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domenica 18 marzo 2012

mercoledì 7 marzo 2012

Quasi 3 anni

Un numero solo è fisso: lo zero. Quartieri storici restaurati: zero. Palazzetti antichi restaurati: zero. Chiese restaurate: zero. Peggio: prima che fossero rimosse le macerie (zero!), è stata rimossa l'Aquila. Dalla coscienza stessa dell'Italia.

Stella e Rizzo fanno un (triste) resoconto della situazione a L'Aquila a quasi 3 anni dal sisma.

giovedì 31 marzo 2011

Avere il numero della bestia 666 nelle mani e non essersene mai accorti


La vicenda De Mattei sta avendo risvolti che da una parte possono anche essere definiti comici, dall'altra, invece, la dicono lunga su come siano messi certi illustri esponenti della chiesa cattolica.

Breve riassunto. Roberto De Mattei, vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, aveva rilasciato giorni fa, a Radio Maria (e dove sennò?), alcune dichiarazioni in cui sostanzialmente affermava che il terremoto in Giappone era una sorta di castigo di Dio.

Sono quindi piovute in massa le richieste di dimissioni, sia da parte di molti appartenenti allo stesso ente di ricerca, sia da parte di ogni persona che non ha ancora mandato il cervello in rottamazione. Oggi apprendiamo che a perorare la causa del povero De Mattei è intervenuto niente meno che don Livio Fanzaga, direttore della prestigiosa emittente radiofonica - tanto per intenderci, è il tipo che ha detto che il terremoto in Abruzzo "è stato voluto" dal Signore affinché quei poveri disgraziati partecipassero alla sua Passione (non sto scherzando).

Vi riporto qui di seguito alcuni stralci delle dichiarazioni di Fanzaga.

"I soliti laicisti, quelli che hanno sulla mano il numero della bestia, 666, adesso chiedono le dimissioni di De Mattei perché ha detto queste cose a Radio Maria".

"Ma queste sono panzanate che si potevano risparmiare [...] se uno non ha il 666 sulla mano non può parlare in pubblico. Questa è la dittatura dei cornuti".

Ovviamente, per "cornuti" il solerte padre non intende le vittime del consorte fedifrago, ma appunto quelli che in qualche modo hanno una qualche affinità con la suddetta bestia, la quale, notoriamente, viene raffigurata dall'iconografia cristiana, e non solo, con le corna. Ma andiamo avanti, perché con la storia delle corna non è mica finita qui. Eh no.

"...sono sempre gli atei e gli agnostici, questo gruppetto qui, che... spero di strappare dalle unghie del cornuto [e dagli! ndr], ma è difficile con questa gente qua: non vuole essere salvata".

Vi risparmio il resto (se siete forti di stomaco il video è qui di seguito). Vi dico solo che nel prosieguo del delirio, il pio Fanzaga se l'è presa, oltre che con i "cornuti", anche con l'UAAR, colpevole di registrare ("col magnetofono", pensate un po') le trasmissioni dell'emittente, manipolarle e poi metterle su YouTube; e con La Stampa di Torino, colpevole di avere pubblicato un articolo sulla vicenda ("d'altra parte si sa che la città di Torino è la più satanista d'Italia").

Sono sincero, non sono riuscito ad ascoltarlo fino alla fine. Abbiate pazienza, e pensate a come siamo messi. Ah, dimenticavo: io sono tra quelli che pensano che De Mattei si debba dimettere, ma le mie mani sono pulite.

martedì 29 marzo 2011

Terremotati finti e numeri veri

Qualcuno potrebbe avvisare la gentile figurante di Forum, quella secondo cui "L'Aquila è ricostruita" e "ci sono case con giardini e garage", di come stanno in realtà le cose dopo due anni?

lunedì 28 marzo 2011

Ma, qualcuno che lo faccia gratis non si trova?

Articolo aggiornato.


La claque che il tipo di Arcore si è portato dietro al palazzo di giustizia di Milano si è accontentata di 20 € e un panino. La figurante reclutata da Mediaset per raccontare il "miracolo" del governo a L'Aquila, invece, è stata ricompensata con 300 €. La domanda mi sorge spontanea: ma qualcuno che sia disposto a farlo gratis non si trova?


