
Eh, certo: a sentire quell'altro a quest'ora doveva già essere tutto ricostruito.
(via corriere.it)
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)

"I soliti laicisti, quelli che hanno sulla mano il numero della bestia, 666, adesso chiedono le dimissioni di De Mattei perché ha detto queste cose a Radio Maria".
"Ma queste sono panzanate che si potevano risparmiare [...] se uno non ha il 666 sulla mano non può parlare in pubblico. Questa è la dittatura dei cornuti".
"...sono sempre gli atei e gli agnostici, questo gruppetto qui, che... spero di strappare dalle unghie del cornuto [e dagli! ndr], ma è difficile con questa gente qua: non vuole essere salvata".

Nessuno può mettere in dubbio la professionalità e la buona fede di Rita Dalla Chiesa.
Lo scontro politico, per quanto aspro, non può arrivare a spargere veleni su una conduttrice e un programma che ogni giorno, in diretta, danno spazio alle ragioni, alle amarezze e alle speranze della gente comune.
La puntata di "Forum" al centro delle accuse di alcuni politici, ha avuto l'unico ‘torto' di lasciare esprimere in diretta una signora abruzzese che, al di là della vicenda personale che la riguardava, ha espresso valutazioni soggettive sul dopo terremoto.
Ma ogni giorno i protagonisti di "Forum" esprimono liberamente opinioni in diretta e la produzione è attenta a intervenire, nei limiti del possibile, per evitare dichiarazioni discutibili o estranee al programma.
Arrivare a ipotizzare che le affermazioni spontanee della signora abruzzese siano frutto di un piano architettato a tavolino è un chiaro attacco strumentale che Mediaset respinge.
"Certo che c'era un copione... La storia del mantenimento da venticinquemila euro non l'ho inventata io... L'uomo che interpretava la parte di mio marito nemmeno lo conoscevo... Ha costruito tutto la redazione del programma. Ma lo sanno tutti che a Forum ci sono gli attori... Non capisco lo scandalo"
Ad oltre un anno di distanza da quel 6 aprile 2009, cade un altro pezzo di quello che è stato dipinto spesso come "miracolo". Non sono molti i giornali che ne parlano, ma la cosa, visto come siamo messi a informazione, è abbastanza comprensibile. Breve riepilogo per inquadrare meglio la questione.Solo a Teramo e provincia, le strutture alberghiere che hanno ospitato terremotati sono circa 130. E l’accordo con la Regione prevedeva un acconto per le spese subito e poi saldo entro 60 giorni. In realtà non è avvenuto nulla di simile. Spiega l’albergatore nella sua denuncia che “fino a quando c’è stata la Protezione civile a gestire l’emergenza abbiamo ricevuto pagamenti posticipati, ma con regolarità”. Poi, dal primo gennaio, la palla è passata alla Regione e i pagamenti si sono rarefatti, fino a scomparire del tutto.
Secondo quanto riferisce l'albergatore: “Dalla Regione dobbiamo ancora ricevere 600mila euro solo per l’albergo” spiega. E l'unica soluzione per far fronte ad una crisi che gli ha già fatto accumulare mezzo milione di debiti è cacciare gli sfollati anche perché in Regione “non c’è un referente con cui parlare e da cui avere risposte precise e l’unica cosa che mi hanno detto quando ho telefonato è che l’ente non ha soldi per i rimborsi e che facciamo bene a mandare via gli sfollati”.
"In questo momento ci troviamo con 70 milioni di buco con tutti gli albergatori - prosegue Cialente - gli ultimi acconti sono stati pagati ad agosto, settembre e ottobre, ma sempre dalla Regione, soldi sempre gestiti dal presidente Chiodi. Chiaramente, allora, i soldi arrivavano". E poi cosa è successo? "Dal mese di novembre non è arrivata più una lira. Dopo di che ci sono arrivati 122 milioni di euro, con i quali abbiamo dovuto pagare parecchie cose, e per gli alberghi sono rimasti solo 20mln, per cui gli albergatori avanzano in questo momento 70 milioni".
[...]
"Il problema è che i soldi dell'emergenza non so dove si trovino. Proprio questa mattina parlavo con il ministero e sembra che da qualche parte i soldi ci siano, che sia rimasto qualcosa alla Protezione Civile, ma la Protezione Civile dice di non averli. La situazione è drammatica e nessuno sembra volerlo capire", lamenta ancora il sindaco dell'Aquila. Come se ne esce? "L'unica è che Tremonti accetti di incontrarsi con me e con Chiodi, almeno vorremmo spiegare. Io ormai Tremonti lo chiamo due volte a settimana, ma non ho mai avuto il piacere di poterci parlare. Sembriamo un po' degli appestati, non so, la situazione è tragica".
