domenica 16 agosto 2009

Forever young

Mi sto velocemente avvicinando ai 40, e ogni tanto mi torna in mente questa canzone...


Buona domenica.

p.s.
mi sono sempre chiesto come abbia fatto Dylan a sfondare con quella voce lì...

sabato 15 agosto 2009

Provvedimenti ad hoc

Poteva passare il ferragosto senza... lo stupro di ferragosto? Certo che no. E infatti eccolo servito. Uno stupro che arriva poche ore dopo gli annunci a reti unificate di Maroni sul calo dei reati, e che, se confermato come l'ha raccontato la ragazza, in un colpo solo fa cadere almeno due dei numerosi stereotipi con cui questa maggioranza ha finora imbambolato gli italiani: Roma con Alemanno è più sicura, gli stupri sono in prevalenza compiuti da extracomunitari.

E' curioso, poi, notare come questo gravissimo fatto criminoso si verifichi proprio il giorno dopo l'annuncio, sempre da parte di Alemanno, di un energico giro di vite contro i pericolosissimi lavavetri che molestano gli automobilisti ai semafori.

Attendiamo con ansia anche un giro di vite contro i tranquilli mascalzoni italiani che stuprano le ragazzine in spiaggia.

L'epico scontro tra l'esercito del bene e quello del male (compreso qualche dato)

Hanno un qualcosa di epico, quasi di cavalleresco, le dichiarazioni odierne del presidente del Consiglio fatte alla conferenza stampa ferragostana al Viminale in presenza di Maroni e Alfano (rispettivamente Interno e Giustizia).

"Il governo", ha aggiunto il premier, "ha la fortuna di essere sostenuto da una vasta e solida maggioranza, perciò resterà in carica altri 4 anni. E metterà in atto un piano a lungo termine e si spera definitivo contro le forze del male, non solo contro la criminalità diffusa ma anche contro la criminalità organizzata".
[...]
"Uno Stato - spiega il premier - ha il compito di difendersi anche dagli attacchi interni, mettendo in campo l'esercito del bene". (fonte)

Così, di primo acchito, quando ho letto l'articolo di Repubblica mi sono venuti in mente i cartoni animati giapponesi che guardavo da piccolo. Penso ad esempio a Goldrake, Mazinga e simili. Avete presente, no? Il filo comune che li legava tutti era la presenza di un esercito del male che ambiva a conquistare la Terra ma che doveva vedersela con l'esercito del bene - i vari supereroi, appunto - che dovevano difenderla. Ma vediamo di analizzare alcune delle cose dichiarate dal simpatico terzetto (di supereroi).

Berlusconi ha detto che è in cantiere un progetto anti-criminalità a lungo termine che impegnerà il governo fino alla fine della legislatura. Non un progetto generico, ma specificamente indirizzato a combattere e debellare - nelle intenzioni in maniera definitiva - la mafia e le altre forze del male. I dettagli di questo "uovo di Colombo" anti-crimine non sono noti, ma Alfano ha evidenziato un paio di punti:

"Il nuovo piano contro la mafia vedrà la luce a settembre". E spiega che è basato sia su un inasprimento del regime del carcere duro, sia sul principio "dei soldi della mafia contro la mafia": i proventi del sequestri vanno in un Fondo unico giustizia, da dove vengono prelevati per essere utilizzati nella battaglia contro le cosche.

Già qui ce n'è abbastanza per alcune riflessioni.

Un governo che voglia seriamente impegnarsi nella lotta alla mafia, non può a mio avviso prescindere dal dimostrare un comportamento coerente in merito, un comportamento che non autorizzi nessuno ad additarlo come colui che predica bene e razzola male, per intenderci. E com'è possibile che questo accada quando tra i Senatori della Repubblica eletti in Parlamento ce n'è uno, tal Marcello Dell'Utri, che ha sul groppone una condanna a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa? E' vero, dirà sicuramente qualcuno, si tratta pur sempre di una condanna in primo grado, ed è noto che per la Costituzione Italiana tutti sono da considerare innocenti fino a sentenza definitiva, ma com'è possibile che non si veda l'incongruenza, l'innoportunità, anche davanti agli occhi dell'opinione pubblica, di un simile atteggiamento? Tu sei un governo che ha deciso di impegnarsi seriamente nella lotta alla mafia? Bene, prendi questo personaggio e finché una sentenza definitiva non avrà stabilito inquivocabilmente la fondatezza o meno delle accuse che gli vengono rivolte lo mandi a casa. Poi, eventualmente, lo riprendi in Parlamento. Troppo difficile? O troppo semplice?

