2010
Domenica...

Oggi metà Emilia Romagna (e non solo) si è riversata in spiaggia. Noi abbiamo preferito la Carpegna, passando la giornata al Parco delle Querce tra prati, ombra, pic-nic, chiacchiere, scala 40, libri e relax.
Alla fine non so chi si sia divertito di più...
domenica 2 maggio 2010
Stare a casa dopo il parto è un privilegio?
Ha seguito le polemiche per le sue dichiarazioni sul fatto di potersi permettere un rientro così rapido, a differenza di altre donne meno fortunate?
La gravidanza è una cosa unica, è proprio come dicono. Uno stato di beatitudine che dà una forza incredibile, che non conoscevo. Ti senti più forte di prima. Anch’io, come la D’Amico, ho più facilità di altre donne a tornare subito a lavorare senza trascurare mia figlia. Ma non vuol dire non essere una buona mamma, dovrebbero farlo tutte.
Però le donne normali che lavorano dopo il parto sono costrette a stare a casa.
Lo giudico un privilegio.
Un privilegio? Non è un diritto?
Una donna normale deve certo dotarsi di una buona dose di ottimismo, per lei è più difficile, lo so; so che è complicato conciliare il lavoro con la maternità, ma penso che siano poche quelle che possono davvero permettersi di stare a casa per mesi. Bisogna accettare di fare sacrifici.
Le reazioni, ovviamente, sono le più disparate. Eccone un paio prese dalla discussione:
Se mi paga l'asilo nido il latte artificiale i pannolini e la baby sitter che di notte si sveglia ogni tre ore se va bene ad allattarlo credo si possa fare!! E cmq i primi giorni di vita di tuo figlio nn tornano più io nn voglio perderli per nessun stipendio al mondo nemmeno il suo!!
* * *
non ci sono parole per commentare l'ennesima s*******a della MaryStar!!!!domani torno alle 8 ore lavorative e l'idea di lasciare la mia piccola per tutto questo tempo mi fa stare malissimo..........
in più così facendo la "neomamma" fa sembrare poco professionali le donne che di diritto restano coi propri figli per tutto il tempo necessario; tempo che in Italia è anche poco, rispetto ai paesi esteri dove la maternità è maggiormente tutelata.
un mio pensiero va alla sua piccolina, lasciata nelle mani di una baby sitter per garantire alla sua "mamma" una brillante carriera!!!Vabbè!!!
Da parte mia, che ovviamente mamma non sono ma che ci sono comunque passato due volte come padre, solo due telegrafiche riflessioni. La prima, che mi pare abbastanza elementare, è quella che non si capisce perché un diritto garantito dalla legge come quello di restarsene a casa col proprio figlio debba essere considerato un privilegio. E' chiaro che se una mamma ha la possibilità, e ritiene di poter tornare subito al lavoro avvalendosi magari dell'aiuto di qualche parente o di una baby-sitter, nessuno glielo impedisce. Ma chi non se lo può permettere, e usufruisce quindi del periodo previsto dalla legge, perché deve sentirsi un privilegiato?
La seconda riflessione è che mi dà una strana sensazione il fatto che un ministro parli di privilegi.
Due Kit Carson
Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...
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Sto leggendo un giallo: Occhi nel buio, di Margaret Miller. A un certo punto trovo una frase, questa: "Qualche minuto più tardi la luc...
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Domani il grande Antonino Zichichi compirà 96 anni. Mi è sempre stato simpatico, Zichichi, forse un po' anche a causa di quei tratti som...
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Pensavo a Cesare, il micio tigrato che per anni è stato la "mascotte" della stazione di Colleferro. Chiunque passasse di lì, speci...