«Il Gip ha rilevato che tra l'accumulo di gas radon e la verificazione di eventi sismici oggetto delle indagini scientifiche condotte da Giuliani, ritenuta generalmente attendibile dalla comunità scientifica, impedisca di considerare "inesistente" il pericolo di terremoto, come richiesto dalla norma incriminatrice».
Mentre scrivo questo post sta andando in onda Vespa con presidente al seguito, in una puntata speciale di Porta a Porta accuratamente confezionata spostando Ballarò e Matrix per non infastidire. Berlusconi, raccontano le cronache, era sul posto già oggi pomeriggio alle 15. Riporto qui sotto la testimonianza di chi era sul posto ed è arrivato a pochi metri da lui.L'arrivo del presidente era previsto ad Onna per le 15,30. Alle 14 ero già lì. Decisa ad entrare fra e con i cittadini. Cittadini pochissimi, spiegamento enorme di forze dell'ordine e protezione civile e croce rossa e dame di carità e misericordia e tantissimi giornalisti. Entro senza problema. Mi accolgono le macerie di Onna che vedo, dal vivo, per la prima volta. Una curva, si apre davanti a me lo scenario delle casette mobili. Villaggetto colorato, fiori alle finestre. Il prato solo davanti ad una casa, quella che servirà per il set. Le altre hanno terra battuta coperta di paglia. Mi avvicino, apro una porta e varco l'uscio. Vedo un'abitazione che mi fa pensare ad una roulotte, ma decorosa e vivibilissima. Mi guardo intorno in cerca di cittadini. Nulla. I comitati avevano preparato degli striscioni e stavano arrivando alle 14,30, come da appuntamento. Decido di tornare all'ingresso del paese, dove si era stabilito di incontrarci. Appena arrivano i ragazzi del 3e32, la polizia si fa avanti. L'ordine è quello di non farli passare. E li bloccano. Io sono dall'altra parte. Dentro. Auto blu, sirene. Arriva Bruno Vespa. A seguire il presidente. Qualche cittadino arriva alla spicciolata. Mai avevo visto Berlusconi dal vivo. Fa impressione: una statua di madame Tussauds è molto più espressiva e mobile. Suda. Entra nell'unica casina col prato davanti. Mi rendo conto di essere invisibile. Ma voglio parlargli.
[...]
Il presidente esce dalla casina ed urlo con tutta la voce che ho, lui è lì a due passi, "presidente, venga a parlare con i cittadini", "presidente venga a sentire le nostre istanze". Subito un nugolo di poliziotti mi oscura, ma ora urlano anche le altre, "presidente, esistiamo anche noi, non solo i cittadini di Onna, questo non è un teatro, 5.000 sfollati chiedono di rimanere sulla propria terra". Lui suda e si allontana verso l'asilo. Qui iniziano i discorsi di rito. Ma intanto la stampa si è accorta di noi. E ci intervista. Sento degli applausi, voglio vedere chi applaude, se è Aquilano. Cerco mani che battono e non le trovo. Ma gli applausi ci sono, escono da un altoparlante. Come in una sit com. (articolo integrale qui)
Forse almeno un merito il terremoto d'Abruzzo l'ha avuto: si è cominciato a parlare di sabbia. No, non la sabbia del mare. Cioè, sì, quella del mare, utilizzata però per costruirci i palazzi. Ricordate? Tutto cominciò i giorni immediatamente successivi a quel tremendo 6 aprile, quando venne alla luce che l'ospedale de L'Aquila, reso per il 90% inagibile dal sisma, era stato per buona parte costruito con cemento impastato a sabbia del mare. Da quel punto in poi è come se si fosse scoperchiato una specie di pentolone, che ha continuato, e continua tuttora, a vomitare storie e storiacce inerenti questo particolare (e pericoloso) "malcostume" edilizio, diciamo così.
"Gireremo un film qui alla fine di settembre"
[...]
"Avevamo esaminato le location gia' prima del terremoto - ha spiegato Clooney - e le abbiamo riviste dopo. E' sorprendente vedere una citta' che ha subito tanti danni. Credo che questo sia il miglior modo per dare una mano alla popolazione colpita dal sisma e rilanciare l'economia."
LE CREPE NEL G8, l'inchiesta di ActionAid sullo spostamento del G8 all'Aquila. from Alice on Vimeo.
Cosa che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...