Ho citato il caso Dell'Utri perché è quello più eclatante, ma si potrebbero citare i casi Mercadante, Cuffaro (quest'ultimo eletto nelle file dell'UDC), senza dimenticare la delicata questione del comune di Fondi. Insomma, si vuole condurre una lotta alla mafia senza "ombre"? Beh, le occasioni non mancano. Diversamente sarà molto difficile, penso io, avere una credibilità forte in merito.

Altro aspetto, dei due che ho citato prima, che merita riflessione: quello dell'intenzione di Alfano di convogliare i proventi dei sequestri alla mafia in un fondo apposito (Fondo unico giustizia) da destinare alla lotta alle cosche. Qui la cosa è poco chiara, in quanto non si capisce se si tratti di un nuovo fondo creato (o di prossima creazione) per l'occasione, o se queste risorse verranno convogliate in uno che è già esistente. Se così fosse, e io penso che sia proprio così, questo benedetto fondo non è una novità dell'ultima ora, come sembra voglia dare a intendere il ministro, ma esiste già. E precisamente dall'anno scorso, quando, con la legge 13 novembre 2008 n. 181, questo stesso governo ha istituito appunto il Fondo unico giustizia, avente per finalità la ridistribuzione delle risorse sequestrate alla criminalità organizzata per migliorare la funzionalità del sistema giudiziario italiano.

In pratica, seguendo un principio estremamente logico che è quello dell'autofinanziamento della giustizia, visto che questa non ha solo costi ma produce anche ricchezza (vedi sequestri alle associazioni criminali), si era disposto la creazione di questo fondo apposito. Fondo che però, vista l'entità della torta, è stato nel corso del tempo "depredato" del suo contenuto e destinato a chiudere altri "buchi", lasciando sostanzialmente la giustizia a bocca asciutta. Speriamo che questa volta Alfano faccia seriamente.

E adesso veniamo ai dati pomposamente e orgogliosdamente elencati da Maroni, il quale ha detto (cito una fonte neutra ^_^):

Nei 14 mesi del governo Berlusconi, risulta che tutti i reati sono in calo rispetto ai 14 mesi precedenti: un dato senza precedenti nella storia del contrasto al crimine.

Seguono le percentuali riferite sempre da Maroni, secondo cui tutti i reati collegati alla criminalità sono in calo: omici, furti, rapine, ecc...

Ora, c'è da dire che quanto detto da Maroni corrisponde al vero, in quanto i reati in generale nel nostro paese sono tendenzialmente in netto calo (qui trovate le tabelle con le percentuali esatte), ma Maroni ha omesso di dire qualcosa, o meglio, ha detto secondo me una cosa inesatta. La generale tendenza alla diminuziuone dei reati commessi, infatti, non si ha solamente "rispetto ai 14 mesi precedenti" (come a voler dire che questo governo ha fatto meglio del precedente), ma rispetto agli anni che vanno dal '92/'93 a oggi.

Se si analizzano i dati e si ha la di pazienza a googlare un po', si possono infatti scoprire molte cose interessanti.


Questa immagine (cliccare per ingrandire) rappresenta l'andamento degli omicidi in Italia negli ultimi 40 anni. Come si vede chiaramente, per trovare un tasso di omicidi pari a quelli commessi nel 2006 (termine ultimo a cui fa riferimewnto questa tabella), bisogna tornare indietro fino ai primi anni '70, e dopo il picco che si vede nei primi anni '90 la discesa è stata pressoché costante.


Questa tabella, invece, che si commenta da sé, mostra l'andamento degli omicidi commessi nel corso degli anni dalla criminalità organizzata (mafia, camorra, ecc...).

Queste tabelle, assieme a molte altre, altrettanto esplicative, che sono state pubblicate dal Ministero dell'Interno, le potete consultare qui. Mi pare che mostrino in maniera abbastanza eloquente come buona parte dei risultati vantati dall'azione del governo (a parte furti e rapine, per i quali pare ci sia stato effettivamente un miglioramento) sono in realtà il prosieguo di un processo iniziato da ben prima che l'attuale esecutivo si insediasse.

Ma non diciamo niente a Maroni, altrimenti magari si offende...