Aggiornamento 29/03/2011.

Mediaset, dopo il polverone che si è alzato anche contro Rita Dalla Chiesa, ha emesso il seguente comunicato:

Nessuno può mettere in dubbio la professionalità e la buona fede di Rita Dalla Chiesa.

Lo scontro politico, per quanto aspro, non può arrivare a spargere veleni su una conduttrice e un programma che ogni giorno, in diretta, danno spazio alle ragioni, alle amarezze e alle speranze della gente comune.

La puntata di "Forum" al centro delle accuse di alcuni politici, ha avuto l'unico ‘torto' di lasciare esprimere in diretta una signora abruzzese che, al di là della vicenda personale che la riguardava, ha espresso valutazioni soggettive sul dopo terremoto.

Ma ogni giorno i protagonisti di "Forum" esprimono liberamente opinioni in diretta e la produzione è attenta a intervenire, nei limiti del possibile, per evitare dichiarazioni discutibili o estranee al programma.

Arrivare a ipotizzare che le affermazioni spontanee della signora abruzzese siano frutto di un piano architettato a tavolino è un chiaro attacco strumentale che Mediaset respinge.

Ecco, mentre Mediaset "respinge", la signora si scusa e ammette tutto:

"Certo che c'era un copione... La storia del mantenimento da venticinquemila euro non l'ho inventata io... L'uomo che interpretava la parte di mio marito nemmeno lo conoscevo... Ha costruito tutto la redazione del programma. Ma lo sanno tutti che a Forum ci sono gli attori... Non capisco lo scandalo"

La signora non capisce lo scandalo. Normale, in un paese come il nostro. Pensate se una storia come questa fosse accaduta alla BBC, o magari alla CNN.

giovedì 22 luglio 2010

Cade un altro pezzo del "miracolo" in Abruzzo

Ad oltre un anno di distanza da quel 6 aprile 2009, cade un altro pezzo di quello che è stato dipinto spesso come "miracolo". Non sono molti i giornali che ne parlano, ma la cosa, visto come siamo messi a informazione, è abbastanza comprensibile. Breve riepilogo per inquadrare meglio la questione.

Nei giorni successivi al sisma, il numero di abruzzesi sfollati è stato stimato in oltre 60.000 unità. Le soluzioni adottate per trovare una sistemazione a tutti sono state diverse: oltre 30.000 si sono auto-organizzati per conto proprio, oltre 12.000 hanno usufruito del progetto C.A.S.E. (le famose new town), 2.300 sono stati sistemati nei M.A.P. (moduli abitativi provvisori) e altri ancora, circa 6.000, sono stati ospitati negli alberghi lungo la costa abruzzese (fonte).

Il problema venuto alla luce in questi giorni - veramente è da un po' che se ne parla, ma la cosa è sempre rimasta sottotraccia - riguarda proprio questi ultimi. Pare infatti che i fondi che lo stato prima e la regione poi dovevano elargire agli albergatori siano terminati, anzi in alcuni casi non siano proprio arrivati, e molti albergatori si starebbero apprestando a mandare via gli sfollati rimasti, circa 4.000, per far posto ai villeggianti - la stagione estiva è ormai nel suo pieno - e cercare così di recuperare un po' di soldi.

Scriveva ieri il Tg3 sul suo sito:

Solo a Teramo e provincia, le strutture alberghiere che hanno ospitato terremotati sono circa 130. E l’accordo con la Regione prevedeva un acconto per le spese subito e poi saldo entro 60 giorni. In realtà non è avvenuto nulla di simile. Spiega l’albergatore nella sua denuncia che “fino a quando c’è stata la Protezione civile a gestire l’emergenza abbiamo ricevuto pagamenti posticipati, ma con regolarità”. Poi, dal primo gennaio, la palla è passata alla Regione e i pagamenti si sono rarefatti, fino a scomparire del tutto.

