

(via boston.com)
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)


Un'esplosione si è verificata nella centrale nucleare giapponese di Fukushima. Uno dei quattro edifici che compongono la centrale è stato distrutto. Lo riferisce l'emittente giapponese Nhk.
Già in precedenza, all'esterno della centrale erano state rilevate tracce di cesio radioattivo considerate un indicatore di una fusione. Le autorità avevano ordinato l'evacuazione della zona entro un raggio di dieci chilometri dalla centrale, nota anche come Fukushima Daiichi. Le autorità prevedevano di far rilasciare all'esterno vapore radioattivo per ridurre la pressione sul reattore e prevenire un disastro. Il terremoto di ieri, seguito da uno tsunami, ha danneggiato l'alimentazione della centrale bloccando il funzionamento del dispositivo di raffreddamento.
Il terremoto ha bloccato il sistema di raffreddamento anche in una seconda centrale nucleare a Fukushima. E anche in questo caso, le autorità hanno ordinato l'evacuazione della popolazione entro un raggio di tre chilometri dall'impianto, noto come Fukushima 2 o Fukushima Daini.
Il primo ministro giapponese Naoto Kan ha perlustrato in elicottero l'area. Le autorità nucleari nipponiche hanno informato l'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) di aver dichiarato una situazione di emergenza all'impianto di Fukushima Daiichi e di aver diramato un'allerta per l'impianto di Fukushima Daini.


Sull'onda del disastro ambientale del Golfo del Messico, di cui non parla già più nessuno, il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo (foto), ha annunciato ieri nuove norme che proibiscono nei nostri mari trivellazioni petrolifere entro le 5 miglia dalla costa.

La cosa che più impressiona di questo disastro, non è il disastro in sé. In fondo ogni volta che succedono cose simili si dice sempre che si tratta del più grave incidente nel suo genere. No, quello che impressiona (almeno a me) è la lotta impari che si svolge tra l'uomo e i guai che combina. Soprattutto alla luce della consapevolezza che questi sforzi resteranno comunque per gran parte vani.Scorrendo un recente dossier del Wwf si scopre che dal 1994 sono stati riempiti di costruzioni 3,5 milioni di ettari, dei quali due milioni di terreni agricoli: come Lazio e Abruzzo messi insieme. Ormai è impossibile tracciare un cerchio di 10 chilometri di diametro «senza intercettare una zona costruita». Un fatto che indigna la Coldiretti: «In Italia i centri storici sono degradati perché si preferisce cementificare le campagne dove negli ultimi 40 anni è scomparso quasi un terzo del territorio agricolo». L’architetto e urbanista Aldo Loris Rossi ha calcolato che un terzo del patrimonio immobiliare italiano sia a rischio. Circa 40 milioni di vani, realizzati tra la fine della seconda guerra mondiale e il 1975: case tirate su senza alcuna precauzione asismica, pur essendo in zone dove la terra trema, o semplicemente costruite male. Un periodo durante il quale abbiamo assistito a un’espansione edilizia senza precedenti, proseguita selvaggiamente negli ultimi quindici anni, nonostante la popolazione sia rimasta sostanzialmente stabile. Al punto che oggi il 20% del patrimonio abitativo è vuoto: calcolo, naturalmente, per difetto, se si considerano le case abusive che continuano a spuntare come i funghi. l’Italia del piano casa e delle new town di Silvio Berlusconi è un Paese dove ci sono 120 milioni di vani abitativi, due per ogni residente. Neonati compresi. Un Paese che negli ultimi quindici anni ha approvato due devastanti condoni edilizi, che hanno regolarizzato costruzioni spesso realizzate senza osservare le minime regole di sicurezza strutturale. Soltanto in Sicilia, nei dieci anni intercorsi fra un condono e l’altro sono apparse 70.047 case abusive.
Cosa che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...