Notizie in pillole (25)

Se anche le carte di credito "dormono". Ricordate i famosi "conti dormienti", i conti correnti bancari, attivi a tutti gli effetti, sui quali non si registrano movimenti da almeno 10 anni (l'anno scorso ci aveva messo gli occhi sopra pure Tremonti)? Beh, anche per le carte di credito la situazione è analoga. Secondo uno studio di Cpp Italia, i cui dati sono stati riportati da clandestinoweb, in Italia ci sarebbero (dati 2008) qualcosa come 21,5 milioni di carte di credito dormienti, cioè carte che sono state emesse da una banca ma non sono mai state attivate da nessuno. Questa cifra rappresenta il 57% delle carte di credito in circolazione; carte la cui sola emissione, dal 2000 al 2008, ha avuto un costo per gli istitui bancari compreso tra i 140 e i 250 milioni di euro.

Le auto dei mafiosi? Troppo costose. A Natale dell'anno scorso, il ministro Maroni aveva annunciato l'intenzione di destinare parte del parco macchine sequestrato alla mafia alle forze dell'ordine. Come ormai siamo abituati, non sempre ai roboanti annunci seguono i fatti. E infatti una circolare del Dipartimento di Pubblica Sicurezza - molto meno roboante degli annunci natalizi dell'anno scorso - ha disposto che le suddette auto di lusso siano restituite all'autorità giudiziaria vista la materiale impossibilità di far fronte alle spese per la loro manutenzione. Un po' quello che è successo coi famosi fondi sequestrati alla mafia che dovevano (dovevano) andare alla giustizia. I poliziotti si rassegnino: devono continuare ad andare in giro, ovviamente quando ciò è possibile, coi loro trabiccoli.

A ferragosto i politici in galera. Nel 2003 l'Unione Europea ha fissato i requisiti minimi di spazio che gli allevatori europei devono rispettare per salvaguardare l'integrità e la salute delle galline ovaiole: tot spazio per potersi muovere liberamente, tot superficie minima di lettiera a disposizione per ogni singolo animale, densità minima per metro quadrato, ecc... Perché le galline, e gli animali in genere, se costretti a vivere in situazione di sovraffollamento possono soffrire. Per altri tipi di animali, i carcerati, queste disposizioni non valgono, e può quindi capitare, come è effettivamente capitato, che lo stato italiano sia condannato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo a risarcire un detenuto per "trattamenti inumani e degradanti".

150 deputati di ogni colore politico, su iniziativa dei radicali, trascorreranno queste giornate ferragostane visitando 185 delle 221 carceri del nostro paese per rendersi conto di persona della situazione in cui versano. E magari per cercare di capire come mai dall'inizio del 2009 100 detenuti siano passati a miglior vita (30 si sono suicidati). Che sia perché non godono degli stessi diritti delle galline ovaiole?

Parroci che cadono in trappola. Questa è arrivata fresca fresca ieri sera, mentre stavo scrivendo queste pillole. Si tratta ovviamente dell'ennesima, spettacolare dichiarazione del nostro vulcanico presdelcons, che interpellato a Olbia da alcuni cronisti ha detto (cito l'Ansa): "Non ho mai inseguito un incontro con le alte gerarchie ecclesiastiche o con il papa perché i nostri rapporti non sono assolutamente cambiati e sono quelli di sempre". In attesa di sentire dalla controparte - non è che non ci fidiamo, eh, però... - se le cose stanno veramente così, vale la pena segnalare il prosieguo delle dichiarazioni. "C'é qualche parroco che è caduto nella trappola delle menzogne e delle bugie che hanno scatenato contro di me, ma sono appunto solo falsità". Beh, oddio, che in circolazione possa esserci qualche parroco un po', come dire, frolloccone è sicuramente da mettere in conto, ma visto che queste fantomatiche menzogne gli sono state rinfacciate pure da qualche direttore di autorevoli riviste cattoliche... Ma lui, si sa, è fatto così. Lui in fondo è solo l'utilizzatore finale: ci sarà mica bisogno di fare tanto casino... La naturalezza con cui questo signore continua a prenderci per il culo non smette di stupirmi.

Bossi e il sole d'agosto. Questa segnatevela, perché si tratta della prima - e probabilmente ultima - volta che condivido una cosa che dice quella specie di... beh, insomma, mi riferisco a Gasparri. Breve riassunto. Bossi, come forse avrete letto, è tornato ieri alla carica con la cretinata dei dialetti nelle scuole - proporrà una legge ad hoc, dice. La Russa, poveretto, cerca di districarsi come può, dando la colpa delle sparate del senatùr al sole d'agosto. Gasparri, invece, taglia corto dicendo che sarebbe meglio se gli studenti, quando escono dalle scuole, sapessero maneggiare un po' l'italiano, cosa che condivido. Per una volta, quindi, lode a Gasparri.

p.s.
Visto che siamo in tema di dialetto, segnalo questo post del buon Sbronzo di Riace, in cui ha linkato alcuni spezzoni di Star Trek doppiati in dialetto friulano.