Secondo quanto riferisce l'albergatore: “Dalla Regione dobbiamo ancora ricevere 600mila euro solo per l’albergo” spiega. E l'unica soluzione per far fronte ad una crisi che gli ha già fatto accumulare mezzo milione di debiti è cacciare gli sfollati anche perché in Regione “non c’è un referente con cui parlare e da cui avere risposte precise e l’unica cosa che mi hanno detto quando ho telefonato è che l’ente non ha soldi per i rimborsi e che facciamo bene a mandare via gli sfollati”.

Anche il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialiente, ha qualcosa di dire. Scriveva ieri Il Mattino:

"In questo momento ci troviamo con 70 milioni di buco con tutti gli albergatori - prosegue Cialente - gli ultimi acconti sono stati pagati ad agosto, settembre e ottobre, ma sempre dalla Regione, soldi sempre gestiti dal presidente Chiodi. Chiaramente, allora, i soldi arrivavano". E poi cosa è successo? "Dal mese di novembre non è arrivata più una lira. Dopo di che ci sono arrivati 122 milioni di euro, con i quali abbiamo dovuto pagare parecchie cose, e per gli alberghi sono rimasti solo 20mln, per cui gli albergatori avanzano in questo momento 70 milioni".
[...]
"Il problema è che i soldi dell'emergenza non so dove si trovino. Proprio questa mattina parlavo con il ministero e sembra che da qualche parte i soldi ci siano, che sia rimasto qualcosa alla Protezione Civile, ma la Protezione Civile dice di non averli. La situazione è drammatica e nessuno sembra volerlo capire", lamenta ancora il sindaco dell'Aquila. Come se ne esce? "L'unica è che Tremonti accetti di incontrarsi con me e con Chiodi, almeno vorremmo spiegare. Io ormai Tremonti lo chiamo due volte a settimana, ma non ho mai avuto il piacere di poterci parlare. Sembriamo un po' degli appestati, non so, la situazione è tragica".

Lo so, non è mai corretto fare dell'ironia davanti a queste tragedie, ma visto che, come afferma Cialiente, il governo sembra fare orecchie da mercante, forse si potrebbe chiedere al presidente del Consiglio se la sua offerta fatta subito dopo i funerali delle vittime è ancora valida.

martedì 23 febbraio 2010

Numeri e cifre del "miracolo" italiano in Abruzzo

Non sono mai stato tra quelli che hanno criticato a priori ciò che il governo ha fatto in Abruzzo. Certo, gli aspetti sui quali si potrebbe discutere sono ancora molti - la ricostruzione non ancora partita nonostante le promesse, milioni di metri cubi di macerie ancora ferme lì dal 6 aprile -, ma sono convinto, nonostante tutto, che qualcosina di buono sia stato fatto.

Quello che critico è il modo in cui l'informazione di regime presenta tutto questo. Se è vero infatti che qualcosa è stato fatto, è anche vero che siamo ancora ben lontani da quel "miracolo italiano" di cui tutti, premier in testa, parlano. Il Fatto Quotidiano ha riportato ieri numeri e cifre reali, presi dal sito della Protezione Civile, sul numero degli attuali sfollati, dei sistemati nel progetto C.A.S.E., dei trasferiti da parenti e amici, ecc... Un buon promemoria per scodinzolini Minzolini.

• Cittadini aquilani In Autonoma Sistemazione 30.636 (questi sono i cittadini che non avendo la possibilità di rientrare in casa, hanno trovato una sistemazione in maniera autonoma e percepiscono un piccolo contributo mensili che, tra l’altro, è fermo al mese di ottobre)

• Cittadini aquilani nel progetto C.A.S.E 12.059: si tratta dei cittadini la cui casa è risultata inagibile per danni strutturali (abitante sia in centro che in periferia) e quindi hanno avuto accesso alle nuove abitazioni, quelle delle new-town, insomma quelle del miracolo aquilano (il progetto faraonico)..

• Cittadini aquilani sistemati in moduli abitativi provvisori (M.A.P.) 2.362

• Cittadini sistemati in alberghi/caserme a L’Aquila 10.128: cittadini che aspettano una sistemazione nel progetto C.A.S.E., M.A.P. o altrove (?)