Buon Ferragosto.

venerdì 14 agosto 2009

La Dichiarazione di Amburgo

Prima o poi dovremo fare i conti con questa cosa, ci dovremo sbattere il muso. I giornali in edicola non li compra ormai più nessuno perché la massa degli utenti che cercano informazioni si sta in misura sempre maggiore spostando sul web.

Claudio Messora, quindi, si chiede (e non è il primo) fino a quando si potrà accedere gratuitamente al sito del Corriere, al sito di Repubblica, al sito dell'Ansa e a tutti gli altri senza dover mettere mano al portafoglio.



(via Enzo di Frenna)

Una montagna di balle


Sta girando in rete in questo periodo un film/documentario, autoprodotto, che ha lo scopo di raccontare alcune cose riguardo al mai dimenticato tema dei rifiuti a Napoli. Il lavoro, al quale, nel mio piccolo, dò anch'io volentieri visibilità, è stato realizzato dai comitati Una montagna di balle, che hanno provveduto a caricarlo su YouTube. Il documentario è liberamente ripubblicabile sotto licenza Creative Commons. Riporto qui sotto, brevemente, la sinossi del film così come appare nel relativo canale di YouTube.

Penso che questo film sia utile a capire molte cose, soprattutto se confrontato con le dichiarazioni di chi continua a raccontare che l'emergenza rifiuti a Napoli è risolta.

Dal 2003 al 2009, un gruppo di videomakers, ha documentato la cosidetta emergenza rifiuti Campana per svelarne gli ingranaggi, individuare responsabilità e attori di quindici anni di gestione straordinaria. Uno spettacolo costato miliardi di euro e decine di processi in corso. Ma dove finiscono i rifiuti campani? Quali sono le ferite di una terra bruciata e i danni alla salute di milioni di persone? Il più grande disastro ecologico dellEuropa occidentale raccontato dalle voci delle comunità in lotta per difendere il proprio futuro: l'assalto ai fondi pubblici, le zone d'ombra della democrazia, il boicottaggio della differenziata, le collusioni con le ecomafie e le proposte di chi si interroga seriamente sulle alternative.

E se vivere in emergenza fosse solo una strategia per accumulare profitti!?

Da un'idea di Sabina Laddaga, Maurizio Braucci e Nicola Angrisano con la voce narrante di Ascanio Celestini con le musiche di Marco Messina Regia di Nicola Angrisano.

Ve lo propongo qui sotto nella sua versione integrale.

Buona visione.



giovedì 13 agosto 2009

Ciao Lester William Polfus

Qualunque persona che abbia un po' di dimestichezza con la chitarra, sa cosa significa la dipartita del papà della Gibson Les Paul.

Si dice che chi muore passi a miglior vita. Può darsi. Per chi resta, però, non è più la stessa cosa.

Costa crociere?

Oggi il Corriere riporta la curiosa storia di un terremotato abruzzese che nel modulo da compilare in cui bisogna indicare una possibile destinazione per la sistemazione in alloggi provvisori, ha indicato Villa Certosa o Palazzo Grazioli, residenze del presidente del Consiglio. Lo ha fatto - riferisce sempre il Corriere - memore delle promesse del nostro fatte a metà aprile.

Per restare in tema di promesse, Gilioli si chiede sul suo blog se qualcuno abbia avuto notizia di quest'altra buotade promessa, questa qui fatta verso fine maggio.

Centri di accoglienza

A proposito della querela in rete

Beppe Grillo ha lanciato, qualche giorno fa, tramite il suo blog, un'iniziativa che mi pare sia piuttosto interessante: fornire patrocinio legale agli utenti internet vittime di querela per diffamazione.

Io ho dei buoni avvocati e molte querele, preferirei non averle, ma fa parte del gioco. Quasi sempre le ho vinte. La maggior parte dei blogger non ha soldi, e neppure l'abitudine a essere querelata da un potente che può usare, talvolta anche a carico dello Stato, avvocati di grido. L'intera Rete è a rischio querela, tutta la verità che è presente in Rete è un attacco al Regime. Non si può querelare la Rete, ma la si può limitare, porre restrizioni idiote presenti in Cina e in Birmania, come hanno fatto e stanno facendo. Si può anche colpirne qualcuno per educarne cento. Per questo voglio creare un pool di avvocati della Rete a disposizione dei querelati.
Chiedo a tutti gli avvocati che mi leggono che vogliono difendere gratuitamente i blogger di inviarmi i loro riferimenti. Li inserirò in una lista sul blog. Per i casi più complessi metterò a disposizione i miei avvocati, che ormai vantano una certa esperienza. Nel blog sarà disponibile a settembre un'area di aiuto per i blogger querelati con i fatti da sapere per difendersi, gli studi legali cui rivolgersi e l'elenco delle cause in corso contro le pubblicazioni in rete.