• Cittadini in albergo fuori provincia 6.195: cittadini della stessa tipologia del punto precedente.

• Cittadini in case in affitto concordato 2.241 (cittadini che hanno preferito una casa in affitto a quelle del progetto faraonico)

Facciamo la somma: 63621


(articolo integrale qui)

martedì 19 gennaio 2010

Bertolaso ad Haiti

Come sapete io non sono prevenuto verso niente e verso nessuno. Leggo adesso che Berlusconi ha deciso di inviare Bertolaso ad Haiti "per verificare con le autorità locali, i rappresentanti delle organizzazioni internazionali e degli altri Paesi coinvolti nella organizzazione dei soccorsi, tutte le iniziative che il Governo Italiano potrebbe adottare per fornire ulteriori contributi alla soluzione del dramma". Niente di male, mi viene da pensare. Quando però leggo del paragone tra quanto fatto in Abruzzo ("abbiamo fatto un record mondiale") e i problemi organizzativi che ci sono là, non posso fare a meno di pensare che le situazioni sono un tantino differenti e non so quindi quanto il paragone possa reggere.

In Abruzzo i morti sono stati poco più di 300; là ancora non esiste un bilancio definitivo e si calcola, semmai si riuscirà ad arrivare a una cifra certa, che alla fine saranno svariate centinaia di migliaia - senza contare l'intensità del sisma che ad Haiti è stata doppia rispetto all'Abruzzo. Per carità, visto cosa sta succedendo là non mi sento di escludere a priori che anche Bertolaso possa essere di qualche utilità, ma non riesco a non vedere in tutta questa storia un certo non so che di propagandistico.

lunedì 18 gennaio 2010

Haiti e il patto col diavolo

Quando succedono tragedie come quella di Haiti è normale farsi delle domande. Anzi, principalmente una domanda: perché? Perché un terremoto di quella intensità? Perché proprio lì? (se fosse successo in Giappone quanti morti ci sarebbero stati? due? tre?). Per le persone che ragionano le risposte sono ovviamente razionali; vengono dai ricercatori, dagli scienziati, dai geologi, i quali spiegano scientificamente le dinamiche del terremoto e perché si è verificato proprio in quel determinato posto. Accanto alle risposte razionali molti, purtroppo, affiancano quelle irrazionali, quelle suggerite da una certa propaganda religiosa che fa leva sulla maggiore o minore propensione delle persone a credere a queste cose. Voi direte: ma perché tutto questo preambolo?

Stanno facendo parecchio rumore negli USA, e non solo, alcune dichiarazioni rilasciate da Pat Robertson e riportate dai maggiori media americani e non solo (qui la CNN). Il signore in questione è un telepredicatore evangelista piuttosto noto negli Stati Uniti; è quello ad esempio che aveva dichiarato che il tristemente famoso uragano Katrina, che provocò nel 2005 più di 1800 vittime devastando la Louisiana, era una punizione divina. Con Haiti adesso ha fatto la stessa cosa, sostenendo che la tragedia che ha provocato centinaia di migliaia di vittime è il risultato di un patto col demonio stipulato dagli abitanti dell'isola per liberarsi dal dominio francese - Haiti è una ex colonia. Ora, voi riderete, ma non c'è molto da ridere. Il fatto che questa gente abbia tutto questo seguito è a mio avviso molto preoccupante. Qualcuno dirà: vabbè, si sa che in America queste cose sono considerate piuttosto normali. Il problema è che queste cose non succedono solo là. Forse pochi se lo ricordano, ma all'indomani del terremoto in Abruzzo in una seguita trasmissione della maggior emittente radiofonica cattolica, Radio Maria, si disse che il sisma del 6 aprile era voluto dal Signore per far sì che la popolazione colpita partecipasse alla sua passione.