No, non preoccupatevi, non mi sono beccato nessuna querela (ancora). E' che la vicenda mi pare interessante e volevo fare un paio di riflessioni.

La querela è una pratica piuttosto in uso in ambito giornalistico; meno, molto meno, tra chi scrive in rete per diletto (vedi blogger e affini). Eppure non sono mancati, anche nel recente periodo, episodi di questo genere, anche se non riferiti specificatamente alla diffamazione. Quello ad esempio che in misura maggiore è rimasto nella memoria collettiva, specialmente degli utenti della rete, è l'elevato numero di querele intentate poco meno di un anno fa da Gigi Moncalvo contro molti blogger, ma anche semplici commentatori di questi, in merito alle critiche a una sua trasmissione radiofonica. Secondo Wikipedia, i querelati all'epoca furono in totale circa 150.

E' opinione comune, personalmente abbastanza condivisibile, che la querela sia ormai uno strumento che col passare del tempo ha perso la sua valenza di difesa dell'onore e del prestigio personale di chi la presenta, per trasformarsi - spesso, ma non sempre - in una sorta di strumento intimidatorio verso qualcuno, magari qualche voce scomoda. E ciò è in massima parte dovuto al fatto che presentare una querela non costa nulla, mente riceverla può invece creare qualche problema. Di carattere economico, certo, ma anche per tutto quello che attiene il trovarsi invischiati dall'oggi al domani in una cosa apparentemente più grande di se stessi, nella quale non si sa bene come muoversi, cosa fare, ecc... C'è da dire che sono state presentate, a livello legislativo, nel corso del tempo, diverse proposte per modificare in senso meno restrittivo l'istituto della querela. Penso ad esempio alla omessa rettifica come condizione per proporre querela, alla fissazione di un tetto massimo per il risarcimento del danno morale e altre cose, ma tutto è sempre rimasto lettera morta. Segno evidentemente che, a qualcuno, un po' più in alto, continua a stare bene così com'è.

Sull'altro versante, c'è da dire che la massiccia diffusione di internet ha dato e dà la possibilità a chiunque disponga di un semplice pc di poter senza nessuna difficoltà pubblicare qualsiasi cosa. E - va detto - non sono pochi quelli che abusano di questa opportunità, magari pubblicando con troppa leggerezza cose per le quali la querela forse è anche troppo poco.

Personalmente, come dicevo prima, nonostante mi stia paurosamente avvicinando al duemillesimo post pubblicato in questo blog (senza contare il mio sito internet e le varie malefatte letterarie che semino via Twitter o Facebook), e nonostante abbia scritto abbastanza spesso cose piuttosto fastidiose, nessuno si è ancora fatto vivo. Va bene, il mio non è certamente quello che si dice il blog dai grandi numeri, ma neppure Settolo, probabilmente, si aspettava una querela da parte di Moncalvo. Quando ho attivato questo mio piccolo spazio, ormai tre anni fa, avevo già da tempo cominciato a scrivere alcune cose sul mio sito internet, e questa esperienza mi ha permesso di intraprendere la "carriera" di blogger tenendo sempre presente alcuni punti fermi, primo tra tutti la documentazione. Prima di scrivere qualunque cosa, infatti, cerco sempre di documentarmi al meglio, e lo potete facilmente verificare dalla moltitudine di link alle fonti che trovate nei miei articoli. Inoltre, cosa più importante, cerco sempre di specificare quando ciò che scrivo è un'opinione mia oppure un fatto accertato.

Come capite bene anche voi, però, queste sono precauzioni che reggono o possono avere una loro utilità se chi propone querela non lo fa per scopi diversi per la quale la stessa è stata concepita, nel qual caso non c'è santo che tenga. Ecco perché, come dicevo all'inizio, l'idea di Grillo non mi sembra affatto male.

Se a qualcuno interessa, Daniele Marescotti, dello staff di peacelink.it, ha pubblicato nel 2005 una piccola guida adatta allo scopo, che può risultare molto utile per evitare guai a chi maneggia lo strumento "blog". La trovate qui.

Lonesome Dove

Alcuni critici hanno sostenuto che se nella vita si vuole leggere un solo romanzo western, deve essere questo. Ambientato tra il 1876 e il 1...