Questa gente qua a me fa paura. Intendiamoci, ognuno è libero di credere a quello che vuole, ma, se ci pensate bene, quale può essere il motivo per cui si cerca di indurre la gente a pensare che esista un rapporto causa-effetto tra il verificarsi di una tragedia e la religione? A mio parere la cosa è facilmente spiegabile col fatto che molti di quelli che a vario titolo hanno responsabilità religiose sono perfettamente consci che la prima domanda che si pone anche un credente di fronte a eventi di questo genere è: come può Dio permettere tutto questo? Siccome la paura più grossa di chi ha responsabilità religiose è quella che il gregge cominci ad avere dubbi, allora si ribalta il tavolo, si dà da intendere che la tragedia sia una conseguenza. Una volta il patto col diavolo, una volta la punizione divina, una volta una sorta di partecipazione al dolore del Signore. Qualunque pretesto va bene purché finalizzato a far scomparire i dubbi e tenere buoni i "fedeli". Naturalmente questa è una mia opinione, intendiamoci, e come tale va presa.

E' fuor di dubbio però che questo tipo di ragionamento è proprio dell'uomo antico. Nell'antichità, infatti, quando ancora l'uomo non aveva raggiunto la conoscenza che permette di spiegare il succedersi delle cose, è stato concepito il concetto di colpa. Succede un terremoto? Evidentemente chi ne è stato colpito ha fatto qualcosa. Si verificava un'alluvione? Volontà di Dio per punire chissà chi da chissà che cosa. Sulla questione della paura la Chiesa, e non solo lei, ci ha costruito un impero che rimane saldamente ancorato a questo concetto ancora oggi. Tanto è vero che ancora oggi si usa la paura dell'inferno come pretesto per tenere al guinzaglio i credenti. Ti comporti bene e fai quello che predica la Chiesa? Bene, hai un posto assicurato in paradiso. Sei un peccatore? Preparati pure per l'inferno. Badate, non parlo per sentito dire. Vengo da una famiglia fortemente cattolica, e anche io, prima di scappare a gambe levate dopo aver scoperto la fregatura, ho frequentato l'ambiente per parecchi anni.

Il problema è che adesso non siamo più nel medioevo, non siamo più nell'antichità. Ecco perché quando sento questa gente, questi predicatori che utilizzano i media per seminare la paura mi incazzo. Perché non si può stare a sentire certe cose e far finta di niente. Non è possibile che certa gente campi prendendo a calci l'intelligenza altrui - perché loro sanno benissimo come stanno le cose - nell'indifferenza generale. Questo è il motivo per cui ce l'ho a morte con la religione, perché atrofizza il pensiero. Il terremoto di Haiti è perfettamente spiegabile dal punto di vista scientifico, così come quello in Abruzzo. Anche a me piacerebbe che venisse un bel terremoto, oppure un gigantesco tsunami che inghiotta e si porti via una volta per tutte la paura, la superstizione e la religione.

martedì 5 gennaio 2010

Terremoto Abruzzo, forse non è stato inutile perdere un po' di tempo



Qualcuno di nostra conoscenza, di cui è nota l'avversione nei confronti di qualsiasi organo inquirente, all'indomani del sisma in Abruzzo dichiarò: ”Non perdiamo tempo con le inchieste su cose che ormai sono accadute. Pensiamo alla ricostruzione”.

Alla luce di quanto hanno appurato oggi quelli accusati di perdere tempo, direi che forse è stato un bene che l'abbiano perso. Checché ne dica Berlusconi...

mercoledì 23 dicembre 2009

Prosciolto Giuliani

All'epoca del terremoto in Abruzzo, 6 aprile di quest'anno, una delle vicende collegate che fece più rumore fu quella di Giampaolo Giuliani, il tecnico che aveva approfondito le già esistenti ricerche sulla correlazione tra emissione di radon dalla crosta terrestre e terremoti. La sua vicenda fece molto discutere - ne parlai anch'io qui - perché una settimana prima del sisma aveva dato l'allarme, inascoltato, sulla fortissima probabilità che nella zona di Sulmona si potesse verificare un terremoto di grosse proporzioni.

Giuliani fu denunciato alla procura de L'Aquila per procurato allarme, e si beccò pure i rimbrotti poco amichevoli del capo della Protezione Civile Bertolaso («quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false»). Ora, si potrebbe discutere a lungo, come del resto è stato fatto, dell'utilità o meno di poter prevedere, pur con una certa precisione, un terremoto. Fatto sta, comunque, che oggi Giampalo Giuliani è stato definitivamente prosciolto dall'accusa di procurato allarme. Spiega il suo legale:

«Il Gip ha rilevato che tra l'accumulo di gas radon e la verificazione di eventi sismici oggetto delle indagini scientifiche condotte da Giuliani, ritenuta generalmente attendibile dalla comunità scientifica, impedisca di considerare "inesistente" il pericolo di terremoto, come richiesto dalla norma incriminatrice».

Ulteriori approfondimenti sulla vicenda li trovate qui, sul blog di Claudio Messora.

martedì 13 ottobre 2009

Il freddo nella tenda

E' vero che molti alloggi sono stati consegnati - di questo al governo va dato atto -, così come è vero che molti terremotati d'Abruzzo sono stati alloggiati in case private o alberghi per trascorrere l'inverno. Ma è anche vero che qualcuno aveva promesso solennemente che entro settembre non ci sarebbe più stato nessuno in tenda.

E intanto è arrivato il freddo...

martedì 15 settembre 2009

Un altoparlante può aiutare

Mentre scrivo questo post sta andando in onda Vespa con presidente al seguito, in una puntata speciale di Porta a Porta accuratamente confezionata spostando Ballarò e Matrix per non infastidire. Berlusconi, raccontano le cronache, era sul posto già oggi pomeriggio alle 15. Riporto qui sotto la testimonianza di chi era sul posto ed è arrivato a pochi metri da lui.

L'arrivo del presidente era previsto ad Onna per le 15,30. Alle 14 ero già lì. Decisa ad entrare fra e con i cittadini. Cittadini pochissimi, spiegamento enorme di forze dell'ordine e protezione civile e croce rossa e dame di carità e misericordia e tantissimi giornalisti. Entro senza problema. Mi accolgono le macerie di Onna che vedo, dal vivo, per la prima volta. Una curva, si apre davanti a me lo scenario delle casette mobili. Villaggetto colorato, fiori alle finestre. Il prato solo davanti ad una casa, quella che servirà per il set. Le altre hanno terra battuta coperta di paglia. Mi avvicino, apro una porta e varco l'uscio. Vedo un'abitazione che mi fa pensare ad una roulotte, ma decorosa e vivibilissima. Mi guardo intorno in cerca di cittadini. Nulla. I comitati avevano preparato degli striscioni e stavano arrivando alle 14,30, come da appuntamento. Decido di tornare all'ingresso del paese, dove si era stabilito di incontrarci. Appena arrivano i ragazzi del 3e32, la polizia si fa avanti. L'ordine è quello di non farli passare. E li bloccano. Io sono dall'altra parte. Dentro. Auto blu, sirene. Arriva Bruno Vespa. A seguire il presidente. Qualche cittadino arriva alla spicciolata. Mai avevo visto Berlusconi dal vivo. Fa impressione: una statua di madame Tussauds è molto più espressiva e mobile. Suda. Entra nell'unica casina col prato davanti. Mi rendo conto di essere invisibile. Ma voglio parlargli.
[...]
Il presidente esce dalla casina ed urlo con tutta la voce che ho, lui è lì a due passi, "presidente, venga a parlare con i cittadini", "presidente venga a sentire le nostre istanze". Subito un nugolo di poliziotti mi oscura, ma ora urlano anche le altre, "presidente, esistiamo anche noi, non solo i cittadini di Onna, questo non è un teatro, 5.000 sfollati chiedono di rimanere sulla propria terra". Lui suda e si allontana verso l'asilo. Qui iniziano i discorsi di rito. Ma intanto la stampa si è accorta di noi. E ci intervista. Sento degli applausi, voglio vedere chi applaude, se è Aquilano. Cerco mani che battono e non le trovo. Ma gli applausi ci sono, escono da un altoparlante. Come in una sit com. (articolo integrale qui)

Piccola precisazione. Non voglio con questo post, e magari con qualcuno futuro, dare l'idea di voler disprezzare quello che sta facendo il governo in Abruzzo, ma solo cercare di riequilibrare quello che viene descritto da tutti i tg e giornali al seguito come "miracolo". Questo, anche considerando, come ha fatto notare qualcuno, che se di miracolo si tratta non è stato certo il primo.

domenica 13 settembre 2009

E' cominciata la "normalizzazione" di Rai3?

Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Non preoccupatevi, non è niente grave. Normalizzazione è solamente il termine che da un po' di giorni ha cominciato a circolare fra i media in riferimento ai neanche tanto velati tentativi da parte di qualcuno di rendere Rai3 più "governo-compatibile". Guarda delle volte le coincidenze: quando la notizia dello spostamento della prima puntata di Ballarò per far posto a Vespa è piombata sui media, stavo giusto scrivendo un articolo sul tema della "normalizzazione" di Raitre. Articolo che ho lasciato a metà e che riprenderò dopo. Cosa è successo?

Martedì prossimo, 15 settembre, ci sarà la consegna ufficiale delle prime casette ad alcuni dei terremotati d'Abruzzo. Come fulmine a ciel sereno, in Rai hanno deciso che un evento di tale portata non poteva passare in sordina, e hanno quindi deciso, sempre di punto in bianco, di spostare la puntata di martedì di Ballarò per non infastidire lo speciale in prima serata di Porta a Porta dedicato all'evento.

Al buon Floris, giustamente, girano le balle. Primo perché è stato avvisato a cose fatte, via e-mail, a meno di 48 ore dalla prima della sua trasmissione, e secondo perché, come lui stesso ha dichiarato, pure Ballarò ha un inviato che da 15 giorni si trova sul posto e la diretta dell'evento avrebbe potuto tranquillamente farla anche lui. Niente da fare, ormai è deciso: Floris non rompa e ceda il posto a Vespa. Qui, ovviamente, le interpretazioni si sprecano. Perché Vespa sì e Floris no? Forse che Vespa è più bravo? Forse che può servire il padrone presentare il tutto in maniera più professionale? Mah... L'unica cosa certa è che questo episodio è una piccola conferma delle cose che stavo scrivendo nell'articolo che ho lasciato in sospeso di cui vi parlavo prima - spero di riuscire a finirlo per stasera.

Ma le interpretazioni di quanto accaduto, come dicevo sopra, sono più di una una. Anche per le prossime trasmissioni in partenza su Raitre in questo periodo.


Aggiornamento 14/09/2009.

Giovanni Floris interviene in diretta via telefono a Repubblica Tv per spiegare le sue ragioni.

giovedì 20 agosto 2009

Dacci oggi la nostra sabbia quotidiana

Forse almeno un merito il terremoto d'Abruzzo l'ha avuto: si è cominciato a parlare di sabbia. No, non la sabbia del mare. Cioè, sì, quella del mare, utilizzata però per costruirci i palazzi. Ricordate? Tutto cominciò i giorni immediatamente successivi a quel tremendo 6 aprile, quando venne alla luce che l'ospedale de L'Aquila, reso per il 90% inagibile dal sisma, era stato per buona parte costruito con cemento impastato a sabbia del mare. Da quel punto in poi è come se si fosse scoperchiato una specie di pentolone, che ha continuato, e continua tuttora, a vomitare storie e storiacce inerenti questo particolare (e pericoloso) "malcostume" edilizio, diciamo così.

I giornali hanno cominciato a scrivere di quanto accade in particolar modo al centrosud, dove pare che buona parte del patrimonio immobiliare sia stato costruito nel corso degli anni in questo modo. Storie che non riguardano solo le normali abitazioni e i palazzi, ma anche infrastrutture come il viadotto sulla Caltanissetta-Gela, sul cui cedimento, avvenuto a inizio estate, la locale procura è attualmente al lavoro per verificare collegamenti con le inchieste che sta conducendo sul calcestruzzo depotenziato. E' stata poi la volta dell'incredibile episodio venuto alla luce ad Agrigento, dove l'intero locale ospedale è stato posto sotto sequestro ed evacuato perché le analisi strutturali effettuate hanno certificato che potrebbe venire giù... col vento. Qualche giorno dopo (arriviamo ai primi di giugno) si è fatto vivo pure Bertolaso, il quale, per tagliare la testa al toro, ha dichiarato che in Italia ci sono circa 500 (cinquecento) ospedali che in caso di sisma potrebbero crollare e che per rimediare a questa situazione occorrerebbero una decina di finanziarie.

Il famoso malcostume cui accennavo prima, quindi, comincia a spostarsi. Vengono alla luce nuovi casi che testimoniano che non è solo il meridione a essere flagellato da questa piaga. E, a conferma di ciò, l'ultima storia, che risale all'altro ieri, arriva da Ostia, dove il comune ha ordinato lo sgombero forzato di alcune palazzine di sua proprietà perché a forte rischio crollo - in questo caso il cemento depotenziato è indicato come "leggenda". Insomma, pare che queste storie comincino a uscire con una certa frequenza dai trafiletti delle cronache locali per occupare le prime pagine dei giornali. Non che sia molto di consolazione, però...

giovedì 13 agosto 2009

Costa crociere?

Oggi il Corriere riporta la curiosa storia di un terremotato abruzzese che nel modulo da compilare in cui bisogna indicare una possibile destinazione per la sistemazione in alloggi provvisori, ha indicato Villa Certosa o Palazzo Grazioli, residenze del presidente del Consiglio. Lo ha fatto - riferisce sempre il Corriere - memore delle promesse del nostro fatte a metà aprile.

Per restare in tema di promesse, Gilioli si chiede sul suo blog se qualcuno abbia avuto notizia di quest'altra buotade promessa, questa qui fatta verso fine maggio.

giovedì 9 luglio 2009

G8: da La Maddalena a L'Aquila (e ritorno?)

Mentre scrivo queste righe, a L'Aquila è appena passato George Clooney a spasso tra le macerie, ultimo personaggio di una sfilza di noti e meno noti, importanti e meno importanti, che a vario titolo sono venuti da quel famoso 6 aprile in "pellegrinaggio" in questa terra. La visita di Clooney non è casuale. Come dice infatti lui stesso:

"Gireremo un film qui alla fine di settembre"
[...]
"Avevamo esaminato le location gia' prima del terremoto - ha spiegato Clooney - e le abbiamo riviste dopo. E' sorprendente vedere una citta' che ha subito tanti danni. Credo che questo sia il miglior modo per dare una mano alla popolazione colpita dal sisma e rilanciare l'economia."

Eh già, è sorprendente - dice lui - vedere una città che ha subito tanti danni. Naturale. Per chi ci sta un quarto d'ora e poi se ne va è naturale che sia sorprendente. Per quelli che invece dal 6 aprile sono ancora lì, magari la sorpresa ha già lasciato il posto a qualcos'altro (speranza? rassegnazione? indignazione?).

Questa uscita del noto attore attore americano, mi ha dato l'occasione per segnalare un'inchiesta di Act!onaid, inchiesta attraverso la quale la nota associazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo cerca di rispondere ad alcune domande, tipo: c'è stato un vero risparmio economico nella decisione di spostare il G8 da La Maddalena a L'Aquila? Le opere iniziate là, e ancora non terminate, che fine faranno? Gli stanziamenti dei fondi per la ricostruzione e per il G8 sono stati gestiti in maniera trasparente? Le popolazioni terremotate, prime beneficiarie della (per ora solo sulla carta) ricostruzione, sono sufficientemente coinvolte in tutto il progetto di ricostruzione o sono costrette a "subire" passivamentele decisioni prese dall'alto (e da altri)? Le popolazioni terremotate hanno avuto un effettivo beneficio, come vanno affermando i media da tempo, dallo spostamento nella loro terra del prestigioso vertice internazionale? Se sì, quale?

LE CREPE NEL G8, l'inchiesta di ActionAid sullo spostamento del G8 all'Aquila. from Alice on Vimeo.

Due Kit Carson

Cosa che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...